08
Feb 2010
ore 17:55

Le patate, il purè e la memoria

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pure_di_patate.jpg

Non so se i bambini del Duemila hanno lo stesso amore che avevamo noi per le patate, certamente ancora oggi io ho un debole e l'idea che sicuramente avremmo fatto anche un libro, che Paolo avrebbe fotografato le patate, che avremmo cucinato le ricette scritte da Annalisa e Stefania mi rendeva la prospettiva più invitante che mai perché i ricordi dell'infanzia sono la parte importante della nostra memoria e del nostro carattere.
Io ho avuto una mamma che cucinava bene e questo, già quando ero bambino, mi incuriosiva e affascinava.
Io mi ricordo quando da bambino aiutavo mia madre a fare il purè di patate.
Stavo vicino a lei e mentre pelava velocemente le patate appena lessate e bollenti, io non capivo come facesse senza scottarsi, ne prendevo anch'io una e provavo a pelarla soffiando sulle dita e sulla patata ma immancabilmente mi scottavo.
Adoravo le patate, ero ghiotto degli gnocchi di patate, godevo per le semplici patate lesse con l'olio e, naturalmente, andavo pazzo per le patate arrosto e per quelle fritte.
Nella grande casa del nonno c'era una cucina col camino, un grande tavolo e su un lato la cucina economica e lì, in quella stanza, si svolgeva la vita di tutta la famiglia anche perché nella brutta stagione era la sola stanza calda della casa.
E' lì in cucina che vedevo preparare il purè che accompagnava il cotechino servito in un grande piatto bianco. Quando potevo mi attardavo in cucina e pulivo il fondo della pentola.
Nella sala da pranzo la domenica il nonno tagliava a fette il cotechino ne prendeva una e un cucchiaio di purè e poi il piatto veniva fatto girare e toccava anche a me.
Per questo il purè mi ha sempre ricordato l'infanzia e quando sono andato a mangiare per la prima volta da Robuchon il suo famoso purè ho goduto molto ma ci ho messo un giorno a digerirlo tanto era il burro usato dal cuoco francese nella sua ricetta.
Ecco invece la ricetta perfetta, il purè di Annalisa Barbagli che troverete nel libro "Le patate dolci e salate".

schiacciapatte.jpg

purè di patate

Lessare un chilo di patate vecchie a polpa bianca in acqua salata inizialmente fredda. Quando sono ben cotte (fare la prova con la punta di un coltellino), pelarle e passarle allo schiacciapatate lasciandole cadere in una casseruola a fondo pesante. Mettere la casseruola sul fuoco moderato e far asciugare un po’ la purea mescolando di continuo con il cucchiaio di legno. Continuando a mescolare energicamente, unire circa 200 ml di latte caldo e mescolare ancora per incorporare aria e far acquistare leggerezza al purè. A questo punto, regolare il sale e unire circa 80 g di ottimo burro, freddo e a pezzetti, e mescolare ancora per un paio di minuti.  Alla fine, battere il purè per un minuto con la frusta elettrica per ottenere una spuma soffice e candida.

;-) Se invece del purè si vuole ottenere una massa pesante e collosa, passare le patate al mixer o al frullatore anziché dallo schiacciapatate.

FOTO PAOLO DELLA CORTE / FOODREPUBLIC

commenti 45

ormai purtroppo i bimbi conscono solo quello in fiocchi di purè visto che anche le mense scolastiche gli propinano quello

08 Feb 2010 | ore 18:20

Patate vecchie a polpa bianca? Allora è per questo che non mi viene bene :-(

08 Feb 2010 | ore 18:21

ho letto due righe, ma prima di proseguire devo dire una cosa che al momento mi preme molto:

i bambini del 2000 non solo non conoscono il piacere delle patate (anzi stasera mi faccio un purè!), ma molto altro oltre. SIGH. Molto rispetto ai bimbi precedenti (io anni '80!), poi quelli precedenti e precedenti ancora... ante e durante la guerra, beh magari non erano proprio piaceri da ricordare!
ih ih

08 Feb 2010 | ore 18:28

ma le patate si sbucciano prima di bollirle o dopo?
credo dopo, o sbaglio?

08 Feb 2010 | ore 18:29

..e quanto bene ci sta una grattatina di noce moscata?

08 Feb 2010 | ore 18:32

io le patate le faccio bollire nel latte (invece che nell'acqua) fino a che praticamente si disfano da sole e alla fine oltre al burro aggiungo anche un po' di panna e un profumo di noce moscata

08 Feb 2010 | ore 18:34

Anche io ricordo benissimo quando, da piccolo, mi scottavo le dita aiutando la mamma a fare gli gnocchi o il purè.. nella stanza riscaldata dalla stufa a legna che tuttora usiamo per cucinare.

