20
Feb 2010
ore 19:00

Dalla parte dei maiali?

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18_safranfoer_lgl.jpgGLI ONNIVORI IPOCRITI

E così adesso mi sentirò ripetere mille volte la dichiarazione politically correct "no, grazie, io non mangio carne da quando ho letto Se niente importa", il nuovo libro di Jonathan Safran Foer (nella foto a fianco).
E tu, che mangi carne ogni tanto, che hai sempre rispettato i vegetariani, che non hai mai sbeffeggiato  i vegani, che hai letto Buono da mangiare di Marvin Harris credendo di avere capito molte cose sul mangiare e le abitudini dell'umanità a qualunque latitudine, tu ti sentirai uno stronzo ma dentro di te ti incavolerai perché ci manca solo che anche il problema della carne diventi l'ennesimo NO, NO alla carne, un NO politically correct - anche perché l'Italia è al primo posto in Europa per numero di vegetariani - e poi la tua vita di vecchio gourmet onnivoro sarà simile a quella di un vecchio satiro.
Venerdì 19 febbraio il nuovo libro di Safran Foer era pubblicizzato da lunghi articoli sulla Stampa, sul Corriere e sulla Repubblica senza essere ancora in libreria.
La carne, gli animali, la loro uccisione, i modi atroci di allevamento, la loro uccisione per nutrire noi umani sono i temi del libro.
Il cibo ha ben poco a che fare col nutrimento. Noi non mangiamo ciò che mangiamo perché in qualche modo ci conviene, nè perché ci fa bene, né perché è a portata di mano, né perché è buono.

Diceva Claude Lévi-Strauss che alcuni cibi sono buoni da pensare mentre altri sono cattivi da pensare.
Noi siamo onnivori ed è falso dire che gli uomini sono le sole "scimmie assassine" perché gli scimpanzé cacciano piccoli mammiferi, i babbuini sono grandi cacciatori, insomma esitono i mammiferi onnivori.
Si pone quindi il problema di far si che gli allevamenti di animali da macello non siano dei lager, utopistico mi sembra, invece, il proposito di abolire il consumo di carne interrompendo la catena alimentare allevamento-macello-vendita-consumo.
Continuerò a mangiare poca carne e solo se buona e proveniente da una filiera conosciuta.
Certamente questo intervento attirerà l'antipatia di alcuni ma ha il pregio di essere onesto.


foto carne-thumb-470x385-1117.jpg

commenti 30

...vedi com'è strano il mondo, dici: Certamente questo intervento attirerà l'antipatia di alcuni, nel mio caso attira la simpatia ;-)
Anche io mangio poca carne e solo quando vale la pena, ma cosa sarebbe una matriciana senza guanciale? ;-)
Molto forte, incredibilmente vicino è uno dei miei libri preferiti... leggerò sicuramente anche questo, ma dubito mi farà cambiare idea sul mio essere onnivoro... si come le galline :-D
ciao A

20 Feb 2010 | ore 19:42

Io sono immune all'eventuale nuovo trend: la fase vegetariana e vegana l'ho già avuta. Ho ascoltato le buone ragioni (che tanto più o meno sono sempre le stesse), imparato cose interessanti, sperimentato, riflettuto, infine...ho scelto la via onnivora. E quando ho le idee chiare su qualcosa è molto ma molto difficile che qualcuno riesca a farmi cambiare idea! ;-)

20 Feb 2010 | ore 19:44

Sul discorso "carne", confesso di essere terribilmente ipocrita. Mi spiego: la carne mi piace, e tanto (soprattutto se cotta alla brace). Pochi mesi dopo il mio arrivo in Italia dal Canada, (avevo dieci anni) vidi alcuni vecchi contadini che stavano ammazzando un maiale. Metodi e gesti "antichi" e non sto a raccontarne i particolari. Insomma, non riuscii a mangiare carne per parecchi mesi, tormentato dalle urla strazianti dell'animale e dalle immagini della sua uccisione. Ma poi, come si dice, "occhio non vede,cuore non duole" e così nel tempo la cotoletta nel piatto è tornata ad essere soltanto una pietanza di cui sono ghiotto.
Proprio stamane, mia suocera ha ammazzato alcune papere da cucinare domani a pranzo. Mi hanno chiesto di dare una mano a catturarle, ma mi sono elegantemente defliato....farò lo stesso però domani a tavola con quel profumo che invaderà tutta casa fin dal mattino? :-)

