03
Dic 2009
ore 12:50

Il goloso viaggiatore

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panino_frecciarossa.jpg

In questo periodo praticamente vivo a bordo della Frecciarossa.
Mangiare a bordo, anche per me fachiro della ristorazione viaggiante, è troppo. Questi francesi che hanno sostituito chef express sono pessimi veramente.
E allora il goloso viaggiatore ha deciso di attrezzarsi, panino con prosciutto e l'ultimo libro uscito, tanto per soddisfare la fame di novità, Misticanze, parole del gusto, linguaggio del cibo (Autore G. Luigi Beccaria - Edizioni Garzanti - pagine 240 - 15 euro).

E al ritorno?
Niente paura, ho l'ultimo Apicius ma anche un noire.

apicius_frecciarossa.jpgFOTO iPhone S. BONILLI

commenti 22

Direttore, Lei che ha tanto tempo per leggere ed ama le buone letture, ha mai ancora letto Gambine & Zuccheri ?

03 Dic 2009 | ore 13:55

Non ho mai mangiato sulla frecciarossa, tempo fa ho parlato con uno della chef express che mi aveva acennato il cambio di gestione. Volevo portare il C.V. alla nuova società di ristorazione ma mi sembra di capire che ho fatto bene a non farlo!
Comunque ora sto leggendo un vecchio libro di Bocuse, bellisimo!

03 Dic 2009 | ore 14:59

Nessuno di coloro che leggono il blog evidentemente viaggia o si pone il problema del mangiare.
Strano.

03 Dic 2009 | ore 18:16

Oppure può succedere che qualche post sia semplicemente meno interessante (o comunque risulti a noi popolo bue meno stimolante).
Può capitare sai? Anche a uno bravo come te.
Con simpatia.

Ad Majora

03 Dic 2009 | ore 18:50

Buonasera.
Ho viaggiato piuttosto spesso in treno in Italia, pendolare del finesettimana, quando frequentavo l´universitá a Roma e dopo, quando vi lavoravo. E poi una serie di viaggi di lavoro, generalmente da sola. Avendo visto sfilare da sotto il naso valige e portafogli nelle soste alle stazioni, ho sempre preferito limitare al massimo i miei spostamenti interni al treno e non lasciare bagagli incustoditi per troppo tempo, quindi non ho mai frequentato vagoni-ristorante italiani.
Anche quassú in Germania mi capita di viaggiare in treno. Lunedí scorso, di ritorno dall´estremo nord, il mio compagno di viaggio (tedesco) propone di mangiare al vagone ristorante. Titubo, non mi va di lasciare la valigia da sola (!), ma non resisto. La carta propone alcuni piatti bio, appositamente curati da un cuoco stellato. Il cuoco-curatore cambia ogni mese e generalmente usa ricette e ingredienti di una specifica regione tedesca. L´idea mi piace, ma le proposte bio non mi convincono e scelgo, nel menú comune, patate. Mi presentano (per euro 8.90) una enorme patata lessa, con salsa a parte (su mia richiesta), decorata con un pomodorino e due foglie di valeriana e un piatto di insalata varia con salsa annessa. Non avevo capito che la patata era lessa (o cotta al forno da sembrare lessa), faccio ancora fatica a distinguere, purtroppo. Me la mangio tutta e ci metto sopra anche la salsa, che del resto era realmente buona e fresca, cosí come l´insalata. Nel frattempo fuori dai finestrini sfila via il paesaggio piatto della campagna del nord, illuminato da una luce inaspettata: c´era il sole, basso e di sbieco. Era bello, rilassante, piacevole, avevo un unico assillo: la valigia. Che ho ritrovato intatta.

03 Dic 2009 | ore 19:17

I miei viaggi più recenti sono stati in camper - in cui tra frigo, dispensa e cucina il problema del cibo non è un problema, è più o meno come stare a casa. Una vera pacchia!

In treno invece sono stati tra Milano e Torino - - colazione a casa, pranzo in centro a Milano, in treno nessuna consumazione necessaria - e qualche mese prima a Lione in TGV. All'andata mi serei portata un panino se non avessi già previsto una cena in stazione/aeroporto all' Espace Le Bec; quindi niente spuntini in treno!
Per il ritorno una semplice baguette gommosa prosciutto e formaggio (non un granché) comprata al volo in qualche catena di cui non ricordo il nome. Almeno costava poco, meno che in treno.

