20
Nov 2009
ore 12:58

Tutti i tartufi bianchi finiscono ad Alba?

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tartufo_bianco_alba.jpg

"Il tartufo è una truffa" dice Aldo Cazzullo
Lo spunto per questo post sui tartufi bianchi di Alba che di Alba non sono ma vengono pagati come tali me lo ha dato un articolo di Aldo Grasso "La tartufesta di Belen" sul Magazine del Corriere della sera.
Aldo Grasso, che è piemontese come Cazzullo, lo spunto lo aveva avuto dalla notizia che Belen Rodriguez, l'argentina bonazza che sta col trucido Fabrizio Corona, era stata contestata dal sindaco di Alba che non l'aveva pagata per essere arrivata tardi alla premiazione e asta dei tartufi.

"Noi langhetti siamo strani - dice Grasso - ci riempiamo la bocca di Fenoglio e Pavese ma quando dobbiamo rifilare ai turisti i tartufi non ci facciamo scrupoli: Belen Rodriguez ma anche Mara Venier...".

Giustamente viene usato il termine rifilare perché la grande truffa che si nasconde dietro al fenomeno Tartufo di Alba, che sembra essere sempre disponibile, non viene quasi mai affrontata e quindi fa piacere leggere che almeno due piemontesi hanno il coraggio di denunciare un comportamento fuori da qualunque controllo.

Alba come Corleone?
Le domande che ogni consumatore ha in mente sono:
1) chi garantisce che i tartufi bianchi che vengono venduti come tartufi di Alba siano veramente del territorio?
2) perché i tartufi di Alba costano molto di più degli altri tartufi bianchi?
3) qualcuno saprebbe distinguere un buon tartufo bianco non di Alba da uno di Alba? Io sono pronto a scommettere di no con chiunque.
4) Io non mi dimentico lo scandalo del metanolo: allora tutti sapevano e vedevano le autobotti che uscivano al casello di Asti ma nessuno parlava.
Oggi tutti sanno che se si porta del tartufo bianco ad Alba si guadagna un 25% in più, come minimo, e quindi i mercanti di Alba comprano tartufi bianchi un po' dovunque, tutti lo sanno ma nessuno parla.

commenti 71

Non ho capito il riferimento a Corleone...ci sono tartufi anche lì?

20 Nov 2009 | ore 14:49

..effettivamente, i tartufi che ho comprato l'altra settimana ad Alba avevano un accento strano...

20 Nov 2009 | ore 14:50

no, ma gli abitanti di Corleone sono i più discreti e silenziosi cittadini d'Italia :-))

20 Nov 2009 | ore 14:51

Ti scrivo la mia testimonianza diretta. Slovenia, qualche tempo fa. Un amico Sloveo fidatissimo mi dice che mi vuole far conoscere una persona. Qualche ora di macchina, ci addentriamo nei boschi - meravigliosi - arriviamo in una frazioncina di paesino. Li conosco il tipo, un bel bestione alto e grosso. Mi viene presentato come il re assoluto del tartufo bianco Sloveno. Nel senso che il mercato lo ha in mano lui e che i cercatori portano a lui la merce. Punto; monopolio assoluto. Mi fa vedere tartufi che partono da 30 grammi e arrivano anche al paio d'etti. Belli, puliti, profumati. Assaggiamo. Splendidi, roba di prima qualità, impossibile - in una degustazione comparata - riconoscerli da quelli d'Alba originali. Alla domanda mia dove va a finire tutto qul ben di Dio, risposta: ad Alba. A sentir lui, una percentuale variabile tra 40 e il 60% dei tartufi bianchi spacciati per "Alba" provengono da altre parti. E buona parte li "spaccia" lui. Bene, sono anni che mi rifornisco di tartutfi eccezionali in Slovenia, pagandoli anche il 30% meno del prezzo ufficiale "Alba". Sssssssssssttttttttt.....

20 Nov 2009 | ore 14:57

..e per avere il contatto del pusher? ;-)

20 Nov 2009 | ore 15:01

Anni fa' comperavamo il tartufo da un nostro conoscente molisano che regolarmente inviava vari kg di tartufo ad Alba.
Ed era solo uno dei tartufai molisani...
E il Molise e' solo una delle regione Italiane....
E il tartufo cresce anche ad Est....
;-))

20 Nov 2009 | ore 15:05

Mauro, il mio pusher vive nei boschi, guardato a vista dai suo guardaspalle, prende solo soldi in contanti, vende diverse decine di chili di roba all'anno. Non ti dico che gira incappucciato e armato ma ci siamo vicini. Se io divulgassi il suo nome e il suo contatto, sarei un uomo morto :-))))))))
ps: di lavoro principali affumica salami e prosciutti...meravigliosi!
Eh sì...dura la vita... ;-))))))

20 Nov 2009 | ore 15:06

ah ah ah ! lo conosco anche io ......ragazzi buona giornata.

