24
Nov 2009
ore 12:01

Michelin 6 x 3 stelle

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Michelin_2010_1.jpg

Una grande novità nell'edizione 2010 della Michelin, un altro ristorante tra i tre stelle, è Da Vittorio di Bergamo che si va ad aggiungere al Pescatore, Pinchiorri, Pergola, Calandre e Sorriso.
Erano vari anni che si attendeva un nuovo tre stelle e forse Vittorio era meno accreditato di altri ma negli ultimi mesi è cominciato a circolare il nome del ristorante alle porte di Bergamo ed ecco che il sesto tre stelle è arrivato.
La presentazione della nuova edizione della Rossa si svolge alla Triennale e un'altra novità è la presenza di Ezio Santin alla cerimonia di premiazione.
Lui, vecchio tre stelle insieme con Marchesi negli anni Ottanta, oggi due stelle, aveva scritto a tutte le guide chiedendo di non essere più classificato come già aveva fatto Marchesi gli scorsi anni.
Questa volta la Michelin ha risposto alla richiesta chiamando Ezio Santin alla premiazione, omaggio a uno dei cuochi che hanno fatto la storia della cucina italiana degli ultimi 40 anni.

Michelin_2010_2.jpg
L'equipe del nuovo tre stelle Da Vittorio di Bergamo

Capitolo due stelle
Enrico Crippa del Duomo di Alba
Antica Corona Reale da Renzo di Cervere
Ischia Il Mosaico
Pino Cuttaia della Madia di Licata
Il Pellicano Porto Ercole
Trenkerstube Tirolo, Bolzano
Met Venezia

Le nuove stelle
Antonello Colonna a Roma
Glass Roma

Fa' piacere vedere che a Roma Glass ha preso una stella e Antonello Colonna l'ha portata da Labico a Roma. Relais Blu a Massa Lubrense e Nicola Cavallaro a Milano hanno preso una stella come promesse. Sorprende invece la perdita della stella de Il Canto della Certosa di Maggiano.

FOTO S. BONILLI

commenti 27

Molto contento che Roma abbia acquisito due nuove "stelle", dispiaciuto ed incredulo per il Canto della Certosa...
Sul "destellamento" di Adriano Baldassarre qual'è la riflessione?

24 Nov 2009 | ore 12:22

In particolare, oltre alla stella a Bartolini strameritata (dovrebbe averne 2!) e assai tardiva, mi piace sottolineare la stella ricevuta dal Pomiroeu del bravo Giancarlo Morelli e la seconda stella per il Mosaico e il suo bravissimo cuoco Nino di Costanzo.
Due posti in cui ero stato di recente mangiando davvero bene.

Ad Majora

24 Nov 2009 | ore 12:34

non riesco a comprendere le motivazioni che possano spingere un ispettore Michelin a togliere la stella a Paolo Lopriore. trovo la scelta un profondo errore di valutazione.

24 Nov 2009 | ore 12:46

Non conosco suddetto ristorante, ma certo fossi in Perbellini non la prenderei bene. Cinque anni di anticamera, in odor di terza stella, promessa e poi non data. Sarebbe come se giovinco dopo due anni di panchina e di promesse "vedrai quando si ritira Del Piero", venisse scalzato da un parvenu

24 Nov 2009 | ore 14:38

Ehm...ho l'impressione che paragonare Da Vittorio un parvenu apparso dal nulla non sia proprio azzeccato?

Io continuerò a non comprare la Michelin, però sono contenta soprattutto per il Piazza Duomo (che è da queste parti e a me piace) e per Glass (che non sono ancora riuscita a provare ma i proprietari sono simpatici!) :-)))


24 Nov 2009 | ore 15:03

Grande Pino Cuttaia che a livello di cucina ne merita 3 di stelle! prenderne 2 a Licata è veramente qualcosa di grande!
Scandaloso togliere la stella a Lopriore, non è che sia un errore di stampa? cazzo è considerato unanimamente uno dei primi 5-10 cuochi in Italia!! mah, vallo a capire...

24 Nov 2009 | ore 15:24

Io continuo a pensare che nelle 3 stelle manca qualcuno di Modena....

Giustamente splendente la stella al Glass che premia gli sforzi di Fabio Spada partito con un gap non dovuto alle sue scelte ma agli assurdi errori dell'impresa costruttrice che non era riuscita a realizzare le belle architetture di Andrea Lupacchini. Un avvio nel 2004, dal punto di vista gastronomico, in sordina ma una capacità di accelerazione eccezionale grazie anche alla micidiale propulsione Bowerman che in 3 anni scarsi ha bruciato parecchia strada.

24 Nov 2009 | ore 16:26

Ho pranzato con Pino Cuttaia e mi fa piacere che abbia avuto il giusto riconoscimento mentre non ho proprio capito l'esclusione di Lopriore, quasi una punizione, perché un cuoco di tale storia e livello e un ristorante come Il Canto, inserito in un albergo come la Certosa di Maggiano, non possono essere privi di stella e quindi immagino sia accaduto qualcosa.

