11
Feb 2010
ore 14:33

Coda alla vaccinara 2

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Coda_alla_vaccinara_1.jpg

Annibale, il mio macellaio e mio grande amico, aveva una coda di chianina che diceva cuocimi e così Annalisa l'ha presa e portata a casa per fare le foto di uno dei nostri libri in cantiere, ma anche per mangiarla nelle pause di lavoro del gruppo.
Io, che avevo mangiato le reginette ho suggerito di fare due fili di pasta per fare una foto da mettere qui ma anche i due fili si sono trasformati in un pranzo.
Già che c'eravamo abbiamo anche lavorato sull'idea di una foto della coda che togliesse quell'alone di drammaticità "oddio le interiore no..." perché la bontà del piatto e le sue origini popolari non meritano gridolini di ripulsa ma solo mugolii di apprezzamento.

Coda_alla_vaccinara_3.jpg

Detto questo, poiché la coda alla vaccinara è un piatto complesso e dalle mille varianti ecco a seguire la ricetta di Annalisa. Lei toscana, il piatto romano che di più non si può, è stato un incontro tra due mondi che si è concretizzato in un piatto veramente fuori dalla norma, tanto è buono e, faccio in parte una forzatura, un piatto obbligatorio nel palmares di qualunque bravo cuoco e di un gourmet che si rispetti.

Coda_alla_vaccinara_2.jpg

Coda alla vaccinara
       PER 6 PERSONE

Dal macellaio farsi tagliare una coda di manzo a rocchi ed eliminare parte del grasso. Dividere in 4 una guancia. Scottare ambedue per una mezz’ora in acqua salata in ebollizione. Preparare un trito con 1 grossa cipolla, 1 carota, 1 costa di sedano, 1 spicchio d’aglio e una manciatina di prezzemolo e farlo appassire a fuoco dolce in un largo tegame a fondo pesante con 1 cucchiaio di strutto e 2 cucchiai d’olio d’oliva. Quando è appassito (ma non colorito!) unire i pezzi di carne, rialzare un po’ la fiamma e farli ben rosolare da tutte le parti fino a quando avranno preso un bel colore. Insaporire con sale e pepe e versare un bicchiere di vino bianco sul fondo del tegame. Quando è sfumato, unire circa 600 g di pomodori pelati sminuzzati. Coprire e proseguire la cottura per circa 3 ore (il tempo dipende dall’età dell’animale, tenere presente che alla fine la carne si deve quasi staccare dall’osso) unendo un mestolo di acqua calda se il fondo si asciuga troppo. Pulire le coste tenere di 2 sedani rimuovendo bene i filamenti, tagliarle e pezzi e scottarle per pochi minuti in acqua salata.

Una mezz’ora prima della fine della cottura, unire alla carne un cucchiaio di pinoli e uno di uvetta ammollata. Tirare su un po’ di salsa dal tegame e usarla per diluire 1/3 di cucchiaio di cacao amaro e versarla nel tegame insieme al sedano. Prima di servirla, farla riposare per una decina di minuti e con un cucchiaio rimuovere parte del grasso affiorato. 

Pasta_vaccinara.jpg

E così, prima della coda un bel piatto di tagliatelle col sugo della... ci sta proprio bene. Se proprio volete strafare aggiungete al sugo uno o due pezzetti di coda, i più piccini, così mangiate, succhiate la carne dall'osso e vi sporcate ben bene.

Alla prossima, magari con un bel piatto di paiata.

FOTO PAOLO DELLA CORTE / FOODREPUBLIC

commenti 28

Bellissima la prima foto, con gli schizzi sul bordo. Non mi piacciono quelle foto tutte perfettine, tutto lucido senza una sbavatura, da sembrare finte (e spesso lo sono)

11 Feb 2010 | ore 14:46

Lo vorrei anch'io un amico macellaio come ANNIBALE.
Io che compro la carne al supermercato e pure di corsa!

11 Feb 2010 | ore 15:41

Foto ed esigenze di scena a parte ritengo che questa ricetta offra una pletora di percezioni gustative.
La coda è notoriamente tenace, essendo uno dei muscoli che ha lavorato di più ma la cottura lunga riesce sicuramente a disciogliere il connettivo rendendola estremamente gustosa.
Bella la nota scientifica di "food pairing" del cacao.
L'unica perplessità rimane nel fatto di rimuovere "la parte grassa", citando le sue parole, per poi usare lo strutto (quindi grasso suino).
Il grasso del manzo porta con se gran parte delle componenti aromatiche per cui sarebbe auspicabile dare un "booster" di sapore utilizzando lo stesso grasso per massimizzare l'estrazione di sapore tipica della razza.
Ricetta comunque succulenta e sicuramente eccellente.

11 Feb 2010 | ore 15:48

...certo che la borsa blu che scodinzola è di un pulp!

11 Feb 2010 | ore 17:14

... e pure piutosto inquietante. Fa molto serial killer, ad essere sincera.

11 Feb 2010 | ore 20:37

Le ricette di Annalisa sono sempre fantastiche! Complimenti!

11 Feb 2010 | ore 20:49

Serial killer di chianine :-))

11 Feb 2010 | ore 21:26

Penso che una ricetta migliore non potevate postarla. La coda alla vaccinara fatta con coda chianina deve essere fantastica.