20 Nov 2009 | ore 15:13

adriano...bono, zitto, acqua in bocca eh? Altrimenti gli dico chi spiffera e sai bene qual'è la punizione tartufara dedicata a chi spiffera :))))))))))

20 Nov 2009 | ore 15:15

Scrive Aldo Cazzullo nel suo L'Italia de noantri: "Se tutti i tartufi bianchi d'Alba fossero tali, ad Alba i tartufi dovrebbero spuntare sugli alberi come le ciliegie. Invece si nascondono negli anfratti della terra presso le querce e i faggi. Per cui si va a fare provvista altrove."
E quindi si truffa il consumatore, con la complicità del territorio perché il mito del tartufo ingrassa anche albergatori, ristoratori e produttori di vino.
Alla faccia del conflitto di interessi, qui siamo all'associazione a delinquere gastronomica.

20 Nov 2009 | ore 15:16

Sono d'accordo DIrettore. E' così. Tra l'altro basterebbe veramente poco: la fiera di alba oramai nessuno la smonta davvero e non ha concorrenti nel mondo. Basterebbe segnalare la provenienza dei tartufi e diversificare i prezzi. Lo vuoi d'Alba? Lo paghi 3000 euro al kilo (non pezzo unico naturalmente). Lo vuoi Sloveno? Lo paghi 2000 euro al kilo. Ecc. Ecc. Ma il mondo è dei furbi, sia quando si vende tartufi, sia quando si compra dal produttore (intendo produttori di qualità e non tartufi in questo caso) a 1 e si vende nei negozi a 4 o meglio 6.

20 Nov 2009 | ore 15:22

Beh, la storia del tartufo è piena di ombre... Negli ultimi venti anni sono uscite zone su zone vocate... Secondo voi cosa succedeva dei tartufi di acqualagna o del Fucino (solo per citarne due q caso) prima che si conoscessero, venivano venduti sul maggiore mercato di trifole, Alba! Ma a parte questo, secondo voi quanto tartufo viene spacciato di mano in mano, senza uno straccio di fattura e senza una lira di tasse? È una antica storiaccia ;-)
ciao A

20 Nov 2009 | ore 15:26

adoro le antiche storiaccie puzzolenti... :-)

20 Nov 2009 | ore 15:36

Post interessante. Ma questione vecchia come il cucco. Tutti sanno che ad Alba confluiscono tartufi da tutte le parti per spuntare prezzi migliori. Perchè? Beh, il marketing questa strana scienza servirà a qualcosa, no?
Comunque:
1. chi garantisce la provenienza? Nessuno al momento mi sa.
2. Perchè nelle Langhe hanno investito molto sul Tuber e oggi questo lavoro di immagine paga.
3. Se un tartufo è buono è buono, qualsiasi sia la sua provenienza. Come si distingue uno buono di Alba da uno buono di Acqualagna? Non lo so. Ma ha davvero importanza?
Interessante l'intervento dell'amico dal commovente cognome, se questi tartufi sloveni sarebbero impossibili da distinguere da quelli di Alba, significa che sono buonissimi. E ciò basta.
E Fabio fa bene a rimpinzarsense.
In altre parole, il tuber è importante che sia buono o che sia di Alba?
Secondo me l'atteggiamento giusto è quello di chi è disposto a spendere per avere del tartufo buono da dovunque provenga. Se in Slovenia c'è un tartufo buono come quello di Alba poi rispondetemi: è troppo economico lo sloveno o troppo caro l'albese?
Discorso interessante e assai lungo.

Ad Majora


20 Nov 2009 | ore 15:41

Fratello Gagliardi, ti assicuro che in Slovenia c'è un tartufo bianco strepitoso quanto quello d'Alba. Naturalmente poi c'è pezzo e pezzo, indipendentemente dalla provenienza. Sono d'accordo con te che non è importante la provenienza. Però è importante non vendere un tartufo dicendo che è proveniante da Alba sapendo che non è vero. Su questo sarai certamente d'accordo con me. Poi, se per le logiche di marketing, la "brand" ALBA applicata sul tartufo ha un costo è il consumatore che devepoter scegliere se pagarlo o meno, confrontando la qualità ALBA con quella SLOVENA e decidendo dove vuole mettere i suoi soldi.
Non sai quanto mi piace sapere che il mio cognome ti commuove...battuta a coltello? :))))

20 Nov 2009 | ore 15:48

Straquoto.

20 Nov 2009 | ore 15:54

Anche dalla Romagna tanto raccolto viene spedito ad Alba e Acqualagna da tanti anni

20 Nov 2009 | ore 15:58

..non conosco altro modo...2 capperini?