Direi che le soluzioni per me variano di volta in volta!

03 Dic 2009 | ore 19:25

Come vedi Gagliardi chi ha qualcosa di bello da raccontare c'è sempre, basta ravvivare il fuoco :-))

03 Dic 2009 | ore 19:39

...Mamma che tristezza il cibo su Frecciarossa :-(io adesso quando parto da Milano passo prima da "zakuro" che è una specie di "bistrot giapponese" incredibilmente lontano dai soliti risto-giappo-italiani "tutto e solo sushi", e mi prendo per circa 4 euro due onigiri da portare via. Poi sul treno, apro il mio pacchettino, pulito e poetico come un origami, tiro fuori le mie due polpette di riso ripieno di pesce freschissimo e sorrido pensando a tutti quei poveretti dei miei vicini di viaggio costretti a mangiare cibo di gomma per almeno 15 euro.

03 Dic 2009 | ore 22:16

Penso che in uno dei prossimi post pubblicherò 10 cibi da viaggio e magari come Gia dei Brughi, che è una gourmet, alcuni su vostro suggerimento.

03 Dic 2009 | ore 22:32

in realtà, caro boss, qui ne abbiamo parlato millemila volte, velleitariamente: abbiamo sfanculato chef express, ed adesso c'abbiamo t&b m.v.,v.!
se googli treno nella casellina qua sopra accanto al paperogiallo ne saltano fuori una quantità: di parole, appunto.
nelle mie paginette documento esperienze tristissime al limite del masochismo (e menomale che ci bevo vino, con la sola acqua credo si possa rasentare il suicidio): questi nemmeno sanno usare il microonde.

03 Dic 2009 | ore 22:44

Alla stazione di Bologna trovate le tigelle d'asporto, io le ho prese una volta e non erano male!

03 Dic 2009 | ore 22:46

Caro direttore Bonilli, le scrivo per ringraziarla della bella serata che lei e Sigrid, ci avete regalato a Bologna. Come voi stessi avete detto, la sua presenza non era prevista, ma io sono stata molto felice di conoscerla di persona. Da tempo sento parlare di lei, ed avevo molta voglia di incontrarla. Come lei stesso ha notato, c'era un forte imbarazzo in libreria, ma lei è stato capace di rassicurarci e metterci a nostro agio, o almeno cosi' mi sono sentita io. Proveremo con grande piacere i ristoranti che ci ha indicato, cosi' impareremo e magari riscopriremo i veri sapori della perduta cucina bolognese. Non vedo l'ora di scoprire la ormai famosissima cotoletta bolognese!! Avrei tante domande ancora da rivolgerle, percio' comincio subito con la prima: qual'è il libro o i libri di cucina che non dovrebbero mai mancare nella cucina di un amante del cibo? Grazie mille per la sua disponibilità. Sally

04 Dic 2009 | ore 00:16

forse non c'è grande interesse perchè effettivamente ne abbiamo già parlato alcune volte.

e forse anche perchè oggi chi sale sui frecciarossa non ci passa tantissime ore sul treno e quindi non fa in tempo ad avere necessità di cibo.
io prendo il treno a firenze e quindi ovunque vada il mio viaggio non supera mai le tre ,quattro ore.
e quindi i generi di conforto sono spesso solo acqua, quotidiani, riviste, libri.
e qualche volta un paio di cioccolatini, che mi porto da casa.
quelli offerti in treno sono sotto il livello di potabilità.

domani forse devo prendere un firenze-bologna-ancona, per lavoro.

ci attacco la terza visita dell'anno da uliassi. tenermi l'appetito in treno sarà un piacere e non una sofferenza...

04 Dic 2009 | ore 06:37

Anche io quando viaggio in treno mi porto panini acqua e libri. Solo il caffe' lo prendo, obbligatoriamente, in treno. A proposito di libri, Stefano, hai poi letto quel libro che ti ho spedito? ;-)

