26
Feb 2010
ore 11:22

Uso prodotti freschi, non mi ispiro a puttane e alchimisti

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IMG_0376.JPG

Come prosegue il dibattito nel mondo della ristorazione su cucina molecolare, innovativa, sperimentale o come cavolo vi piace chiamarla Versus la vera cucina sana e italiana, come la chiamano loro?
Il dibattito prosegue anche così, con l'intervento che leggete qui sotto, di questo che si dice cuoco, di cui non mi interessa la eventuale vera identità ma che è uno spaccato di un certo clima innescato lo scorso anno e che sembrava sopito e invece si ripete, almeno nella posta del blog e in molti interventi.


L'articolo più involontariamente divertente della storia di internet! - Si riferisce al post intitolato Chi è Rocco Iannone - Mi piacerebbe sapere chi è "Stefano Bonilli" piuttosto, visto che non lo sa assolutamente nessuno, tranne forse i suoi parenti più stretti. Il testo non racconta niente di anomalo, nè interessante, semplicemente aneddoti che riguardano la vita di qualunque giovane cuoco (volontà di miglioramento, interessamento del capo che indirizza il giovane dal collega etc) ma lo fa con la spocchia disonesta e piena di pregiudizi di chi vuole gettare fango sul "nemico" senza nemmeno degnarsi di riportarne il punto di vista (...) E' solo merda giornalistica allo stato puro. La fortuna della cucina italiana è che esistono ancora uomini (prima ancora che cuochi) come Iannone, in grado di mettersi contro le cupole delle aziende chimiche e di quei quatto leccaculo che per una stelletta o un gamberetto si vendono pure la sorella e la mamma, oltre che la propria dignità. La cultura e l'intelligenza non si comprano. D'altra parte il mondo è vario, se c'è chi vota Berlusconi e Dell'Utri, ci sarà pure chi si magna la cucina di merda dei ristoratori-puttana individuando in Rocco Iannone colui il quale "getta fango" sui colleghi, è matematico. Io al suo posto, e al posto di tutti gli altri chef che condividono pienamente la sua coraggiosa battaglia e rivendicazione d'identità, non butterei fango sui miei colleghi e sugli scribacchini ignoranti, ci butterei direttamente merda flambè.
Un cuoco come tanti che usa solo prodotti freschi e si ispira a Rocco, non a vecchi bacucchi nè a puttane ed alchimisti.

Luca Rossi


Sono eccessi? Ma certo e i cretini ci sono in qualunque schieramento, quello che io trovo allucinante è che ci siano gli schieramenti tra supporters della cucina tradizionale e innovatori e che chi decide di fare una cucina innovativa debba prendersi le sputtanate degli orecchianti, di un Laudadio del cacchio e della ggente che non vuole la nouvelle cuisine e i prodotti chimici.
Con una crisi economica e di idee, tutto si può fare meno che smettere di discutere, progettare e innovare.
E tutto si può fare meno che perdere il contatto col pubblico ma i toni da crociate applicati al cibo suonano patetici e ridicoli, che li usino i cuochi, i giornalisti o gli appassionati.

FOTO S. BONILLI

commenti 26

Perchè non si riesce a discutere in modo aperto ma si deve arrivare sempre agli insulti? E' tipico di chi non ha argomenti, questo atteggiamento. Trovo idiota dividere il mondo tra chi ha la Verità (e ovviamente ha ragione) e chi è al buio (ed ha torto). Non esiste una cucina giusta ed una sbagliata, esiste una cucina buona ed una cattiva così come in letteratura o in ogni campo. Ma bisogna capire una buona volta che occorre anche innovare, ricercare, lavorare duro per ottenere qualcosa. Queste polemiche sono inutili, sterili e idiote, secondo me.Senza radici non si va da nessuna parte ma anche senza innovare non se ne esce. E soprattutto evitiamo questioni personali assolutamente fuori luogo nonchè gratuite e disoneste.

26 Feb 2010 | ore 13:06

direttore, perdoni la mia ignoranza, ma chi e' Luca Rossi? ;)

26 Feb 2010 | ore 13:08

Quando un gruppo di persone - catalogabili sotto l'etichetta di "appassionati" - si dedica morbosamente, quasi patologicamente, ad uno specifico argomento di interesse pressurizzandolo all'interno di confini inviolabili e non connessi con la realtà esterna, gli schieramenti (ovvero la rissa) diventano l'unico carburante per tenere in vita l'interesse morboso a loro necessario. Succede nella musica (musica classica vs. musica contemporanea), nelle arti figurative (ibidem), nel calcio, nella cucina, ecc ecc.
Progettare, discutere e innovare sono ben altra cosa e francamente, mi sembra oramai di poter affermare, che è prassi rara nel mondo dell'enogastronomia, troppo concentrato sul guardarsi la punta delle scarpe.
L'intervento in corsivo di cui sopra genera pena immensa.