Ad Majora

20 Nov 2009 | ore 16:00

quando sono quelli giusti...non guastano. Anche se io, visto il cognome che porto, sono per la degustazione in purezza!

20 Nov 2009 | ore 16:04

Neanche un filino di olio, tipo cultivar Bosana, fratelli Pinna....?

Ad Majora

20 Nov 2009 | ore 16:09

ah ho capito.

Beh, ho sentito che da quelle parti - zone difficilotte, pare - c'è anche gente che zappa terra che un tempo fu dei clan e ne trae buoni prodotti.

20 Nov 2009 | ore 16:14

e ricordate sto nome " tartufo delle crete senesi" altra sola certificata.......io i trifolai de roma li conosco tutti....a parte 2 er resto e gente che si la vedete ve mettete la mano sur portafojo.........tipo quando tencontri Arcangelo ar buio

20 Nov 2009 | ore 16:17

Qualche giorno fa hai scritto che il "Libro del Cavolo" non viene venduto in libreria ma solo via web scaricandone il Pdf, ora scrivi della Belen incappata nelle ire del sindaco di Alba... Attento Dir: sul sito di Sigrid è stata pubblicata solo l'anteprima del libro in pdf (il libro è un libro vero, che profuma di carta!), e la "bonazza argentina" è arrivata tardi alla fiera del tartufo di Montechiaro d'Asti!

20 Nov 2009 | ore 16:28

No, il sindaco di Alba, Paolo Luzzi, si è rifiutato di versare a Belen Rodriguez il compenso.
Fonte Corriere della sera.

20 Nov 2009 | ore 16:48

e poi ho scritto " ovvero prenotando a Cibele il volume, che costa € 28, e questo lo rende un libro particolare perché, pur fuori dal circuito delle librerie..."
perché non hai riportato questa frase? :-))

20 Nov 2009 | ore 16:55

non c'è solo il tartufo della slovenia ma anche quello della croazia: io vado ogni tanto da zigante a mangiarli e comprarli.
ciauz

20 Nov 2009 | ore 17:08

Mi rendo conto che il mio può esser discorso fuori luogo, fuori tempo, persino ingenuotto, ma se i tartufi glieli lasciassimo lì, sui tovaglioli a quadretti? Non solo, come dite, "tutti sanno", "tutti esperti", ma addirittura li paghiamo cifre assurde, per un prodotto della terra, che viene semplicemente cercato, non coltivato, non affinato né in alcun modo elaborato da mano esperta, in base a conoscenze e antichi saperi. Niente, c'è o non c'è, e se c'è nemmen si sa da dove viene.
Lasciamoglieli lì, fino a pagarli come un normale buon prodotto della terra, lontano dai simboli di stato, dalle kermesse e dalle attrici glamourose.
Non ha senso pagare così tanto un prodotto, intrigante sì, forse, accattivante, anche, forse, erotico, mah, ma che è solo profumo, particolare, ma solamente un profumo. Il tartufo non si mangia, non lo si mastica, in sè non è un alimento: solo un profumo. Costoso. Pure troppo.

20 Nov 2009 | ore 17:19

Ma c'e' una DOP o analoga certificazione? Perche' in questo caso sarebbe una truffa. Se invece e' solo una classificazione "colloquiale" non credo ci si possa fare nulla.
Posto che,
1) se e' buono, chissenefrega da dove viene
2) se uno e' disposto a pagare di piu' un prodotto solo per un nome e non per la qualita' intrinseca peggio per lui. A meno che il problema sia che NON si trovano altri tartufi perche' sono tutti di Alba :-)

Piu' in generale anche io, da semplice consumatore, mi pongo delle domande sull'origine dei prodotti. Sara' davvero tutto di Montalcino il Brunello che vendono? (la produzione aumenta sempre ogni anno; quando si arrivera' a saturazione?), O i salumi, o l'olio ...

20 Nov 2009 | ore 17:21

Scarpato, lei dice:

"un prodotto della terra, che viene semplicemente cercato, non coltivato, non affinato né in alcun modo elaborato da mano esperta, in base a conoscenze e antichi saperi. Niente, c'è o non c'è."

Beh, le sembra poco? E' proprio tutto questo che lei dice a renderlo così prezioso, a renderlo "speciale".

Dopodichè i gusti sono gusti. Io trovo che determini una grande esperienza sensoriale...

Ad Majora

20 Nov 2009 | ore 17:38

Scusa Bonilli, ms il sindaco in questione è proprio quello di Montechiaro d'Asti. Aldo Grasso in questa occasione si è purtroppo sbagliato e così anche il Corriere della Sera: tent'è vero che ieri, il sindaco di Alba che si chiama Marello e non Luzzi ha già ricevuto tutte le scuse del caso. Del resto dove è accaduto il fatto non è così importante per l'argomento del post.

