25
Nov 2009
ore 14:11

Il grave errore della Michelin:
Paolo Lopriore

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IMG_1463.JPG

Paolo Lopriore in questi giorni non sorride.
La Michelin gli ha tolto la stella, non una stella, come se fosse sceso da due a una stella, cose che capitano, dispiacciono ma fanno parte del gioco.
No, la guida Michelin ha proprio azzerato Paolo Lopriore, uno dei migliori cuochi italiani. Lasciare il suo ristorante e lui senza nessuna stella è un gesto di cecità della guida ed è anche un gesto di superbia da parte di chi, con la Michelin Francia, salva grandi cuochi decotti sol per onore di bandiera.
Io Lopriore lo conosco da tanti anni e mi ricordo quando nel 1999 sono andato con la troupe del nuovo canale gambero rosso dedicato al cibo a fare le riprese da Marchesi, a Erbusco, per realizzare una puntata di un'ora.
Lopriore guidava la squadra di cucina, era il braccio destro di Marchesi, che considera il suo maestro, e seguiva l'uscita di tutti i piatti: quattro giorni di riprese e una bellissima esperienza televisiva ma anche gastronomica.
Ho visto Lopriore a San Sebastian seguito da una platea di 2500 addetti ai lavori e salutato alla fine dell'intervento dimostrativo con un grande appalauso.
Sono stato da poco tempo al Canto insieme con Andrea Petrini, che di Lopriore è grande estimatore, ed abbiamo fatto come al solito una grande esperienza.
Per questo dico che la scelta di punire Lopriore, perché data la rilevanza e la notorietà del cuoco il gesto di togliere la sola stella che aveva equivale a una punizione e non altro, lo trovo il più grande errore che la Michelin abbia fatto negli ultimi 10 anni.

commenti 49

Direttore, purtroppo per me non sono mai stato da Paolo Lopriore ma, in tutta ovvietà, Le credo pienamente e quindi comprendo il grave errore commesso dalla rossa.
Viceversa, conosco bene e ci vado spesso, Raffaele Liuzzi con la sua Locanda di Liuzzi a Cattolica. Anche al talentuoso Raffaele hanno tolto la stella. Lei che ne pensa ?
E' mica la risultante di un equilibrio geopolitico ? Difatti, l'hanno tolta a Raffaele e l'hanno data (secondo me molto meritatamente) a Stefano Ciotti del Vicolo Santa Lucia (Hotel Carducci), sempre a Cattolica.

25 Nov 2009 | ore 14:54

Concordo in pieno. Un errore clamoroso, davvero difficile da comprendere

25 Nov 2009 | ore 15:03

Più tempo passa e sinceramente più, mi sento di scostarmi da tutto ciò che è "guida". Vedo passi indietro di grandi MAESTRI che si autoeliminano, da giudizi, dopo che grazie a quei giudizi(sono diventati meritatamente grandi esponenti della cucina ITALIANA). Di meriti o demeriti assegnati(non si capisce ancora con quale criteri)mi collego al caso Lopriore. Di cosa viviamo noi Chef??? Bhè è facile dire: trasmettere soddisfazioni ai nostri clienti, che dopo un pranzo o una cena...........sembra che abbiano viaggiato in un mondo fatto di emozioni continue!! In bocca al lupo a tutti i miei colleghi........e alle persone a cui piace la buona tavola, a prescindere dalle stelle o meno.

25 Nov 2009 | ore 15:30

Errore ancor più grave è non spiegare i motivi, ma questo è un limite della Michelin. Nel 2010 una guida, per giunta la più autorevole, non può permettersi di essere criptica

25 Nov 2009 | ore 15:47

http://www.facebook.com/stefano.bonilli?ref=profile

Su facebook dove c'è il link a questo post si discute anche in modo surreale di questa storia della stella sparita.

