06
Feb 2010
ore 17:18

Abbasso la Spagna

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Barcellona_Sigrid.jpg

Come godono tutti quelli che detestavano noi innamorati della Spagna.
Come godono leggendo che la recessione spagnola potrebbe portare al fallimento della Spagna e magari anche del Portogallo.
Come godono a poter dire ad alta voce "abbasso la Spagna... hai visto...???" sottointendendo che loro lo sapevano che sarebbe finita così.
Dico subito che se questo accadesse, se la Spagna andasse in default, un minuto dopo affonderebbe anche l'Italia, e quindi il sorrisino dei tanti antipatizzanti della Spagna, degli spagnoli e di Adrià, è semplicemente un sorrisino da dementi e incoscienti.

La Spagna ci ha dimostrato come si può usare la gastronomia per far decollare il turismo, vedi Catalogna e Paesi Baschi.
Arzak è stato il primo grande ristoratore spagnolo, stava e sta a San Sebastian, nei Paesi Baschi, e ha aiutato i vari Berasategui e Adrià.

Ferran_Adria1b_Sigrid.jpg

Adrià è stato un fenomeno a parte, di rilevanza mondiale, ma la sua presenza e il suo esempio e il Bulli hanno trascinato lo sviluppo del turismo enogastronomico di tutta la Catalogna.
Poi c'è stato il prosciutto spagnolo.

Barcellonaprosciutto_Sigrid.jpg

Joselito è una cosa, si definisce el mejor jamon del mundo, il prosciutto spagnolo un'altra.
Infatti non basta dire che è un pata negra per dire che è un buon prosciutto spagnolo e invece da bravi venditori gli spagnoli sono riusciti ad accreditare l'immagine di un prosciutto spagnolo tutto buono e migliore del nostro.
Ma gli spagnoli sono stati capaci di trasformare un'olimpiade in una occasione per cambiare il volto di una città, Barcellona.
Vivere a Barcellona è vivere nel XXI secolo e non nell'Ottocento della burocrazia italiana e per questo molti giovani si sono trasferiti ad abitare nella capitale della Catalogna.
Oggi la Spagna è in grosse difficoltà ma ha saputo entrare nella modernità molto prima e molto meglio di noi.
E comunque è proprio nei brutti momenti che si vedono i veri amici.
Coraggio Spagna :-))

FOTO SIGRID VERBERT

commenti 57

Anche se l'Italia non affondasse subito dopo, non vedo cosa ci sia da rallegrarsi se Spagna, Portogallo, Grecia o qualunque altro paese cadesse in disgrazia... :-(

06 Feb 2010 | ore 19:13

Scusa Stefano, ma di che devono godere? Dopo Portogallo e Grecia c'è Italia... Io capisco quando qualcuno dice sono il migliore, ma proprio non digerisco chi dice che l'altro è peggiore di me. Fra poco si alzerà qualcuno e dirà che la colpa è delle texturas

06 Feb 2010 | ore 19:16

Bene, l'ha detta giusta direttore, i giovani sono la sola speranza e forza del futuro. Se ne puo' dedurre che il bel paese, allontanando la propria gioventu, affondera' prima della Spagna? Sicuramente!, continuando cosi'ad un certo punto l'Italia sara' talmente vecchia che non restera' altro che appassire.

06 Feb 2010 | ore 19:17

Mi ha sorpreso questa ondata di antipatia che ho riscontrato negli ultimi due o tre giorni.
Più d'uno mi ha apostrofato con frasi tipo "beh, adesso il tuo Adrià come la mette se gli chiude prima la Spagna del Bulli?"
Frase sbalorditiva, se ci pensate bene, perché se questo accadesse mi sa tanto che il caro e giovane euro andrebbe per aria e noi con lui.
Poi, a pensarci bene, ho concluso che il sentimento antispagnolo di cui Adrià era il catalizzatore, era ed è invidia per quello che loro hanno saputo fare con meno mezzi di noi.
Non mezzi intesi come soldi ma come prodotti, vitigni, storia.
Invidia, perché la Spagna è come uno specchio e Barcellona la città più amata negli ultimi dieci anni dai giovani.
Lo specchio dice che tante cose avremmo potuto farle prima e meglio noi ma invece abbiamo fermato il paese, lo abbiamo svenduto, la politica respinge e non avvicina e unisce.
E la gastronomia loro ci hanno fatto vedere come può diventare strumento di sviluppo in Catalogna e nei Paesi Baschi, mentre da noi ci si gloria per lo spot per McItaly.

06 Feb 2010 | ore 19:54

Boh...tutti quelli che conosco che sono stati in Spagna anche solo una volta l'adorano.
Ma che gentaglia frequenti?! :-P