ciao

Tony

20 Feb 2010 | ore 20:36

Facebook batte blog 11-3
Là discutono di carne si, carne no animatamente, qui è un circolo esclusivo... :-))
http://www.facebook.com/home.php?ref=home#!/stefano.bonilli?ref=profile

20 Feb 2010 | ore 23:06

Sempre casa Bonilli è!
:))

21 Feb 2010 | ore 00:34

Aspettavo con ansia un commento su questo trendy bimbo trasforamtosi scrittore very much opinionated.
Certo e' facile essere vegetariani quando si cresce e si vive in un posto come l'America, dove il mangiare non e' cultura e tradizione(fino a 15 anni fa + o - andare a cena fuori in America significava bistecca, patatine, insalata ghiaccio con cremaccia di blue cheese) ma bensi moda, ovviamente anche l'essere vegano o vegetariano e' mooolto trandy...soprattuto qui a NY City, per adornarsi con un aria di "cool" che aiuta sicuramente a vendere un po' di copie in piu'.

21 Feb 2010 | ore 02:19

ecco qui, secondo molti sono l'ipocrisia fatta persona.

certi animali non li mangio e non li mangio per empatia e non perchè non siano di grande gusto. niente piu' cervi, caprioli, agnelli, capretti, rane, lumache e cacciagione.

nessuna logica: il volo delle beccacce o dei tordi interrotto da una schioppettata è cosa che mi urta da morire: interrompere il volo , gesto di stupenda libertà, è cosa che mi chiude il cuore e soprattutto lo stomaco. sto bene cosi', non è mica essere radical -pip.

non lo dico a molta gente, se sono al ristorante viro su altre cose, ma non sono, ancora, vegetariano e non credo che lo saro' mai completamente.

tutto' cio' forse perchè vengo da una provincia, bergamo, dove nel tempo ma temo anche ora ne hanno fatte di torture sui passerotti , per esempio, che mi hanno costretto ad ingollare ossicini compresi fino a 12 anni.

e tutti i cacciatori di allora me li ricordo come sadici bru bru.

anzi lo dico anche se mi attirero' dell'ira: quando sento la notizia che un cacciatore ha confuso un cinghiale con un altro cacciatore e l'ha preso a pallinate, io godo.

poi è chiaro che di carne, manzo e maiale, ne mangio ma sempre in minor quantità e tanta attenzione alla qualità, come dice bonilli.

poi è chiaro che la domanda potrebbe essere: ma gli animali del mare che male t'hanno fatto?.

nessuno ma ognuno vive le proprie contraddizioni.

21 Feb 2010 | ore 07:08

Non ho problemi a mangiare carne, non ne ho mai avuti.
Un vecchio amico nutrizionista però mi aprì gli occhi già da tempo riguardo i problemi che un "incauto" acquisto di carne può comportare e da allora non ho mezze misure, quella poca carne che mangiamo in famiglia o la acquisto dal mio fornitore abituale che si trova a 100 Km da Napoli (spesa mensile) oppure, più raramente, al supermercato GS dove perlomeno c'è qualche possibilità in più che subiscano qualche controllo.
Riguardo l'etica è un discorso nel quale non vorrei proprio addentrarmi.
L' uomo sul pianeta mangia ancora di tutto, dai gatti ai serpenti e ancora oggi il suo simile. Tranquilli però, se vi capiterà di addentrarvi da quelle parti non vi guarderanno con grande interesse, pare che la nostra carne emani un cattivo odore ma niente amiche giapponesi però, potreste finire come contorno :-)
http://www.repubblica.it/2008/12/sezioni/esteri/cannibali-esistono/cannibali-esistono/cannibali-esistono.html