25 Nov 2009 | ore 17:03

Bonilli le chiedo preventivamente scusa se sposto troppo l'asse del discorso. Nel merito ribadisco quello che ho detto nel suo post precedente: "a volte determinati punteggi sembra servano più a far parlare della guida che li ha emessi che dei ristoranti che li hanno ottenuti."
Andando relativamente fuori discorso mi preme dire che da qualche parte oggi ho letto l'elenco di quei ristoranti stellati che quest'anno hanno chiuso i battenti.
Il dato mi sembrava numericamente impressionante; qualcuno ha delle statistiche per capire se questa "mortalità" è frutto dell'attuale crisi economica o è in qualche modo fisiologica?
.
Ciao

25 Nov 2009 | ore 17:23

Tutto quello che non è scritto qui e tutto quello che è scritto su facebook,fa parte delle motivazioni per cui Lopriore, perde non una stella, ma la stella quasi senza colpo ferire.
Si parla d'altro .
Se avessero tolto le stelle, anche non tutte, ad Aduriz o Redzepi, (due nomi fatti non a caso) Paesi Baschi, Spagna e Danimarca si sarebbero mobilitati.
Qui da noi si blatera di "sperimentazioni" (sic!), locali blasonati oppure di altri ristoranti (che nel merito non c'entrano niente)
E' l'Italia, ahimè, anzi, ahinoi..

25 Nov 2009 | ore 17:31

Credo che la crisi economica, e mi permetto di dire culturale, di questo paese, farà diventare sempre più fisiologiche queste chiusure.

25 Nov 2009 | ore 17:37

al di là del fatto che quasi mai comprendo le ragioni della rossa in Italia... E'un mio annoso problema, ma è più forte di me... Per esempio non capisco come la Torre del Saracino non sia in vetta, o la lentezza ad accorgersi delle novità (sono felicissimo per Cuttaia, se le merita tutte). Ma credo che una guida quando esercita il diritto di critica faccia semplicemente il suo mestiere... Possiamo non essere d'accordo talvolta, possiamo irritarci, se siamo parte in causa possiamo anche riceverne un danno... Ma nulla toglie che mettere, togliere stelle sia il lavoro della rossa. Il rendiconto lo trarranno a fine anno, se avranno venduto e conservato la fiducia del pubblico e l'autorevolezza avranno fatto bene se no male! Ma non ci si può irritare e stupire ogni volta che la lista non corrisponde a quella che noi vorremmo. E' chiaro che il gesto della Michelin non è casuale ma è una dichiarazione ben precisa, si può condividere o no! Personalmente fatico non poco a capire le logiche della guida, ma non penso sia stato un errore ma una scelta.
Ciao A

25 Nov 2009 | ore 18:14

Caro Stefano
sono , come capita spesso , completamente d'accordo con te e Marco sia sul valore assoluto di LoPriore sia con il tuo giudizio sulla decisione della Michelin : "cecità e superbia" la definiscono perfettamente.

25 Nov 2009 | ore 18:16

Vedi, fosse un voto in più o in meno non ci sarebbe da discutere, una cosa che avveniva una decina di anni fa, oggi non mi sembra abbia più senso.
Ma qui siamo di fronte alla scomparsa di Paolo Lopriore dalla classifica dei migliori ristoranti e ristoratori con una stella, siamo cioè di fronte a questo fatto: ci sono 229 locali con una stella, 37 locali con due stelle e 6 locali con tre stelle e tra loro per Lopriore non c'è posto.
Volessi semplificare per un amico americano potrei dirgli che per la Michelin Lopriore non è tra i primi 272 ristoratori italiani.
E' possibile?
C'è stato un litigio?
Uno degli ispettori, straniero tanto per cambiare, ha avuto da ridire?
Perché se non ci sono motivi extra piatti-cucina, e non ci sono, si comprende che Lopriore non può stare così in basso e per questo ho scritto che è l'errore più grave della Michelin degli ultimi 10 anni e il fatto che non ci sia una spiegazione-giustificazione non mi piace e mi suona tanto Opus Dei cosa che non corrisponde nè a Restelli nè a Arrighi, due persone che stimo, ma allo stile della real casa francese di pneumatici.