06 Feb 2010 | ore 20:01

Bonilli, raccolgo volentieri l'invito a tifare Spagna.
Si, la Spagna della grande Cucina, dei grandi prosciutti ma anche la Spagna del rapidissimo progresso sociale e civile. Saranno anche in crisi economica ma le innovazioni etiche, morali, politiche, sociali, che Zapatero ha tenacemente perseguito contro una sclerotizzata chiesa cattolica e destra politica conservatrice, hanno dell'incredibile.
Sono sicuro che si riveleranno come un grande trampolino di lancio che permetterà alla Spagna tutta di riagganciare lo sviluppo e la modernità non appena passeranno nei pressi.
Se invece guardiamo a noi, dentro di noi, ci vien detto che siamo messi meglio. Forse è vero, forse no. Sicuramente non siamo pronti ad agganciare la modernità una volta che passerà di qui. Siamo ancora fermi ai ricatti dei tassisti di Roma, dei farmacisti, degli autarchici albi professionali, di una chiesa cattolica occupata a scandagliare come un body scanner dentro le nostre case ma mai dentro se stessa. Di un Presidente del Consiglio tutto preso dall'auto salvataggio legale mentre il Paese, l'economia e centinaia di migliaia di posti di lavoro vanno in fumo. Si, l'orchestra continua beatamente a suonare, il giullare di Arcore a raccontare barzellette, mentre la nave Italia si è paurosamente inclinata.
.
Ciao
.
p.s. ma avete sentito la barzelletta che ha raccontato il quasi "compagno" Montezemolo sul fatto che la Fiat non avrebbe goduto di aiuti ??? Che schifo, veramente.

06 Feb 2010 | ore 20:20

Ma perche'? Che cosa e' successo alla Spagna? Di cosa stai parlando, Bonilli?

06 Feb 2010 | ore 20:20

Il solito e antico motto italiano invidioso e retrogrado che guarda agli altri come pericolo.
Non vi preoccupate, se fallisce la spagna e' salva la pasta e fagioli della tradizione... e la cucina della nonna ovviamente...amen!!!!

06 Feb 2010 | ore 20:22

Del deficit spagnolo all'11,9% e a un 2011 con il Pil +3% a cui non credono i mercati.

06 Feb 2010 | ore 20:40

Vi invito a leggere questa lettera con molta attenzione: http://oknotizie.virgilio.it/info/204042f86b0df550/spagnoli_pidocchi_rifatti_.html

Coraggio Spagna...sí ma loro direbbero lo stesso a parti inverse? Non credo proprio. Davvero poi non vedo questi giubili italiani di gioia per la presunta crisi spagnola (che non é piú né meno che la crisi di tutto l'Occidente)http://www.stormfront.org/forum/archive/index.php/t-163459.html
Il prosciutto spagnolo é molto piú di Joselito, la cucina spagnola é molto piú di Adriá e la crisi a livello culinario non ci sará mai, visto che 44 milioni di persone vivono per il cibo di qualitá. Dato a Cesare ció che é di Cesare, gli iberici (non tutti gli spagnoli) arroganti sono piú insopportabili di italiani e francesi messi insieme. Ogni evento politico, ogni partita di calcio, ogni critica gastronomica é una scusa per insultare, criticare, confrontare, proclamare presunte superioritá. Punto.

06 Feb 2010 | ore 21:14

Credo, spero che in pochi godano per la crisi della Spagna. Perché,come giustamente dici, con l'Euro rischierebbe di trascinare con se tutti. Certo la Spagna in questi anni è stata innovazione, non solo culinaria, ma soprattutto sociale, Zapatero sul piano dei diritti è il premier che in molti vorremmo avere. Certo resta il rimpianto per una Italia che aveva preso quel treno prima e meglio di molti altri, di un'Italia che era diventata la 4 potenza mondiale, prima di schiantarsi nell'incapacità di gestire il cambiamento dell'occidnte. Bisognerebbe prima o poi ragionare serenamente su quella congiuntura e comprndere come la politica sia potuta diventare quello che è stato ed ancora è!
Cmq forza Spagna!!! Ma lasciatemi sta Er prosciutto ;-)
ciao A

06 Feb 2010 | ore 21:37

Non so se gli iberici (i soli che conosco è salsadipeperon y monton di Asterix;-)) siano come tu dici, quello che so è che la lettera da te postata è indecente, temo che gli spagnoli abbiano fatto bene a trattare con sufficenza l'autore di quella prosa elegante e sottile :-P
ma stamo a scherzà!?
Ciao A

06 Feb 2010 | ore 21:50

Ho letto questa lettera con molta attenzione e la trovo priva di senso.
Giudicare un popolo in un modo così superficiale sarebbe come dire che i siciliani sono tutti mafiosi e i milanesi tutti razzisti.
Gli stupidi abitano in tutti i paesi, in Spagna, in Italia e ovunque e la lettera che ho letto lo testimonia perfettamente.

06 Feb 2010 | ore 22:02

Sapevo che avrei ricevuto queste risposte...so che vi potrei linkare cento testimonianze simili ma non cambierebbe nulla. Anzi verrei accusato di nazionalismo, io che voto a sinistra e credo che la cucina spagnola ci sia avanti di un secolo per qualitá e varietá di prodotti. Ci rinuncio. Anzi diró di piú: se dopo tanti anni é possibile mangiare salumi decenti in Italia lo dobbiamo proprio agli spagnoli. E non certo al solo Joselito. Cambio il titolo: W la Spagna...

06 Feb 2010 | ore 22:17

Gigio, tu stai in Spagna e si sente.
Credo che sia profondamente diverso l'atteggiamento di un italiano che abita in Spagna da quello di un italiano come me che conosce la Spagna dai tempi del franchismo, ho visitato la Spagna la prima volta nel 1962 e da allora mille volte, dalla lettura di Fiesta, dalla frequentazione di amici spagnoli che preparavano il dopo Franco.
Io la Spagna l'ho vista crescere, cambiare, la gastronomia è venuta dopo, è un di cui.
Per questo voglio bene alla Spagna e agli spagnoli, prosciutto e Adrià sono un bel contorno ma non il mio piatto principale.

