02
Mar 2010
ore 18:31
ore 18:31
Arrivano in Europa le patate OGM della Basf
La Commissione Ue ha dato il via libera alla coltura in Europa da parte della Basf della patata transgenica Amflora per uso industriale nonche l'utilizzo dei prodotti dell'amido della patata Amflora come mangime.
E' la prima volta che la Ue autorizza gli OGM interrompendo la moratoria in vigore dal 1998.
Scrive Repubblica: La patata Amflora, modificata in modo da avere un maggior contenuto di amido, è stata a lungo al centro di una controversia fra l'Efsa (Autorità Ue di sicurezza alimentare), con sede a Parma, che ha dato il suo via libera 'tecnico', e le due autorità sanitarie, europea e mondiale, l'Emea (agenzia Ue del farmaco) e l'Oms. La controversia riguardava la presenza, nell'Ogm, di un gene 'marker' che conferisce resistenza a un antibiotico importante per la salute umana. L'Efsa ha dato il suo via libera nonostante il fatto che la direttiva Ue 2001/18, relativa al rilascio deliberato di Ogm nell'ambiente, proibisca espressamente l'autorizzazione per gli Ogm contenenti geni di resistenza ad antibiotici importanti per la salute umana.
Valanga di reazioni negative da parte del ministro dell'agricoltura italiano, della Coldiretti e dei verdi d'Europa.
Mentre noi discutiamo se è bene o è male il mondo ci cambia sotto gli occhi e gli OGM entrano a far parte ufficialmente del panorama agricolo e industriale europeo.
Penso che l'Europa agricola non possa imporre ai singoli paesi alcunchè, almeno in questa materia.
Stefano Bonilli
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CATEGORIA Informazione | TAG Basf, OGM, Ue
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Non credo che l'Europa stia imponendo niente; almeno a me non risulta nessun *obbligo* di coltivare queste patate.
Come per altre cose (tipo il divorzio) non tutti sono d'accordo ma e' giusto dare liberta' di scelta, scelta informata ma pur sempre scelta.
La Basf è un gigante chimico: Con un fatturato mondiale di oltre 3.100 milioni di Euro nel 2003, BASF è leader nel mercato dedicato alla protezione delle colture. Inoltre, con i suoi fungicidi, insetticidi ed erbicidi, è presente nell’intera filiera agro-alimentare. Gli agrofarmaci BASF vengono, inoltre, impiegati anche nell’ambito della salute pubblica, nonché per il controllo di parassiti in ambienti domestici/civili, per realtà sportive quali i campi da golf e per la protezione delle piante ornamentali.
Leggo con un certo orrore il suo post, ma credo anche che in maniera subdola OGM di varia natura siano gia' "entrati in Europa" in maniera indiretta. Non sono un esperto, ma il sospetto e' fondato, relativamente al mais e alla soia. Dobbiamo augurarci che sia sempre ben evidente la natura di cio' che compriamo e mangiamo.
Nessuno impone nulla, ma ora, almeno in germania, sono liberi di usare questa patata. Ha un uso industriale, non per alimentazione (non tutti sanno che solo un quarto delle patate coltivate in europa sono usate per alimentazione. metà si usano per alimentazione animale e un quarto per usi industriali: alcool e amido soprattutto, per l'industria della carta)
Non penso che in Italia ci siano molte coltivazioni di patate industriali, quindi quella patata proprio non la vedremo, né cotta né cruda. Penso anche che in fatto di patate per uso alimentare in Italia siamo messi malissimo, vista l'infima qualità dei prodotti che si trovano in commercio. Trovo patate (firmate) "al Selenio", manco fossi un esposimetro! Ma in Francia qualsiasi ortolano, di qualità di patate ne ha almeno quattro o cinque, per ogni uso possibile.
La foto della pianta che Basf ha messo sul sito farà sfregare le mani di molti.
@ Bressanini. Il comunicato lo specifica, ma quelle per uso industriale non sono commestibili? E soprattutto, sono/saranno distinguibili a scanso di equivoci?
