16
Dic 2009
ore 00:10

Marandol, stricca pugno e tagliatelle

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Monteveglio1.jpg

Ho mangiato i marandol, poi un piatto di stricca pugno con guanciale, poi le croste di parmigiano abbrustolite e poi...
All'Abbazia di Monteveglio l'altra sera c'era molta neve, una scenografia natalizia secondo tutti i crismi: silenzio, luci dei lampioni che facevano atmosfera, alberi carichi di neve, terreno ghiacciato e quindi andatura da paperi per non cadere.
E poi, in cima alla salita, passato l'arco delle mura di Monteveglio Alta, ecco la trattoria, un' accoglienza sorridente, la saletta col fuoco acceso e la cena.
Beh, è proprio vero, in certe situazioni la trattoria vince, anzi, stravince, in fatto di fascino e atmosfera.
La Trattoria del Borgo di Monteveglio è stata per me una gran bella scoperta.
Siamo a una ventina di chilometri da Bologna ma potremmo essere dovunque nella saletta col camino acceso, la tavola apparecchiata con una bella tovaglia bianca, le luci calde e i piatti serviti da Paolo Parmeggiani, il titolare.
I marandol, che sono una specie di biscotti salati con pezzettini di guanciale o forse delle tigelle di altro tipo, comunque intriganti e buoni, hanno aperto la cena insieme con un salame fresco e che non smettevamo di mangiare .
Poi un piatto di stricca pugno che è un radicchio selvatico, gradevolmente amarognolo, e poi le croste di parmigiano, delizioso ricordo di un sapore e una consistenza dell'infanzia.
Un inizio pasto diverso, appetitoso e curioso.

Monteveglio2.jpg

La serata prosegue sul binario della tradizione emiliana e quindi arrivano tagliatelle col ragù, veramente buone, gramigna con carne di costolette e piselli, una sorpresa per sapore e consistenze e i classici tortellini in brodo, eleganti e coinvolgenti.
 
Arrivano i secondi piatti ed ecco una buona e leggera trippa alla bolognese, il cotechino con patate affumicate che è un vero sballo, la ganassina di vitello di Bianca Modenese stracotta nel Barbera.
Il vino della serata è stato un Alto Vanto Merlot 2007 dei Colli Bolognesi di Aldrovandi.

Monteveglio3.jpg

Tutto buono, in particolare un cotechino superiore a qualunque aspettativa e la guancetta di vitello semplicemente favolosa.
Si chiude con una torta di riso coinvolgente e che dà un giusto suggello alla serata.
Conto sui 30 € a testa più i vini.
Un gran bel posto questa Trattoria del Borgo: cucina, prodotti, modo di raccontare i piatti e scrivere il menù, si sente proprio l'influenza di un'altra trattoria della zona, Amerigo a Savigno, che è a pochi chilometri.
E ancora una volta la provincia si mostra più vitale della città.

Trattoria del Borgo
Via S. Rocco 12
Monteveglio (BO)
tel. 051 6707982
chiuso martedì
carte di credito tutte
aperto solo la sera
festivi anche a pranzo


FOTO iPhone S. BONILLI

commenti 21

D'accordo sull'atmosfera...la trattoria stavince.
Non c'e' storia.
Il camino, la neve, il brodo...che spettacolo!!!!!!!

16 Dic 2009 | ore 00:14

Spettacolare e coinvolgente! Non mancherò la prossima volta che vado a Bologna.
Nel frattempo mi permetto di consigliarle l'agriturismo "il Pianello", in via Borgonovo, Baiso (RE). Non è esattamente vicino Bologna... ma è gestita da una famiglia cordiale e appassionata di cucina (emiliana). La pecora allevata e cucinata da loro... non ho le parole...

16 Dic 2009 | ore 09:55

altro che Adrià ...

16 Dic 2009 | ore 10:18

Frequento la Trattoria del Borgo da circa otto anni, l'ho vista crescere e raggiungere, anno dopo anno, risultati eccellenti. Descrizione perfetta, direttore, niente da aggiungere se non un piccolo "appunto" polemico: sarà anche vero che si sente l'influenza di Amerigo, ma il rapporto qualità/prezzo e perfino il servizio condotto da Paolo Parmeggiani sono di un altro pianeta rispetto ad Amerigo. Monteveglio batte Savigno 3 a 0

16 Dic 2009 | ore 12:02

Concordo con Andrea, Paolo e' veramente in gamba e sono contento che abbia avuto modo di mangiare da loro.

16 Dic 2009 | ore 12:52

Mi sa proprio che seguirò la dritta in un giro durante queste feste. Sono stata da Amerigo di recente e sono proprio curiosa di vedere le differenze. Grazie!

16 Dic 2009 | ore 12:59

Io frequento Amerigo da molti anni e mi sono sempre trovato bene anche se sapevo di essere "cliente speciale".
Parmeggiani è stato impeccabile e oggi io sono un signore come tanti, più noti erano i miei accompagnatori.
L'influenza di Amerigo io la vedo nel modo con il quale sono scritti i menù e raccontati i piatti e le materie prime.
Sottovalutato dalle guide.

16 Dic 2009 | ore 14:30

sarà sottovalutato dalle guide, però ha da anni la stella Michelin...

