26
Mar 2010
ore 23:00

Come si scrivono i libri di cucina

< >

Festa_del_libro_1.jpg

Che bello spettacolo è stato vedere giovedì pomeriggio la sala più grande dell'Auditorium Parco della Musica di Roma piena di studenti venuti per ascoltare le prove dell'Orchestra Mozart diretta da Claudio Abbado.
Purtroppo il maestro era indisposto ma a sostituirlo è salito sul podio un giovane di 25 anni, un musicista venezuelano, Diego Matheuz, uno dei talenti più promettenti a livello internazionale.
Alla fine applausi lunghissimi e poi tutti fuori nelle varie sale della Festa del Libro e delle Letture - Libri Come, da un'idea di Marino Sinibaldi, direttore di Rai Radio 3, che si svolge dal 25 al 28 marzo.

La prima tavola rotonda di giovedì era intitolata "Come si scrive il primo libro", sala gremita e gente in piedi, sul palco Alessandro D'Avenia, Christian Frascella, Nicola Lagioia, Mariolina Venezia, Simona Vinci.
Scrivere un libro deve essere il sogno di molti, il dibattito è stato mediamente interessante e per rimanere nelle tematiche di questo blog va detto che Simona Vinci si è dichiarata una brava cuoca e in un successivo intervento ha detto fra l'altro che a Bologna gli autori emiliani si incontrano a tavola e discutono tra un piatto e l'altro.

Festa_del_libro_2.jpg

La tavola rotonda di venerdì era nella Sala Sinopoli ma piena a metà, si vede che il blog attira molto meno. I protagonisti erano tutti autori di blog dedicati alla politica, solo quello di Sofri è più interdisciplinare.
Ovviamente la discussione ha volato alto, anche sulla platea, e al termine tutti sono usciti tranquillamente insoddisfatti.
Di discorsi sui blog che trattano altri generi neppure l'ombra.
Per fortuna che domenica c'è la tavola rotonda "Come si scrive un libro di cucina" con Stefania Barzini, Allan Bay, Don Pasta, Letizia Nucciotti, Andrea Peri, coordinati da Licia Granello.
Il Teatro Studio sarà sicuramente gremito.

Festa_del_libro_3.jpg

L'Auditorium Parco della Musica di Roma è un luogo molto bello che i turisti stranieri vengono a visitare e, a parte le sale per i concerti dal disegno avveniristico di Renzo Piano, c'è una grande libreria che è la gioia di qualunque appassionato, ideale arrivando prima di un concerto.
Punto debole dell'Auditorium però è il bar che serve panini e cibo mediocre, un'occasione sprecata, un'appalto in cui la politica ha pesato e pesa.

FOTO S. BONILLI

commenti 22

'giorno!
l'ho vista da lontano domenica scorsa da colonna.
avrei voluto salutarla, ma poi due parole con Colonna e via.

stasera, invece, abbado a santa cecilia, no prove, no studenti, solo teste bianche e pelate: Napolitano su tutti e poi un altro che di capelli non ne ha proprio tanti: benigni!

Un evento. Ma io amo la musica ed ero in galleria in jeans, al contrario delle signorine in ghingheri in platea.

Ma va bene, per il direttore questo ed altro.

notte,
r

27 Mar 2010 | ore 00:31

I libri interessano a pochi figurarsi quelli di cucina. L'enogastronomia in Italia coinvolge poco o nulla
ciao ciao

27 Mar 2010 | ore 08:44

Ciao Sonia, non capisco se la cosa ti dà fastidio o condividi il disinteresse per i libri.
Comunque ti assicuro che il Parco della Musica è pieno di ragazze e ragazzi.
Un piacere per gli occhi.

27 Mar 2010 | ore 09:18

eccolo il permolosone:-]
la mia vuole essere un'osservazione seria!
Sì. in Italia e non l'editoria non brilla. perché? forse perché i libri, i giornali sono venduti in modo sbagliato o solo in certi posti. la gente non appassionata entra poco in libreria. cucina, gastronomia, vino etc. etc..... libri buoni ce ne sono, eccome! ma girano più o meno le stesse cose, identiche foto, idee, angolazioni e copertine. ecco il motivo. e cmq costano troppo! libretti a 15/18 euro (le vecchie 36.00) mi sembrano davvero tanti ... tanti per me che faccio l'impiegata amministrativa a 1450 euro al mese. Però ho speso volentieri i soldi per il libro della Phaidon su Adrià. Lì c'era sostanza e foto come nessuno riesce a fare.
divertiti caro stefano
sonia

27 Mar 2010 | ore 09:47

Sonia, mi permetto di contraddirti. Ho scritto una cinquantina di libri di cucina, e ti posso assicurare che il settore non è affatto in crisi, anzi. probabilmente i libri di cucina vendono più degli altri. E ci sono migliaia di italiani che spendono volentieri i 15/18 euro, ma anche i 20/22 per acquistare libri curiosi...