20 Nov 2009 | ore 18:38

E io cito ad ogni riga l'articolo di Grasso e quindi se la fonte era quella e lui piemontese e langarolo si è sbagliato... ma per farsi pagare bene un tartufo bianco lo si deve chiamare di Alba :-))

20 Nov 2009 | ore 18:49

Sono di Alba e Belen qui non ha mai messo piede. La fiera era quella di Montechiaro d'Asti.

20 Nov 2009 | ore 19:03

ma del tartufo che mi dici? Perché questo è il titolo del post :-))

20 Nov 2009 | ore 19:08

Ha ragione Anna, la fiera in questione era a Montechiaro d'Asti. Quando si parla di tartufo si pensa ad Alba, ma l'origine è astigiana :-) basta fare pochi chilometri e si trova un prodotto ottimo a prezzi un po' più contenuti

20 Nov 2009 | ore 22:33

il problema è l'ignoranza...
molti non conoscono la storia del turtufo e i motivi per cui cresce, la cosa migliore come al solito sarebbe educare il consumatore.
ma prima di tutto bisognerebbe trattare il consumatore con rispetto, e non fargli pagare più dell'oro un prodotto che in fin dei conti è povero.
un prodotto che difficilmente si può coltivare, anche se viene fatto.
e inoltre i grandi chef del mondo dovrebbero smetterla di propinarlo ogni dove, dal genio Ferran che cerca di mantenere la sua aroma in maniera naturale, alla piolazza che lo lo vende una grattata cara quanto una cena per 10...
Ho un ricordo nostalgico di quando da piccolo il mio nonno portava a casa etti di tartufo, barattato con la merce che vendeva sul mercato di alba, e che i rifulao non riuscivano a pagare.
Si che quelli erano banchetti on tarfufo ed era vero e non arrivava a ottobre.

Notte

PS. oggi ne ho trovato uno da 353 grammi pulito e domani me lo mangio con tutta la famiglia e gli amici.

20 Nov 2009 | ore 23:33

Dopo il "Ti racconto una Bufala" di ieri sera, oggi abbiamo fatto il punto della situazione da un amico che ha messo a disposizione sulle colline toscane il suo ristorante con terrazza limonata e, soprattutto, la cucina. Lady Helen è stata il vettore ufficiale Alba-Versilia per il trasporto di 500 grammi di tartufo. Ad attendere le pepite, il trio del gusto re-riunitosi per le occasioni, un carismatico ristoratore versiliese, un grande esperto di vini (mondo), una fotografa e la famiglia ospitante.
Nasi esperti al lavoro ed ecco la sentenza. Dei dieci preziosi, uno è stato dato per infiltrato (e non era un tartufo di qualità), 1 eccezionale, 3 ottimi e 5 molto buoni.
Menu direi classico. Risotto gastrofanatico, carne all'albese, uova. Ovviamente non ci siamo fatti mancare un confronto (tendenza in ascesa, ormai): uova di Parisi vs uova delle galline di Maffi e vittoria per un'incollatura del Parisi (ma la contromossa al latte di capra non si farà attendere).
Innaffiamento clamoroso con 8 bottiglie di grandi francesi provenienti da collezioni private.
In serata reprise per zittire le ultime particelle nasali con un tagliolino steso in diretta asperso con le ultime lamelle che hanno avuto l'accompagnamento di un barolo di inizio millennio.
Purtroppo nessuno ha preso le impronte digitali degli albesi così profumati. Ma è andata bene lo stesso :-)

20 Nov 2009 | ore 23:48

Tartufo? Basta un po' di mercaptano. Frazione di milligrammo. Come nel metano domestico.

21 Nov 2009 | ore 00:29

Io sono per il tartufo bianco dei colli bolognesi, al quale è rimasto tanto sapore di umiltà. A Savigno non si truffa nessuno, i venditori di altre provenienze non si spacciano per tartufai di Savigno. C'erano gli abruzzesi, quelli di Ravenna, quelli di Savigno e ognuno dettava il suo prezzo e la sua qualità.