Non sono autorizzate per il consumo umano, ma non è che sono tossiche o altro. Sono normali patate. Verranno, come già succede per altre colture, coltivate da agricoltori che conferiranno il prodotto direttamente alle industrie che ne estrarranno l'amido.
L'amido della patata contiene una parte gelificante (amilosio) e una parte che si addensa solamente (amilopectina). Per produrre la carta serve solo quest'ultima. La BASF ha silenziato (insomma, spento) il gene che produce l'amilosio quindi l'amido è solo la parte voluta dall'industria. Dal punto di vista gastronomico dovrebbero avere proprietà interessanti (Adrià se fosse possibile proverebbe ad usarle a mio parere :-D ) ma non le vedremo mai sui nostri mercati.
Le produrranno in Svezia e le daranno agli agricoltori interessati in germania e repubblica ceca (e forse olanda)
Di sapore devono sapere, più o meno, come l'amido che una volta si usava per i colletti. Un parente che frequenta spesso il dipartimento Nord-Pas de Calais, dove le patate industiali sono coltivate intensivamente, mi diceva che da quelle parti a nessuna persona sana di mente verrebbe mai l'idea di mangiare quelle patate, che non danno neppure agli animali, perché non hanno buon sapore.
1) Quando nel mio orticello personale raccolgo le patate, capita molto spesso che qualcuna, più furba, se ne rimanga rintanata sotto terra. Me ne accorgo qualche mese dopo, quando in mezzo ai pomodori o alle zucchine spunta inattesa una nuova piantina di patata. O più semplicemente on mi accorgo di nulla: se magari sullo stesso terreno ho seminato di nuovo le patate, di lì a qualche mese raccoglierò, festosamente mescolati insieme, tuberi derivanti dalla prima e dalla seconda semina. Naturalmente io sono un semplice dilettante con cento metri quadrati di orto e capacità ed esperienza limitate, mentre i signori che coltivano la patata iperamidosa saranno sicuramente fior di professionisti, ma siamo sicuri che la stessa cosa non possa capitare - su scala diversa - anche a loro?
2) Immaginiamo che tutti facciano come Bonilli ;-) e si spostino sull'ebook. A quel punto crolla il prezzo della carta e qualcuno rimane con in mano non il classico cerino, ma qualche tonnellata buona di patate cariche cariche di amido. Siamo sicuri che a quel punto a questo qualcuno non viene in mente di utiizzare gli svalutati tuberi in qualche altro modo, ad esempio per l'alimentazione animale? Da lì magari la cosa viaggia e improvvisamente mia suocera si trova ad aver sviluppato una inaspettata resistenza agli antibiotici...
Non so, ci devo pensare. Potrei non avere un'altra occasione (parlo di mia suocera, naturalmente)...
si', ma io pensavo (stile Adria') ad usi non "classici patatosi" :-)
buongiorno Dario, vorrei avere un tuo parere in merito al concetto 'non destinate al consumo umano'.
il motivo per il quale non sono destinate all'alimentazione umana é chiaro. nutro dei dubbi sul fatto che realmente il marker non riesca a far parte della catena alimentare. penso per esempio agli insetti, ai roditori che inevitabilmente si nutriranno di quelle patate e che penso trasmettreranno il marker ad altri animali.
questo potrebbe accadere?
grazie
Riguardo alla Patata Amflora, della multinazionale Basf servirà per:
- costruire filati più forti,
- per costruire una carta più lucida,
- per fabbricare intonaci più aderenti,
- ed anche per mangime animale.
Molti agricoltori potrebbero essere tentati di dismettere le loro culture destinate a produrre beni per l’alimentazione per avviarsi verso la produzione di questa patata per l’industria. Si viene ad ampliare un fenomeno che già esiste da tempo nel mondo: immensi territori dedicati alla coltivazione di cotone, di colza e di altri prodotti che non sono alimentari. Allora, i nuovi prodotti come la Patata Amflora vanno sicuramente nella direzione della diminuzione della produzione alimentare globale.
