19
Nov 2009
ore 18:43

Starbucks cambia pelle

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blogSpan.jpg

Ma che bar carino, quasi quasi ci vado a fare una delle mie visite per una bella colazione con lettura dei giornali...
Anche se provate a sforzarvi per dire dove avete già visto questo bar o che locale vi ricorda penso che fareste un buco nell'acqua, anzi, nel caffè perché questo è il nuovo locale che Starbucks ha aperto a Seattle, in East Roy Street, e il locale non si chiama Starbucks ma Roy Street Coffee & Tea.
E' l'inizio di una rivoluzione, di un cambiamento radicale, così come era stato annunciato dal Ceo di Starbucks, Howard D. Schultz, lo scorso anno.

Tazzina_caffe.jpgA luglio, e sempre a Seattle, era stato aperto 15th Avenue Coffee & Tea, non uno Starbucks ma un locale ispirato da Starbucks.
Seattle è lontana ma è anche il laboratorio dove si sperimenta, poi, se funziona, la catena comincerà a espandersi nel mondo perché Starbucks è quotata in borsa, deve continuare a crescere, è una multinazionale che ha sentito molto la crisi negli ultimi due anni e questo cambiamento viene spiegato qui.
Certo, fa rabbia vedere la nostra tradizione presa, frullata in un incubatore, storpiata e poi sparata in giro per il mondo con un marchio americano, come è avvenuto in questo decennio con Starbucks.

E i nostri Lavazza e Illy, per citare i più noti, cosa fanno?
Partiti molto dopo gli americani stanno aprendo loro catene, ma sono piccole perché Starbucks è stata una operazione finanziaria e di borsa, ma la Borsa di New York, e la crescita ha potuto contare su enormi investimenti tanto da arrivare ultimamente a 15.000 locali in 44 paesi del mondo mentre le due società italiane del caffè sono grandi per l'Italia, 1 miliardo e 120 milioni di euro circa il fatturato Lavazza, 300 milioni circa quello Illy, ma piccole su scala internazionale.

Caffelatte_Firenze1.jpg

Eppure la vera colazione italiana, senza pancetta, senza uova ma con del buon caffè, del buon latte, del buon burro, della buona marmellata, dei veri cornetti aveva e avrebbe tutto per sfondare nel mondo e invece ci è stata scippata e oggi noi stiamo perdendo anche la bellezza dei nostri bar, rischiamo di americanizzare l'offerta non capendo che i nostri ritmi, i nostri prodotti, la nostra storia sono vincenti e la crisi lo ha fatto capire.

Ormai io cerco vecchi bar, caffè buono e non amaro e bruciato, servizio cortese e dieci minuti di pausa per poi cominciare la giornata.

commenti 30

"Ormai io cerco vecchi bar, caffè buono e non amaro e bruciato, servizio cortese e dieci minuti di pausa per poi cominciare la giornata."
Direttore, non me ne voglia ma, adesso che Lei è esente da chicchi e tazzine, vogliamo pur dirci che quanto Lei (noi) cerca (cerchiamo) va bene se, e non esagero, ce ne sono non più di un centinaio in tutto il Bel Paese ?

19 Nov 2009 | ore 20:47

Solo 100 buoni caffè bar?
Io quando viaggio chiedo sempre dove si può fare una buona colazione e quindi a 100 ci dovrei arrivare in fretta.
Vorrei un buon indirizzò così ne restano 99 :-))

19 Nov 2009 | ore 22:33

Eeeeh, rabbia, addirittura!
Direttore, ma quali ritmi ci starebbero "rubando" e "storpiando"?
Io se penso a buone colazioni romane penso a bar in cui mi tocca urlare al di sopra del bancone "Cappuccio e cornetto!", e trangugiarli mentre la gente mi sgomita dietro. Difficilmente un esempio da imitare (tranne certi cornetti sfogliati che continuano a rimanere una delle prove ontologiche dell'esistenza del creatore) :)

19 Nov 2009 | ore 23:03

A gennaio ho passato 2 settimane a San Francisco e ho fatto colazione quasi tutte le mattine da Starbucks ricordo con piacere che avevano i succhi di frutta bio a scadenza di 3 gg (!!), lo yoghurt bio, le paste fresche ( Oat maple scones su tutte ) e poi il personale molto gentile, come in tutti gli Stati Uniti d'altra parte.
Lasciando perdere il discorso globale ho trovato negli StarBucks una qualita' decisamente superiore alla media dei Bar Italiani dove per la maggior parte vengono servite le paste congelate.....
E cosa molto importante tanta gentilezza, cosa che da noi oggi non e' cosi' scontata al mattino!