21 Feb 2010 | ore 08:49

Direttò, non te la prendere a male ma stamattina mi sono svegliato allegro....e che riguardando il link del mio intervento precedente mi sto sganasciando dalle risate.
Ti sto immaginando in uno dei tuoi viaggi, calzoni corti e zainetto, imbatterti in quel umanoide che ti guarda con sospetto, proprio a te che hai fatto il "fighetto" (in senso gastronomico) per una vita intera. Sarebbe davvero una beffa :-)))

21 Feb 2010 | ore 09:00

Non ti preoccupare, anche io mi sono svegliato allegro, c'è un bel sole e me ne vado a leggere i giornali :-))

21 Feb 2010 | ore 09:18

Bel post Direttore.
2 considerazioni al volo.
E' vero, a volte la macellazione routinaria ha seguito riti tribali. Tuttavia, come mi ha spiegato il nostro comune amico Franco Cazzamali, ci vuole molta attenzione, anche nella macellazione. Non è tanto una questione di sensibilità verso la povera bestia, ma perchè se il "sacrificio" avviene in una condizione di stress, tutta l' adrenalina che si libera in quei momenti va, comunque, a limitare la buona qualità finale del prodotto. Questo me lo diceva anni fa, in merito alle procedure che seguivano gli adepti dell' associazione La Granda, quella della fassona piemontese. Voglio presumere che, nel frattempo, lo stato dell' arte sia molto migliorato presso tutta la macellazione italiana in generale.
Seconda cosa. L' ipocrisia del sottosegretario Martini (non importa qua lo schieramento) che vuole bandire il cavallo dalle tavole. Non si tratta solo di scarsa attenzione verso le tradizioni alimentari di mezza Italia (proprio lei, veronese, tra l' altro), ma anche di ignoranza in merito alle qualità organolettiche della carne equina. E' più magra, mediamente, rispetto alle altre e, inoltre, specialmente nella prima infanzia, è un ottimo vettore proteico per quei bambini che hanno alcune intolleranze verso i prodotti vaccini. Il mio primo figlio, ad esempio, nei sui primi 3 anni di vita, mangiava solo carne di puledro.

21 Feb 2010 | ore 10:11

Qeello che non capivo quando ero vegetariana e non capisco adesso adesso è: perché ognuno non può comportarsi come vuole, spiegando le sue legittime ragioni senza dover essere insultato e ridicolizzato dalla fazione opposta?
Ovviamente vale per entrambi gli schieramenti.
Sarà anche una moda negli USA, ma una discreta percentuale di indiani, ad esempio, era ed è vegetariana da tempo immemore e nessuno mi pare si sia mai agitato tanto per dissuaderli (così come non mi risulta che loro stressino in continuazione quelli che mangiano la carne).
Tra l'altro sulla salute...onnivori, vegetariani o vegani, si può stare bene comunque...quello che fa la differenza è la cultura alimentare!

21 Feb 2010 | ore 10:11

Ho sempre trovato che i vegetariani assomiglino agli integralisti religiosi che tanto mi annoiano.

21 Feb 2010 | ore 12:15

Figlio di macellaio, ho frequentato il mattatoio e ambienti simili fin dalla più tenera età uscendone tutt'altro che traumatizzato. Più che altro consapevole. Mangio poca carne ma deve essere buona. DI sicuro gradisco enormemente "cervi, caprioli, agnelli, capretti, rane, lumache e cacciagione" e "il volo delle beccacce o dei tordi interrotto da una schioppettata" mi turba, ma molto meno se l'uccello atterra nel mio piatto.

L'italia è prima per vegetariani? una moda passeggera come tutte, tra due o tre anni se ne riparla, alla prima trippata.

21 Feb 2010 | ore 14:36

Le faccio notare che, essendo l'autore ebreo, il titolo del suo articolo è volutamente scoretto e stupidamente offensivo.