Certo, altri prodotti Ogm possono essere indirizzati verso l’incremento della produzione alimentare, ma i brevetti di questi prodotti in mano alle grandi multinazionali determineranno un nuovo assetto degli equilibri produttivi. I guadagni dell’operazione Ogm saranno in capo alle società che hanno depositato il brevetto che cercheranno di spartirli minimamente con gli agricoltori che si presteranno all’operazione.
La diffusione della produzione Ogm creerà concentrazione economica nel settore primario, settore che fino ad oggi si è caratterizzato per la presenza di tanti piccoli produttori.
Già abbiamo assaporato gli effetti della grande concentrazione bancaria in mano a pochi privati, gli effetti sono stati questa crisi economica. Una grande concentrazione della produzione alimentare in poche mani non può farci dormire sonni tranquilli.
francesco zaffuto www.lacrisi2009.com
eggi: un gene e' un gene, e non e' che se noi mangiamo un pomodoro inglobiamo i suoi geni nel nostro DNA :-) Questo e' fuori discussione.
Quello che gli scienziati sono andati ad indagare e' se qualche BATTERIO intestinale possa, in qualche modo, inglobare il gene per la resistenza ad un antibiotico nel suo DNA. E' una ipotesi estremamente remota e l'opinione corrente (anche se qualcuno non concorda) e' che anche se cio' accadesse non sarebbe un problema, perche' gia' ora la resistenza a questo antibiotico (kanamicina) e' ampiamente diffuso nel terreno e nel tratto intestinale, sia umano che animale.
Per altro, negli allevamenti e sull'uomo si usano spesso a sproposito direttamente gli antibiotici, ed e' questo il vero problema dell'aumento della resistenza
@(Francesco zaffuto)Se è destinato anche per mangimi animali chi garantisce poi che quelli trattati sono ok per la macellazione e destinati alla catena alimentare umana?
Per inciso: e' da decenni che a Cuba usano canna da zucchero OGM (per lo sviluppo ha collaborato anche l'Italia). OGM perche' permette di risparmiare sugli antiparassitari. Vi piace il rhum cubano?
Sono perplessa, molto perplessa. Innanzitutto perché la patata per alimentazione animale finirà comunque nei piatti di chi mangia carne.
Inoltre vorrei raccontare una piccolissima storia di giardinaggio: sono appassionata di gerani, mi piacciono di tutti i colori, li acquisto al mercato e li coltivo con amore. Bene i miei gerani finivano tutti attaccati da un vermone verde che risucchia la linfa e li fa seccare. Ovviamente, interrogato a proposito, il tipo del negozio specializzato ci ha vendito vari litri di un prodotto che ammazza i vermi. E via ogni mese con il liquido che ammazza i vermi.
Poi un giorno a Otranto ho preso una piccola talea che è diventata prima un geranione mostruoso e poi tante piante, misteriosamente indenni dal vermone.
Morale della favola, pare che in giro ci siano piante incrociate e "deboli" per far vivere le quali servono prodotti chimici. Insomma alla fine è sempre e solo questione di soldi, possibilmente fatti girare dalle grandiu multinazionali.
Fare basta, no, vero?
Marina, quelle patate non le danno neppure agli animali (si preferiscono mangimi più ricchi).
Quanto al "vermone" e gerani (la Scienza eh!) prova a prendere terriccio sterile e non usare MAI stallatico, col quale ti porti a casa di tutto: parassiti, piante infestanti, funghi, batteri, muffe ecc. Altro che OGM!
E ricorda: tutte le piante coltivate sono state nei secoli "modificate". Vuoi per ibridazione, vuoi per selezione, vuoi per mutazione. Prova a leggere la storia del mais. E per i gerani, scegli varietà più resistenti.