24 Nov 2009 | ore 16:29

Qualche commento su Bottura che non hà ricevuto la terza stella?
Io penso la meritasse.

24 Nov 2009 | ore 16:36

Le guide, e anche la Michelin, non hanno più il peso di un tempo, l'offerta di prodotti cartacei, del web e persino televisivi di crtica e di informazione del mondo della ristorazione si è frammentata molto e il pubblico è più smaliziato.
Un tempo, per esempio, anche se ero titolare di una guida partecipavo
molto, discutendole e contestandole, alle scelte del curatore della Michelin di allora, Restelli, mentre oggi come osservatore neutrale trovo che la somma dei voti e giudizi espressi dalle varie guide sia molto normale e in linea col clima generale di disattenzione e superficialità del pubblico di lettori e appassionati.
Quindi anche questi voti Michelin mi vedono qua e là perplesso ma nulla più e anche le notizie provenienti dai congressi gastronomici di Alicante e San Sebastian dicono che stanchezza, mancanza di fantasia e ripetitività sono le note che caratterizzano ultimamente questo nostro mondo.

24 Nov 2009 | ore 17:56

Secondo me, dare una stella al Vigneto di Grumello è un grandissimo errore di valutazione. Non può essere allo stesso livello dell'Anteprima di Chiuduno. C'è una differenza abissale.Non lo trovo affatto corretto nei confronti di Daniel Facen e della sua cucina.
Condividete la mia opinione?

24 Nov 2009 | ore 18:05

Bonilli in versione nichilista.
LO ADORO!

Ad Majora

24 Nov 2009 | ore 18:31

Per me le guide sono rappresentate da uomini e per quanto tale in questo caso gli uomini hanno raccontato tante fesserie, moltiplicate per tutti questi anni, aggiungi striscia, aggiungi le Iene ecco il risultato. Fino a quando usciranno da esse i cuochi, ci sarà sempre qualcuno che potrà rimpiazzare il posto, ma se ci stufiamo noi case vinicole che alimentiamo il settore guide torneremo al passaparole sia per i ristoranti che per il vino. E tutti torneremo a fare qualità... naturale...

24 Nov 2009 | ore 18:37

Il termine nichilismo (dal latino nihil, nulla, da cui nihilismo, secondo una dizione desueta e dal latino medioevale nichil dello stesso significato) designa in senso generico l'atteggiamento o la dottrina volti a negare in modo definitivo e radicale l'esistenza di qualsiasi valore in sé e l'esistenza di una qualsiasi verità oggettiva. Nella sua versione più estrema, il nichilismo considera la realtà stessa come radicalmente inconoscibile. Il nichilismo rappresenta la volontà di negare i valori già esistenti.Sei forte direttore

24 Nov 2009 | ore 18:40

Un grandissimo applauso per Riccardo Agostini che dopo una vicenda un po' storta nel passato ristorante ha saputo con le sue sole forze e grazie a Claudia fare un bellissimo ristorante in un posto bellissimo e con una grande grande cucina che gli ha portato questa merittissima soddisazone. Sei il migliore

24 Nov 2009 | ore 18:50

Intanto voglio dire GRAZIE a tutti quelli che oggi ci hanno chiamato,scritto,faxato la loro amicizia,il loro affetto e la loro solidarietà.Ci tengo a dire che ai nostri occhi non è mai successo nulla che facesse pensare ad una cosa simile.In molti ci hanno chiesto se ci fossero stati degli screzi,discussioni o altro ma no,nulla.

24 Nov 2009 | ore 19:51

Per una stella soppressa che costituisce una enorme cantonata c'e'una soppressione sacrosanta: quella del tordo matto di zagarolo. Baldassarre e'uno dei cuochi più sopravvalutati degli ultimi anni e bisogna riconoscere alla rossa il merito di una dovuta retromarcia. Non sono un professionista, ma la mia prima volta a zagarolo e' stata così deludente e fallimentare che ci sono voluto tornare. La seconda e' stata una debacle.
Ps l Italia a questo punto supera ampiamente la Spagna quanto a ristoranti stellati a conferma di quanto scrive da sempre vizzari. La cucina spagnola, salvo le debite eccezioni, non affondando le sue radici in una solida tradizione e non potendo avvalersi, come quella italiana o francese, di una amplissima varietà di prodotti del territorio , e'essenzialmente un fenomeno di marketing e come tale destinata ad implodere. Ed anche questo e' molto chiaro alla michelin: basta vedere il numero dei bistellati italiani (37) a fronte degli sagnoli (meno di 10), per non parlare di quelli con un macaron. La rossa non coglierà immediatamente le tendenze ( che spesso sono effimere e transeunti) ma, a differenza di molti, ha ben chiari i fondamentali

24 Nov 2009 | ore 22:06

possiamo limitare gli "ad majora"?
insomma, il concetto è chiaro
:)

25 Nov 2009 | ore 00:06

pareri personali.
1) congratulazioni ai gruppi di lavoro di glass a roma e san cristoforo a milano.
bravi, bravissimi!
sono posti dove si va, e si torna, sempre volentieri.
2) il ristorante cui hanno tolto la stella non lo conosco e mi astengo.
3) adriano baldassarre credo non cucini più al tordo matto da tempo e quindi (in qualsiasi caso) la stella se ne andava per forza.