21 Feb 2010 | ore 16:11

Poiché sulla Stampa il titolo a tutta pagina era "Dalla parte delle mucche" e non volendo ripetere-copiare quel titolo ho messo questo titolo al MIO post e non al libro di Safran e poiché la carne di maiale si mangia e il libro analizza un tema universale, quello degli animali usati dall'uomo come cibo, e tra questi animali c'è anche il maiale e a me il maiale piace molto non vedo perché dovrei essere stato "stupidamente offensivo".
Se poi penso agli amici ebrei che vengono con me da Roscioli a mangiare dell'ottima Cinta Senese mi viene proprio da ridere perché l'essere ebreo non vuol dire essere praticante.
Detto ciò ho trovato il suo intervento gratuitamente violento e offensivo.

21 Feb 2010 | ore 16:26

Ma poi che c'entra, nella già complicata discussione, il fatto che sia ebreo? E' vegetariano ma la religione non c'entram quindi un animale vale l'altro...

21 Feb 2010 | ore 17:20

Risparmiamoci i rovesciamenti di frittata: né lei né io sappiamo come crede quell'"onnivero ipocrita" di Foer. Mi pare questo il punto.
Ma il titolo l'ha messo lei, e a me fa imbestialire: anche perché quello del libro riporta parzialmente la frase della nonna dell'autore, "se niente importa non c'è nulla da salvare", e si riferisce esplicitamente alla condizione di chi, durante il periodo di persecuzione, rispettando i propri principi religiosi, preferiva soffrire la fame piuttosto che piegarsi a mangiare carne di maiale.

21 Feb 2010 | ore 17:25

Ma poi, anche ammesso che qualcuno si offenda, come si fa a dire che il titolo e'volutamente offensivo? Questa attribuzione di volonta' di offendere si' che mi sembra offensiva.

21 Feb 2010 | ore 17:26

Il mio unico DIO e' il Maiale. Il resto e' noia. ;-)

21 Feb 2010 | ore 17:42

Non sappiamo come crede Foer a proposito di cosa?
In varie interviste ha detto quali sono le motivazioni per cui è stato ed è vegetariano, tra cui non c'è la religione; ha anche detto che quando era onnivoro non mangiava kosher.
Quindi il senso della frase della nonna - in riferimento al libro, intendo - mi sembra abbia più sull'importanza di avere valori e princìpi e comportarsi coerentemente; non è che il tuo imbestialimento è un po' sproporzionato?

21 Feb 2010 | ore 17:55

Grande, grazie per aver dato voce a quanti rispettano i vegetariani ma non sopportano i saccentini.

21 Feb 2010 | ore 18:08

Invece di ammettere che forse i suoi modi erano eccessivi lei insiste e dice che si è imbestialito, dando però una lettura capziosa delle frasi dette dalla nonna.
Imbestialito???
Mi sembra una mancanza di misura e un modo volutamente offensivo.
Amen.
Abitando io di fronte al Ghetto di Roma conosco molti ebrei non praticanti che hanno posizioni molto più concilianti delle sue.
Farò leggere queste righe agli amici che non mangiano kosher e adorano salumi, vini e quanto altro c'è di buono, casomai le mando un sunto delle loro opinioni, compreso un giudizio sulle frittate :-))

21 Feb 2010 | ore 18:26

Anche io appartengo al partito "mangio-poca-carne-ma-buona", e sono convinta sia una scelta più salutista di molti integralismi dell'ultima ora (tipo vegetariani improvvisati che non si preoccupano realmente di "recuperare" proteine da altri cibi...).
Rispetto le posizioni di tutti, purché i vegetariani non cerchino di convincermi di far parte degli Illuminati, mentre noialtri onnivori saremmo un branco di insensibili trogloditi.

21 Feb 2010 | ore 20:56

Penso la stssa cosa!!!
quanti dei nostri carnivori lo leggeranno?? Domanderò al maritino libraio come vanno le vendite!Ciao

21 Feb 2010 | ore 22:11

visto che citi me, ripeto che ognuno vive le proprie contraddizioni( certi animali si e certi no) e le proprie (in)sensibilità.

se io fossi andato e venuto da un mattatoio certo oggi non riuscirei a mangiare quelli che ammazzano la dentro.

le posizioni estreme in questo campo non mi piacciono. insomma se un vegetariano, vegano od ossessivamente carnivoro vuole tenersi le proprie convinzioni faccia pure.
ma che non venga a rompermi per cercare di convincermi della assoluta giustezza della sua opinione.
io vivo oggi il rapporto con il cibo animale con qualche ipocrisia e molta sofferenza.
a certi ho rinunciato e non perchè non mi piacciano ma perchè mi sembra giusto pagare un dazio di rinuncia a chi, poche palle, ha un cuore ed un certo tipo di sensibilità pure lui, povero essere vivente non umano.