06 Feb 2010 | ore 22:18

Le stesse "testimonianze" io le ho sentite e lette riguardo i francesi, gli inglesi, gli svizzeri, i tedeschi, gli americani - giusto i primi che mi vengono in mente. Quindi o siamo dei perseguitati, o capita un po' ovunque (incluso a molti stranieri in Italia).

06 Feb 2010 | ore 22:27

Io dico che te sei malato di cattiveria, direttore.
Perchè non te ne vai in Spagna se ti piace così tanto?
Io ricordo solo poco prima della crisi, i titoli dei giornali che inneggiavano al presunto sorpasso di PLV\PIL spagnola contro la nostra. Ho solo pensato che erano bravi, ma ho contato il debito interno e l'ho diviso per la popolazione: paragonandolo al nostro era quasi il doppio. Quindi anche tempo fa bastava ragionarci sopra, che Islandesi, Irlandesi e Spagnoli vivevano una economia drogata.
Io penso che te continui a fare campagna elettorale, comunque vada. Dammi del cretino come l'altro lettore e poi parla di elettronica ...
Davvero, sei penoso.

06 Feb 2010 | ore 22:48

Sorprendente, da non credersi, questo signore che mi dà lezioni e mi insulta poi mette la mail falsa.
Incredibile, no? :-))

06 Feb 2010 | ore 23:12

Non capisco il suo post, signor Direttore.
Il motivo per cui le persone, tra cui il sottoscritto, diciamo.... "godono" sull'argomento Spagna, non è tanto rivolto alla Spagna in sé (alla quale auguro una velocissima ripresa, ci mancherebbe), bensì ai poveretti italiani di sinistra che quando arrivò Zapatero si sono di lui "innamorati" e ce l'hanno fatto a fette per un sacco di tempo, l'intellighenzia schierata, i comici ecc. tutti a perdere le bave dietro allo statista che in 2 anni ha messo in ginocchio il suo paese.
Ricordo tutti i programmi giornalistici della tv pubblica (tutti di sinistra, talvolta estrema, ma non c'è il monopolio dell'informazione in Italia?) subito pronti ad esultare per il sorpasso dell'economia spagnola sull'Italia, vergognosi.
Per tutto questo io "godo", per un'ennesima ulteriore dimostrazione del fallimento di ogni cosa che riguarda la nostra deprimente sinistra italiota.
Poi cosa c'entrano Adrià e la cucina in generale con questo discorso? Boh.

06 Feb 2010 | ore 23:43

Sono 'prospagna' dal 1989, da quando ai tempi mi innamorai di uno spagnolo che viveva a Torino, che frequentava la facoltà di economia e commercio e tornava a casa per le vacanze (io con lui)
Con lui ho vissuto la caduta del muro di Berlino (eravamo in Viaggio verso Madrid). Nel 1990 visitai Rosas per la prima volta, ma pensavo poco alla cucina a quei tempi (avevo 23 anni).
Negli anni a seguire, senza il fidanzato che nel frattempo si era trasferito in Germania, ho continuato a frequentare la terra iberica. Nel 1992 ero a Barcelona durante le olimpiadi e ho vissuto in pieno la loro corsa verso la 'movida' e il cambiamento. Loro sono avanti a noi anni luce e lo saranno, nonostante la crisi che li ha colpiti.
mi corazon en españa!

07 Feb 2010 | ore 00:02

Trovo curiose queste - malsane - esultazioni contro-Spagna e acessoriamente contro-il-direttore-di-sinistra. Come se questo paese qui, quello nostro, andasse bene. Per quanto mi riguarda, penso che la Spagna ha rischiato, innovata, è stata ed è ancora mille miglia avanti, se ha problemi - e chi non ne ha? - questi dovrebbero servire, non a sfogare bassi e mediocri istinti, ma a ragionare sul presente e futuro, nostro. Capisco che l'occasione è ghiotta, è sempre interessante esultare sulle disfatte altrui, specie quando la sitazione propria è poco brillante. Ma magari non dimentichiamoci di avere, noi, al potere, anche un gruppo di estremisti razzisti, di avere un parlamento al momento impegnato con cose che non riguardano affatto i problemi veri di questo paese, di avere nel mentre delle orde di cassaintegrati che andranno a finire non si sa bene dove, e su tutto una classa politica per lo più fatta di fuffa e di pochissima serietà, per non parlare del 'nostro' senso civico. Questa è la gloriosa Italia del momento che vi pare tanto meglio della Spagna. Auguri.