26 Feb 2010 | ore 13:11

E ci risiamo!
5/6 post dove si parla di cucina, di gourmet, di giornalismo e il tutto con toni amabili.

Poi, come un fulmine arriva di nuovo la polemica, la zizzania, il falso perbenismo, lo schieramento che per forza di cose pende sempre dalla parte degli scienziati e di chi è convinto di aver ragione come te:
ma di che ti lamenti direttore? Secondo me lo fai apposta e te le vai a cercare.
Ascolta bene: c'è gente che la pensa diversamente da te e Bressanini, mettitelo in testa!

26 Feb 2010 | ore 13:15

Ma perche', il pensarla diversamente autorizza agli insulti?

26 Feb 2010 | ore 13:28

Certo è che se non ci capisco niente leggendo commenti quelli di Testali mi viene automatico schierarmi dalla parte opposta...

26 Feb 2010 | ore 13:49

Le persone come questo Luca Rossi mi mettono davvero una profonda tristezza. A cosa servono gli insulti? Il dialogo dove finisce? Forse anziché guardare tanta tv queste persone farebbero meglio a iniziare a leggere un po'.

26 Feb 2010 | ore 14:10

Secondo me un problema troppo diffuso in Italia deve essere la noia.
Di commenti di questo genere ho scoperto che ce ne sono molti anche al fondo di articoli on line di teestate famose, su argomenti di qualunque tipo.
Se si fosse più affaccendati e/o divertiti da altre attività, non si sprecherebbe tempo di andare su un blog di uno che non si sa neanche chi sia a sparare a zero su cose che non si sa neanche bene cosa siano. Suppongo.

26 Feb 2010 | ore 14:24

Io mi inserisco solo per dire che seguo questo blog che trovo molto interessante.Vi invito a visitare anche il mio:
http://thefoodbooks.blogspot.com/
Foodbooks-cucina e letteratura-la letteratura non è mai stata così saporita!Grazie e buon lavoro!

26 Feb 2010 | ore 15:08

Cari giornalisti, cuochi, appassionati, tutti quelli in contra della innovazione. Ribattito come ho fatto la settimana scorsa: la tradizione avanza a braccetto con l´innovazzione,la ricerca, l´investigazione, come cualsiasi altra disciplina.
Bisogna essere un´pó piú aperti, guardare al di lá del nostro naso.
La cucina di innovazzione o moleculare come la chiamate, é prodotto di lunghe ore di studi, ricerche é un grande compromesso con la scienza.
Gli sforzi altrui non dobbiamo mai discriminarli.
Visitate i laboratori di questi grandi chef, vi sorprenderete che usano materie prime BIO, coltivate nei propi orti, o senno hanno fornitori di altissimo livello. ...
Ver más

Laboratori dove lavorano grandi cuochi appassionati e grandi professionisti della chimica sulla alimentazione, nutrizionisti, medici é cosí via; persone che senza dubbio non hanno nessuna intenzione di avvelenare a nessuno, al contrario fanno un grande lavoro in pro della scienza sulla alimentazione.
Allora ripeto, dobbiamo essere piú aperti, invece di solo criticare, senno peccheremmo di invidia, é voi Italiani rimarete sempre indietro a comparazione con gli altri. (per esempio con gli spagnoli).
Arrivederci.

26 Feb 2010 | ore 15:48

vabbè, preparo lo stoccafisso accomodato con una nuvola di prezzemolo....

26 Feb 2010 | ore 17:45

Io non voto ne mai voterò per Berlusconi & C. Ma non sono in sintonia con il sig. Rossi. Prima di dare giudizi così netti, informiamoci. Per esempio, avevo un pregiudizio nei confronti degli OGM, che pensavo fossero un parto del maligno, ma dopo la lettura dell'ottimo libro di Bressanini, ho cambiato idea. Quindi prima di dare giudizi definitivi, informiamoci. E l'informazione deve essere equilibrata ed autorevole. Il sig Bonilli ha per me l'autorevolezza necessaria per fornirmi delle chiavi di lettura valide. Se si contesta anche questo allora, votate pure per chi ha usato la delegittimazione altrui con l'uso sistematico dell'insulto.