21 Nov 2009 | ore 12:32

perché solo Alba e non riconoscere alla Slovenia che oltre ottimi tartufi ha selvaggina, porcini.. come racconta Fabio Fassone?
il marketing servirà a qualcosa dice Gagliardi? Non proprio marketing... io la chiamerei SINDROME DEI BALCANI
sindrome balcanica: uranio, cobalto, antimonio-cobalto, acciai, piombo
linfomi di Hodgkin, cancro ai reni, pancreas, stomaco, intestino, effetti citotossici e carcinogeni in animali, effetti teratogeni in roditori e rane, pesci, animali selvatici. la contaminazione non dipende dalla concentrazione relativa degli isotopi, ne basta uno.
80, forse 100 anni per sperare che Serbia, Kosovo, Bosnia, Slovenia, Croazia, Bosnia-Erzegovina, Macedonia possano digerire le concentrazioni di uranio impoverito. uno 'splendido regalo' che 'abbiamo' lasciato 15 anni fa a quelle popolazioni e a molti soldati italiani. adesso viene 'regalato' in Iraq, Somalia, Afganistan...
Mox combustibili esausti utilizzati dagli aerei che operavano nella zona ad elevata radiotossicità, combustibili utilizzati per il riprocessamento e smaltimento delle scorie radioattive anche dei Paesi che poi riprocessano gli alimenti di quei territori
uranio impoverito che resta nel suolo, sommerso nell'acqua. isotopi "spenti" che si ossidano e si disgregano in polvere di uranio. un ossidazione facilitata dall'acqua e in ambiente umidi.
ambienti umidi? ...azz! funghi, tartufi, sottobosco, selavaggina.
mi sono spesso chiesto a chi vengono venduti quei prodotti. la selvaggina ed i funghi fanno un 'giro largo'.. Austria, Svizzera, Germania, Romania
ho capito invece chi compra i tartufi leggendo il post
buoni i tartufi di Alba ed é normale chiedersi ma quanti tartufi si producono ad Alba? aggiungo che notevoli sono i risultati che si ottengono in nord-africa nell'ambito della tartuficoltura

21 Nov 2009 | ore 16:07

"isotopi "spenti" che si ossidano e si disgregano in polvere di uranio..."
eggi, la tua "chimica ha bisogno di una buona revisione, a di poco. Non parlare di ciò che ignori. Sai cos'è un isotopo?

21 Nov 2009 | ore 17:12

credo un'evoluzione di mototopo e autogatto...
comunque, nello specifico, l'uranio impoverito che non 'ha colpito' e pertanto non ha raggiunto i 3000C°, questo significava 'spenti', lascia integri gli isotopi del uranio naturale 234U, 235U, e 238U.
la mia preparazione in chimica é sufficente affinché io continui a vivere. mi inchino a priori alla tua preparazione, anche perché il mio intervento é riferito ad un mercato 'parallelo' di molti prodotti alimentari che io definisco 'non convenzionali' e che finiscono sulle tavole di ignari consumatori, indipendentetemente dalla loro preparazione culturale chimica o letteraria

21 Nov 2009 | ore 17:46

:D che pesante che sei......rilassati, e pensa ai tajarin con il tartufo :D

21 Nov 2009 | ore 18:30

chez toi?

21 Nov 2009 | ore 18:48

.....eggi mi piacerebbe prorio essere corteggiata da un vero gourmet.invece delle rose che mi porti? un vassoio di bignè?^|^

21 Nov 2009 | ore 19:13

Eggi, convinciti che la chimica in generale e la fisica nucleare non sono le tue materie. Nessuna reazione chimica può raggiungere densità d'energia sufficiente per fare solletico al nucleo. Se fosse possibile per via chimica separare gli isotopi o modificare la struttura del nucleo, non ci sarebbe il problema, per esempio, delle scorie nucleari.
P. S. Nell'Uranio "impoverito", proprio perché impoverito, non c'è U235. Lo sappiamo fin dalle materne. Continua ad occuparti di tartufi, è una cosa che anche i cani (da trifola) sanno benissimo fare.

21 Nov 2009 | ore 23:46

le scuole materne sono sempre state un problema.
il problema, caro Bruno, é che la sindrome balcanica é una realtà, nascosta a tutti. solo se hai lavorato per 4 anni, in quel periodo, a contatto di quelle persone, puoi sapere quanto uranio impoverito é stato 'sparso', fatto esplodere, utilizzato, nascosto... e basta così. parlare di queste cose é ambiguo e qualcuno in Somalia ha anche perso la vita.
ti invito a spostare, caro Bruno, l'attenzione dalla mia conoscenza in materia nucleare e a considerare che un ministro italiano della salute aveva bloccato alcune importazioni alimentari, l'efsa, il cnr.. ed un'infinità di altri enti hanno posto l'attenzione sui prodotti alimentari e non, di quei territori. i prodotti alimentari spesso fanno giri 'della madonna' per arrivare alla meta predestinata.
io spero che i tartufi di Chernobyl, Seveso e delle zone contaminate non arrivino mai sulle tavole. poi ognuno mangia quello che vuole. sicuramente ci sono molte zona nei Balcani che non sono contaminate. certo che e in Italia non riusciamo a controllare quanti tartufi sono di Alba come posso credere nell'onestà di provenienza di un tartufo di quelle zone?

dimenticavo. l'isotopo 235U é presente in concentrazione dello 0.7% anche nel DU, uranio impoverito. sia il 234U che il 235U non si ottengono solo dal processo di arricchimento. solo negli USA ce ne sono circa 750.000 mila tonnellate da piazzare in giro per il mondo con l'allegata democrazia.