27 Mar 2010 | ore 10:42

beh, Sonia, nell'editoria lo sanno purei bimbi che i libri con tante foto a coolri come anche nei libri di cucina poco non possono costare.
a me non dispiace comprare "gli essenziali" di Donna Hay a 15 euro, anzi mi semrba anche poco o la collana di Bonilli & co a... non mi ricordo più, comunque poco.

Io temo che chi fa ancora il cambio con la lira, sbaglia. per sè, intendo.
Sono passati 10 anni e il mercato è cambiato.
dunque 15 euro di oggi (temo) si sono adeguate alle vecchie 15.000 lire e sono poche per quei libri.

saluti

27 Mar 2010 | ore 11:10

Ciao Laura, ecco che intervengo anche io sulla questione libri di cucina: lavoro in libreria da due anni, dove è vero, i tuoi libri vendono tantissimo. Dietro ai tuoi libri c'è la Newton e Compton, che significa che è una casa editrice molto popolare, che i libri arrivano sempre in enormi quantità e che la massificazione aiuta molto il cliente/consumatore moderno. I libri di Bonilli sono stati rivenduti al 50% dopo tre mesi che erano entrati in libreria, perché non vendevano bene, e questo nonostante io li abbia spinti molto :) La massa dei clienti difficilmente si avvicina a prodotti cari (vedi volume di Adrià, che ha venduto molto ma solo perché se ne è parlato molto, in termini sia positivi che negativi, nel momento in cui è uscito. Finito il periodo, circolano ancora due copie destinate a morire preso); difficilmente compra prodotti che sono graficamente innovativi; e soprattutto a molti non frega assolutamente nulla della cultura gastronomica ma cercano un libro che gli salvi la cena o il regalo. E' un acquisto di gola, il libro di cucina, e i veri appassionati, foodblogger o foodies, sono una netta minoranza. Quindi Laura, no, il settore non è in crisi per il genere di libri che fai tu (ricette semplici, volumoni, grafica non di rottura): per il resto, ti assicuro che faccio fatica a vendere i libri che piacciono a me!

27 Mar 2010 | ore 11:15

Perchè non vuole "prodotti graficamente innovativi" ?

27 Mar 2010 | ore 11:42

Io ho fatto l'editore dal 1986 al 12 settembre del 2008.
Non ho mai voluto fare le scelte ovvie e in alcuni casi questo è risultato pagante, vedi la guida dei vini che era fuori formato e ha reso immediatamente riconoscibile il libro, quasi un marchio, ed aveva anche una grafica totalmente innovativa - autore della grafica Piergiorgio Maoloni - un successo ancora oggi.
In altri casi il pubblico non ha apprezzato le scelte.
Trovo la maggior parte dei libri di cucina italiani vecchi come concezione, come scrittura e come scelta e qualità delle ricette.
Vendono molto?
Buon per loro, io penso che la qualità sia un'altra cosa e ammiro chi riesce a fare quantità e qualità, vedi la Dorling inglese, Phaidon, Donna Hay e Marabout.
E' vero, in Italia si legge poco ma vedere i giovani che affollano l'Auditorium mi mette comunque di buon umore :-))

27 Mar 2010 | ore 12:39

Libri come la collana curata da Bonilli, dove le foto sono nitide e luminose, dove giri pagina e trovi l'ingrediente, la sua struttura e la sua storia a raccontare e e fare la cucina nello stesso tempo, sono bellissimi per me, ma spaventano e annoiano molti altri. Altri per cui la storia della cucina è in secondo piano, dove le foto così nitide sono troppo nuove, e dove per fare una ricetta impieghi più di 10 minuti. Parliamo di un mercato dove Cotto e Mangiato della Parodi è in classifica insieme a Safran Foer e New Moon. Insomma, anche a me piacciono altri libri, e sicuramente c'è una fetta di mercato interessata a foto diverse, a una grafica pulita, a una ricerca gastronomica più approfondita: per quello che vedo io la massa va verso altre direzioni, e se qualcuno vuole approfondire, lo fa tramite dei saggi veri e propri più che con libri di ricette ibridi. Questa è la situazione che fotografo nella libreria dove lavoro, in centro a Milano, con una clientela che spende molto e molti turisti.

27 Mar 2010 | ore 13:51

Cotto e mangiato: 200.000 copie!!!

27 Mar 2010 | ore 14:08

Attenzione Dario, senza la Tv il libro non esiste, come quello della Clerici un tempo e oggi di non so chi o come i libri orribili graficamente di Bigazzi.
Prima la tv e il personaggio e poi il libro.
In Inghilterra hanno Jamie Oliver, noi Benedetta Parodi.
E non sono snob ma solo uno che fa editoria e tv da 30 anni.

27 Mar 2010 | ore 14:13

La domanda è,chi deve scrivere i libri di cucina?cotto e mangiato professionalmente che valore può aver?