25 Nov 2009 | ore 18:29

Stefano, mi pare chiaro (a scanso di refusi, ma a questo punto l'avremo saputo) che per la Michelin di Arrighi semplicemente il Canto, non è più tra i ristoranti che meritano una stella... Beh, ce ne possiamo dolere o condividere, ma è una posizione personale lecita e possibile. fa parte della dialettica della critica gastronomica, non un atto contro natura e da santa inquisizione, come alcuni sembrano dire nelle risposte a questo tuo bel post ed ad altri. Del resto per la rossa il Canto valeva una stella, non due o tre, già questo cozza con le valutazioni di molti... Per me dare una stella (ma è valutazione personale) a un posto come il Canto e ad un cuoco come Lopriore è già in se un problema quasi peggiore che il non dargli niente, perchè che quello sia un posto da formula uno sembra chiaro a tutti.
Ciao A

25 Nov 2009 | ore 19:01

La Guida Michelin, che prima consideravo la mia bibbia, mi ha profondamente deluso ed è tre anni che non la compro. Le sue valutazioni mi trovano sempre più in disacccordo. Lopriore è l'ennesima prova...come guida ha perso smalto e autorevolezza. La sola cosa da fare: non acquisrala

25 Nov 2009 | ore 20:12

Per quel che può valere (ho al mio attivo solo pochi ristoranti stellati), fino ad oggi è stato il pasto migliore della mia vita: nutrimento per pancia e cervello. Forza Paolo
Alessio

25 Nov 2009 | ore 20:29

Io da produttore, sono parecchi anni che frequento l'alta ristorazione, sono tre anni che insieme ad uno dei migliori gourmet della penisola frequento la tavola di Paolo Lo Priore, ritengo che sia talmente avanti che...possa essere definito quello che ha inventato sensazioni gustative inedite, un Genio e fra altri geni quello più intrigante, ora io ho sempre odiato le guide, dovrebbero essere strumenti di servizio ma... finiscono "non si sa come" per far spesso "litigare" colleghi, creano una pressione su chi è beneficiato del successo enorme, ho visto qualcuno "cambiare"con l'avvento delle stelle!
Voglio proprio affermare:
Per fortuna nella mia categoria, quella dei produttori, non abbiamo l'inquinamento delle guide è il mercato a darci o a levarci.
Le stelle son parole.....i soldi pezzi di carta...Lo Priore ed io abbiamo dato un senso alla nostra vita, questo è certo!
Direi che, a questo punto, lasciamo l'acquisto della Rossa a chi non capisce un tubo e andiamo avanti...senza i soldi di chi la compra.

25 Nov 2009 | ore 21:27

‘ma allo stile della real casa francese di pneumatici’. In Svizzera due settimane fa è stata data una stella ad un ristorante etnico indiano. stili diversi o anche l'etnico italiano ha qualche possibilità?
analisi.
le 2
2004/2007 solo 8 ristoranti sono premiati con la seconda stella
2007/2008 in un solo anno addirittura 5
2008/2009 in un solo anno 3

le tre
2004/2010 in sei anni solo 2 ristoranti premiati con la terza stella con due+quattro anni di assoluta staticità che poco si allinea con l'incremento dei due stelle.
d'accordissimo con la terza ai Cerea. ma possibile che nessu altro dei 34 due stelle meritasse la terza?

26 Nov 2009 | ore 00:33

Ho lavorato in quella cucina, ho avuto la fortuna di conoscere lo chef Paolo.
Come dice Parisi, la cucina di Lopriore é troppo avanti.
Forse troppo per i "gommisti".
Personalmente sono dispiaciuto e sconcertato, sono altrettanto sicuro che per lo Chef passata la delusione, tutto questo gli darà ancora più vitalità.
Le stelle michelin stanno sulla porta, al Canto devi alzare lo sguardo nella chiostra, contemplare il firmamento per poter capire con che stelle ci si rapporta.

26 Nov 2009 | ore 11:26

Solidarieta' e stima anche da parte mia....