Una curiosità, Dario: per quale motivo è stato inserito il gene della resistenza alla kanamicina nella patata Amflor, oltre a sopprimere (o a silenziare, se il termine è più corretto) quello che regola la produzione di amilosio?
giuliano boni
giulo: Amflora e' nata nel 1996. Dopo vari anni di prove sperimentali e' stata chiesta l'approvazione nel 2003. E' quindi un ogm molto vecchio. Una volta quasi tutti gli ogm avevano questo gene.
Quando si tenta di modificare il genoma di cellule vegetali si prova su molte migliaia, ma solo poche vengono modificate. Come distinguerle? Ecco che insieme al gene che interessa si mette(va) anche quello di resistenza all'antibiotico. Dopo la tentata inserzione si passava l'antibiotico e solo le cellule trasformate sopravvivevano.
Esistono altri ogm in commercio (legalmente in Italia, come mangimi animali) che hanno questo gene di resistenza, e probabilmente sono anche regolarmente in vendita nei consorzi agrari gestiti da Coldiretti :-D
Ora si usano altri metodi per selezionare le cellule trasformate con successo: si rendono luminescenti, o le si rende capaci di mangiare uno zucchero solitamente non assimilabile, o le si rende resistenti a qualche erbicida.
grazie mille.
quindi anche l'obiezione sulla potenziale resistenza indotta (ammesso e non concesso che sia fondata) sarebbe superata/superabile per le "nuove generazioni" di OGM, se ho capito bene.
giuliano boni
però nell'articolo di repubblica di ieri era ancora citata la fragola-pesce...
La ipotetica resistenza con gli ogm nuovi non è neanche un problema teorico. Con quelli vecchi EFSA sostiene che comunque non sarebbe un problema visto che batteri resistenti a quello specifico antibiotico sono già ampiamente diffusi sia nel terreno che nell'intestino animale (o umano). A me sinceramente sembra una scusa un po' pretestuosa: ripeto, se c'è tutto questo timore si proibiscano i mangimi ogm che si vendono nei consorzi agrari o altrove, legalmente, in italia. Chissà perché non lo si vuole fare ;-)
Cari colleghi ed amici , i cambiamenti ambientali recenti e l’instabilità climatica pongono domande pressanti riguardanti l’abilità degli organismi nel sopportare un eccesso di inquinamento di CO2 e di riscaldamento globale. Le preoccupazioni maggiori sono indirizzate alla possibilità che la perdita di biodiversità derivi dalla incapacità microorganismi e dei batteri simbionti e non viventi nell'humus della e del plancton del mare nel sopportare cambiamenti dell' ecosistema cosi drastici e in continuo progressivo aumento. Inoltre una responsabile riflessione che sara al centro della discussione dell' incontro per l' anno della BIODIVERSITA a Firenze il 10/03/10 in Palazzo Strozzi ( al Vieusseux -sala Ferri) trattera non solo della Conservazione della Biodiversita' ma anche della generazione di “nuovi organismi” sia ottenuti per via biotecnologica che per mutazione cauata dalla trasformazione dei vari ecosistemi causati dal pesante inquinamento. Queste nuove forme di vita potrebbero rappresentare una modificazione incontrollabile che pone a rischio sociale ed economico ma anche la stessa vita dell' uomo sul nostro pianeta.
http://famigliaartisticamilanese.wordpress.com/
Data l' importanza di tale tematica , richiedo a tutti voi di diffondere la locandina in attach, vi ringrazio, . Un caro saluto.
Paolo Manzelli 05/MARZO/2010 Firenze
Manzelli, da quando il diossido di carbonio è un inquinante? Ignori che è un componente naturale dell'atmosfera? Ignori che senza di esso non ci sarebbe vita vegetale (e ossigeno)?
Chi parla di "nuove forme di vita" (!??) straparla. O, se riuscisse a dimostrare questa scemenza, ha il Nobel assicurato.
SILENZIAMENTO TRANSGENICO
Note per il l' incontro su BIODIVERSITA a FIRENZE di Paolo Manzelli
http://cseonns.splinder.com/post/22264758/“BIODIVERSITA+nell'+Arte+e+nella+Scienza”+Firenze+++10MARZO2010.