19 Nov 2009 | ore 23:29

I bar a Roma fanno impazzire, altro che colazione tranquilla! E in genere molti "vecchi bar" fanno dei caffe' e cornetti osceni (almeno fuori dal centro). E se una mattina vuoi fare colazione con uno yogurt? In italia ti tocca andare all'alimentare a fare colazione! O scovare un caffe' yogurt-dotato che però poi te lo pagare 5 euro "perchè seduto al tavolino".

Ma per favore! Quest'estate sono stato 20 giorni negli states e se c'è un locale che rimpiango è proprio lo Starbucks. Ottimo caffe', colazioni spettacolari (muffin, scones, pane scuro e marmellata bio, frullati bio, yogurt con frutta e cerelai). Il tutto a prezzi giusti e di qualità eccellente.

Non ci hanno "rubato" l'idea. Hanno semplicemente fatto molto meglio di noi.

20 Nov 2009 | ore 10:03

Dimenticavo un dettaglio... dopo averne sentito tanto parlare attraverso tutta Roma per cercare Cristalli di Zucchero e scopro un'ottima pasticceria, ma un bar pessimo! Cappuccino freddo e senza schiuma, bancone che devi fare a botte per prendere qualcosa e soprattutto cornetti vecchi e con una leccatina di crema. Che delusione!

20 Nov 2009 | ore 10:17

Però è utile che qualcuno vada a provare i soliti noti.
La notizia che il bar di Cristalli di zucchero fa pena è appunto una notizia che le guide dei bar o le rubriche o i blog fighetti non danno.
E quindi andrò a prendere un cappuccino e un cornetto da Cristalli per vedere e capire visto che nessuno ne aveva mai parlato male.

20 Nov 2009 | ore 10:35

Ero (molto) curioso e ci sono andato un sabato mattina, verso le 10:30. Da buon provetto recensore ricordo anche di aver preso una girella uvetta e crema (secca e con due uvette solitarie, crema assente) e i miei amici cornetti alla crema (secchi anche loro e crema quasi assente). Cappuccino pessimo.

I croissant salati sembravano migliori all'aspetto, chissà.

Devo ancora provare (mea culpa) il vecchio bar a campo dei fiori... un po' non l'ho provato per il timore di rimanere deluso anche di quello.

Ma un caffe' bar pasticceria come il Coquelicot di Parigi? Spettacolare...

20 Nov 2009 | ore 10:53

boh?
io non sono esperto nè appassionato di caffè come parimenti non lo sono degli usa nè delle catene tipo starbucks, mcdonalds, ecc.
però ho fatto ultimamente colazione per una settimana in alcuni bar di new york e a mio modesto pare il caffè di starbucks era il migliore.
lo dico con un certo dispiacere.
ed è anche una testimonianza che lascia il tempo che trova vista l'ignoranza del verificatore ed i pochi bar provati.

20 Nov 2009 | ore 11:10

Io trovo buonissimo, accogliente e immerso nel verde di Villa Pamphili, il ViVi Bistrot (www.vivibistrot.com) che offre anche un buon brunch.

saluti a tutti

20 Nov 2009 | ore 11:35

Io sono un grandissimo appassionato di StarBucks e quoto alla grande il concetto che non hanno rubato niente a nessuno ma hanno fatto una grande operazione imprenditoriale con un occhio alla qualità del prodotto e alla segmentazione del mercato. Aggiungo poi che in tutti gli SB puoi sederti tranquillo su poltrone comode e salottini vari, starci quanto ti pare, lavorare grazie al wifi disponibile per i clienti. Nessuno ti caccia o ti obbliga a consumare una seconda volta. Non paragonerei certo SB alle catene varie di hamburger e pizze finte. Poi, l'intelligenza del management StarBucks è verificabile dalla capacità di inventarsi un nuovo format, quello raccontato nel post del Direttore. E francamente mi sembra proprio geniale. Lo so lo so, sono molto filoamericano...è così anche se riconosco che è un Paese di grandi contradizioni.