26 Nov 2009 | ore 11:59

Non sarà snobbando la Michelin e dando dei "gommisti" ai francesi che ne usciremo a testa alta. Le guide sono importanti e la Michelin lo è più di tutte. E' giusto invece, come ha fatto notare Bonilli, che la guida si evolva e dia non "giustificazioni" ma spiegazioni chiare sui giudizi, importanti e per alcuni chef determinanti (bisogna poi capire quanto), che attualmente sembrano dei dogmi calati dal cielo.

26 Nov 2009 | ore 12:07

Daccordissimo con Lei sul fatto di motivare i giudizzi.
Dal momento che viene giudicato l'operato di qualcuno, mi sembrerebbe il minimo.
Faccio il cuoco, quindi so' benissimo il peso, reale e presunto che la Michelin riveste.
Prestigio e riconoscimento per i cuochi, visibilità e quello che ne deriva per il businness.
"gommisti" voleva essere semplicemente un gioco di parole, uno sberleffo per una decisione che non condivido.

P.S non posso permettermi di snobbare i "gommisti", mio padre é un gommaio.

26 Nov 2009 | ore 14:09

Attenzione a chiamare ristorante indiano etnico il RASOI di Ginevra (all'interno dell'Hotel Mandarin Oriental). In realta' e' un ristorante gastronomico che usando ingredienti e tradizioni dell'India li interpreta in modo occidentale (meno spezie, ingredienti piu' nobili, presentazione all'occidentale), il tutto in un cadre molto raffinato, con una bella carta dei vini etc.
Tra l'altro questo ristorante e' la realizzazione ginevrina di un concetto realizzato in Inghilterra (Rasoi London) dal signor Vineet.

Quindi siamo lontani un miglio dall'etnico. E' un super ristorante in piu' originale.

Detto questo nulla non toglie al discorso su questa stella maltolta ma non facciamo paragoni alla ....

26 Nov 2009 | ore 15:03

Certo che se ora tutti gli appassionati si dessero appuntamento da Lopriore, sarebbe davvero bello.
Se non altro per dare un segnale. So che il Maestro non ha bisogno di tutto ciò ma credo che sarebbe un bel modo di prendere posizione: tutti attorno a un tavolo a parlare o, più verosimilmente, a restare senza parole.
Allora? Iniziamo a contarci?

26 Nov 2009 | ore 15:11


Ma chi se ne frega della Michelin e le sue stelle appannate,bolle d'aria destinate a scoppiare,non credibili, solo per vendere copie(vedere Giappone 11 tre stelle).Quanti di questi ispettori sono stati grandi Chef di cucina???LOPRIORE è un grande chef e tale rimane anche senza stella.

26 Nov 2009 | ore 15:52

....è semplicemente vergognoso! massima solidarietà al sig. Lopriore!

26 Nov 2009 | ore 17:12

Sia quando steccava Pavarotti che la Callas c'era stupore, incredulità, rumoroso disappunto a volte, ma nessuno si sarebbe mai sognato di sostenere che fossero dei cantanti falliti o delle mezze calzette. Credo che noi, da semplici, siappure appasionati spettatori, possiamo fare poco altro. La Michelin sbaglia e continuerà a farlo, credo tuttavia che provare a screditarla o farlo sia, oltre che un impresa pressochè impossibile e piuttosto rischioso.

26 Nov 2009 | ore 19:35

Non cambirà molto ma mi correggo ....La Michelin sbaglia e continuerà a farlo, credo tuttavia che provare a screditarla o farlo sia, oltre che un'impresa pressochè impossibile, piuttosto rischioso.

26 Nov 2009 | ore 19:38

il Rasoi in tutto il suo splendore é un ristorante di cucina indiana evolutiva contemporanea. se mi consenti un ristorante italiano a Pechino é etnico per i cinesi.

26 Nov 2009 | ore 19:41

Paolo Lopriore paga lo scotto di avere il coraggio di proporre una cucina che guarda avanti e chiunque faccia il suo lavoro dovrebbe dargliene atto, recensori compresi.