25 Nov 2009 | ore 09:15

No.

Ad Majora

25 Nov 2009 | ore 09:19

E'vero, Baldassarre non è più al tordo matto ma a partire da maggio, mi sembra. Tuttavia:
1) il giudizio della michelin dovrebbe essere fondato sull'attività del ristorante nel corso dell'intero anno 2009, quindi anche relativamente ad un periodo in cui il suddetto ancora lavorava al tordo matto;
2) mi risulta che baldassarre abbia lavorato al ristorante la stiva di s.felice circeo che non mi sembra abbia ottenuto particolari riconoscimenti non solo dalla michelin ma da nessun altra guida.

25 Nov 2009 | ore 10:35

è parecchio che non frequento il tordo matto dove, pirzunalmente, mi ero sempre trovato bene.
quindi non posso giudicare.
ma comunque avevo anche scritto "in qualsiasi caso" come a dire che sia per chi piace, sia per chi non piace la cucina di a.b. la stella se andava.
nel senso che rispetto ovviamente entrambi i pareri.
ma personalmente non credo possano lasciare una stella ad un ristorante dove il cuoco ha mollato a primavera.
manco si può dire che l'avrebbero lasciata per diritto ereditario.
o forse si?
la mamma eredita dal figlio?

25 Nov 2009 | ore 10:57

Parlo per i miei gusti personali e per le esperienze che ho avuto.
Scopro che Vissani non ha 3 stelle, per me il numero uno assoluto, incredibile.
Tre stelle a Vittorio son troppe, come due stelle a Renzo di Cervere.
Giuste invece le 2 stelle a Crippa.
Dopo il mio parere autorizzo la chiusura dei commenti su questo post.

25 Nov 2009 | ore 11:09

Anche lasciando da parte i gusti personali non si può togliere l'unica stella Lo Priore (quando ne meriterebbe tre) e volersi spacciare come la migliore guida culinaria del pianeta.
Soldi sprecati, quelli per la Michelin, insomma e non solo per questo: scorrete l'elenco degli stellati e ditemi se vi sembrano giudizi sereni e imparziali...

25 Nov 2009 | ore 12:41

Dal comunicato della Michelin si apprende che in Italia, dal 2004 ad oggi, i ristoranti con una stella sono passati da 186 a 229, quelli con due stelle da 20 a 37 e quelli con tre stelle da 4 a 6.
Considerando che il dato sarebbe stato migliore se non ci fossero state tante chiusure soprattutto nell'ultimo anno (su trenta stelle tolte, solo 8 sono espressione di un giudizio negativo: le altre sono per chiusure e trasferimenti), si deduce che indubbiamente la Michelin negli ultimi anni ha assunto un atteggiamento meno sciovinista verso i ristoranti italiani.
Per quanto mi riguarda rimane altamente attendibile: prova ne sia (per quel pochissimo che può valere) che condivido tutte le scelte relative ai ristoranti che ho visitato quest'anno, vale a dire la stella in meno all'Ambasciata e la stella in più a MET, Trenkerstube, Vicolo Santa Lucia e Sissi.

25 Nov 2009 | ore 14:04

Mi dispiace non faccia più notizia l'ingiustificabile assenza dai tristellati del Maestro Vissani.
O forse è meglio così, a volte determinati punteggi sembra servano più a far parlare della guida che li ha emessi che dei ristoranti che li hanno ottenuti.
.
Ciao

25 Nov 2009 | ore 16:43

Quest anno la guida Michelin ha perso proprio il suo fascino .
Si tante due stelle ma alcune di persone che non hanno nulla da raccontare.
Cuttaia ci sono stato e non è proprio che mi abbia sconvolto ,renzo di cervere idem il met ci può stare ed anche il pellicano ma io ne avrei data un altra sicuramente a ilario vinciguerra in galliate-varese una cucina sconvolgente tra la grande scuola francese con influenza mediterranea.
avrei tolto la terza al sorriso per darla a villa crespi anche qui una grandissima cucina non proprio "sconvolgente" ma il posto la merita .
Ottimo al stella a bartolini con la speranza che faccia dei nuovi piatti.
saluti marco

28 Nov 2009 | ore 10:50

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