Nel Dic. 2006 , hanno ricevuto il premio Nobel della Medicina i Microbiologi Statunitensi Craig Mello e Andrew Fire , perche' hanno individuato un sistema per il controllo della informazione genetica , denominato “Silenziamento. Transgenico”. Essi hanno scoperto che alcune piante sviluppano un sistema di difesa dall' attacco di virus patogeni, ( detto : RNA-Silencing) producendo molecole di “RNA antisenso o ARN ”, che bloccano l' RNA messaggero, accoppiandosi con esso e formando un “RNA a doppio filamento”. Semplificando, l' RNA doppio filamento, aggregato delle due forme speculari, viene visto come un intruso da molecole simili agli anticorpi ed infatti un complesso proteico denominato “Dicer” degrada il doppio filamento in piccole sezioni che hanno la forma di dadi . Il Dicer fa parte di un complesso “RISC”, abbreviazione di "RNA-induced silencing complex,) che e' un sistema enzimatico coinvolto in una imprevedibile ricchezza di attivita molecolari di regolazione della espressione genetica a livello post- trascrizionale denominata genericamente “RNA interference” ( abbreviata in RNAi). Quest'ultima va ad assumere differenti percorsi di silenziamento sia nelle cellule eucariote che in quelle procariote.
Putroppo attualmente nessuno sa in generale come si riproducano tali processi di silenziamento genetico in grado di interferire (e spegnere) l'espressione genica di alcune proteine ed enzimi . Pertanto le possibili applicazioni RNAi vengono individuate con tecniche sperimentate caso per caso. In vari casi si e osservato il sistema RNAi e' capace di diffondere da cellula a cellula e quindi di essere ereditabile , ma non e ancora noto quale sia la ragione di tale amplificazione del fenomeno. Veramente troppe sono le cose che non si conoscono di questi sistemi di ingegneria genetica a partire dal fatto che neppure sappiamo esattamente cosa e dove si collochi un singolo gene, mentre di fatto la utilizzazione della ingegneria genetica del RNAi sta diventando sempre piu diffusa procedendo con il sistema di “trial end error”, senza poter esplorare la sequenza di tutti i processi coinvolti, che non hanno ancora una effettiva caratterizzazione completa ed esaustiva. E' utile ricordare che i vari procedimenti di “RNA silencing” sono iniziati da una ricerca nella quale i ricercatori volevano inserire copie soprannumerarie degli enzimi responsabili della pigmentazione dei fiori, per ottenere piante con fiori intensamente colorati. Cio che inaspettatamente si ottenne furono piante con fiori tutti bianchi. Da allora si comprese in seguito alla aggiunta di RNA si erano instaurati dei meccanismi che portavano alla ecusione per “silenziamento” delle proteine coloranti a causa della sovrapposizione di RNA antisenso , e che pertanto era tale azione quella che innescava il processo di annullamento di ogni tipo di colorazione dei fiori. Il processo RNAi oggi viene sfruttato in vari sistemi detti di “Loss Functions “, cioe' di perdita di funzionalita, mediata dalla utilizzazione di metodi di “RNAi - Knock Down” (reversibili) , in quanto permettono di evitare la produzione di determinate proteine funzionali, senza eliminare fisicamente il gene corrispondente ( processo quest'ultino definito come Klock -Out ,( che invece e irreveribile).Pertanto mentre gli OGM gli organismi il cui patrimonio genetico è stato modificato mediante tecniche di ingegneria genetica, con l’introduzione, l’eliminazione o la modificazione di uno o più geni , vengono piu in generale detti «Transgenici», gli organismi che le cui funzionalita vengono alterate da sistemi sperimentali di ingegneria genetica che hanno un carattere epigenetico.
http://www.adnkronos.com/IGN/Assets/Imgs/00_prometeo/patata_amflora--400x300.jpg
Recentemente le tecnologie RNAi sono state applicate per produrre la Patata Transgenica della BASF contenente solo una delle due tipologie di amido, cioe' l' amilopectina a struttura ramifcata. La parata trangenica e' infatti deprivata dalla altra componente dell' amido, l' amilosio che e' a struttura elicoidale perche' e stata silenziata. Infatti i ricercatori della Basf hanno disattivato l' enzima responsabile della sintesi dell’amilosio, ottenendo una patata completamente priva di amilosio chiamata Amflora.