26 Feb 2010 | ore 17:47

E' un paese malato: non mi interessa più ormai la diatriba sulla cucina, tutto è scritto, tutto è ufficializzato, basta leggere, se si vuole e se si è in grado.
Ma qui è il punto: pochi, oggi, capiscono la necessità di informarsi, di leggere, di migliorare. Tutti nascono "strutti", non è necessario porsi domande, le risposte non esistono, si raccolgono i fatti già pronti.
Una società esclamativa ed estasiata, autocontemplativa, dove tutto sembra raggiungibile, ha determinato la fine del sogno: non esistono più contrapposizioni generazionali, nessun desiderio del nuovo, del diverso, tutto è uniformato in una marmellata culturale: il bello è che si pensa di progredire, di esser moderni, di rottura solo perchè si usa una macchina o un pantalone piuttosto che un altro. Molti non si rendono conto di essere parte integrante di un conformismo imperante, imposto, falsamente antagonista, che a nulla porta se non alla tabula rasa, allo status quo: il conformismo dell'anticonformismo.
In questa melma si è mosso il dibattito sulla cucina: false crociate in nome di false considerazioni attraverso falsi annunci. Solo annunci, sbandieramenti, televisione, urla... e nessun dubbio, nessuno scambio di opinioni. La verità è già pronta, ed è propria degli stolti.
Arbasino ha scritto della "vita bassa", le trippe falsamente ribelli, ma in realtà omologate, fuori dai pantaloni, come metafora di una vita vissuta confrontata con nuovi e ridicoli riferimenti culturali e inesorabilmente livellata verso il basso.
Così nascono e crescono i fornelli polemici, il linguaggio da ultras come nel commento postato, il concetto di teledemocrazia basato sul televoto del popolo sovrano.
Sarà molto dura per i ragazzi ritrovare il modo di incazzarsi, di andare controcorrente e inseguire nuovi sogni, tutti incerti, tutti da costruire, ma finalmente tutti loro.

26 Feb 2010 | ore 18:31

Purtroppo la società italiana è oramai da tanto tempo divisa in bande contrapposte, è l'estetica dell'ultras, dell'antagonismo a tutti i costi. Chi la pensa differentemente da noi diviene "nemico", un ostacolo da abbattere con ogni mezzo. Quindi tutto diviene muscolare e urlato: il vino vero si contrappone ad un vino falso, la cucina giusta a quella sbagliata, le mele buone ntirnsecamente a quelle cattive intrinsecamente, la natura alla chimica (solo per parlare del nostro sport). Ho molto amato Bottura quando sul palco di ID a fianco di Mercatilli ha detto, citando Colombani; esiste solo la buona o la cattiva cucina! Però per recuperare quella giusta dose di laicismo e di moderazione di cui si sente tanto il bisogno,, bisogna riscoprire da tutte le parti l'arte della temperanza ;-)
ciao A

26 Feb 2010 | ore 19:47

Tutto vero, ma aiuterebbe anche se il mondo della critica e della gastronomia tenesse sempre ben presente che i cuochi sono solo ammirevoli e (a volte) ispirati artigiani.
Quando li si pone su piedestalli troppo alti trasformandoli in celebrita' mondiali, quando si levano liriche spropositate su piatti e sale da pranzo quasi che fossero capolavori paragonabili alle grandi conquiste dello spirito umano, quando si chiudono gli occhi davanti a qualunque prezzo, quasi si stesse parlando di un Tiepolo, beh, si puo' anche comprendere come fra coloro che non sono fanatici come noi (inteso come lettori di questo blog, accomunati da una passione minoritaria) nascano sentimenti che variano dall' incredulita' al disprezzo puro.
Questo naturalmente non giustifica il linguaggio e la violenza di certa fauna, ma aiuta a spiegare l'humus in cui si radica.

