14
Feb 2010
ore 00:06
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El Bulli chiude per sempre

Era giugno dello scorso anno quando abbiamo fermato la macchina davanti all'ingresso del Bulli e sono sceso per suonare.
La notizia bomba di oggi è che in futuro quel cancello non si aprirà più.
Adrià e Soler ci hanno pensato alcuni giorni e poi hanno deciso, El Bulli chiude definitivamente.
La notizia l'ho letta sul New York Times, ho fissato il computer un momento e poi sono uscito perché mi era presa una grande tristezza, perché è come se un pezzo della tua vita si chiudesse.
Quando ci sono stato l'ultima volta nel giugno scorso, e queste foto sono di allora, Ferran l'avevo trovato carico ma anche problematico circa il futuro.
Il fratello Albert, però, aveva già mollato da mesi perché la macchina Bulli ti stritola e reggere un decennio a quel livello è stato già un miracolo.
Avevo trovato Juli Soler, il socio di sempre, molto nervoso e tra i due si avvertiva la tensione e la stanchezza di 20 anni vissuti senza sosta, sempre sul palcoscenico.

In cucina c'erano una cinquantina di giovani cuochi venuti come ogni anno da tutto il mondo per imparare e si respirava la solita aria di sempre: un laboratorio unico, dove ogni prodotto, ogni piatto, ogni menù era frutto di una ricerca lunga e minuziosa e tutto il lavoro quotidiano procede nell'ordine più perfetto.
Abbiamo mangiato in cucina con tutta la brigata e abbiamo scherzato e
parlato, Juli mi voleva far assaggiare assolutamente il loro purè, si
rideva tra vecchi amici e Ferran aveva come al solito molte idee e la
sua solita, incredibile carica.

Quando alle 19,30 il ristorante ha aperto i clienti si sono affacciati via, via in cucina e a tutti Ferran ha dedicato una parola, ha posato per la foto, poi è iniziato il servizio, con le chiamate, il controllo di ogni piatto, il ritmo unico del Bulli, un'armonia tra cucina e sala, difficilmente ripetibile in qualunque ristorante del mondo.
Perché il Bulli è stato anche questo, una sala e un servizio per 50 persone che negli ultimi anni aveva raggiunto la perfezione assoluta.
Abbiamo trascorso due giornate di lavoro e di chiacchere come sempre così dense da riempirti la mente di ricordi.

Quando siamo andati via era il tramonto, la spiaggia dove si affaccia la terrazza del Bulli era ancora animata, l'insegna già accesa.
E' un'insegna che ha cambiato la storia della gastronomia.
Ora Adrià progetta una fondazione, una scuola di cucina per i migliori giovani del mondo, forse una specie di MIT della gastronomia, ma non più un ristorante.
Finisce un'epoca, una storia che per me era iniziata nella primavera del 1998.
Su questa decisione si faranno congetture, ognuno dirà la sua, ma qualunque sia il giudizio, El Bulli e i suoi piatti sono nella storia.

Quando alle 19,30 il ristorante ha aperto i clienti si sono affacciati via, via in cucina e a tutti Ferran ha dedicato una parola, ha posato per la foto, poi è iniziato il servizio, con le chiamate, il controllo di ogni piatto, il ritmo unico del Bulli, un'armonia tra cucina e sala, difficilmente ripetibile in qualunque ristorante del mondo.
Perché il Bulli è stato anche questo, una sala e un servizio per 50 persone che negli ultimi anni aveva raggiunto la perfezione assoluta.
Abbiamo trascorso due giornate di lavoro e di chiacchere come sempre così dense da riempirti la mente di ricordi.

Quando siamo andati via era il tramonto, la spiaggia dove si affaccia la terrazza del Bulli era ancora animata, l'insegna già accesa.
E' un'insegna che ha cambiato la storia della gastronomia.
Ora Adrià progetta una fondazione, una scuola di cucina per i migliori giovani del mondo, forse una specie di MIT della gastronomia, ma non più un ristorante.
Finisce un'epoca, una storia che per me era iniziata nella primavera del 1998.
Su questa decisione si faranno congetture, ognuno dirà la sua, ma qualunque sia il giudizio, El Bulli e i suoi piatti sono nella storia.
FOTO S. BONILLI E PAOLO DELLA CORTE / FOODREPUBLIC