20 Nov 2009 | ore 11:48

MI dissocio da chi dice che tutti i bar di Roma sono terribili. Basta guardare, cercare e provare. Per dare qualche nome: Vitti e Ciampini in Piazza san Lorenzo in Lucina sono ottimi, Linari a Testaccio, da poco riaperto e' buonissimo. E poi del resto il caffe', se lo si vuole caldo, va bevuto al banco, non al tavolo. Altrimenti si raffredda!

20 Nov 2009 | ore 12:14

in ogni caso, se c'è una cosa che detesto profondamente nei bar romani (dove sono dei veri e propri specialisti) è il rumore assurdo, doloroso, costante, dei piattini messi/tolti dal carrello lavaggio e pestati/impilati uno sull'altro nelle orecchie dei clienti. Avete presente quel rumore di ceramica su ceramica a 140 decibel? E che palle!!!

20 Nov 2009 | ore 12:30

Noooo, prego, Ciampini e Vitti non li metterei tra gli esempi di bei bar.
Il cornetto al banco di Ciampini è una tortura tra spinte e gente che ti passa davanti o che preme per arrivare al banco.
Io parlo di qualità, gentilezza e standard internazionale - in america il cliente è sacro da noi a Roma no - e quindi la selezione per i locali romani è da decimazione.

20 Nov 2009 | ore 12:45

Posso dire una cosa? Se oltre ad un minimo di qualità si cerca anche un bell'ambiente (comodo, caldo, un pò lussuoso perchè no) e la gentilezza di chi ti serve, beh, io ho sempre sostenuto che bisogna incominciare a frequentare i bar/caffè dei grandi alberghi. In Italia non si va mai in una bella hall come cliente esterno per una colazione, un caffè oppure un the. All'estero è molto più frequente. E vi assicuro che spesso e volentieri la pasticcerie è di qualità, il caffè pure e i the ben selezionati. Poi ambiente e gentilezza garantiti, nessuno ti disturba e puoi anche lavorare. Badate bene, non è una cosa da "infiltrati". Infine, si paga come stare seduti ad un tavolino di baraccio in centro.

20 Nov 2009 | ore 12:57

Verissimo Fabio. In Inghilterra, in America ma credo un pò ovunque gli alberghi, almeno quelli più grandi, sono molto più vissuti che da noi e non solo per i bar ma anche per i ristoranti, pizzerie, pub, centri benessere.
Da noi vige ancora il concetto che le strutture dell'albergo sono solo ad appannaggio dei clienti e gli altri sono considerati degli infiltrati. E' davvero inspiegabile.

20 Nov 2009 | ore 13:37

Io non frequento molto il bar perchè non amo il caffè, ma la colazione per me è sacra e sacra vuol dire anche varia: pane tostato, marmellata di qualità, crostata di mele, ciambellone...e tanta calma. Dove trovo questo a Roma? All'estero quindi mi ritrovo sempre da StarBucks felice con il mio muffin ai mirtilli, seduta al tavolo con il giornale a chiedermi perchè solo in vacanza posso godermi una buona colazione...

20 Nov 2009 | ore 13:52

infatti...invece sono una risorsa da scoprire e frequentare. Specialmente qui a Roma!

20 Nov 2009 | ore 13:53

Bah, sara' che passo tanto tempo (la maggior parte dell'anno) all'estero , e forse perche' di Starbuck ne vedo sin troppi. Quando sono a Roma mi godo il chaos dei bar, il rumore dei piattini e il buon caffe.
A Londra ho trovato un posto eccellente, si chiama Princi. Pero' ripeto,a me non dispiace il rumore e apprezzo di piu' il sorriso onesto del cameriere romano piuttosto che il sorriso finto del "barrista" , as they call them, di Starbucks.
Del resto, chiedete a tutti gli Americani che vengono in Italia e si innamorano dei nostri bar!

20 Nov 2009 | ore 14:18

ma, scusate l'ignoranza, è un problema del cliente o dei nostri alberghi che non propongono questa alternativa?
non ho capito.
cioè volendo potremmo oppure ancora questa possibilità in Italia non è contemplata?