26 Nov 2009 | ore 19:49

tipico di questo paese: il giudizio degli arbitri è sempre sbagliato, i proff nn capiscono gli alunni, i critici sbagliano a dare i voti ai locali, le multe sono date con cattiveria etc etc
un po' più di serenità accettando anche le sentenze amare?
ciao ciao

26 Nov 2009 | ore 20:02

Dirò una castroneria ma non è possibile dare una spiegazione il perchè di questo?
La guida elogia in modo chiaro e spiega le motivazioni quando un ristorante passa da 1 a 2 stelle etc etc, e porchè non fare anche l'opposto? Lo Priore non si merita più la stella, ok , ma spiegassero il motivo.
Ovviamente il discorso vale per tutti e non solo per Paolo.

26 Nov 2009 | ore 20:08

Spiegazioni per avere levato la stella a Lopriore? Non sono implicite nelle linee-guida della Rossa? Stelle date in base alla cucina, quindi se tolgono la stella immagino sia perchè durante le visite degli ispettori la cucina di un ristorante non sia stata all'altezza della stella.
Poi che si possa essere daccordo o meno sul signolo caso è un altro discorso, chiaramente.

26 Nov 2009 | ore 20:39

Volevo ringraziare,l'unico mio dispiacere è che amo fare il cuoco.Paolo

27 Nov 2009 | ore 09:09

Fausto Arrighi ha affermato: "La cucina di Paolo Lopriore è risultata cerebrale, troppo, con eccessi che non sono piaciuti. Gli eccessi non pagano, bisogna stupire nella normalità, ricordarsi che bisogna lavorare per la clientela. Detto questo, aggiungo però che la stoffa c’è e magari tra due anni di stelle ne avrà addirittura due".
La frase: "Bisogna stupire nella normalità" suona un po' come "Bisogna vincere i mondiali di Formula Uno senza superare il limite dei 130 km orari"...

27 Nov 2009 | ore 09:47

a mio modestissimo ed inutile parere credo ci sia dietro un problema economico/commerciale.
la classificazione michelin credo muova un bel po' di soldi.
al contrario, chi è già stato a mangiare nel ristorante in questione e si è trovato bene se può tranquillamente strafregare del giudizio altrui.

27 Nov 2009 | ore 09:54

Io continuo ad essere perplesso rispetto a buona parte delle posizioni qui prese. Nutro parecchie perplessità rispetto alla Michelin, legate sopratutto ai consigli dei ristoranti fuori dal circuito dei stellati. Ho avuto delle esperienze davvero drammatiche fidandomi dei consigli e delle segnalazioni della guida. Credo, tuttavia, che parlando della grande o alta ristorazione la Michelin rimanga un punto di riferimento. Mi auguro che quest'esclusione non incida negativamente sul lavoro e sulla creatività di Paolo perchè sono queste due caratteristiche che lo caratterizzano come grande chef quando è in trincea, ops, in cucina, e non le stelle che porta sull'elmetto.

27 Nov 2009 | ore 10:21

saranno ancora troppo affezionati alla cucina classica con 1000 salse per piatto!

27 Nov 2009 | ore 10:23

Vabbé, sdrammatizziamo con un paio di barzellette.

Un ispettore della guida Michelin dal fruttivendolo:
“Un chilo di mele per favore”
“Rrosse o gialle?”
“Ma chi se ne frega, tanto le sbuccio!”

Un ispettore della guida Michelin rientra in sede con una grossa merda in mano e dice ai colleghi:
"Ragazzi guardate cosa stavo per calpestare!"

27 Nov 2009 | ore 10:38

Se Fausto Arrighi ha detto veramente che "bisogna stupire nella normalità " le 3 stelle ad Adrià non sarebbero pensabili perché quella di Adrià è una cucina diciamo così anormale.
Sono in viaggio e seguo saltuariamente la discussione ma non posso che confermare che qui non si tratta di un voto in più o in meno ma in un giudizio ultimativo: o cambi cucina o con noi hai chiuso, cosa che una guida non può e non deve fare mai.
Per questo dico che questo è il più grave errore della Michelin dell'ultimo decennio e lo dico con spirito di stima nei confronti di chi la dirige e l'ha diretta.