08 Feb 2010 | ore 18:44

pero' i gnocchi e' meglio impastarli quando la patata si e' freddata, neh..

08 Feb 2010 | ore 20:02

E a proposito di camino, le patate sotto la cenere...che goduria!!!!!!

08 Feb 2010 | ore 20:09

..il purè! è dapprima il profumo della buona patata che induce al ricordo della mamma in cucina, poi arriva il gusto.. basterebbe chiudere gli occhi per ritrovarci a quel tavolo, con i nostri cari, la nostra nonna.. una domenica d'inverno.
Poi si cresce, ma ogni volta che mi infilo la "parananza" tutto ciò torna.

08 Feb 2010 | ore 22:32

Complienti per il ricordo e la ricetta.
Anch'io procedo così ma uso patate Kennebec, che coltivo, e aggiungo burro fresco e niente noce moscata. Ritrovare i sapori dell'infanzia è cmq un'operazione culturale e oggi abbiamo sempre più necessità di conservare la memoria sopratutto nei cibi e nei loro sapori.

08 Feb 2010 | ore 23:24

Il migliore della vita?
Quello di Aimo Moroni al sugo di bue grasso. Inarrivabile, magico direi.

Ad Majora

09 Feb 2010 | ore 09:51

Ho scoperto che per alcuni il purè è solo quello in scatola... probabilmente è importante aver avuto una madre che cucinava.

09 Feb 2010 | ore 09:56

Il 4 gennaio avevo pubblicato anche io un puré di patate, ma io uso lo schiacciapatate, strumento ormai quasi dimenticato, e metto la noce moscata.

09 Feb 2010 | ore 10:16

Oltre che avere avuto una madre che cucinava basta avere un buon libro di ricette :-))

09 Feb 2010 | ore 10:16

Scusa, perché quello nella foto cosa è?

09 Feb 2010 | ore 10:18

Che bello. Anche mia mamma aveva quella capacità quasi magica per noi bambini di non ustionarsi quando stava in cucina: mio padre la chiamava la donna di amianto (chissà se c'erano sottintesi tra loro). In realtà era capace di tirar su le sfoglie di pasta per le lasagne quasi direttamente dalla pentola bollente, così come le patate che spelava in punta di dita, belle ciucciute, soffiando ripetutatamente: erano solitamente destinate a fare gli gnocchi, però.
Il purè mi piace molto, è sempre più raro a tavola, qualcuno pensa che sia pietanza ospedaliera e lo rifiuta: a me piace sentirne, come dire, l'abbraccio confortevole, quando è fatto bene.

09 Feb 2010 | ore 10:23

da ragazzino la patata non mi interessava....poi crescendo ho apprezzato...la patata speziata con la cannella? da provare...con il latte è erotica

09 Feb 2010 | ore 10:40

Oohhh...io ho sempre adorato il puré. Nei miei ricordi più lontani c'è sia quello in fiocchi, sia quello "vero" e sinceramente all'epoca mi piacevano entrambi piò meno allo stesso modo!
Però sapevo riconoscere uno dall'altro. Infatti è rimasta nella storia una mia innocente uscita a casa dei cugini, in cui dissi "Oh buono questo puré; è proprio uguale a quello dell'Autogrill!". :-)))

09 Feb 2010 | ore 10:47

Hai ragione, la mia era una semplice informazione, non una critica, si capiva vero?
:-)
credevo che quello che hai fotografato avesse un nome diverso, tipo "pressa patate"
Io intendevo dire questo: http://www.lovepotatoes.co.uk/mashed-potato/ a forma di cucchiaione forato. Ha un altro nome?
Il risultato è simile, lo trovo solo molto più comodo. Nell'altro mi resta dentro la metà della polpa non schiacciata e per me è molto più faticoso.
Il risultato qualitativamente è lo stesso. Basta non usare il minipimer che fa diventare il puré gommoso.

09 Feb 2010 | ore 10:48

Ma del purè di patate all'evo di Pierangelini ne vogliamo parlare??

09 Feb 2010 | ore 11:04

lo dico sempre che sei un grande!!!

patate sotto la cenere condite con ottimo burro o con ottimo olio evo.
Sinceramente mi piacciono entrambe le versioni, ne mangerei una e una.

:-)

09 Feb 2010 | ore 11:19

E cccccome no! Solo che lo rinomino io, mi rimbalzano che parlo sempre dello stesso cuoco... :-P

09 Feb 2010 | ore 11:21

bhè.... mica un cuoco a caso...

09 Feb 2010 | ore 11:33

Straquoto, superiore anche a quello di J Robuchon, piu' etereo e di altro impianto ovviamente....

09 Feb 2010 | ore 12:36

Grazie:-), pero' le patate sotto la cenere "nostre" avevano un 'altro retaggio culturale: rigorosamente una "misura" d'olio, sale grosso e saraghe( aringhe ) anch'esse cotte sotto la brace.
Ps: quasi quasi le ripropongo e c'ho pure il titolo.....