22 Nov 2009 | ore 00:31

"l'isotopo 235U é presente in concentrazione dello 0.7% anche nel DU, uranio impoverito. "
Proprio no. Ho detto lascia perdere. L'U235 è presente nell'Uranio naturale nella percentuale che dici (circa 0,7%) e il processo di "arricchimento" consiste proprio nell'estrarre (separazione isotopica con metodi *fisici* -diffusione, centrifugazione ecc.- l'U235, fissile, l'unico (a parte forse l'U233, che non è un isotopo naturale) di interesse miltare. Dopo l'estrazione dell'U235 rimane l'U238. Uranio impoverito. E' talmente poco radioattivo che lo si usa spesso in laboratorio al posto del Piombo come schermo contro le radiazioni. Credimi, ne ho maneggiate di mattonelle di U impoverito, proprio come schermo contro le radiazioni X e gamma. La loro "pericolosità" era dovuta al loro peso, perché se ti cadeva su un piede...
750000 MILA TONNELLATE?? Troppi zeri eggi!
Per inciso: l'U235 praticamente non viene neppure più usato per usi militari (bombe a fissione). Si preferisce il Pu, più reattivo e più facile da produrre (separazione chimica).
Torna ai tartufon!
Per qualche dettaglio elementare:http://nuclearweaponarchive.org/Nwfaq/Nfaq4.html

22 Nov 2009 | ore 01:02

per essere corteggiate da un vero gourmet si richiedono queste caratteristische:

!) un certo di grado di, come dire, bellezza estetica. si dice" non è bello cio' che è bello ma è bello cio' che piace". non è quasi mai vero. è bello cio' che è bello. regolati , sonia.

2)non usare profumi, la sera eletta, prima della cena. è cosa intollerabile. magari dopo, forse.

3)presentarsi con abiti raffinati ma abbastanza sobri, modello vedo- non vedo. se il gourmet è un vero gourmet è raffinato in toto e quindi non ci si puo' bardare da zoccole e nemmeno da scampagnata in collina.

4) a tavola non si possono dire le seguenti cose: sono astemia( il gourmet ti chiama un taxi o ti fa accompagnare, schifato, da un cameriere al tuo mezzo: è fin ita prima di cominciare); prenderei solo una insalatina e mezza porzione di branzino al sale: gesu' il gourmet si è scapicollato 300 kl. ,ti è passato a prendere a bologna(per esempoi) si è fatto ancora 40 kl. per portarti da bottura e tu..... chiedo a massimo di farti un panino con la mortadella( la SUA mortadella) e ti mando a mangiarla sul marciapiede di fronte che già ti ho fatto un regalo ,con quel salume.

5) seguire pedissequamente i consigli del gourmet. si ammette solo un: preferisco il pesce invece della carne.

6) è tollerato bere champagne rosè.

7) a tavola è preferibile evitare domande tipo: di che ti occupi nella vita? sono tendenziose: servono a capire il livello 740tesco del gourmet: non vedi dove siamo? fai due più due ,no?

8) non mostrare segni di noia se il gourmet passa un quarto d' ora a pietanza in beata disquisizione con lo chef od il capo sala: è un gourmet, mica ha fame e che cavolo.

9) augurati che quella sera non ci sia al tavolo a fianco un bonilli, un vizzari od anche solo( per modo di dire) un caffarri, un leo, uno scarpato: verrai lasciata li' per una quarantina di minuti a decantare insieme al vino. il gourmet se la spassa al tavolo degli altri.

potrei proseguire all'infinito.......

se pensi di rispondere a queste avvertenze per l'uso, gentile sonia, sei pronta per essere invitata da un vero gourmet.


naturalmente scherzo, altrimenti bressanini si arrabbia:-))

l'ideale per me è andare a cena con unA gourmet, meglio ancora una giornalista food ,che è pure allenata. mi viene in mente un nome a caso: eleonora cozzella dove seiiiiiiiiiiiiiii

22 Nov 2009 | ore 07:41

faccio parziale ammenda: se ti chiami jacinda barret tutte le avvertenze di cui al punto 50 sono assolutamente superate.

è bello ciò che è bello.

22 Nov 2009 | ore 08:59

Sonia, lascia stare Giancarlo Maffi che antepone troppe regole per una serata gourmet. bigné? vada per i bigné.