Invece l’amido della patata naturale è costituito da una miscela di due componenti: l’amilosio (circa 20%) e l’amilopectina (circa 80%). Entrambi sono polimeri di glucosio, ma hanno strutture e quindi proprieta differenti. L' amilosio con la sua struttura ed elica tiene assieme le strutture ramificate della amilopectina. Pertanto separare le due componenti della patata naturale diventa un processo costoso che richiede riscaldamento ed molta acqua , ma cio' viene evitato con l' utilizzazione industriale della Amflora, che e priva di amilosio e pertanto la patata tansgenica diviene utile sia per la produzione della carta che dell' alcool e altre applicazioni produttive.
Certamente la patata Amflora viene coltivata nel terreno e quindi non sappiamo se i processi di silenziamento con i quali stata trattata, possano amplificarsi trasferendo frammenti di RNAi (small interfering RNA) al terreno che possono modificare i batteri esistenti nell' Humus ovvero quelli del sistema digestivo degli animali per i quali la patata Amflora e' ancora edibile.
--> Concludendo queste brevi note, spero che favoriscano una ampia discussione sull' argomento dei rischi /benefici,che vengono introdotti dall' utilizzazione di questi sistemi di ingegneria genetica nella creazione di BIODIVERSITA', anche se indubitabilmente non sono ancora maturi sia del punto di vista teorico che sperimentale nell' ambito della moderne scienze della vita di cui putroppo poco sappiamo a livello divulgativo, in questa societa in rapida trasformazione dei sistemi produttivi no piu' meccanici.
Locandina Meeting EGOCREANET http://famigliaartisticamilanese.wordpress.com/
BIBLO ON LINE
1) - Nobel 2006 Medicina: http://www.lswn.it/biologia/articoli/Il_nobel_interferenza_RNA
2) RNAi : http://it.wikipedia.org/wiki/RNA_interference
3) Biologia Contemporanea : http://www.federica.unina.it/home-page/
4) Storia della genetica : http://www.galileonet.it/dossier/8188/come-un-ago-in-un-pagliaio
5) Amflora : http://bourbaki.blog.lastampa.it/bodegones/2010/03/amflora-la-patata-transgenica.html
Manzelli, non hai risposto alla mia semplice domanda: da quando il diossido di carbonio è inquinante?
Le spatafiate noiose sono, appunto, noiose e nessuno le legge.
Gli OGM che ci stanno proponendo (mais BT, soia RR, ecc.) sono vecchi di 30 anni. Per "crearli" hanno utilizzato una tecnologia ormai superata (promotori costitutivi che originano inquinamento genetico, marcatori di resistenza agli antibiotici, ecc.). Attualmente attraverso la Selezione Assistita da Marcatori Molecolari sarebbe possibile ottenere le stesse piante senza il ricorso alla transgnesi.
Claudio: queste cose lasciamole dire a Mario Capanna. Questo e' un blog serio :-)
La MAS, il DNA ricombinante e altre tecniche biotech, non sono in contrapposizione tra loro, e hanno campi specifici di utilizzo. E' propaganda, tipica di Capanna, spacciare la MAS come "alternativa" agli OGM.
In particolare, la MAS (utilissima e fantastica) puo' solo "selezionare" (da qui il nome) dei geni gia' presenti in qualche varieta'. Non puo' introdurne di nuovi come invece accade per gli ogm Bt resistenti agli insetti, gene che invece proviene da un batterio.