07 Feb 2010 | ore 00:23

sandra io sono nata lì e in italìa x studio da 6 anni.... molto carino quello che dici. vi dico che gli spagnoli non hanno stima per voi e vostro paese come voi.... bla bla bla spero mi avete compresa, uffa_- ohi: parlate de barcellona ma?? della periferia de Madrid come san chinarro o las tablas.... che dite?

ciao ciao

07 Feb 2010 | ore 00:29

Sono a Barcellona per qualche mese per un "Lungo viaggio culturale gastronomico" ,
sto cercando di girare osservare rubare capire , dentro e fuori dalle quinte del palcoscenico gastronomico di questa città,e la mia umile testimonianza é che in Italia, in questo settore abbiamo(se veramente ne avessimo voglia poi) tante cose da imparare da questa città,a cominciare dall'attegiamento dei ristoranti nei confronti della crisi,numerosissime sono le proposte di buona qualità a "buon mercato" anche ,e non solo, da parte di ritoranti blasonati, anche fare una sosta veloce per un pasto in un bar , non riserva quasi mai spiacevoli sorprese...........Da noi invece provare un menù turistico in un ristorante , o un tramezzino un panino una trancio di pizza o un piatto caldo in un bar , al centro di Roma , Napoli , Firenze.........., se non in particolari eccezioni, è un esperienza che non consiglierei nemmeno al mio peggior nemico, e per l'offerta del cibo e per la gentilezza del servizio e ,oggi più che mai ,per il prezzo da pagare.
Dire questo con la convinzione ( ora che sono qui ancora più forte) che la vastità la qualità la capacità di essere anche ruffiano del vero Prodotto Italia sia decisamente superiore, per me che sono un operatore del settore, fa tanta rabbia ,ma, mi da altrettanta speranza.

07 Feb 2010 | ore 04:58

Scusi, vorrebbe avere Zapatero come capo del governo anche quando spara ai marocchini dallo stretto di Gibilterra ?

07 Feb 2010 | ore 09:17

in realtà non mi risulta che Zapatero abbia "ordinato" di sparare sui migranti che cercavano di scavalcare il muro che divide Ceuta (enclave spagnola) da marocco, ma che la guardia civil abbia sparato come tutte le guardie di frontiera. La cosa come può immaginare non mi piace, ma sempre meglio di ributtarli in mare, come succede altrova ;-)
Cmq io vorrei molto Zapatero come Premier per le sue posizioni laiche, per la capacità di innovare sul piano dei diritti come nessun altro governo in Europa... Se poi vogliamo mettere in discussione anche questo alzo le mani.
Ciao A

07 Feb 2010 | ore 09:57

Dai che tra un po' falliamo anche noi...

07 Feb 2010 | ore 10:52

Appunto come dice Andrea, a ste cassandre gongolanti che tanto hanno da dirti, digli che tra poco tocca a noi perché se non reggono i loro numeri figurati i nostri (!)

07 Feb 2010 | ore 11:54

non volevo mettere in discussione niente per carità, soprattutto visto che non possiedo il verbo.
volevo soltanto evitare che passasse il messaggio che tutto quello che viene dalla Spagna sia corretto.
dal mio punto di vista, preferisco che " accompagnino " sulle coste i migranti ( nessuno li butta in mare ) piuttosto che gli sparino a vista ( la guardia civil non credo agisca di sua iniziativa, ma risponda al corrispondente ministro degli interni, eseguendone le direttive ).
godere poi del fatto che la Spagna vada male, trovo sia demenziale ( e poco cristiano, anche se la chiesa non le sta tanto simpatica, mi sembra ) tanto quando godere delle malattie di qualche nostro vicino antipatico.
cordialmente e con stima per la Sua pacatezza

07 Feb 2010 | ore 12:27

mi pare che l'ultima volta ne siano purtroppo morti alcuni, mentre gli si impediva di sbarcare...
Godere che la Spagna vada male è semplicemente stupido! senza se e senza ma...
Non si tratta di avere in antipatia o meno la chiesa romana, ma di trovare sbagliato farsi dettare l'agenda politica in tema di diritti da questa... La lezione politica della cattolicissima Spagna è appunto questa, dimostrare che in un paese profondamente cattolico si può (e si deve) avere una politica laica.
Ciao A

07 Feb 2010 | ore 12:54

non si tratta di dettare l'agenda politica, ma si tratta di poter esprimere legittamente le proprie idee ( o forse trova giusto che la Chiesa in quanto tale non abbia diritto di far valere i propri principi ? ): si tratta di diritti anche in questo caso, non potrà negarlo.
detto questo, un governo ha facoltà di mettere in pratica quelli che sono i Suoi ideali e principi ( e non si può legittimare o delegittimare questo, a seconda che si approvi o meno la linea della Chiesa ).
sempre con stima

07 Feb 2010 | ore 14:57

Italia batte Spagna
Eurostat: dopo il sorpasso del 2006
Nel 2006 la Spagna ci aveva superato in termini di ricchezza pro capite. Quest'anno l'Italia si riguadagnerà il primato. Lo dicono i dati Eurostat, secondo i quali dal 102,6% rispetto al reddito medio europeo registrato nel 2008 Madrid è destinata a scivolare al 97,4% nel 2010, mentre l'Italia nello stesso anno sarà a quota 98,4%. La notizia viene pubblicata sul quotidiano spagnolo Abc, che critica pesantemente il premier Zapatero.

07 Feb 2010 | ore 15:07

fidati, si tratta di dettare l'agenda politica... ;-)
ciao A

07 Feb 2010 | ore 15:13

Chissà cosa ne pensano della crisi gli amici che della Spagna sono diventati grandi conoscitori, almeno della Spagna gastronomica.
Chissà come stanno reagendo i ristoratori spagnoli più intelligenti alla crisi.
Chissà...