Si nota che le foto non sono di Sigrit, non avrebbe mai fotografato una coda che esce da una borsetta, la trovo orrenda, scusami Della Corte cio' non toglie che sei un ottimo fotografo.

11 Feb 2010 | ore 21:34

Io la trovo spiritosa e divertente perché quando si dice coda e si fa la ricetta non si vede mai la coda ma sempre le belle fotine e invece dietro ogni piatto ci sono le materie prime e delle storie molto più crude e io mi sono stufato delle foto patinate e dei gridolini "Dio che bella foto" e vorrei più ironia e disincanto e meno conformismo.

11 Feb 2010 | ore 22:01

Ecco, accompagnata da una didascalia spiritosa come questa la foto già assume tutta un'atra connotazione. :)

11 Feb 2010 | ore 22:41

Oh bé in effetti le foto...tra il sugo debordante e l'angolo fashion per il bovino-killer...scontate proprio non sono!!!

11 Feb 2010 | ore 23:03

Ma proprio questo è scritto nel post :-))

11 Feb 2010 | ore 23:25

Sarà il mio senso dell'umorismo che è un po' lento a ingranare.

12 Feb 2010 | ore 00:05

La prima foto, quella della pentola, è semplicemente meravigliosa.
Sono d'accordo sull'efficacia della borsetta: non capita spesso di vedere cruda una coda, anzi, a me che non sono romana, non era mai capitato di vederla, perchè non ho mai cucinato la coda in casa. E invece ora quasi quasi...

12 Feb 2010 | ore 07:38

Stefano, sono d'accordo! basta con le foto perfette (tra l'altro spesso troppo simili tra loro) sembra sempre un buon compitino! se tutto ciò che riguarda il cibo ha avuto un esposizione mediatica così importante ci si potrebbe esprimere anche fotograficamente in modo meno scontato!

12 Feb 2010 | ore 10:25

Metterò alla prova il mio macellaio di fiducia per vedere se riesce a procurarmi la materia prima e poi mi metto alla prova: le ricette di Annalisa sono sempre intriganti :-)

12 Feb 2010 | ore 11:42

Ricetta da provare, in attesa dei nuovi libri (a quando?).
Però la foto della coda nella borsa no! E' una forzatura inquietante anche per chi mangia le interiora, bocciatissima.

12 Feb 2010 | ore 13:55

A me un paio di volte il macellaio l'ha addirittura regalata, perché non la chiede praticamente nessuno. Io non dico di no, figuriamoci!
La prossima volta posso tentare una di queste ricette.

12 Feb 2010 | ore 15:06

In effetti anche a Roma non è che la coda, al di fuori dei ristoranti, vada fortissimo. Il macellaio Annibale ce l'ha regalata e la regala ai pochi clienti che la chiedono.

12 Feb 2010 | ore 16:15

foto favolose.
Soprattutto la seconda, vagamente "trash". Molto artisica, complimenti.
Quanto alla coda alla vaccinara, mi è venuta in mente cosi' "d'emblée" una variante: ovvero aggiungere un pizzico di 4 spezie ( chiodi di garofano, pepe nero,noce moscata e cannella, il tutto in polvere ) molto in uso qui per terrine et similia. magari ho detto una corbelleria, ma l'idea mi solletica assai.

12 Feb 2010 | ore 17:48

Per tutti coloro che non amano la cucina Italiana provate OXTAIL SOUP(minestra di coda di bue)io personalmente la preferisco alla vaccinara.

12 Feb 2010 | ore 18:19

Scusa, ma chi sarebbero quelli che non amano la cucina italiana?
E perché dovrebbero trovarsi qui dal momento che non è certo questo il luogo di chi non ama la cucina italiana?
Intervento un po' surreale :-))

12 Feb 2010 | ore 19:08

È vero, la zuppa di coda è un piatto squisito a conferma che la cucina buona non ha confini e si può mangiare bene anche in Inghilterra. Del resto, due o tre rocchi di coda stanno benissimo anche nel bollito di casa nostra.

12 Feb 2010 | ore 19:16

Direttore, per il prossimo post si può avere una ricetta di coda ... magari destrutturata?!
:oD
Fabrizio

13 Feb 2010 | ore 02:15

A me è piaciuta la scritta Annibale sulla prima foto che rimanda alla filiera. Ottimo soprattutto se va nel libro dove casomai non si mettono i credit "magnatori" per rendere universale il tutto. Grande Paolo, sei sempre il più forte!

13 Feb 2010 | ore 17:32

Foto o non foto:a me ma fatto venir voglia di tornare al Quinto Quarto dove la fanno divinamente bene,per ri-ri-mangiarla. Slurp

16 Feb 2010 | ore 17:02

Giusta osservazione

16 Feb 2010 | ore 18:17

Molto interessante l'obiezione sul non mescolare i grassi animali, anch'io la tengo sempre presente, memore delle nozioni di bioterapia nutrizionale.
La citerò sicuramente nel prossimo post, a tema, nonostante l'assoluta irrispettosità della stagione (molto) calda. Faccio ammenda :-/

02 Ago 2010 | ore 14:49

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