come Platinì è meglio appendere le scarpe al chiodo quando si è i migliori…
Ps. sono 12 anni che ci vado mi dispiace per voi…
io mi chiedo... perché non dirlo prima?!?!?! questo post puzza di vecchio, di postumo, perché non trovare il coraggio di dire queste cose giá l´anno scorso? el Bulli chiude e quindi si parte subito con la retorica a 100 all´ora... avevi giá intuito tutto ma guarda caso solo ora trovi l´occasione per censire un momento cosí importante sentenziando "io me lo sentivo"
che tristezza
da lei direttore non me la sarei aspettata
Questo post puzza? Attento che poi il direttore ti da del cretino.
Quando non sei in linea con il direttore sei un cretino e un incompetente, stai attento, o villico!
Adesso speriamo che il direttore si compri una casa vicino al cancello del Bulli, così lo osserva tutti i giorni ed evita di disquisire amabilmente così come ha fatto sin d'ora.
Nota bene le pause dei post:
Un post di polemiche e politica (ben indirizzata tra l'altro) e uno tranquillo sulla coda alla vaccinara.
Questo è l'uomo che osanna Adrià. Triste? Credo che triste sia poco.
I migliori non appendono mai le scarpe al chiodo.Se poi si è migliori di aria fritta,ci stà.
Questa mattina il gregge della tv si è destato presto... potremmo cercare di andare oltre i luoghi comuni?! perchè poi diventa noioso scremare le risposte....
Bolle di sapone destinate a scoppiare scriveva qualcuno tempo fà!aria fritta!Non sarà perchè additivi, texturas fanno male è che se in Italia vanno fuori legge,Parigi e Londra si stanno adeguando.Oppure la decisione di chiudere El Bulli saranno i 500 mila euro che perde ogni anno?(New York Times).
SPAGNA:ADRIA' SMENTISCE INTERVISTA NYT SU CHIUSURA EL BULLI
Repubblica: C'e' un piccolo giallo intorno alla sorte del tempio della cucina milecolare El Bulli. Ferran Adria' ha smentito una intervista pubblicata dal New York Times in cui, secondo quanto scritto dal quotidiano newyorkese, il celebre chef ha ammesso che il ristorante di Roses, sulla costa Brava spagnola, perde 500mila euro all'anno e che quindi chiudera' i battenti alla fine del 2011. Secondo Adria' con il New York Times 'c'e' stato un malinteso senza malafede'. Il piu' famoso chef del mondo ha quindi voluto sottolineare che 'non e' cambiato niente rispetto a quanto annunciai a gennaio, e ossia che El Bulli chiudera' per un periodo di due anni e riaprira' nel 2014'. -
Direttore? Sei sempre triste, da qualsiasi parte ti rigiri la frittata molecolare.
Che noia queste risposte dirette a Bonilli che non c'entrano nulla con il post. A me pare che ci sia la volontà di attaccare personalmente il direttore e che si usi ogni cosa a disposizione. E smettetela di mangiare pane e veleno la mattina! Un bel cappuccino, un croissant, 'na bella bella donna (o uomo) con cui fare... colazione, no? Ammorbidirebbe un pò. E poi, basta (E VORREI DAVVERO GRIDARE) con sta storia della cucina molecolare che fa male! Ma è proprio vero che ormai la cultura la fa Striscia. Bressanini, alcuni si chiedono, e chi è?? :-)
Ma direttore de che ?!?
Mio padre era primario ma da quando e' andato in pensione nessuno lo chiama più "primario". Siete ridicoli nel vostro asservimento all intellettuale delle frittate e della vaccinara
Naturalmente Gianni ha messo una mail anonima, non si firma... :-))
E no, un momento Gianni.
Non entro neanche nel merito dei de profundis per El Bulli che chiude sì / chiude no.
Adesso vorrei solo dire che vocare Stefano Bonilli con il "direttore" non è ridicolo asservimento ma, come dire, testimonianza di affetto e di stima per quanti lo hanno conosciuto come direttore di un mensile che, va detto, da quando non c'è più Bonilli a dirigerlo è diventato il guazzabuglio dei redazionali non palesati come tali.
Un giornalista / direttore che se non ci fosse stato (nessun coccodrillo, per carità) tutti noi meno sapremmo di cucina e ristorazione e meno bene e meno avvedutamente sapremmo parlarne.
Ecco perchè, a mio avviso, in tanti sappiamo e vogliamo ancora vocarlo "direttore".
In Piemonte si vocifera che Farinetti voglia entrare in società con Ferran....
Quante sciocchezze.
Sono stato due volte al Bulli. E mi sono divertito (più con la testa che con la panza, per quanto riguarda la mia capacità di "dare una lettura" alle cose).
Che Adrià possa piacere o meno è questione soggettiva.
Che Adrià sia stato, a livello internazionale, simile, sul piano più domestico, a un vecchio slogan de "La Settimana Enigmistica", è un dato di fatto.
Dal mio punto di vista Adrià ha rappresentato lo stato dell' arte nel campo della ricerca gastronomica; meglio, il punto "di equilibrio più avanzato" tra tecnologia, ricerca di materia prima e relative trasformazioni al piatto.
