17
Gen 2010
ore 13:27

Il costo dei libri, altro che i ristoranti...

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Mica di solo pane si campa, io, almeno, mi devo nutrire anche di libri perché mi fa bene all'equilibrio ormonale, al colesterolo e al cervello.
Mi fa ridere la polemica su chi paga al ristorante e chi no.
Io vorrei non pagare in libreria, dove spendo cifre monstre che hanno sempre inciso sul mio bilancio altro che i conti dei ristoranti - che, tra l'altro, io pago, come è noto ai ristoratori - anche se so bene che ormai sono bulimico perché ho raggiunto la fase del doppio acquisto, come l'alcolizzato che arriva alla fase Camparino alle 10 del mattino.
Comunque oggi era il primo giorno vero in libreria, cioè di perlustrazione dei banchi, che io conosco a memoria e passo in rassegna sempre seguendo lo stesso percorso: romanzi, saggistica, cucina e fotografia.
Oggi ho preso l'ultimo Carofiglio perché le vicende dell'avvocato Guido Guerrieri mi piacciono, le trovo intriganti nella loro semplicità del quotidiano.
Romain Gary, marito della bellissima Jean Seberg, ha scritto Cane bianco, un romanzo che è finito nella cesta e che voglio leggere perché la storia mi sembra adatta ai nostri tempi anche se è datato 1970.
Altro libro, anzi librone, la biografia di Jim Thompson scritta da Robert Polito.
Thompson è uno dei grandi del noire, autore di Colpo di spugna, L'assasino che è in me, In fuga, romanzo che Sam Fuller definì "La storia di gangster più originale che sia mai stata scritta.
Poi non ho resistito di fronte al carteggio Contini-Gadda perché Gadda è stata la mia scoperta di gioventù quando sono rimasto basito dalla lettura di Quer pasticciaccio brutto... e Contini è stato un Dio della critica e quindi libro preso.


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E il cibo, la pappa, i libri di cucina che sul papero uno si aspetterebbe ad ogni riga?
Beh, oggi a casa, insieme con i nuovi acquisti, ho sfogliato uno di quei libri che ti fanno pensare "Come sono bravi" a proposito di Donna Hay e i suoi fofografi, food stylist e grafici.
L'ho acquistato a Sydney, proprio nel suo shop, Seasons, raccolta del meglio del magazine Donna Hay.
Da avere obbligatoriamente nella propria biblioteca.
Adesso mi metto a leggere, sullo sfondo Sonny Rollins.

commenti 17

... Non di solo cibo si nutre l'uomo...

17 Gen 2010 | ore 15:35

Ottimo sfondo....

17 Gen 2010 | ore 15:44

Sull'impatto del costo dei libri sul mio bilancio non parlo. Parliamo però anche di come a volte per reperire i classici della letteratura gastronomica, se si può chiamare così, bisogna fare i salti mortali. Per avere "The Art of Eating" di MFK Fisher ho dovuto ricorrere alle librerie online dell'usato. Però ora me lo sto gustando proprio.

Il libro segnalato da lei di Donna Hay è più che invitante.
Ma quanto deve grande una libreria? La mia sta esplodendo.

17 Gen 2010 | ore 16:16

be' diciamo che pero' i librari una regolata se la dovranno dare per via dei vari kindle e soci ... cosi' come i discografici ... per i ristoratori non credo possa mai valere il virtuale :-)

17 Gen 2010 | ore 17:26

hai proprio ragione, non parliamo di quanto la Feltrinelli mi costi... Non solo libri, ma anche cd, dvd, blue ray... Insomma tutto soul kitchen (un nome stupendo per un film così e così). E da quando ha chiuso Rinascita per me tutto condensato in un solo posto, ora ha messo anche i vinili e temo che mi rovinerà...
Mi sono innamorato in questi gg dell'ultimo libro della Balestra "la rotonda" una storia di costiera adriatica a cavallo degli anni settanta e ottanta, sembra scritto per me ;-). La biografia di JThompson, la corro a comprare domani, grazie!
Ciao A

17 Gen 2010 | ore 19:03

Due citazioni sull'argomento degne di nota.