Si parlava, ovviamente, di MAS applicata a miglioramento intraspecifico di piante, in quanto gli attuali OGM, che ripeto sono vecchi e nessuno li vuole, non li vuole nemmeno il Prof. Salamini. Di seguito alcune sue ultime affermazioni:
"Procedure MAS basate su un numero di marcatori SNP sufficiente per coprire l’intero genoma di una specie e che fanno uso di chip molecolari o di altri metodi altamente robotizzati dovrebbero, in un futuro vicino, contribuire a trasformare la selezione genetica da un processo empirico a una attività con solide basi predittive."
Ricerca, innovazione e progresso dell’agricoltura
T. Maggiore 1, F. Salamini 1,2
1 Dipartimento di Produzione Vegetale, Università degli Studi, Facoltà di Agraria, Via Celoria 2, 20133 Milano
2 Dept. of Plant Breeding and Yield Physiology, Max-Planck Institut für Züchtungsforschung, Carl-von-Linné Weg 10, D-50829 Köln, Germany1.
Se c'e' una cosa che sopporto poco e' il copia e incolla selvaggio fuori contesto. Almeno leggere e capire quello che si copiaincolla? . Il testo di Salamini (che, voglio dire, e' uno che li ha inventati gli OGM) e' del 2002/2003, ed e' lungi dall'aver cambiato idea dall'epoca. Questo il link completo http://www.accademia-agricoltura.it/salamini.html
dove invece parla, ovviamente, con favore degli OGM. Dove c'e' scritto che "non li vuole" ?
Se il miglioramento e' intraspecifico, mi puo' spiegare come possono essere una "alternativa" agli OGM? Da dove lo prendo il gene di resistenza all'insetto che voglio combattere se non c'e' nella stessa specie?
Che "nessuno li vuole" lo vada a raccontare a quei 14 milioni di agricoltori che li coltivano ;-) nel mondo e a quelli, anche a casa nostra, che li coltiverebbero se gliene venisse data la possibilita' (risicoltori ad esempio, come hanno dichiarato in una seduta della commissione agricoltura del senato. E poi, ovviamente, i maidicoltori)
Ripeto, lasciamo la propaganda a Capanna e alla Fondazione Diritti Genetici (a meno che, ovviamente, lei non ne faccia parte, e allora mi e' piu' chiaro l'intervento, visto che domani Capanna "parlera'" proprio di questo, guarda caso)
Dire ai comuni mortali che 14 milioni di agricoltori americani, canadesi, argentini sono felici di coltivare OGM è una mistificazione della realtà! E' il classico discorso fatto a nuora perchè suocera capisca! Saranno tutti fessi questi 14 milioni di agricoltori? Assolutamente no! Significa che gli OGM sono un grande prodotto e che guadagnano di più! Ma purtroppo non è vero!
Purtroppo questi 14 milioni di agricoltori sono stati costretti dal mercato a coltivare OGM, in quanto in questi Paesi non essendoci etichettatura specifica per gli alimenti OGM, esiste un'unica filiera di distribuzione degli alimenti (OGM e non OGM), per cui esiste un unico prezzo di mercato. Essendo le coltivazioni OGM caratterizzate da un costo di produzione leggermente più basso di quello delle coltivazioni non OGM (circa 5% in meno), ecco che il coltivatore si trova costretto a coltivare OGM, tanto il prezzo di mercato è sempre quello! Che venda sul mercato mais OGM o mais non OGM il prezzo di mercato è sempre lo stesso! Tanto vale coltivare OGM!!!
E questa la chiamano libertà! Libertà è consentire al consumatore una scelta consapevole attraverso l'etichettatura. Per questo che gli OGM sono l'unico prodotto che in quei Paesi cercano di vendere senza etichettatura!
Per fortuna che da noi la cosa è diversa.