20 Nov 2009 | ore 14:26

ah e poi dimenticavo "le pan quotidien" catena belga che qui aveva aperto in via Tomacelli con scarso successo, evidentemente, visto che adesso negli stessi locali non c'è più la catena, ma c'è un'altra cosa simile.
Secondo me ste cose si trovano più al nord, perché le abitudini di colazione in Italia sono MAGRE: caffè e cornetto o cappuccio e cornetto. Mica altro...

20 Nov 2009 | ore 14:29

detesto bere o consumare al bar: pensateci, mettere le labbra dove le hanno messe gli altri. un po' mi schifa anche al ristorante. stesso piatto usato dal cliente precedente. adoro le macchinette self con bicchieri di plastica etc
userei anche nei risto la plastica:D:D
ciao ciao

20 Nov 2009 | ore 14:31

cara, è contemplatissima e se vai a prenderti un the al De Russie, al Cavalieri Hilton, all'Hassler o dove ti pare nessuno ti manda via, puoi stare quanto vuoi, leggere i giornali, essere servita e coccolata. Mi sembra chiaro che non facciano pubblicità. La clientela che è interessata lo sa da se :-)

20 Nov 2009 | ore 14:33

Due indirizzi accoglienti:
al bar vitali (monteverde vecchio - via lorenzo valla) si trova un buon ciambellone fatto in casa (ma il caffé è così così); invece al bar di vicolo della scala (trastevere) c'è il pane e marmellata, molti giornali a disposizione, e dei bei tavolini (esterni) colorati (con il pregio aggiuntivo di vedere trastevere di mattina che è cosa gradevole)

20 Nov 2009 | ore 15:11

beh, ma allora ci vado subito a provarlo!!!
:)

21 Nov 2009 | ore 00:07

Sig. Bonilli, le do io un indirizzo visto che lunedì è a Bologna!
Aroma - Via Portanova, 12/b
Mi faccia sapere, io amo il "sinfonia"!

22 Nov 2009 | ore 01:16

Sui bar dei grandi alberghi romani sono d'accordo a metà. E' vero che il livello di confort ed accoglienza è molto elevato, il caffè spesso è meglio della media infima dei bar, però in genere l'offerta di pasticceria da colazione è modesta (a meno di non fare il breakfast a buffet, spendendo di conseguenza). Una volta all'Eden (forse una decina di anni fa) facevano un tea buffet di pomeriggio spettacolare, ad un prezzo ragionevole.

22 Nov 2009 | ore 12:51

CIAO,HAI PROPRIO RAGIONE IO LAVORO IN CENTRO (ZONA VENETO) I BAR LI FAREI CHIUDERE TUTTI CORNETTI DI PLASTICA, CAPPUCCINI BOLLENTI E BRUCIATI, CAFFE' INDECENTI, IGENE INESISTENTE,PERSONALE SGRADEVOLE,PURTROPPO LAVORANO SULLA QUANTITA' E NON SULLA QUALITA' E LA SITUAZIONE SE POSSIBILE E' PEGGIORATA,COME MI PIACEREBBE FARE LA 1 COLAZIONE COME CRISTO COMANDA E INFATTI ORA LA FACCIO A CASA!! W GLI STARBUKS!!!

24 Nov 2009 | ore 11:28

FALVIA HAI PROPRIO RAGIONE,ANCHE PER ME LA COLAZIONE E' SACRA, A ROMA CENTRO TROVI SOLO BAR ACCHIAPPATURISTI,ANCHE LA PERIFERIA NN SI SALVA , A ROMA LA QUALITA' E LA CORTESIA DEI STARBUKS SE LA SOGNANO!! OVVIAMENTE NN ARRIVERANNO MAI DA NOI IL NOSTRO PAESE E' IL REGNO DELLE CORPORAZIONI

24 Nov 2009 | ore 12:40

Mi dispiace ma stavolta non concordo con te. Conosco Starbuck e secondo me non ci hanno scippato nulla. Dipende solo dalle idee e dallo spirito imprenditoriale. Siamo noi che abbiamo paura di Starbuck che infatti in Italia non apre punti vendita. A me il loro stile piace. E' caro ma ha uno stile inconfondibile. Inoltre ritengo che noi non dobbiamo esportare nulla. Tra l'altro ci sono anche i francesi che mangiano i loro bei croissant.

Alessandra Roma

26 Nov 2009 | ore 16:34

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