12
Gen 2010
ore 12:53

Settembrini, ristorante in Prati

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C'è una nouvelle vague della cucina romana, sono giovani cuochi, proprietari altrettanto giovani e appassionati, cucina realista e con sapori chiari e definiti, arredamenti moderni e gradevoli dei locali, ragazzi e ragazze giovani che servono a tavola, carte dei vini mai banali e prezzi giusti.
Settembrini è un esempio di questo nuovo corso.

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Il ristorante è nel quartiere Prati, nella via che dà il nome al locale, ha una clientela di affari all'ora di pranzo e di appassionati e gourmet la sera ed è il prototipo di questa nuova impostazione della ristorazione fatta di buon gusto, semplicità e conoscenza.
Ai fornelli un cuoco che ci crede, Gigi Nastri, uno che continua a studiare, a frequentare i colleghi bravi per arricchire il suo bagaglio professionale e trasferirlo agni giorno in piatti che sono nitidi e buoni, come l' involtino di melanzana ripieno di tagliolini e gli involtini di sogliola con pomodorini confit e zuppa di cicerchia.

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Per me, che sono un minestraro impenitente, la pasta ceci e gamberi è poca - per gli umani è una porzione più che sufficiente - e il mio piatto che era bello pieno l'ho spazzolato via in un attimo.
Un piatto buono, semplice ed eseguito in modo amichevole (vuol dire che la cucina non pensa a stupire ma pensa a te).
Così come l'hamburger di agnello con patate al forno, veramente azzeccato anche come piatto unico per chi l'ora di pranzo la usa come pausa di lavoro o rapido e piacevole intermezzo di lavoro a tavola, visto il quartiere pieno di studi legali, società di comunicazione e studi professionali più in generale.

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Il dolce, sia il babà che la creme brulée con composta di rabarbaro, sono ben fatti e danno l'idea che al Settembrini si è molto attenti anche ai dessert arricchendoli con piccoli tocchi che li rendono originali e gradevoli.
Il vino lo si può scegliere da una bella carta, curata da Luca Boccoli, che evita scelte banali e ovvie, non segue le mode ma un percorso ben chiaro e infatti vengono proposti per chi è appassionato dei percorsi tematizzati, dai vini per la luna, cioè i vini che uno sceglie se dovesse salire su una navicella, ai vini dell'Etna, i vini di Vinalia, l'enoteca dell'Aquila che il Settembrini, come molti ristoranti italiani, ha acquistato per dare un aiuto all'Abruzzo, i vini naturali, gli Champagne e poi una scelta di bianche e rossi di Francia e Italia che fanno gola all'appassionato.

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In cocnlusione qui si sta bene e a un giusto prezzo, un primo € 16, un secondo € 18/20, dolci € 9 e nella bella stagione si mangia sull'ampio marciapiede in bei tavoli in legno grezzo.
I luoghi comuni su una ristorazione romana greve e furbastra sono lontani mille miglia ed anche l'essere non in centro ma facilmente raggiungibili fa del Settembrini il locale di quartiere tipo. Prossima apertura dall'altra parte della strada di un'enoteca con consumazione al bancone e forse altre grosse novità.

Settembrini
Via Luigi Settembrini 25 (Prati)
tel 063232617
carte credito tutte
chiuso domenica

FOTO SIGRID VERBERT

commenti 25

Certo che il "tocco del cavolo" nella recensione si vede... senza nulla togliere agli scatti del Dir, ovviamente!

12 Gen 2010 | ore 13:45

Il cavoletto è il fotografo ufficiale di questo blog paperesco, come si legge anche a pie' pagina.
Privilegio che Sigrid riserva in esclusiva al palmipede giallo :-))

12 Gen 2010 | ore 14:03

Concordo pienamente con l'elogio, ci sono stato di recente a cena e mi è piaciuto molto.
Direttore, ci è andato a pranzo? Perchè in passato la carta disponibile a pranzo era molto ridotta rispetto a quella della cena, a fronte della possibilità di pranzare scegliendo da un buffet (a dire il vero poco che più che discreto).

12 Gen 2010 | ore 14:06

Concordo: bravi e professionali.