Vedo che su Salamini o la MAS non mi ha risposto. Ora son sicuro: propaganda stile "Diritti Genetici" :-). Vada a leggersi l'ultimo rapporto della Banca Mondiale per trovare tutte le cose sbagliate del suo discorso economico. Saluti :-)
Anche parlare di "geni di resistenza agli insetti" è mistificatorio nei confronti della gente comune, in quanto è risaputo che:
- dopo pochi anni gli insetti maturano una resistenza genetica alla proteina insetticida, tant'è che in America gli agricoltori devono seguire le regole della "Grover Guide", ovvero devono fare le aree rifugio (da un minimo del 20% a un massimo del 50% della superficie investita a mais BT), questo significa una pratica impossibile da noi, dove abbiamo aziende con una superficie media di 5 ettari;
- la nicchia ecologica lasciata libera dalla piralide del mais viene occupata da un altro insetto, come è avvenuto con la Helicoverpa Zea
http://www.molecularlab.it/news/view.asp?n=5815
Vabbè, qui potrei andare avanti all'infinito a smentire le sue "libere interpretazioni", tanto ogni volta svicola e cambia argomento. Mi ricordano le affermazioni che ho sentito spesso da qualche membro dell'associazione di Capanna (non sarà mica "quel" Claudio? :-) ). per la serie "Io ho delle opinioni incrollabili, non rompetemi con i fatti" :-D
Svicolano quelli che per primi non rispondono!!Quando dico che è una tecnologia vecchia dico che è una tecnologia che ha 30 anni! Al momento stiamo discutendo se introdurre OGM che sono stati "creati" con tecniche ormai superate. In particolare:
1) il transgene degli attuali OGM è inserito nel genoma nucleare per cui origina inquinamento genetico, in quanto viene espresso in ogni parte della pianta (foglie, radici, polline, ecc.). Oggi il transgene potrebbe essere inserito nei cloroplasti (ovvero nelle parti verdi della pianta) e non originerebbe inquinamento genetico perchè il transgene non si troverebbe nel polline.
2) il transgene ha promotori costitutivi che con la tecnologia attuale potrebbero essere sostituiti da promotori inducibili che attivano il transgene solo in presenza di particolari sostanze, come per esempio la saliva dell'insetto che attacca la pianta (il transgene produce la proteina insetticida solo in presenza di un attacco dell'insetto).
3) gli OGM che stiamo approvando hanno marcatori di resistenza agli antibiotici (è vero, antibiotici vecchi, kanamicina e neomicina). Oggigiorno la tecnologia transgenica potrebbe utilizzare per la selezione altre sostanze come per esempio i fitormoni.
Le piante OGM resistenti ai diserbanti (RR per intenderci) che ci chiedono di introdurre nel nostro Paese sono vecchie e non mantengono le promesse. In particolare, a distanza di 10/15 anni dalla loro introduzione, negli USA è stato riscontrato che l’utilizzazione continua dello stesso diserbante ha determinato la selezione di piante infestanti geneticamente resistenti a quel diserbante. Tali piante si sono autonomamente diffuse e hanno occupato la nicchia ecologica liberata dalle piante sensibili al diserbante. Pertanto il problema delle erbe infestanti non è stato risolto.
http://farmindustrynews.com/mag/farming_saving_glyphosate/
Per contenere la diffusione delle erbe infestanti gli agricoltori USA hanno dovuto ricorrere ai vecchi diserbanti!
Tra gli altri difetti di queste piante OGM resistenti ai diserbanti, che ripeto sono vecchie e non mantengono le promesse, si ricorda anche la possibilità di impollinazione incrociata con piante selvatiche parentali e con conseguente trasferimento a queste ultime del gene di resistenza al diserbante. In particolare, colza RR può incrociarsi con senape selvatica e/o altre piante parentali, dando così origine a piante infestanti resistenti al Roundop.
http://www.galileonet.it/dossier/8190/non-facciamo-di-tutte-le-erbe-un-fascio
Al momento si trovano solo titoli allarmistici nei giornali, ma il problema è reale. Senape selvatica resistente al Roundop se ne trova già in giro, ma nessuno è andato a verificare se questa resistenza è "naturale" o è dovuta al fatto che si tratta di piante derivate da semi prodotti da senape selvatica fecondata da polline di colza RR.
Dario Bressanini: "Io ho delle opinioni incrollabili, non rompetemi con i fatti". Dopodichè sparisce.