07 Feb 2010 | ore 15:57

Direttore, come al solito grazie per questo posto interessante e provocatorio. Non ci vuole tanto per capire che l'economia di un paese progredisce e recede periodicamente. Ci vuole intelligenza e maturità, oltre all'umiltà, per reagire di fronte alle periodiche crisi che dovrebbero far riflettere e aguzzare l'ingegno su come migliorarsi. Starbucks ha cambiato politica, MacDonald's anche (e gli esempi in altri campi si sprecano) e l'Italia? Nella mia umile esperienza (per riprendere le parole del mio collega e amico Gianluca) l'Italia ha l'intelligenza ma non l'umiltà e la volontà di cambiare. Il mercato, la politica, i modelli sociali sono topic troppo noiosi: meglio parlare male della Spagna per apparire meglio.

Con mio grande rammarico,ho continue conferme che molti dei miei colleghi non sanno che la collaborazione e l'unità possono migliorare in toto l'immagine e la sostanza della Cucina Italiana. La chiave non è mai "come possiamo aiutarci" ma "come posso farti apparire peggio", come se il "mio male" significasse automaticamente "tuo bene". Dalla Spagna ci sono molte cose che potremmo imparare e una di quelle è la coesione, l'unità dei cuochi spagnoli che in Italia manca (non portate ad esempio Santi Santamaria perchè anche in quello vedo uno spirito di gruppo). O meglio, non posso parlare in termini assolutistici, quindi dirò Roma perchè mi pare che invece ai vertici della gastronomia Italiana le cose stiano cambiando e me ne rallegro.

07 Feb 2010 | ore 17:10

direttore Bonilli,
questo e' un buon post, e non vedo perche' lei non dovrebbe scrivere dia ltro se non confinandosi alla cucina. Nel suo blog e' difficle non apprezzare post su societa', elettronica economia e ristorazione.
Riguardo la crisi economica in alcuni paesi europei e' un dato di fatto, ma la nostra economia (visto i governi degli ultimi 30-40) resta pur sempre sul filo del rasoio.

07 Feb 2010 | ore 18:09

Non posso considerarmi un grande conoscitore, della Spagna gastronomica , sono a Barcellona da poco più di un mese, ne tanto meno posso fare un confronto serio con il passato ,ma girando per le cucine e visitando i locali una idea me la sono fatta.
Innanzitutto lavorano sodo.
Hanno quasi sempre ,a mezzogiorno, una o più proposte particolarmente allettanti a prezzi vantaggiosi, se il cliente vuole un cambiamento a questa proposta viene sempre , così mi sembra, accettata con un sorriso e senza marciarci sopra.
Molti posti diversificano la proposta, avendo a disposizione la "barra" , il bancone, dove e possibile mangiare piatti un po' meno articolati ma di eguale qualità rispetto a quelli del ristorante e i coperti nello stesso servizio girano, e qui un solo cuoco , magari in un angolo dietro al bancone, e un solo cameriere (in stile barman) riescono a fare anche 25/30 coperti aservizio ( parlo di posti di ottima qualità)facendo cassa per l'azienda e offrendo una proposta economica conviviale e differente al consumatore.
Questi sono degli esempi , che mi inducono a pensare che affrontano la crisi come un dato di fatto intorno al quale però si può lavorare facendo comunque qualità , credo che loro siano stati così bravi a gestire cambiamenti positivi che molti di loro riusciranno a superare questo periodo negativo, non saranno tempi di rose e fiori come gli ultimi 10 anni anche perche non credo abbiano un Back-ground gastronomico così forte paragonabile alla loro recente ed ed attuale espressione gastronomica , ma credo e spero per loro come per chiunque che ne usciranno comunque a testa alta.

07 Feb 2010 | ore 19:46

Io ne penso che la cosa è seria. La Spagna ha vissuto in questi ultimi anni una corsa alla spesa che preoccupava. Posso dire che andavo a Barcellona nel 2000 riuscendo a fare ottimi weekend turistico-gastronomici da oscar qualità/prezzo e oggi spendo tre volte tanto. Così come ricordo di essere stato vicino all'acquisto di un piccolo monolocale nel Born per cento milioni (sì, avete capito bene) che oggi ho visto ri-messo in vendita a 190.000euro.
Ma è anche vero che a Barcellona hanno appena aperto e riaperto tre hotel di superlusso che stanno regalando le camere.
Sono successe tante cose e non c'è dubbio che la Spagna (o parte di essa) abbia vissuto al di sopra delle proprie possibilità. Oggi ne paga le conseguenze. La crisi è spaventosa e la disoccupazione anche. Credo che nei prossimi tempi ne vedremo delle belle.

C'è poco da dire, se non che serva di monito a noi (perlomeno nel comparto enogastronomico) che sull'onda di facili entusiasmi con i prezzi stiamo facendo un po' la stessa cosa. Tirando troppo la corda.
Questa è una crisi di sistema, non una fase economica di passaggio. E non si torna indietro.