12 Gen 2010 | ore 15:25

Posso discostarmi dagli elogi?
Ci sono stato, ultimamente a pranzo pochi giorni fa. No buono, diceva Andy Luotto anni fa, io dico così così. Mi spiego. Posto carino e curato, ma proposta recitata a voce come nelle vecchie trattorie da tovagliolo sotto l'ascella (quindi non ho idea di quanto spendo, e poi io mi stresso a ricordare l'elenco, sarà che ho passato i 40...).
Poca scelta, benvenuto trascurabile (il pane con pomodorini nella foto) due primi tristanzuoli, con "bolognese di polpo" che non sa di polpo (quindi sa solo di pomodoro) e fusilli di cui in tre giorni ho dimenticato il condimento. Poi un tortino di mele, buono, con crema e gelato. Totale: i due primi, la torta, una bottiglia d'acqua e due caffè 45 eurini tondi. Per essere un posto da pranzo di lavoro - ho lo studio a 100 metri, per me è perfetto - non ci siamo. Se poi aggiungiamo che la bottiglia d'acqua fa 3 euro e il tortino di mele 14 euro (!!!) io credo che non capisco più cosa si intenda per "giusto prezzo". Casomai penso al pranzo dell'Open di Antonello Colonna, e mi sembra che ci azzecchi di più...
Chissà... Direttore, che mi dice?

12 Gen 2010 | ore 16:38

Dico che quello che ho mangiato è scritto, di tristanzuolo non c'era nulla, io pago i conti - credo di essere uno dei pochi del settore - e l'hamburger era proprio buono, ho sotto gli occhi il menù e leggo Crème brulée € 9, come tutti i dolci, non ne vedo nessuno a € 14.
Il menù recitato a voce a me piace, la carta dei vini è molto bella poi ognuno ha i suoi gusti, io trovo questo ristorante veramente interessante, ci sono stato ieri a pranzo, era pieno e sono stato bene.

12 Gen 2010 | ore 17:06

Bonilli inizia a trovare "veramente interessante" troppa roba.
Un po' come le foto del cavoletto, solito colore e solita sfuocata.

12 Gen 2010 | ore 17:24

"Sfocatura", sorry.

12 Gen 2010 | ore 17:26

Grazie Direttore! Io sono un sostenitore della teoria del possibile "passaggio a vuoto" del ristoratore o, meglio, lo ammetto. Però ci son rimasto male, direi così.
A volte le grandi aspettative sono pessime compagne delle degustazioni, no?
Riproverò!
P.S. il dolce a 14 euro è da conto: che dire, avrò beccato il "bonus".. :)
P.P.S. mai messo in dubbio che lei paghi i conti ove mangia. Lo so, ed è un merito, visto ... quel si vede in giro!

12 Gen 2010 | ore 17:27

Bè, io sono un novellino facilmente suggestionabile e cavoletto inizia ora a fare foto, in compenso ho lettori preparati e attenti :-))

12 Gen 2010 | ore 18:02

Salve sig Alberto, le rispondo solo per dire che evidentemente abbiamo fatto un errore sul suo conto non avendo mai avuto nessun dolce a 14€!! Mi dispiace molto e spero ci dia l'occasione di rimediare.
Un saluto

Gg

12 Gen 2010 | ore 18:06

Caro Gigi,
mi permetto il tu, eh?
Da commercialista so che i conti si possono sbagliare... mi è capitato di pagare un pranzetto di lavoro 984 euro con la carta! per fortuna che me ne sono accorto il giorno dopo... e che loro - noto posto - hanno capito!
Come detto, riproverò con piacere, stando a 100 metri da voi. E, poi, confermo: la cena è molto meglio assai. Il pranzo limita sempre...
A presto, spero potremo conoscerci di persona.

12 Gen 2010 | ore 18:27

mi piace l'idea di una cucina che pensa a me invece che a stupire, di questi tempi si sente molto la mancanza di questo tipo di cucina più consapevole del ruolo che ha di fronte al pubblico e non sempre di fronte alla critica. Sicuramente da provare.

12 Gen 2010 | ore 20:54

A un certo punto, leggendo e guardando, mi sono detta: cavolo, ma il Bonilli nazionale è migliorato nelle foto e nell'inquadratura!!!
:)
e invece c'era Sigrid...

Posso dirle una cosa?
Secondo me 16 euro per un primo non è proprio a buon mercato... certo rispetto ad altri di alta fascia sì, ma tutto è relativo.

Comunque sono curiosa e andrò a provare. poi le sparò dire.

a presto

13 Gen 2010 | ore 09:48

Al di là delle possibili e legittime divergenze di giudizi, mi piacerebbe capire se la carta è uguale per pranzo e cena... fino a qualche tempo fa sicuramente non lo era, anzi mi pare di ricordare che lo chef fosse presente solo di sera.
Spero che Gigi Nastri, al quale rinnovo i complimenti, possa chiarire.
Sui dolci per quanto può servire confermo che erano tutti sotto i 10.

