24
Feb 2010
ore 18:00

Le frittelle di Mara, una storia della nostra provincia

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signora_anziana_1.jpg

FRITTELLE-di-MARA.jpg

Mara è una signora che vive in un paese della Toscana e ha un po' più di 80 anni ed è famosa per la sue mitiche frittelle.
Siamo andati a farci raccontare la sua ricetta e quella che leggete qui sopra è la trascrizione del suo racconto di come fa le frittelle.
E' un racconto bellissimo, inframezzato da notazioni come quella della colazione fatta con pane, pomodoro e olio e poi il resoconto di quello che accade dopo avere fritto, il lavaggio delle tende, la nuora che le lava la testa, i bigodini tenuti anche quando va a dormire.
Una vera delizia sentire questo racconto con l'accento toscano della signora Mara.
La ricetta che leggete è per 30/40 persone perché il mito di queste frittelle va oltre la famiglia e quindi quando Mara frigge lo fa anche per parenti e vicini di casa.
E' una storia della vera provincia italiana.
(La signora della foto è una bella signora, ma non è la signora Mara)

Questa sotto invece è la foto della ricetta delle frittelle di riso di Annalisa, che trovate a pagina 120 del volume I menu della Festa della collana Cucinare Insieme.

Frittelle di riso per 6 persone

200 g di riso Originario
mezzo litro di latte
4 uova
4 cucchiai colmi di farina 00
2 cucchiai di rum
un cucchiaio di zucchero
una bella noce di burro
la scorza di mezzo limone non trattato
sale

per friggere olio di arachide
zucchero semolato per le frittelle
frittelle_riso.jpg
FOTO PAOLO DELLA CORTE / FOODREPUBLIC

commenti 21

da provare! bravo direttore, così mi piaci

24 Feb 2010 | ore 18:13

anche a me piace cosi.. :-))

24 Feb 2010 | ore 18:46

Quella di lavare le tende dopo aver fatto le frittelle è davvero grande. Chapeau.

24 Feb 2010 | ore 19:14

Grazie per lo stimolo della memoria, importante in assoluto per chi fa' il nostro mestiere.....

24 Feb 2010 | ore 20:15

..che bellezza. mi sembra di sentire il racconto di come fa le frittelle mia madre di 76 anni.. che per fortuna non frigge in casa !

24 Feb 2010 | ore 20:43

...e con sto fritto, pure i capelli, s'è dovuta rifare (con i bigodini)!
Simpatica la ricettina con tutta la storia. E comunque - visto che non è solo con i grandi chef, ma anche con le signore che ci vuole intuito saper leggere fra le righe? Tutti questi "un po' di questo" e "un po' di quello" e a volte anche "quanto ne serve" e "finché è giusto". :-)))

24 Feb 2010 | ore 21:00

Stampo foto e ricetta, le metto in cornice e poi l'appendo in cucina di fianco a Totò. La signora Mara mi ha commossa! Grazie.

24 Feb 2010 | ore 22:13

Però stando alle note nel post, la signora Mara non ce l'hanno fotografata - anche se s'era fatta la piega! Ci metti l'altra signora lo stesso?

24 Feb 2010 | ore 22:20

La signora mi piace lo stesso e ha pure la faccia di una che sulle frittelle la sa lunga...! Ciao gumbo e la prossima volta non infrangere i miei sogni!!!! :-)

24 Feb 2010 | ore 22:46

Complimenti, bella storia, e belle frittelle!
Mi piacciono molto i post come questi fatti di storie e ricette, in fondo passare di qui è come quando ci si ritrova tutti insieme in cucina tra pentole e fornelli, si lavora e ci si racconta.
E poi chi di noi non ha, nel cassetto della memoria, una signora Mara che cucinava qualcosa di speciale per tutti?

24 Feb 2010 | ore 22:51

Vaniglina, lievito Bertolini. Ci aggiungiamo cremor tartaro, bicarbonato, acido citrico, glutammato, diidrossido d'idrogeno e, per far buon peso, stricnina, che dà quel giusto saporino amaro amaro.
Niente additivi in cucina, dicevamo.

24 Feb 2010 | ore 23:02

Correzione: è ovviamento diidrogenato d'ossigeno.

24 Feb 2010 | ore 23:17

Bé...è che era lì scritto, prima o poi l'avresti saputo da qualcuno, credo.
Ma a scoprirlo dopo averla appesa, dopo altri giorni a costruirsi immagini della vita della signora nella foto...io ci sarei rimasta peggio (magari tu no, però io non lo so).


25 Feb 2010 | ore 00:15

Anch'io non amo la vaniglina, ma ti posso garantire che anche mia nonna, fiorentina doc, le frittelle le fa proprio così, lievito bertolini e "presa" di vaniglina :)

25 Feb 2010 | ore 12:18

bellissimo racconto, sorrido con le lacrime.

Peccato per i bruno stucchi di turno... stucchevoli anche quando non è necessario.

25 Feb 2010 | ore 17:52

Quasi mi sono commossa a leggere questo racconto, mi ha riportato a quando ero bambina in vacanza a casa di mia nonna si faceva la colazione con pane olio e pomodoro, che profumo e che sapore quella colazione lì.
Grazie Direttore Bonilli, passare di quì è un privilegio.
Angela

28 Feb 2010 | ore 11:38

Grazie, sono contento che sia piaciuta :-))

28 Feb 2010 | ore 11:45

Racconto/ricetta meraviglioso.Mi son ricordata di mia nonna (che era campana) e dei suoi dolci di Natale. Anche lei iniziava la preparazione la sera prima di andare a dormire. Che tenerezza :) Farò le frittelle appena posso!

01 Mar 2010 | ore 22:48

"stucchevoli". Formidabile witz Giuseppe. Pensa che è la prima volta che lo sento! Chissà che sforzo di fantasia hai dovuto fare. Per rifarti, puoi sempre succhiare un dado (sodio glutammato: dicono giovi alle funzioni cerebrali; lo si dava agli studenti svogliati, una volta). Ma dai! puoi fare meglio. Rifa.

01 Mar 2010 | ore 23:44

I suoi interventi e questo post mi ricordano la storia di quello che indicava la luna e l'altro si limitava a guardare il dito.

02 Mar 2010 | ore 13:53

La frittella di riso...erano anni che non la sentivo nominare, grazie direttore per averlo fatto!

05 Lug 2010 | ore 17:37

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