08 Feb 2010 | ore 10:02

Vado a Barcellona almeno tre volte all'anno per turismo gastronomico (da Alkimia al mercato della Boqueria)e per vivere una città frizzante.
Hotel 5 stelle lusso al prezzo di un tre stelle romagnolo, ed un costo della vita reale a differenza del sistema drogato italiano.
Ma sopratutto li hanno ancora la voglia di trattarti da cliente e non da pollo come ultimamente sta accadendo da noi, e la differenza è enorme perchè li si ritorna e si ritornerà.
Noi stiamo diventando cattivi ed incazzosi a prescindere, vedasi anche i post a questo intervento, ci stanno portando ad una divisione dove se uno di sinistra dice qualcosa di interessante per la destra e sempre e comunque un comunista da non ascoltare e idem il contrario.
Ma cosa ancora più fondamentale basta varcare i ns. confini ed ho quasi sempre trovanto gente più gentile di noi che dovremmo essere invece i maestri dell'accoglienza.
In chiusura vorrei sapere, ed io sono di destra, perchè se bonilli parla di marte, di apple, di ristorazione, della fusione a freddo ci deve essere sempre qualche persona che la gira in polemica politica a prescidere, se vi da cosi fastidio leggete qualche altro blog.

08 Feb 2010 | ore 10:32

Non sono un grande conoscitore della Sapagna sono stato una volta a Madrid quindici anni fa, e non penso che possa fare testo, sebbene io la consideri una delle più belle esperienze della mia vita.
A proposito della Spagna e di Zapatero vorrei solo dire che chiunque sia sensato e un minimo obiettivo non può negare che la Spagna abbia fatto passi da gigante negli ultimi anni, si è liberata della zavorra del ecclesia, ha risolto, non del tutto, ma direi con inatteso successo il conflitto con L'ETA tanto che i Paesi Baschi sono oggi una dei biglietti da visita della Spagna hanno insomma aperto la strada ad un nuovo modo di vivere la società civile. Da noi tutto ciò non è successo. Ammirazione per la Spagna e per quello che è riuscita a fare nella speranza che si riprenda al più presto e dimostri la potenza ed il coraggio della proprie convinzioni. Sarò un fanatico di sinistra?? E sti cazzi

08 Feb 2010 | ore 11:14

Bolasco è uno di quelli che la Spagna l'ha vissuta da dentro, andandoci spessissimo, facendo conoscenze anche fuori dal pur interessante mondo dei cuochi e parlando la lingua.
Il suo è un intervento doppiamente preoccupato perché ha registrato la crisi spagnola in loco via via che si manifestava e perché ne coglie la possibilità di contagio.
Osservare da turisti curiosi i correttivi che gli spagnoli metteranno in atto nei prossimi mesi è sicuramente un modo intelligente per capire.
Guardo le tariffe e vedo che con € 45 si va a Barcellona, la città di noi italiani, e penso che a breve farò un viaggio per toccare con mano il tipo di reazione che una comunità moderna e proiettata nel XXI secolo sta mettendo in atto per rispondere a una crisi di sistema.

08 Feb 2010 | ore 11:40

non parlerei di qualcuno che detesta gli appassionati della Spagna. La Spagna è un grande paese, ricco di luci e di ombre come l'Italia.
La verità è che restiamo - almeno a livello degli intellettuali ma forse non solo - un paese assai esterofilo, sempre pronto ad innamorarsi dell'altro da sè. Anche in gastronomia.
Certamente siamo più filo francesi e filospagnoli di quanto francesi e spagnoli siano filoitaliani.
Tutti ad ammirare loro che tirano bene l'acqua al loro mulino. Forse perchè si sentono migliori.
Scrive Bonilli "gli spagnoli sono riusciti ad accreditare l'immagine di un prosciutto spagnolo tutto buono e migliore del nostro".
Sono sicuro che se ad esempio facessimo lo stesso con il San Daniele ci sarebbe il guru italiano di turno che direbbe: ma che dite, volete mettere il Serrano? Provinciali nazionalisti che non siete altro, apritevi, uscite dal guscio.
E, come al solito, perderemmo. Ma vuoi mettere la soddisfazione di avere intellettuali così evoluti?

Ad Majora

08 Feb 2010 | ore 12:02

Io penso che a giudicare l'apertura della società spagnola verso la modernità normativa nella vita di tutti i giorni si resti piacevolmente a bocca aperta.
E non si tratterebbe di essere esterofili o intellettuali evoluti ma semplicemente il riconoscere, da intellettuali normali, il fatto che in pochi anni si sono scrollati di dosso tante sovrastrutture arcaico ecclesiastiche come da noi non ci sogniamo di fare nei prossimi cent' anni.
E mettere tutto questo in ombra perchè l'economia di questi tempi ed in questa congiuntura mondiale va male significa non essere capaci di saper leggere un grande Paese nei suoi tanti differenti aspetti.
.
Ciao

08 Feb 2010 | ore 14:11

Il senso del mio intervento era un altro.
Dal tuo intervento emerge comunque sicuramente una verità. E cioè che oggi la sinistra al governo si riconosce solo per la lotta alle sovrastrutture arcaico ecclesiastiche.
In economia e di economia non si discute neanche più. la via tracciata è una sola.
Contenti voi dei matrimoni gay.......