...Una volta Valentino Bompiani aveva fatto circolare un motto: Un uomo che legge ne vale due. Detto da un editore potrebbe essere inteso solo come uno slogan indovinato, ma io penso significhi che la scrittura (in generale il linguaggio) allunga la vita. Sin dai tempi in cui la specie incominciava a emettere i suoi primi suoni significativi, le famiglie e le tribu' hanno avuto bisogno dei vecchi. Forse prima non servivano e venivano buttati quando non erano piu' buoni per la caccia. Ma con il linguaggio i vecchi sono diventati la memoria della specie: si sedevano nella caverna, attorno al fuoco, e raccontavano quello che era accaduto (o si diceva fosse accaduto, ecco la funzione dei miti) prima che i giovani fossero nati. Prima che si iniziasse a coltivare questa memoria sociale, l'uomo nasceva senza esperienza, non faceva in tempo a farsela, e moriva. Dopo, un giovane di vent'anni era come se ne avesse vissuti cinquemila. I fatti accaduti prima di lui, e quello che avevano imparato gli anziani, entravano a far parte della sua memoria.
Oggi i libri sono i nostri vecchi. Non ce ne rendiamo conto, ma la nostra ricchezza rispetto all'analfabeta (o di chi, alfabeta, non legge) e' che lui sta vivendo e vivra' solo la sua vita e noi ne abbiamo vissuto moltissime. Ricordiamo, insieme ai nostri giochi d'infanzia, quelli di Proust, abbiamo spasimato per il nostro amore ma anche per quello di Priamo e Tisbe, abbiamo assimilato qualcosa della saggezza di Solone, abbiamo rabbrividito per certe notti di vento a Sant'Elena e ci ripetiamo, alla fine della fiaba che ci ha raccontato la nonna, quella che aveva raccontato Sheherazade.
A qualcuno tutto questo da' l'impressione che, appena nati, noi siamo gia' insopportabilmente anziani. Ma e' piu' decrepito l'analfabeta (di origine o di ritorno), che patisce arteriosclerosi sin da bambino, e non ricorda (perche' non sa) che cosa sia accaduto alle Idi di Marzo. Naturalmente potremmo ricordare anche menzogne, ma leggere aiuta anche a discriminare. Non conoscendo i torti degli altri l'analfabeta non conosce neppure i propri diritti.
Il libro e' un'assicurazione sulla vita, una piccola anticipazione di immortalita'. All'indietro (ahime') anziche' in avanti. Ma non si puo' avere tutto...
Umberto Eco
Estratto da ''Perche' i libri allungano la vita'' LA BUSTINA DI MINERVA, 1991).


... Non riesco a saziarmi di libri. E si' che ne posseggo un numero probabilmente superiore al necessario; ma succede anche coi libri come con le altre cose: la fortuna nel cercarli e' sprone a una maggiore avidita' nel possederne. Anzi coi libri si verifica un fatto singolarissimo: l'oro, l'argento, i gioielli, la ricca veste, il palazzo di marmo, il bel podere, i dipinti, il destriero dall'elegante bardatura e le altre cose del genere, recano con se' un godimento inerte e superficiale; i libri ci danno un diletto che va in profondita', discorrono con noi, ci consigliano e si legano a noi con una serie di familiarità attiva e penetrante; e il singolo libro non insinua soltanto se' stesso nel nostro animo, ma fa penetrare in noi anche i nomi di altri, e cosi' l'uno fa venire il desiderio dell'altro...

Francesco Petrarca
Estratto dalla lettera a Giovanni Anchiseo


Ciao

Sandro

17 Gen 2010 | ore 19:17

Ottimo come sempre questo pezzo sui libri ma mi accodo alla domanda di Rossella: dove mettiamo tutti i libri che acquistiamo ? io non mi sogno nemmeno di buttarne qualcuno: ho ancora tutti i gialli Mondadori che leggevo da ragazzo ! e poi, come inserire nella libreria i libri formato gigante tipo quello di Adrià o quello di Clerici sul tennis ? ah, saperlo ! :-))

Direttore, prima che qualche professorino glielo faccia notare in malo modo correggi noire con noir (o polar, o, meglio ancora visto che si parla di Thompson, hardboiled): hai visto mai che D'Orrico ti legga...

18 Gen 2010 | ore 09:32

L'ultimo Carofiglio? Ragionevoli Dubbi?
Ma è del 2006!
L'ultimo è "Le perfezioni provvisorie" ed è uscito giovedì scorso.
Consiglio un bel giallo: L'assassino qualcosa lascia scritto da Rosa Mogliasso editore Salani collana Petrolio

18 Gen 2010 | ore 09:42

beh, i discografici non se la sono dati una regolata, perciò nemmeno i librai lo faranno... a me sembra che aumentino, invece di diminuire!
in fondo, senza kindle, avrebbero potuto pensarci, visto quanto legge poco la gente e invece... il libro adelphi che volevo comprare di normale numero di pagine costa ben 19 euro e 50.
dico.

18 Gen 2010 | ore 12:29

sandro, posso ringraziarti per queste paroel che hai riportato?
che meraviglia, petrarca!