27 Nov 2009 | ore 11:23

Un'altro paio:

Sapete perché gli ispettori della guida Michelin non mangiano i ghiaccioli verdi?
Perché pensano che siano acerbi!

Un ispettore della guida Michelin fa parole crociate e chiede aiuto ad un collega.
“4 lettere. Nome volgare dell'organo genitale femminile”
"Forse lo so: orizzontale o verticale?”
“Orizzontale”
“No allora non lo so”


27 Nov 2009 | ore 11:31

Vineet e' un grande! Lo ha dimostrato a Londra, alle Mauritius e adesso a Ginevra.

Bella cucina e sopratutto buona e contemporanea.

Peccato per Paolo al quale gli auguro un sicero augurio per gli anni a venire.

27 Nov 2009 | ore 13:39

Anche "bisogna lavorare per la clientela",non è male. Lasciando intendere che si lavori per chi? I convegni gastronomici? I gourmet "maniaci"? Clenti "normali" non ne ha?
Però, grazie al cielo e ad Arrighi, meno male che "la stoffa c'è"...

27 Nov 2009 | ore 17:03

Si inizia con il vegetale, l'ormai classica insalata di alghe, erbe aromatiche e radici che resetta il palato al the, tartufi di mare e aceto di moscato, dove amaro, acido e iodato si inseguono e sempre quella nota amara ripulente nel fianle, cosi come nei cardi, scorzonera, uova e prosciutto e ancor più nel riso giallo, con la scorza di pompelmo a ravvivare il boccone. Poi si cambia registro, una triglia perfetta, accompagnata in dolcezza da un fondo di rape e dalla scorza di limone candita, l'immersione nella terra con pino, funghi pioppini, midollo (appena planciato, perfetto), tartufo bianco. E ancora classicità nel piccione in civet, contrappuntato da croccanti cime di rapa, corbezzolo, fasolari e poi dopo uno spicchio di mela a ripulire la bocca, l'immensa golosità della trippa, caviale, farina di ceci, da mangiarsene cento. E dolci puliti e freschi a chiudere. Ha proprio ragione Arrighi "la stoffa c'è".
Se si poteva nutrire qualche dubbio, scordatevelo.
Grazie Paolo Lopriore e Anna Claudia Grossi

28 Nov 2009 | ore 23:29

Si tratta di un errore troppo grande e soprattutto troppo strano perché lo si possa considerare un semplice errore. Probabilmente c'è dell'altro. Oltre tutto si tratta di un ristorante - ora che anche il servizio è migliorato - che ha tutti i requisiti per poter essere apprezzato dalla Michelin, a partire dal fatto che fa parte di un grande e storico albergo, di notevole fascino e membro dei Relais & Chateaux, il che di solito aiuta.
Davvero non so che cosa pensare.

29 Nov 2009 | ore 12:40

Che abbiano ricevuto mail o lettere di cumenda italiani e stranieri venuti per dormire alla Certosa, rimasti per pigrizia a cena lì e sconvolti di non aver trovato una ribollita (al più, "reinterpretata", per fare moderno).
E' successo anche a me di sentire lamentarsi una tavolata di americani shockati dal "limone, sale e liquirizia".

E che una guida di cucina del 2010 non riesca a capire che il cliente NON ha sempre ragione, tanto più quando si parla di alta cucina.