22 Nov 2009 | ore 11:00

:D hai ragione eggi....uscirei volentieri con un tipo che mi fa ridere, e non è da me guardare il 740. di solito guardo le persone negli occhi non si legge quasi mai nulla, eppoi sono veramente brutta-brutta quindi.....

22 Nov 2009 | ore 12:00

Egr. Dir. qui nascono amori, mi par di leggere!!!

22 Nov 2009 | ore 22:54

Buongiorno, sono di Alba,sono un'appassionato del cibo,e, a tempo perso sono andato e vado ancora, anche se meno di una volta, per tartufi.Ho iniziato 30 anni fà, i primi anni, da inesperto totale e con un cane novello, in una settimana ne ho trovati circa due kg. di bianco, di neri ne trovavo a kg. ogni uscita. Adesso, se va bene,uno,due bianche e qualche nero.Comunque, per il poco che questi anni mi anno insegnato, la qualità del tartufo dipende principalmente dalla freschezza e grado di maturazione del prodotto;la diversità della forma dipende dal tipo di terreno, più sabbioso o argilloso, il colore anche un pò dal tipo di pianta e dal grado di maturazione.Concludendo, sicuramente, visto la diminuzione delle quantità trovate ad Alba, diventa facile trarre delle conclusioni: aggiungo ancora che comunque, già una ventina di anni fà, giravano venditori sloveni con cesti di tartufi.

23 Nov 2009 | ore 09:42

ho come la sensazione che il post, dopo la 'radioattività' si sia come interrotto.
ma giusto per rimanere in tema non é stramo importare prodotti radioattivi alimentari.. e che spesso dimentichiamo
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1988/10/04/bari-la-nave-con-il-grano-radioattivo.html

23 Nov 2009 | ore 22:45

Io francamente preferisco il Monferrino (interno del triangolo virtuale Asti, Casale, Alessandria con capitale Moncalvo) magari solo per il fatto che lì l'originalità è più probabile a parità di bontà. Rispondendo al "naturalmente scherzo" di Maffi dico mica tanto visto che in una serata tartufi e Baroli 1961 su a Santo Stefano Belbo un "ferrarista oltresessanta" si prodigava in consigli e portafoglio con una bella di turno che ordinava invece formaggio fresco magro ed insalata. Ma sono poi saliti in camenra molto presto.
Saluti
Pier

24 Nov 2009 | ore 08:25

Piccola divagazione: ieri sera alla 21,30 è mancata a 67 anni zia Lilli. Zitella, lineamenti marcati, carattere spigoloso, libertà di pensiero. Era in più un(a) grande "trifulau" (perche il mestiere non ha sesso)aveva sempre ottimi cani ed in tanti anni di attività aveva trovato anche pezzi molto importanti. Trovava dove gli altri avevano appena cercato, vera regina degli "scartati"; nei consessi coi i colleghi, quasi sempre tutti maschi teneva testa alla pari a suon di fumo, bere, lodi al cielo inverse. Era un personaggio. Ci mancherà. Scusate il personalismo ma con l'argomento un po' ci azzeccava.
Saluti
Pier

24 Nov 2009 | ore 08:40

La mia non voleva essere una critica ma un "occhio alle fonti"!

25 Nov 2009 | ore 10:05

...perché quella frase riportava un'informazione corretta! ;)

Comunque, in tema di tartufo, il mio modestissimo parere è che il tubero non vale il costo, Alba o non Alba; lo mangio mediamente una volta all'anno, se il mio babbo ha il buon cuore di comprarne uno da condividere con me e mia sorella - e non con mia moglie, che lo odia, e nemmeno con mia mamma, che "tanto è come una patata" è quindi non lo merita - da abbinare rigorosamente ad un piatto di tajarin e ad un uovo fritto. Al ristorante non lo ordinerei mai per l'effetto che avrebbe sul conto!

Saluti a tutti!

25 Nov 2009 | ore 10:17

tubero? ho sempre pensato fosse un fungo andergraund

25 Nov 2009 | ore 21:02

"Al genere Tuber appartengono diverse specie di funghi ipogei comunemente chiamati tartufi" (fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Tuber_(genere) ).
Però devo essere sincero: ho usato il termine a caso ;)

26 Nov 2009 | ore 12:25

Ragazzi le cose eccellenti non possono essere pèer tutti, altrimenti non basterebbero. Se volete mangiare davvero il tartufo d'Alba, informatevi, fatevi qualche amico qui in zona che vi possa mettere in contatto con un vero trifulao, che vi possa vendere il vero TARTUFO BIANCO D'ALBA. Certo che se pensate di venire in langa, in un negozio a caso o peggio ancora in fiera, e comprare il Tartufo d'Alba....allora o sapete dove andare oppure vi prendete il rischio. E' la triste realtà. Però smettiamola di demolire sempre i nostri simboli, il bianco d'Alba è un simbolo della gastronomia italiana nel mondo, con tutte le ragioni del caso. Su queste cose noi italiani siamo i più grandi idioti del mondo...