22 Feb 2010 | ore 07:15

Io non ho niente da dire a chi ha fatto scelte vegetariane, o che sceglie, consapevolmente, di non mangiare determinati tipi di carne e così via: se le scelte son libere, vere e personali, son sempre da rispettare.
Diversamente l'articolo di Safran Foer m'è sembrato un corto circuito troppo semplicistico e dettato da un atteggiamento assolutistico e definitivo: credo che certe brutture o maltrattamenti degli animali negli allevamenti intensivi possano e debbano esser combattuti, anche con scelte di mercato, ma da qui a rifiutare tout court di mangiare carne è come gettare il bambino con l'acqua sporca. Ci sono vie di mezzo, eventualmente, come credo siano diverse le strade che portano a vere scelte vegetariane.
Dire che molti suoi amici si ammalano brevemente, dopo aver mangiato carne, di patologie gastroenteriche causate dai virus presenti nella carne stessa... beh mi sembra un po' un ragionamento, pur se più articolato, simile a quello di Striscia, fondato sulle insicurezze, sull'ignoranza e sulla stanchezza della gente. Poche o nessuna domanda, troppo risposte. Mode? Salutismo? Ismi vari?
Esser vegetariani merita più rispetto, sia detto da un onnivoro prudente .

22 Feb 2010 | ore 11:10

Però, come si vede che a voler parlare di un libro senza averlo letto si rischia di dire un sacco di corbellerie.
Il libro critica-denuncia con molta forza il sistema industriale intensivo di allevamento e macellazione della carne E plaude-appoggia-promuove l'allevamento a gestione familiare, il piccolo allevamento che rispetta modi e tempi di crescita e sviluppo dell'animale, asseconda i suoi comportamenti specie-specifici, evita qualunque sofferenza inutile all'animale durante la vita e al momento della morte e produce carne BUONA.
Cito: «Io ho fatto la mia scommessa sulla dieta vegetariana e ho un sufficiente rispetto per le persone [...] che hanno scommesso su un allevamento più umano per sostenere i loro metodi zootecnici. Non si tratta di una posizione complicata. [...] È un argomento a favore del vegetarianismo, ma anche a favore di un metodo di allevamento diverso e più saggio e di un onnivorismo più rispettabile» [Jonathan Safran Foer, Se niente importa. Perché mangiamo gli animali, tr. it. I.A. Piccinini, Guanda, Parma, 2010, p. 262].

È un libro che ha pregi e difetti, come tutti, ma per piacere non facciamogli dire cose che non dice e sostenere posizioni che non sostiene.

22 Feb 2010 | ore 13:16

Nonostante mi piaccia molto l'autore di Ogni cosa è illuminata, ho accantonato l'idea di "avvicinare" quest'ultimo libro per il tipo di approccio ideologico-religioso applicato al cibo. Al di la delle convinzioni di ciascuno (ed ognuno dovrebbe limitarsi a parlare per se) quando si entra in cucina con filtri ideologici è già una mezza sconfitta. La moderazione carnifera dovrebbe darla il buon senso, i dati della ricerca medica e quant'altro, non certo ideologie, e non sto neanche a scendere e dettagliare altro per controbilanciare perchè rischierei che la fretta trasformi lo sbigottimento del mio intervento in banale retorica. Ci scommetterei qualunque cosa ma sono quasi sicura (quasi eh) che mussulmani ed ebrei, che sono tanto pieni di storie nel loro rapporto con le carni, si farebbero meno scrupoli a cannibalizzarsi a vicenda. Per dire la coerenza.

23 Feb 2010 | ore 23:17

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