ciao Dario

04 Dic 2009 | ore 08:49

seddiovole non viaggio molto in treno.
perchè vorrebbe dire lavoro.
ma non è che in aereo ci si delizi.
alcuni comici hanno costruito parte della propria fortuna sul cibo da aereo.
comunque ricordo con nostalgia il ristorante di una volta, ma solo per le abat jour sui tavoli con tovaglia. rigorosamente sporca. e la cucina pessima.
poi cambiarono le carrozze e la gestione (credo).
subito ho avuto l'incontro con un cameriere romano che alla mia ordinazione rispose che se volevo loro mi portavano quello che avevo ordinato ma i piatti espressi erano solo 3 o 4 e mi consigliò a scegliere fra quelli.
li ho sempre trovati eduli.
una volta mu fu chiesto di dividere il tavolo con altro sfigato che come me viaggiava per lavoro con l'abbigliamento congruo.
mentre ci stavamo presentando arriva la cameriera con trenette al pesto e ci consiglia di proteggere almeno le cravatte.
alla domanda se avesse intenzione di bombardarci col pesto rispose che servire a 250 km/h non era così facile.
altra dritta del cameriere romano è stata che portano in cambusa una sola mezzina di ferrari brut.
a chi interessasse sbrigarsi ad ordinarlo.

04 Dic 2009 | ore 10:36

E pensare che invidio chi viaggia in treno con l'alta velocità nelle tratte principali del paese: Torino-Milano-Firenze-Roma-Napoli.
Io dalla Spezia per andare a Firenze al Dissapore Camp ho cambiato quattro treni, tutti regionali, in cui il mangiare non era nemmeno lontanamente previsto, la sera alle nove a Viareggio sembrava d'essere nel coprifuoco e gli unici viaggiatori erano simpatiche signorine che andavano a lavorare a Sarzana. Pendolari anche loro.
Insomma mi muovo raramente, ma solo se dovessi andare a Roma potrei trovare una alta velocita, e non il Frecciarossa. Periferia dell'impero.
Mi incuriosisce però la tecnica di lettura del Direttore: Roma- Bologna in Frecciarossa, quanto tempo? Due, tre ore? Come ha fatto a leggere un libro di 240 pagine in un paio d'ore? Lettura fotografica? Impressionista? Io non ci riesco, praticamente leggo a voce bassa e per 240 pagine mi occorrono quindici giorni sotto l'ombrellone. Sarà che leggo poco? O leggo poco per questo?;-(

04 Dic 2009 | ore 11:14

Una domanda....ma le poltrone dei treni sono adeguate?:-))))))... non se po' mai sape'.....

04 Dic 2009 | ore 14:33

pare alcune siano in pelle di maiale di cinta senese.
portandovicisi qualche fetta de pane de terni, o genzano/lariano/ecc a piacere, ed adeguato cortello si può fare uno spuntino senza andare alla carrozza ristorante.

04 Dic 2009 | ore 14:49

Magari uno inzia a leggere un libro nel Roma-Firenze, chessò una trentina di pagine, poi se il libro è bello altre trenta sulla tratta Firenze-Roma e così via.
Insomma leggere un libro non vuol dire terminare un libro in un'ora e 45 minuti ma il panino si :-))

04 Dic 2009 | ore 16:53

Viaggio in freccia rossa quasi tutti i giorni, e quasi tutti i giorni frequento le aree di servizio autostradali (quelle a dire il vero le costruisco anche ;-)).....
E vedo treni ed Autogrill, anche da dietro non solo davanti.... ma davvero voi avete il coraggio di mangiare ciò che in quei vagoni viene anche solo scaldato?
Nelle cucine dei ristoranti e dei bar sembra di essere in una sala operatoria, ma nellr cucine viaggianti.... brrrrr... altro che il noire che tiene compagnia al nostro direttore!!!!!!!!

04 Dic 2009 | ore 23:59

Non sono mai entrato in una cucina viaggiante, però immagino vi si preparino piatti già pronti, già porzionati, da togliere dagli involucri, passare in un forno e poi da impiattare.
Oppure vi è una qualche forma di preparazione in loco ?
Ad occhio mi sembra più o meno che si lavori in maniera simile a tanti baretti di città pronti a sfamare gli impiegati di banca in cerca del risparmio a tutti i costi.
Insomma penso e spero che in questi semplici passaggi le possibilità di contaminazione siano ridotte al minimo.
Naturalmente questo mio discorso non affronta minimamente la qualità, il gusto, la bellezza, delle proposte offerte.
.
Ciao

05 Dic 2009 | ore 10:05

egregio vignadelmar, se lei sapesse leggere capirebbe che, almeno nella precedente gestione, tre o quattro piatti espressi c'erano.
si documenti!

07 Dic 2009 | ore 10:05

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