27 Feb 2010 | ore 10:06

Partendo dal presupposto che la ristorazione, il vino, i distillati rappresentano l'apoteosi del superfluo è anche vero che intorno a questi prodotti ruotano un sacco di vite e non solo nel senso di lustrini e paillettes ma sopratutto di persone che lavorano e che vivono il più delle volte nel precariato totale. Io sono daccordo che bisogna relativizzare tutto e sono il primo a farlo, credo però che se la Fiat è un bene colettivo e l'Alitalia pure non mi risulta però che nessun giornale, nessun telegiornale abbia evidenziato ne puntato il dito sulle condizioni generali in cui lavorano gli operatori della ristorazione italiana. Non mi riferisco naturalmente agli stellati e al meglio che la ristorazione possa proporre, punte di diamante di una base che però è la vera forza di questo paese. Se ne parla mai? no. Vogliamo fare della demagogia, come fa spesso striscia la notizia, facciamola ma rendiamoci conto che è solo un'espressione dell'arte di fare televisione e distogliere l'attenzione dai problemi veri.
Vi assicuro che quelli della nostra ristorazione o meglio dell'intero sistema recettivo italiano non sono dati dal fatto che le Calandre abbia abbandonato la tovaglia o dalle le rette o inverse sferificazioni di Adrià. I problemi sono altri.
Il nero che regna sovrano, gli interessi malavitosi nella ristorazione, le condizioni igenico sanitarie della stragrande maggioranza degli esercizi pubblici, la effettiva liberalizzazione delle licenze, le condizioni di schiavitù in cui operano tante persone che non appariranno mai in televisione ma che probabilmente avrebbero molte cose da dire. chiedo scusa per l'OT manco troppo tutto sommato.

Sui commenti di Luca Rossi e Gianmarco Testali non ho particolari commenti da fare. Signori ci vogliono con il bavaglio. Vi prego uniformiamo le nostre idee spegnamo i nostri cervelli rendiamo finalmente felici tutti coloro che ci vogliono asserviti e striscianti. Che infinita tristezza la violenza con cui queste persone intervengono e si impongono.

Vi segnalo un'iniziativa interessante a proposito della comunicazione politica, televisiva e di un certo modo di interpretare la società civile si chiama:

VOCI NEL DESERTO
www.vocineldeserto.it

Chiedo scusa di nuovo.

27 Feb 2010 | ore 10:39

1-Questa è cattiveria non è coerenza. Non sono d’accordo che Gennarino è più bravo di Rocco.
Amareggiato di queste brutte cose scritte ad uni che parla con il cuore mi sento di dire che caro Luciano sei tu che mi hai deluso

2-Rocco Ti vogliamo bene hai la stima di tanta gente. Tutta la Campania è con te

3-Mi fai pena Pignataro

4-Tutto potete dire ma tranne che la cucina di Iannone è ferma. Questa è una bugia per diffamare un ristorante dove non ha mai mangiato la stessa cosa da più di quattro anni. I migliori dolci in Italia e un estro da invidia da parte dei colleghi c’è già chi copia il suo stile di cucina

Lunedì primo febbraio in dieci minuti, dallo stesso IP ma con mail e nomi diversi sono arrivati questi delicati commenti al mio sito la prima volta che presi posinione pubblica dopo la vergogna a Identità Golose.

Da allora ogni tanto il mio sito è bombardato da questo anonimo IP 80.183.89.4

Il virtuale inganna: non c'è polemica tra gruppi ma c'è solo una persona che fa da guastatore nelle discussione dei diversi blog

Per me che ho visto questa dinamica nelle assemblee degli anni '70, quando uno o due persone potevano far saltare il banco, è molto divertente ritrovare questo fenomeno.

Complimenti a Stefano per aver pubblicato degli insulti rivolti a lui: dimostrano la violenza che si nasconde dietro l'aria burlona di Laudadio.

27 Feb 2010 | ore 16:55

Ovviamente se stessimo parlando di Salisburgo e del prezzo del biglietto per un concerto estivo nessuno fiaterebbe così come Lucerna ad agosto per il festival promosso da Abbado.
E' cultura, tutti zitti.
Perché invece devo compiacere chi dice che alle Calandre € 200 più i vini è troppo?
Troppo rispetto a chi e a cosa?
Di tutto si può dire che è troppo costoso rispetto a qualcosa venduto a meno ma non è il prezzo che stabilisce il livello della qualità.
La sala delle Calandre vale il negozio di Prada aperto a New York, perché per quello decine di articoli e su questa novità anche un articolo è troppo?
Noi non siamo fanatici, sono gli altri che ignorano tutto sul cibo e ciò nonostante se ne gloriano e pretendono di emettere giudizi.
Forse perché tutti mangiano tutti hanno diritto di dire qualunque cosa?
A demagogia si potrebbe rispondere con demagogia e dire che le mie Calandre a € 200 valgono il giusto prezzo cosa che non si può dire di un paio di jeans Armani a € 100, tanto per abbassarsi allo stesso livello di discussione :-))

27 Feb 2010 | ore 17:13

Applausi a scena aperta!!!!!!!!