Ad Majora

08 Feb 2010 | ore 15:17

Magari ci fossero i matrimoni fra gay, lesbiche, i pacs, i dico e compagnia cantante !!!
Sarebbe il segno di un paese sbloccato nelle sue sovrastrutture e dunque pronto ad agganciarsi, a concorrere o lanciare esso stesso il cambiamento, l'innovazione, la modernità.
Si, cambiamento, innovazione e modernità, anche in economia. Quell'economia dove voi presunti liberali e sicuramente conservatori fino a pochi mesi fa vi dicevate inorriditi dal ogni possibile e minimo intervento del Pubblico nell'economia...poi è venuta la crisi epocale ed il mondo è rimasto in piedi con l'intervento massiccio delle economie statali, fatte con i soldi dei lavoratori dipendenti. Abbiamo applicato ovunque un tipo di Socialismo ma non lo avete fatto capire!!!
Quindi si è tornati all'antico, al vecchio. Non sono state trovate nuove soluzioni, nuove vie, terze vie.
No, mi son sbagliato, una novità in economia c'è stata, il condono per il rientro dei capitali illegali detenuti all'estero. Quei tanti nuovi benefattori della Repubblica ci hanno gentilmente ridato ben 90.000.000.000 di euro su cui hanno pagato una riprovevole tassazione del 5%. Ma si, lasciamo stare su come sono stati guadagnati, come e perchè nascosti, quanto hanno sottratto nei decenni alla fiscalità nazionale, l'importante è che son tornati.
Quindi discutiamo pure di economia, ma parallelamente facciamo progredire il nostro Paese anche sul piano dei diritti civili, di cittadinanza, di ricerca, di ospitalità.
Anche l'economia ne trarrebbe beneficio, ne son sicurissimo.
.
Ciao

08 Feb 2010 | ore 15:43

Non so a chi ti riferisca con il termine liberale.
Se era rivolto a me stai commettendo un errore.
Per il resto mi sembra che tu sia appassionato a beghe politiche di piccolo cabotaggio che non mi interessano.
Ti ripeto, contento tu della sinistra che si occupa di quelli che un tempo essa stessa definiva vizi borghesi ed abdica completamente al suo ruolo naturale che dovrebbe essere quello di indicare una via di sviluppo economico alternativa. Sai i precari e gli operai cosa pensano dei Pacs? Che, purtroppo, non servono per mandare i figli a scuola.
Non mi chiamare mai più liberale.
E, come noto, non voto Pdl (lo preciso visto che a te piacciono mi pare di capire le polemiche di piccolo cabotaggio).
Grazie.

Ad Majora

08 Feb 2010 | ore 16:12

Volo alto: l'evasione fiscale supera i 200 miliardi di euro.
In un paese civile e moderno ciò non dovrebbe essere consentito.
Volo alto: il premier israeliano Olmert si è dimesso per una vicenda da $ 80.000, da noi devo dire cosa accade?
Volo alto: il costo al chilometro dell'alta velocità Italiana è tre volte quello spagnolo e quattro volte più lungo come tempi di esecuzione.
Che dire?
La Spagna partita 40 anni dopo di noi ha saputo superarci in modo imbarazzante sui diritti civili, il resto è venuto di conseguenza.

08 Feb 2010 | ore 16:39

Torno al senso del mio primo intervento.
Non entro nel merito delle singole voci che peraltro mischiano Spagna e Israele (a proposito evidentemente in Israele ritengono l'onestà dei governanti più importante del genocidio dei palestinesi, a proposito di paesi civili e moderni). Nell'attesa che qualcuno mi definisca nazista vorrei dire che se quanto detto da Bonilli accadesse a parti invertite, non so se qualcuno in Spagna si preoccuperebbe di fare l'esaltazione dell'Italia.

Ad Majora

08 Feb 2010 | ore 16:53

Ma che importanza ha quello che direbbero gli spagnoli?
esaltazione? dire quello che hanno fatto è esaltazione? congratulazioni :-))

08 Feb 2010 | ore 17:10

Io credo che lei sia un po' confuso e sopratutto leggendo i suoi interventi rimango colpito e affatto indifferente. Lei confonde e mette insieme una serie di dati informazioni sostanzialmente buttandola in caciara. Non conto ciò che lei vota o che lei si dichiari, fascista, comunista o cattolico. Lei scrive, e mi auguro che almeno in quello possa fare pace con se stesso, cose che pensa e spero anche che pensi quello che dice. Mettendo insieme i vari tasselli esce fuori un mosaico appena contorto.
Non sono sempre in accordo con Bonilli ma credo che quando parla di apertura mentale e cita esempi di problemi affrontati e risolti con successo altrove non si possa che condividire. Noi siamo europei e non lo siamo perchè un giorno qualcuno ha detto che avremmo usato la stessa moneta, ma per intrecci di Genti, scambi di conoscenza, contaminazioni e migrazioni, tante culture tanti credo. Siamo europei e sebbene oggi circolino liberamenti i quattrini e la merci, io spero che domani possa circolare ancor più liberamente la cultura l'informazione i diritti e la libertà. Un vecchio sogno utopico....

08 Feb 2010 | ore 17:32

Bonilli, che significa che importanza ha?
E' un atteggiamento mentale e culturale che ci penalizza. Siamo esterofili. E questo ci nuoce in generale e anche in enogastronomia secondo me.
I francesi per dirne una non è un segreto che hanno disposizioni di legge a difesa della lingua dagli inglesismi. E su questo loro sono tutti d'accordo. Cosa accadrebbe se qualcosa del genere fosse proposto in Italia? Non oso immaginare...ma come si parla di Europa e tu.....ma come nell'epoca di internet e della globalizzazione......meschino, provinciale, fascista....
Rebus sic stantibus non mi meraviglio affatto che paesi che si amano di più riescano a vendere meglio se stessi.
Tutto qui.
La verità è che il modo bizarro con il quale si è arrivati alla unità d'Italia e 20 anni di fascismo per non parlare della Lega adesso, hanno nuociuto moltissimo al nostro sentirci orgogliosamente nazione.
E questo nuoce.
Tutto qui.