29 Nov 2009 | ore 14:44

Premesso che non ho amato affatto la cucina di Lopriore e che mi trovo assolutamente d'accordo che le affermazioni di Arrighi mi sorge però una riflessione. Ovviamente l'editore di una guida è liberissimo di fare c'ho che vuole e paga (magari alla lunga) le conseguenze di ciò che fa. Ma qualche responsabilità ad un ispettore toccherà pur sottolinearla.... Innanzi tutto vorrei far notare che anche l'altro stellato di Siena (per quanto non paragonabile al canto nè come cucina nè come location) ha perso la stella quindi non vorrei che ci stessimo scornando contro un ispettore frustrato o peggio ancora esibizionista. E' poi vero che il gusto è soggettivo ma è ugualmente veo che certi parametri sono oggettivi: il ristorante Il Canto è meraviglioso, il servizio perfetto e la cucina sicuramente appassionata e di altissimo livello, Quindi perchè punire? Perchè deve essere ben chiaro hai gommisti che togliere na stella è ben peggo che non darla. La cucina di Paolo (come quella di Liuzzi) era ugualmente cervellotica 3 anni fa. Se non piace oggi come poteva piacere allora per dare la prima stella. Siamo di fronte ad un tentativo di ridimensionare gli orizzonti della cucina? OK... ma ciò deve essere fatto con un programma a lung termine e non penalizzando chi, come Paolo e come tanti altri chef patron investo soldi, passato carriera ed emozioni in progetti pieni di passione ed amore. Ricordiamoci che fare una pizzeria è molto più facile e redditizio...

29 Nov 2009 | ore 17:41

Scusate gli ORRORI di ortografia ma sto scrivendo in cucina sopra il frigo... comunque FORZA PAOLO... appena torno a Siena vengo a trovarti così magari stavolta riesci a conquistarmi.

29 Nov 2009 | ore 17:45

Salve Direttore, ultimamente sto notando un po' in tutte le guide, dal gambero, alla rossa, all'espresso, che i giudizi di queste si basano molto sul tipo di cucina che uno chef propone, anzi direi che si critica. Io penso che un ispettore abbia il dovere e obbbligo di rispettare la tipologia di cucina, che sia "barocca" o "troppo all'avanguardia" purchè questa risulti ottima al palato, fine, equilibrata, una giusta proporzione gusto-olfattiva tra gli ingredienti e presentata in un certo modo.
Non dimentichiamo che la cucina è un modo di essere, sono dell'emozioni che lo chef cerca di trasmettere al commensale.Penso che un ispettore oltre che degustare il piatto, debba anche capire lo stile dello chef.
Quindi non mi sembra giusto sia per Lopriore sia per gli altri chef essere puniti per una loro interpretazione della cucina, per un loro modo di esprimersi e di essere.

02 Dic 2009 | ore 00:43

Salve Direttore, ultimamente sto notando un po' in tutte le guide, dal gambero, alla rossa, all'espresso, che i giudizi di queste si basano molto sul tipo di cucina che uno chef propone, anzi direi che si critica. Io penso che un ispettore abbia il dovere e obbbligo di rispettare la tipologia di cucina, che sia "barocca" o "troppo all'avanguardia" purchè questa risulti ottima al palato, fine, equilibrata, una giusta proporzione gusto-olfattiva tra gli ingredienti e presentata in un certo modo.
Non dimentichiamo che la cucina è un modo di essere, sono dell'emozioni che lo chef cerca di trasmettere al commensale.Penso che un ispettore oltre che degustare il piatto, debba anche capire lo stile dello chef.
Quindi non mi sembra giusto sia per Lopriore sia per gli altri chef essere puniti per una loro interpretazione della cucina, per un loro modo di esprimersi e di essere.

02 Dic 2009 | ore 00:48

Salve Direttore, ultimamente sto notando un po' in tutte le guide, dal gambero, alla rossa, all'espresso, che i giudizi di queste si basano molto sul tipo di cucina che uno chef propone, anzi direi che si critica. Io penso che un ispettore abbia il dovere e obbbligo di rispettare la tipologia di cucina, che sia "barocca" o "troppo all'avanguardia" purchè questa risulti ottima al palato, fine, equilibrata, una giusta proporzione gusto-olfattiva tra gli ingredienti e presentata in un certo modo.
Non dimentichiamo che la cucina è un modo di essere, sono dell'emozioni che lo chef cerca di trasmettere al commensale.Penso che un ispettore oltre che degustare il piatto, debba anche capire lo stile dello chef.
Quindi non mi sembra giusto sia per Lopriore sia per gli altri chef essere puniti per una loro interpretazione della cucina, per un loro modo di esprimersi e di essere.

02 Dic 2009 | ore 00:51

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