18 Gen 2010 | ore 12:32

A me a dire il vero sembra che i libri siano la cosa che è aumentata di meno negli ultimi anni, e con il famigerato passaggio all'euro

Proprio l'altro giorno ho comprato la nuova edizione del Buon Paese di Slow Food, e l'ho pagata 18 euro. A casa ho la seconda edizione del 2001, e costava 36 mila lire. Fate un po' voi i conti

18 Gen 2010 | ore 12:39

Caro direttore, questo post e le prime riflessioni dei lettori, vanno di pari passo con le mie considerazioni di questi giorni. Mi limito a parlare solo dei libri di cucina. Dove metterli? Van bene come comodini, come base per originali tavolini, per soprammobili... ero giunta ad eliminare gli "spiralati" anni Settanta, per poi farmeli restituire da mia sorella a cui li avevo appioppati perchè ne sentivo la mancanza. Ultimamente io mi dedico ai mercatini e al vecchiume, per cui ho anche una stanza "arieggiatura", per eliminare l'odor di muffa in splendidi volumi di trenta-quarant'anni fa. La settimana scorsa, però, sono andata in libreria. E son rimasta proprio delusa. Le vere novità si contano sulle dita di una mano (primeggia la sua collana "Cucinare insieme"), scopro che la Parodi ha fatto in libro che è stato letteralmente fumato e che la ristampa non arriverà prima di febbraio (!), che la cucina low cost vince su tutto. Per carità, l'ultimo argomento interessa direttamente anche me, avendo un sitarello che parla proprio di cucina economica (e un libello in gestazione sul tema), ma mi sembra pure troppo ritrovare la pur ottima accoppiata Allan Bay/Fabiano Guatteri riproposta con il loro "Gourmet degli avanzi" (ex 2003). Mi chiedo e le chiedo: siamo così in crisi, in Italia, dal punto di vista gastro-letterario, che non ci resta altro che ripiegare su Donna Hay, Tessa Kiros e Julie Andrieu?

18 Gen 2010 | ore 12:46

@ antonio scuteri:
lascia stare i libri di cucina ché sono di nicchia. io parlo dei romanzi che sono quelli di più largo consumo. paradossale!
sennò com'è che un libro di adelphi con la lira lo si pagava 17 mila lire, oggi lo paga 19 euro?
fai un po' tu!

@babuska:
la parodi? e perché, lo compri?

18 Gen 2010 | ore 16:50

Certamente,l'hai fatto ;-)...ma insieme dobbiamo ringraziare Petrarca....

18 Gen 2010 | ore 17:50

Ehm, non ci penso proprio a comprarlo il libro della Parodi. Quel dito intinto nel piatto appena cucinato e poi ciucciato mi fa venire i brividi. C'era invece una disperata signora che lo cercava per mari e per monti... :-) Aridateci la Clerici!

18 Gen 2010 | ore 19:14

Un augurio affettuoso ad edoardo Raspelli, non sapevo dove inviarlo dato che su facebook è pieno di suoi profili, so che voi siete suoi amici e, forse, potrete inviargli gli auguri di una sua estimatrice culinaria, sapere che ora mangia gli omoggeneizzati che io non ho mai voluto dare ai miei figli mi ha fatto tanta tenerezza. Del resto se lui avesse letto il libro "Estasi culinarie" che mi ha regalto mio marito, saprebbe che è meglio fare una dieta che andare alla ricerca del sapore dei sapori. Ancora non sono arrivata alla fine del libro in questione, ma oggi ho visto il nostro Edoardo in televisione magro e, forse felice. Spero che si riprenda presto e possa tornare ad assaporare i cibi che più gradisce, un saluto affettuoso ed un augurio speciale e chi ora si stà privando dei sapori a lui più graditi
M.G.

18 Gen 2010 | ore 19:37

La Clerici? E' uno scherzo vero?

19 Gen 2010 | ore 14:07

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marchio_cucinare.jpg
a cura di Stefano Bonilli


Zuppe_Minestre.jpg
Arrosti.jpg
in libreria e on-line

* VOLUMI GIA' PUBBLICATI
NELLA STESSA COLLANA


notizie in breve

Lucky_Peach.jpg

> Lucky Peach di David Chang, Peter Meehan e Chris Ying è una nuova rivista trimestrale dedicata al cibo pubblicata dall'edtore McSweeney's, e questa è la grande novità per la casa editrice californiana che fino ad ora aveva pubblicato romanzi, saggi ma mai libri e riviste di cucina. Lucky Peach è rivista, ma anche una appllication per l'iPad. Il primo numero è dedicato al "Ramen".

Pasta_broccoli_arzilla.jpg Minestra di pasta, broccoli e arzilla

Lo confesso, io sono un minestraro, adoro tutti i tipi di minestre e purtroppo mi accorgo...


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