Non è poco.
Credo che, tra i vari motivi di questa sospensione (o paventata chiusura) ci sia il più che legittimo timore (direi presa di coscienza) di non poter reggere, negli anni a venire,
l' abbrivio degli ultimi venti.
Adrià è persona geniale, ma anche concreta. Ha diversificato nel tempo la sua attività per cui non penso che lo "sbilancio" del Bulli sia stato il primum movens.
Certo, rimescolare le carte come ha fatto lui, con tecnica e sapienza è un gioco non di tutti e che non è detto possa durare nel tempo, per avere sempre lo stesso valore.
Tuttavia. 3 note a margine.
* Paolini, nel suo fondo di oggi sul Domenicale del 24 Ore, rilancia una sfida. Mentre in Spagna aprirà un' Università del buon mangiare, qua in Italia si mettono al bando gli additivi chimici (la Martini è la stessa che vuol togliere dalle tavole il cavallo, tanto per dire, per di più lei, veronese, non ha mai sentito parlare della "Pastissada de caval"?)
* Adrià, nelle percezione comune, è visto come cuoco high.tech. Pochi sanno che ama alla follia le vecchie trattorie tradizionali (qua, nel n.est, ve ne è una che è rimasta nel suo cuore).
* Pochi ricordano l' ossimoro del Bulli. Una Cucina da terzo millennio in un contesto (la sala) che ricorda una vecchia finca catalana.
Ossequi.S.
Gentile Stefano,
non si preoccupi dei post che ha letto riferiti direttamente a lei: come può notare, al mondo non ci sarà mai carestia di ignoranza. Non condividere la cucina molecolare ci sta, non condividere il carattere di Adrià ci sta....ma criticare, criticare, criticare senza prendere comunque atto che lo chef incriminato di giocare al piccolo chimico e il suo ristorante hanno scritto una pagina della gastronomia mondiale.
Stefano (non la chiamo direttore, non vorrei creare invidie nei confronti del figlio dell' ex primario...) continui così e spero di incontrarla un giorno a Padova (mia città) a quel ristorante che lei spesso cita nel suo blog da quello chef che lei tanto stima: non scrivo il nome altrimenti i tuttologi che hanno precedentemente scritto potrebbero considerare aria fritta anche certe portate di Massimiliano, ops.....
@Gianni. L'essere Direttori è un pò come l'essere signori: ci si nasce. Wink.
scusate io sono il Gianni Pezzolla@(bolle di sapone)Il Gianni di @(direttore de che?!?)chi è?
Capisco che lei è un buon avvocato ma la carestia di ignoranza va in tutti i campi e forse in quella giornalistica-gastronomica ha toccato il fondo. Le fesserie sono state scritte nelle pagine della gastronomia mondiale. Miglior cuoco del mondo,classifica falsa e tutti lo sanno. Adrià creatore dell'impossibile, non è capace di difendersi pubblicamente e spiegare al mondo la sua nuova teoria con gli additivi, ma scappa come un bambino e rinnega la verità. Modello da imitare, nessuno va a mangiare in questi ristoranti. Fallimento totale, basta solo vedere la cattiveria del Bonilli nei confronti del cuoco campano per capire tutto. Visto che sono campano invito gli spagnoli a farsi due passi in questa terra dove attualmente ci sono i migliori cuochi d'Italia.
...mi sento un vuoto dentro di me in questo momento...
Mi rivedo tantissimo nelle sua parole Direttore.
Mannaggia...
Mi sembra che questo sia un blog dove una persona, il Sig. Stefano Bonilli scriva le sue impressioni sulla cucina mondiale. Magari ripartirete con me, ma non capisco queste risposte così piccate nei suoi confronti. Che tra l'altro ha - a differenza di quanto farebbero molti altri -, pubblicato anche i commenti negativi al suo articolo.
Marco
Massimo non sono un avocato ma un semplice commerciante (non prendo le difese di nessuno) con una grande passione per la cucina: questa passione mi porta a stare ore e ore davanti ai fornelli(con risultati a volte molto buoni e altre volte pessimi) e mi limito ovviamente a cucinare per me e mia moglie, provo a ripetere ricette lette su periodici gastronomici e proprio perchè passo molto tempo in cucina so quanto possono essere difficili le applicazioni di determinate tecniche. Quelle di Adrià sono incredibili, a prescindere che si possa amare o detestare e questo nessuno può negarlo. Ripeto, non dico che bisogna condividere la cucina spagnola nè tantomento snobbare la partenopea visto che in generale la cucina italiana di qualsiasi regione èla più emozionante del mondo, dico solo che ci vorrebbe un po' più di umiltà da parte di tutti.
Si immagini che buffo Massimo, se tante di queste critiche arivassero da chi riesce a scuocere anche un piatto di spaghetti al pomodoro e però si permette di fare l'alto critico gastronomico...