Ad Majora

08 Feb 2010 | ore 17:53

Io credo invece, che le persone che criticano il proprio paese, vivendolo, impegnandosi e lottando quotidianamente per le cose in cui credono facciano un grande servizio al proprio paese. Muovere delle critiche nella speranza che possano essere spunti per il cambiamento e nuova linfa per la crescità della società non mi sembrano in conflitto con l'amore per il proprio paese. Riconoscere che alcuni problemi e argomenti siano stati affrontati e risolti in altri paesi prima che nel nostro, sperare che i loro modelli possano essere in qualche modo di ispirazione perche simili cambiamenti possano aver luogo anche da noi non è esterofilia. Tuttaltro

08 Feb 2010 | ore 18:10

come minimo disinformato questo faziosissimo lettore
la crisi spagnola e' essenzialmente innescata dal flop dell'edilizia (e le grandi speculazioni edilizie non risalgono certo a Zapatero)
io non sono di sinistra e amo la liberta'
non sono omosessuale, ma sono contento se due ragazzi o due ragazze possono sposarsi (per uno che vota PDL o Lega, mi rendo conto che puo' essere un concetto difficile da capire)
non sono ateo, ma sono contento se la chiesa non interferisce nelle scelte di uno stato sovrano
sono stato educato a valori cristiani ma (anzi non "ma" proprio per questo) DETESTO l'Opus Dei, quella mafia cattolica fondata proprio in Spagna da un pretaccio franchista che tanto potere ha in Italia e sta cercando di riconquistarlo in Spagna
(e intanto quel signore dalla tessera P2 n.1816 pare stia comprando due televisioni in Spagna)
forza Zapatero! No pasaran!

08 Feb 2010 | ore 18:41

Se oggi sono in quelle condizioni qualche errore di calcolo l'avranno pure stato fatto. Troppo effimero aumentare il PIL puntando solo su servizi, turismo e costruzioni nella speranza che inglesi e tedeschi si potessero comprare le loro case. Noi rispetto a loro abbiamo più una cultura di intrapresa e il nostro manufatto non ha paragoni rispetto a quello Spagnolo. La folle rincorsa e la frenesia di sorpasso si è sgonfiata
malamente e avrà creato solo problemi agli spagnoli, non a noi.

09 Feb 2010 | ore 00:44

Non ci si deve rallegrare se la Spagna va piú o meno male. Si deve constatare che é un paese piú dinamico, ma non é detto che ció implichi che le cose funzionino meglio. Mi permetto l'ineleganza di citare il mio caso personale: trentenne, appena finito il dottorato mi é stata data una opportunitá. Oggi a 32 anni senza essere madrelingua spagnolo, ho tre corsi tutti miei all'universitá. In Italia sarebbe stato possibile? No. Ma il livello dell'alunnato spagnolo, cioé della futura classe dirigente? Mi tengo mille volte le nostre universitá, vestuste, senza computer, senza campus, ma con alunni capaci di sopportare un'ora di spiegazione teorica.In piú mi chiedo: qualcuno di voi ha parlato con piú di dieci spagnoli di mezz'etá, possibilmente uomini della strada, di cucina italiana? Davvero sapreste indicare con sicurezza che la nostra cucina qui é amata, conosciuta, apprezzata?...Signori qui credono che mangiamo sempre e solo pasta e pizza. http://www.unitalianoabarcellona.com/2007/09/27/pregiudizi-antitaliani-la-cucina/
Contenti voi...

09 Feb 2010 | ore 15:25

Direttore che l'Italia cade dopo la Spagna......molti dubbi.
Penso che Lei sia troppo sicuro di se...ma talvolta si sbaglia.

09 Feb 2010 | ore 23:32

Penosa questa ondata di rancore ma umanamente giustificabile, abbiamo passato gli ultimi 10 anni a sentirci dire quando fosse bravo Zapatero e la Spagna, il miracolo economico, il PIL che raddoppiava a spron battuto, Adrià, Jamon Serrano e Patanegra a gogò, loro che erano diventati dei maghi e noi lì l'Italia dei comuni che non sa crescere, si era ipotizzato il sorpasso vinicolo.
Come sempre i nostri padri non sbagliavano, "in medio stat virtus" loro hanno colto in 10 anni in termini di modernità tanto di più di noi ancorati ad uno stato medievale governato, e se ne accorgono in pochi, non da Berlusca o Prodi ma dall'apparato statale che si nutre di noi e che rifiuta ogni modernità. Sarebbe troppo imparare dagli altri le cose buone, migliorandoci un pò?

10 Feb 2010 | ore 01:01

cosa vuol dire:
"Dico subito che se questo accadesse, se la Spagna andasse in default, un minuto dopo affonderebbe anche l'Italia, e quindi il sorrisino dei tanti antipatizzanti della Spagna, degli spagnoli e di Adrià, è semplicemente un sorrisino da dementi e incoscienti." ?!
grazie,s

04 Lug 2011 | ore 15:58

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