26 Nov 2009 | ore 22:52

Mi scusi direttore, ma invece di prendere per buone le notizie di un collega e fare un semplice copia incolla, forse sarebbe meglio informarsi meglio prima. E' probabile che qualche lettore non abbia letto la rettifica in merito al fatto che Belen non sia stata invitata ad Alba, bensì in un altro paese. Da oggi penserà che promuoviamo in nostro prodotto con le copertine di "Chi", con tutto il rispetto. Noi qui ad Alba non ci sogneremmo mai di abbinare il nostro nome con Belen, Corona, o altri personaggi da operetta. La mia città ha per fortuna abbinato sempre il suo nome a personaggi ben più consoni alla nostra filosofia, che hanno ricevuto in dono il nostro tartufo, come Winston Churchill, Marylin Monroe, Eisenhover, Papa Paolo VI ,Sofia Loren,Ronald Regan, Gianni Agnelli, Gorbaciov o Luciano Pavarotti. Da un amante della sua terra.

26 Nov 2009 | ore 23:02

Caro Paolo, e dei tartufi bianchi che non sono di Alba e vengono venduti come tali e quindi a un prezzo maggiorato che mi dici?
E' peggio chiamare Belem o truffare la gente?

27 Nov 2009 | ore 00:47

Vorrei aggiungere un commmento a riguardo della possibilita' di istituire un DOP del tartufo d'Albe.

Il problema gia comincia dalla "filiera" in quanto come gia' detto e' praticamente impossibile differenziarne la provenienza secondo le caratteristiche del profumo, forma, consistenza compattezza etc.

Poi non trattandosi di un prodotto coltivato, chi li va a seguire i Trifolau per accertarsi dell'origine territoriale (e questo sarebbe davvero in definitiva l'unico modo), una partita persa in partenza

Spesso questo prodotto viene commercializzato senza fatture, quindi non c'e' nessun interesse da parte dei commercianti e cercatori di certificare questo prodotto in quanto cio' significherebbe doverne dichiarare le vendite e gli introiti, quindi dove e in che forma lo si acquista, dove sono stati trovati dal cercatore..hai volgia.
E poi bisognera' pagare lIVA e le tasse sui redditi...immaginatevi distruggere questo bel castelletto!

27 Nov 2009 | ore 01:12

Per esperienza posso dire che "tartufo d'Alba" è solo un blasone per tirare su il prezzo, come il nero di Norcia, il tartufo bianco si trova anche in altri posti. E' lo stesso, identico, sia come profumo che come caratteristiche organolettiche. Fate la prova se ne avete la possibilità (economica); vi renderete conto che non c'è assolutamente nessuna differenza. Quindi non c'è a parer mio nessuna truffa. Se mai la truffa è appunto la dicitura tartufo d'Alba che invece dovrebbe essere soppiantata a favore di tuber magnatum pico o semplicemente tartufo bianco.

10 Gen 2010 | ore 18:31

Ma cosa state dicendo,il tartufo bianco croato o sloveno,per quanto di ottima qualità non ha lo stesso profumo di quello piemontese,di Acqualagna o umbro,che invece dal punto di vista organolettico sono identici,ma il profumo può variare in base ai diversi tipi di terreno.Allora non cominciamo a sparare cazzate.Il tartufo in Istria io lo compro a 1400 euro al kg ed è sempre un prodotto di alto livello,però a parità di prezzo prenderei quello italiano,che è il top.

28 Apr 2010 | ore 00:13

Sei un totale ignorante! il tartufo non è un "normale" prodotto della terra. Sai che vita fa un cavatore? sai quanto ci vuole ad addestrare un cane? da come parli è ovvio che No

17 Set 2012 | ore 22:21

Buongiorno a tutti
volevo solo dirvi che sono un cavatore di tartufo
Molisano,e che come precendentemente da voi scritto
viene radunato e spedito ad Alba,ma tutti hanno dimenicato di scrivere che al cavatore (cioè a me e a quelli come me che si fanno anche 50 km in un giorno e che rischiano quotidianamente l'avvelenamento dei cani) vien pagato un prezzo nettamente inferiore da quello finale,e tutto questo per far guadagnare una serie di personaggi intermedi che nulla fanno se non avere i giusti contatti,
per il resto un etto di tartufo bianco pezzatura 40-70-100g parte da 170/180€ l'etto e finisce nello stomaco di tanti a 600€
Buona degustazione a tutti

22 Ott 2013 | ore 14:17

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