16 Dic 2009 | ore 15:07

Ma tu parli di Amerigo io della Trattoria del Borgo :-)

16 Dic 2009 | ore 15:19

Infatti quella di Amerigo è una stella per certi versi incomprensibile, a mio modesto parere. Tornando alla trattoria di Monteveglio, sono molto contento che abbia trovato spazio in queste pagine. Un lavoro silenzioso ma di grande sostanza e qualità.

16 Dic 2009 | ore 16:37

Mi tocchera provarli tutti e due! Amerigo lo conosco ma non ci ho mai mangiato e non sapevo fosse stellato! Comunque mi piace molto Savigno, ho comprato del tartufo bianco nella dispesa di Amerigo.

16 Dic 2009 | ore 17:48

Bel posto.
Bello anche d'estate quando a Bologna si soffoca ed è tutto serrado e invece su, in cima a Monteveglio, l'aria è respirabile, la gente umana e la convivialità non s'arrende alle zanzare :-)

17 Dic 2009 | ore 13:25

entusiasta e onorato di aver fatto parte del suo staff.trattoria del borgo nel cuore

17 Dic 2009 | ore 16:50

c'ho mangiato un mese fa dai ragazzi e ci saremmo dovuti andare anche lo scorso lunedì con Flavio se non avessi deciso di stare aperto per un'azienda.
La location è fantastica, quanto al cibo concordo che siano parecchio sottovalutati, io l'ultima volta mangiai i tortellacci di zucca al ragù e il coniglio di ieri e di oggi.
Se torni in zona prova anche l'Osteria del Sole a Zocca.

Piero

17 Dic 2009 | ore 19:42

Amerigo è una delle grandi trattorie d'Italia.
Ci sono stato i primi di ottobre ed ho potuto gioire del menù a base di tartufo appena preparato.
Imperdibile la sosta alla dispensa prima di lasciare il ristorante.
Chissà perchè queste grandi trattorie si trovano sempre fuori dai grandi centri, sarebbe troppo bello averne una sotto casa.

17 Dic 2009 | ore 21:30


copioincollo da luigi lepri (gigén lîvra) su www.bulgnais.com.

In bolognese si dice streccapóggn proprio perché le foglie (non i fiori) di una varietà (non di tutte) del tarassaco hanno la particolarità di richiudersi "a pugno" come si fa con le dita di una mano quando dal palmo disteso si passa a formare un pugno quasi chiuso. Lo spiegavano anche in campagna quando ero cinno ed è una spiegazione sentita più volte dagli anziani.

17 Dic 2009 | ore 22:30

è appunto agli streccapóggn che si riferisce bill buford in "calore" quando, parlando dei trascorsi di mario batali a borgo capanne, descrive (pag. 56) "...una varietà amarissima di tarassaco selvatico, che si lasciava bollire tre quarti d'ora e si serviva con olio d'oliva e aceto balsamico".

17 Dic 2009 | ore 23:06

Mi fa molto piacere che tu sia andato all’Abbazia. Stimo molto Paolo, il suo gruppo e l’impegno che profondono nella loro attività. Ci conosciamo da tempo, sono stato uno dei suoi primi estimatori e, se è vero che siamo stati per loro fonte di ispirazione e di crescita, questo mi lusinga e mi fa molto onore. Tutti gli ospiti italiani e stranieri della locanda che mando là a cena (per diversificare un po’ il soggiorno gastronomico…), mi ringraziano e ritornano poi contenti da entrambi; questo vuol dire lavorare con serietà, fare gruppo, creare dei flussi turistici nella nostra amata Valle del Samoggia, che è poi il luogo principale d’origine delle nostre materie prime. Come dice poco sopra Piero Pompili, da qualche anno, anche Tommaso e Flavio dell’Osteria del Sole di Zocca, si stanno producendo con uno stile piacevole ed interessante. Qualcuno ha detto che anche da loro intravvedono qualcosa di Amerigo. Bene, devo dire che ora mi sento meglio; non siamo più soli in valle. L’Osteria del Sole, a monte, controlla le sorgenti del nostro torrente, la Trattoria del Borgo ne protegge l’imbocco dall’alto dell’Abbazia e noi sguazziamo in mezzo a 10km dall’uno e dall’altro. Ben vengano altri e, magari, ispirandoci a Vico Equense, che propone ora quattro ristoranti stellati, diventiamo la valle delle Trattorie vere. Peccato che la N°7 sia due valli più ad est… Tutto questo al di là di ogni rispettabilissimo gusto personale che può trasformare il piacere della tavola in un freddo, calcistico ed anacronistico 3-0 o, invertendo la tifoseria, in uno 0-3, poco veritiero in entrambi i casi

18 Dic 2009 | ore 01:33

Ci sono stato ed è veramente ottima, come anche l'osteria il Cantacucco a Missano di Zocca.

18 Dic 2009 | ore 19:00

Spero tanto che il mio Alto Vanto 07 sia piaciuto. Magari è ancora un poco giovane.....Federico Aldrovandi

03 Gen 2010 | ore 23:19

Si, ci è piaciuto molto :-))

04 Gen 2010 | ore 09:25

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