27 Feb 2010 | ore 17:34

Tutto giusto e tutto condivisibile... Cmq nel passato non sono mancate le critiche ai prezzi della scala e persino al tempio di Bayreuth.
Però di rem Koolhaas ce n'è uno, lo stesso che ebbe il coraggio alla biennale di Venezia di esporre una parete rossa con la sua firma, quello che nel 2000 vinse il premio Pritzker, quello che insegna a harvard da vent'anni... Insomma non sempre tutto è uguale a tutto, è tutta cultura siamo d'accordo ma esistono gradazioni e scale che richiamano attenzioni diverse. Nel caso di Prada poi anche fatturati che giustificano chiamare il più grande architetto del mondo e non un bravissimo artigiano. la grandezza delle Calandre è che non parlano mai di arte per la loro nuova creatura, ma appunto di artigianato e storie, in un senso del vivere, dell'abitare e del mangiare che appunto diventa narrativo. Chapeau!
Ciao A

27 Feb 2010 | ore 18:16

non sono d'accordo, il vecchio don't feed the trolls resta sempre valido.

27 Feb 2010 | ore 20:06

ok con il "don't feed the troll". Però questo è un indice di un sentimento diffuso (anche se non credo minoritario), tra le persone e tra gli stessi cuochi.
Mi pare giusto interrogarsi su questo fenomeno e sul perché alcuni cuochi si sentano in qualche modo "minacciati" da alcune nuove tendenze e reagiscano in modi non proprio da gentleman

27 Feb 2010 | ore 21:34

E' importante, quando l'intervento è così rozzo ma ragionato, far capire che si è andati oltre, che molti cuochi e appassionati in buona fede dovrebbero evitare di farsi coinvolgere e confondere con personaggi come questo cuoco fasullo.
Discutiamo e accapigliamoci pure, ma tra veri appassionati.
Gli psicopatici e gli esibizionisti televisivi lasciamoli ad applaudirsi tra di loro.

27 Feb 2010 | ore 21:59

ooop, volevo dire "non credo maggioritario"

27 Feb 2010 | ore 22:02

Che barba, che noia, uff!
Pare incredibile, ma a volte il net sembra per certuni l'unico modo per scaricare le proprie frustrazioni. Ed ecco che diventa impossibile scambiarsi idee, opinioni (anche molto diverse!) ma è lecito solo abbaiare e offendere.
Dinanzi a certi isterismi, per me c'è solo una parola d'ordine: IGNORARE

02 Mar 2010 | ore 18:26

Io veramente sono di livello culturale sufficientemente basso che non ho problemi ad aver da ridire anche sui prezzi di certi concerti :)
Per non parlare di Prada...
Anche a me la volgarita' di SLN e programmi simili fa venire l'orticaria, su questo sono ovviamente con lei. A me non interessa discutere con certi personaggi e nemmeno a lei, quindi ho preso il suo post come spunto per una riflessione piu' generale sul tema 'perche' ci disprezzano tanto?' (per capirsi)
La mia riflessione era solo che il mondo della gastronomia sconfina a volte nel grottesco, e offre facili spunti per l'ironia, che fra persone volgari si trasforma in peggio.
Siamo concreti, e consideriamo un esempio minimo. Perle del tipo: 'Menu In.gredienti: un viaggio alla scoperta dell'essenza della materia'.
'In.gredienti' col punto in mezzo?
'Essenza della materia?'
Ma che dici? Ma come parli?
Aripijate, viene da dire a molti, che sappiano cos'e' un fondo bruno o meno. Che 'l'essenza della materia' costi 200 o 100 o 50 non e' poi il punto fondamentale, anche se non trascurabile.
Il punto e' che secondo me a volte si sconfina nel ridicolo, nell'infantile, nell'esaltato. Questo da fastidio a me come a molti non fanatici.
(Detto questo, Woman ed io ci troviamo per 2 mesi a 2 chilometri da Rubano, quindi soccomberemo anche noi alla tentazione dell' essenza della materia, pagando 600 euro dei nostri sudati risparmi. Questo, lo ammetto senza difficolta', ci qualifica come fanatici).

03 Mar 2010 | ore 18:49

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