03
Gen 2010
ore 09:18
ore 09:18
Domenica al Fish Market di Sydney

In una domenica nuvolosa e piovviginosa le cose che si possono fare a Sydney sono molte.
C'è chi si sposa, chi guarda gli orari dei traghetti per fare un giro della baia e chi prende il bus 443 a Circular Quay per puntare sul Fish Market, la struttura della città che non chiude mai, scendendo a Harris St per fare colazione da PastaVera.

E' uno di quei bar che piacciono tanto a chi ama leggere i giornali a Campo dei Fiori, perché si beve un buon cappuccino accompagnato da pane tostato, burro e marmellata e si possono sfogliare tutte le riviste di cibo, arredamento, viaggi e i quotidiani senza che nessuno vi metta fretta.

Poi si va a Fish Market, distante trecento metri, sotto la pioggia, e si fa un giro per i banchi, molto meno affollati della vigilia di Natale ma sempre meta di migliaia di persone che comprano pesce, mangiano sushi, fanno la fila per acquistare il pesce e vederselo cucinare direttamente.

Ma la scelta migliore è quella di salire al primo piano dove c'è Fisherman's Wharf Seafood Restaurant, una vero mangificio, ma di qualità, con una sala per trecento persone e tavoli sulla terrazza con vista porto.

Se avrete fortuna - si va all'ingresso, vi danno il numero e vi chiameranno con l'altoparlante - quella della terrazza è la scelta migliore.


Una volta sulla terrazza si fermano i carrelli che passano, e si scelgono i classici dim sum, si leggono i giornali e si beve un grande bianco neozelandese, il Claudy Bay, scelto da una bella carta dei vini con prezzi interessanti, nel nostro caso $ Au 63 e conto totale di $ Au 100, vino compreso.

Splendida giornata, si rientra a Circular Quay via mare sotto il cielo grigio.
Ma non si può avere tutto...
FOTO S. BONILLI
Stefano Bonilli
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CATEGORIA Turismo | TAG Circular Quay, Claudy Bay, Fish Market, Pasta Vera, Sydney
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In pratica, da quello che ho visto fin'ora in tema di cibo, la tendenza in australia è verso la cucina orientale.
Mi piacerebbe vedere qualche bel mercato locale, curioserei volentieri in un supermercato ed anche in una gastronomia.
Grazie...
Che giornata meravigliosa! condivido da qui la scelta della terrazza... saluti da milano :-(
Questi fish market che ho visitato anche nelle mie brevi ma intense esperienze statunitensi, sembrano offrire un spunto davvero interessante nel panorama gastronomico. Questo australian market sembra proprio un ottimo posto dove stare per mangiare un boccone in compagnia.. Ma di questi posti in Italia ce ne sono?!?!
La prima sensazione che ho provato quando sono stato al fish market di Sydney, tappa imperdibile nella città australiana, è stata di rammarico...
ho immaginato una struttura simile sul lungomare di Pozzuoli, a Napoli, con le paranze che scaricavano direttamente su un pontile proteso verso le isole dove erano sistemati i tavoli e le padelle pronte con gli chef e i loro cappelloni... invece ci toccano i resti dell'Italsider, qualche giostrina e le liti politiche per il waterfront !!!
E' l'Italia bellezza...
Non disperare Giampiero, un passo per volta....magari i nostri figli....
Guarda che ti sta combinando il genietto di famiglia.
http://www.archiportale.com/news/2009/11/architettura/bagnoli-la-porta-del-parco-di-silvio-d-ascia_16954_3.html
Buona sera a tutti,
qualcuno di voi è a conoscenza se in Giappone esistono delle commissioni di vigilanza controllo prezzi per ristoranti ed alberghi?
E se per caso fosse, da quanto tempo sono in vigore?
Ringraziando per l'ospitalità e per l'eventuale tempo necessario alla risposta, vi invio i miei più cordiali saluti ed i ovvii complimenti per il blog.
Grazie
...naturalmente volevo scrivere "e gli ovvii" e non quello che ho "ignorantemente" scritto.
Ma la premura...
cordialità
Caro Giampiero / Gnamgnam, purtroppo Napoli è stata un susseguirsi di occasioni perse, dal dopoguerra ad oggi. Ed ogni volta che ci torno mi sembra una città sempre più in coma.
Saluto da un Napoletano verace.
Fabrizio aka Artèteca
Anch'io napoletano dispero che un progetto simile possa mai essere realizzato. La realtà italiana non è quella estera, certe cose da noi sono a volte troppo ma troppo difficili da realizzare.
Comunque in bocca al lupo!
Meraviglioso racconto che mi ha risvegliato ricordi ormai lontani ...
Complimenti Direttore.