09 Feb 2010 | ore 12:40

la patata sotto cenere? che siete matti!!! brucia preferibile a 36 gradi

09 Feb 2010 | ore 13:05

mi offro volontaria per l'assaggio
;-)

a casa mia sono tradizionali al 50% sia con burro che con olio, avendo origini sardo-piemontesi
:-)

09 Feb 2010 | ore 13:27

Lo schiacciapatate modello SenzaPanna mi sembra effettivamente più comodo. Andrò a cercarlo.

Non ho capito perchè le patate sotto cenere non andrebbero bene. Se escono buone ci sarà un motivo! ;-)

09 Feb 2010 | ore 13:28

Trovi la cenere meno calda e lasci la buccia delle patate con il sale grosso a protezione, vedrai che non brucia....Ps: e basta co ste temperature che manco il corpo umano ce riesce a produrre....36 gr manco la febbre te viene:-)))

09 Feb 2010 | ore 14:35

Schiacciapatate forever! Con il mixer strapazziamo l'amido, rompiamo i globuli e formiamo una mappazzosissima colla.

Ditemi del purè di Pierangelini: ricetta?

09 Feb 2010 | ore 16:09

A saperla la ricetta caro Dario...
Ah saperla!!

09 Feb 2010 | ore 16:47

Vabbè, ma allora come facciamo a parlare di questo purè? :-D

09 Feb 2010 | ore 17:19

Per quel che riguarda me, io ricordo perfettamente profumi e consistenze di quel purè... per quanto ne so io l'unico grasso aggiuunto è l'extravergine! :-D

09 Feb 2010 | ore 17:27

direttore,dopo giorni di scontri sui vari post questo sul purè e la giusta tregua,morbida,calda,soffice...
Il purè è un po' come la copertina di linus,uno dei ricordi indelebili della mia infanzia...ricordo che non arrivava mai integro a tavola...sento ancora il profumo e quando mangio con i miei e mia madre lo prepara ringiovanisco di 20 anni...
Grazie per flashback...

09 Feb 2010 | ore 17:36

L'attrezzo mi ricorda lo schiacciapatate che usava mia nonna che non era forato e aveva l'impugnatura più corta.
Comunque da bambino mi piaceva mischiare il formaggino al purè ( i bambini come è noto si inventano gli abbinamenti più "strani").

09 Feb 2010 | ore 17:44

Angelo, non solo i bambini. L'altra settimana per evitare il burro ho mischiato del Gouda 48 mesi al purè...ed è pure piaciuto

09 Feb 2010 | ore 19:17

Anche su questo argomento...mi manca tanto Fulvio!

09 Feb 2010 | ore 19:28

Beh, io ho fatto il purè stasera, seguendo fedelmente la ricetta, ed è venuto buonissimo e sofficissimo davvero. Rispetto a quello che facevo prima, credo sia stato fondamentale "far asciugare un po’ la purea". E' anche vero che mi ero procurata le patate dal Colombini (www.biocolombini.com)....

09 Feb 2010 | ore 22:25

Ahhh! Il purè!!!
Caldo, morbido, avvolgente e profumato di latte burro e parmigiano!!
Niente olio please!!
Sono Toscana, uso l'extravergine su tutto, adoro Pierangelini, ma il purè è purè solo con il burro!

09 Feb 2010 | ore 22:31

domanda provocatoria: avete mai provato il purè "all'americana", fatto montare con la planetaria sempre con latte burro e parmigiano? Vi assicuro che in caso di fretta non è niente male...se invece ho tempo lo schiacciapatate trionfa, è ovvio! p.s: vado pazza per le patate e per l'aringa...Arcangelo "riproposta" geniale, come sempre!

10 Feb 2010 | ore 09:42

Béo...considerando parlare nel senso di chiacchierare come si fa spesso in giro per il web...c'è un aspetto che io ho trovato curioso: il fatto che - oltre ad alcuni piatti originali ovviamente - sia stato anche un semplice puré a rimanermi impresso di un grandissimo ristorante. Un po' come quello di Robuchon per Bonilli, direi.
E allo stesso tempo come sia possibile fare tantissime versioni di un piatto che alla fine ha una manciata di banali ingredienti; e come alcune per qualche motivo che spesso non è facile da capire o codificare ti colpiscano di più, altre meno.

10 Feb 2010 | ore 10:25

Grazie:-) Circa il purea all'americana mi sa' di scorciatoia...come sempre le cose fatte bene hanno bisogno dei loro tempi, senza esagerare tipo le temperature da febbre umana, ma con i tempi giusti di amalgama e di cottura.

10 Feb 2010 | ore 13:56

Il trucco finale delle fruste mi mancava... grazie!

16 Feb 2010 | ore 02:40

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