13 Gen 2010 | ore 09:55

si pongono, per caso, questioni semi-etiche o semi-otiche?
se questa fosse una recensione, forse sì: ma questa è una recensione?
a me pare, al massimo, una recen-z-ione; e quindi ceci n'est pas une recensione (e se ciò ricorda qualcosa, certamente vi sbagliate, perché di bonilli non si può dire che sia magritte, e nemmeno un falso-magritte).
i maliziosi potrebbero anche supporre, come diceva il divin marchese beppe del grillo, che io so' io e voi nun siete un cazzo.
oppure ubi major minor cessat.
e perché no talis pater talis filius, motu proprio, ad majora...
ahi, vademecum tango!

13 Gen 2010 | ore 10:37

Famo che non hai detto niente? Magari sei un genio di gastronomia, Alessandro, ma di fotografia non capisce nulla. Schietto e sincero, come il baffo.

13 Gen 2010 | ore 10:41

Steve, famo che quando passo a Roma ti offro un buon pranzo da Settemrini e mi spieghi.

13 Gen 2010 | ore 11:19

Credo che questa sia una segnalazione interessante.
Settembrini è, per la verità già da qualche tempo, una delle realtà più interessanti sulla scena di Roma.
Non mi pare che ne le foto ne i commenti di Bonilli siano faziosi o mal interpretabli. Le foto di Sigrid mi sembrano bellissime e per quanto riguarda il taglio sella segnalazione, giornalisticamente parlando, credo che Bonilli, ancora ovviamente alle prime armi, sia in grado di dare un bel ritmo al pezzo.
A parte la mia ironia in riferimento ad alcuni interventi di sopra.
Credo che Settembrini sia un luogo da visitare e che valga la pena passarci qualche piacevole ora.
Sui prezzi non mi pronuncio perchè sono convinto tutto sia relativo. Ritengo però inconfutabile il fatto che i ricarichi sui vini, scelti con competenza e passione, siano tra i più misurati. Questo aspetto che mi è sempre stato particolarmente caro rende Settembrini una meta ancor più interessante.

Per quanto concerne i prezzi basta andare sul suito dove sono disponibili sia i menù che la carta dei vini.

13 Gen 2010 | ore 11:27

posto che i meta-commenti difficilmente servono salvo a chi li scrive, sento di dover aggiungere che:
ho scorso la lista dei vini e concordo sui ricarichi assai contenuti (per quanto posso conoscere, visto che un 80% buono delle etichette mi è sconosciuto);
sarà arduo provare il locale, perché a roma di solito mi fermo a cena e quasi sempre con molte persone - e queste sono esperienze da fare in ridotto numero - anche se scendo sempre al giulio cesare e quindi sono vicinissimo;
però cercherò di farcela perché sono curioso: mi pare di percepire nel menù una sorta di concettualità omeopatica che mi sconfiffera alquanto;
infine gli e.e.cummings-mode addicted mi sono simpatici - forse si capisce perché.
sulle foto credo che tredici-foto-tredici con massiccio impiego del fuoco selettivo (credo si chiami così) creino un fenomeno di accumulo...
ma, in fondo, chissene.

13 Gen 2010 | ore 14:56

Lo sapete quanto ho pagato una (1)mozzarella di bufala? Per non parlare dei vini proposti al bicchiere e dei loro costi!!!

13 Gen 2010 | ore 15:23

eh, quanto? io son curioso... e poi non si lancia il sasso ecc ecc

13 Gen 2010 | ore 19:09

Ed era buona la mozzarella? E i vini?

14 Gen 2010 | ore 13:52

il posto è davvero carino e la cucina curata.
a pranzo il servizio è un po' per forza di corsa,
peccato, ma comunque efficiente e impeccabile.
i prezzi per me sono un po' alti ma tant'è !
anche per un milanese di passaggio a roma.
spero di tornarci presto

16 Gen 2010 | ore 21:27

Locale accogliente, servizio, buono, lista dei vini soddisfacente, ma ricarico alto, cibo molto buono, porzioni micragnose: una zuppa di pesce sarebbe entrata in una tazza da caffèlatte. Per 60 € a testa vorrei uscire sazio.
Posto da piacioni, ideale per portare a cena fuori una donna a dieta.

07 Apr 2010 | ore 16:25

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