27 Mar 2010 | ore 16:12

Un libro di cucina vero è scritto a partire dalle ricette, vere, logiche e verificate sul fuoco una per una.
Un libro è scrittura in un buon italiano e non una somma di frasi sconclusionate.
Se si mettono le foto devono essere professionali come i testi e non riciclate per risparmiare.
Insomma il libro di cucina - termine riduttivo - è un prodotto di serie A come accade in Usa, Uk, Francia.

27 Mar 2010 | ore 16:41

Eppure maricler, c'è qualcosa che non capisco: quando faccio vedere in italia i libri che faccio io, la gente rimane estasiata dalle foto, dalla grafica, dal prezzo! E sono concordi nela dire che no, in Italia libri così non nevedono cosi di frequente. E attenzione: non sto parlando di gente appassionata, foodblogger e foodies. Allora mi chiedo: come è possibile che non funzioni quel che la gente, in fondo, sembra apprezzare? E' un mistero e al tempo stesso un'interessantissima materia per riflettere...

27 Mar 2010 | ore 16:47

Radicchio, sicuramente c'è gente a cui interessa, dico solo che la fetta di mercato interessata a libro come quelli di Bonilli è molto minore rispetto a quelli che acquistano la Parodi, perché per istinto il cliente è attratto dai volumoni conosciuti, dalle tante copie, dalle ricette rassicuranti. Io devo sempre proporre la Bibliotheca Culinaria, i libri di Bonilli, la Guido Tommasi, la collana di Allan Bay per Ponte alle Grazie, e questo per due motivi: 1. sono libri il cui valore aggiunto va spiegato a chi non è appassionato di cucina; 2. sono molti di meno, e quindi meno visibili a chi non cerca attentamente, perché a monte ci sono scelte dei buyer che ragionano con l'occhio al mercato più conveniente e quello dove girano grandi numeri. Contestualizzo il tutto all'interno della mia libreria, dove avere Bibliotheca Culinaria è stato il frutto di una lotta con i buyer; sicuramente altre libraia avranno esperienze diverse. Vorrei ricordare che avevo proposto di invitare lo stesso Bonilli in Fnac e che la proposta era stata bocciata. Possiamo giudicarla miopia, se vogliamo, o possiamo ammettere che il mondo della gastronomia, per come la intendiamo noi che chiaccheriamo qui, è un mondo che non interessa a tutti :)

27 Mar 2010 | ore 20:50

massì quello che ha scritto la signora maricler è condivisibile. il mondo del food interessa a pochissimi. comprendo che dall'interno sembra poco credibile ma.....:]
Anche le chiacchiere stanno calando e i foodblog si stanno spegnendo. grazie a FB/TW/FF o forse perché tutto ha un inizio e una fine:]
ciao

27 Mar 2010 | ore 20:58

sonia: no, ti prego, signora no! ho solo 30 anni! sui foodblog, diciamo che stanno cambiando direzione, io per prima :)

27 Mar 2010 | ore 21:08

Sono perfettamente d'accordo. La TV crea questi fenomeni. Io il libro l'ho comprato, per curiosità (era in sconto all'esselunga): e insomma, non si può in un libro di cucina scrivere "prendi un dado..." O_O (e tu sai che io non ho nulla contro i dadi da brodo, ma cavoli, scrivi che ti serve del brodo....)

27 Mar 2010 | ore 21:32

...mah.. Oliver e Parodi non credo possano essere due personaggi televisivi comparabili.

28 Mar 2010 | ore 09:16

ciao a tutti, scusate se mi intrometto, sono un collezionista di libri di cucina,per cui oltre al contenuto guardo al contenitore, non sono un esperto in editoria ma è vero: alcuni libri proprio non mi piacciono ma poi li acquisto una volta verificato il contenuto interessante, ma se il contenuto manca ,grafica foto copertina e anche prezzo passano in secondo piano.
quando entro in una libreria che non conosco e vado al reparto libri di cucina vedo subito da quali sono i libri in evidenza ,se vale la pena fermarmi e passare uno a uno i titoli oppure buttare un'occhiata superficiale e andarmene.
infine vorrei permettermi un commento assolutamente personale o meglio un consiglio alle librerie: i libri stranoti e pubblicizzati uno sa che li trova e ve li chiederà per cui riservate nelle vetrine degli spazi invece ai libri "ignoti". sorprendeteci, fateci fermare davanti alla vetrina che poi ...si entra o ci si ripromette di farlo alla prima occasione, le vetrine e gli scaffali ora sono tutti assolutamente uguali! gli stessi libri in tutte le vetrine.
giusto per la cronaca la mia collezione e di circa 1700 volumi tutti trattano di cucina e di cibo
ciao a tutti

28 Mar 2010 | ore 23:38

Salve a tutti, vorrei dovrei aprire una libreria specializzata in libri di cucina di circa 4000 libri. quali mi suggeritee cosa secondo voi, intenditori, la renderebbe unica nel suo genere? grazie G.

18 Mag 2010 | ore 12:35

scrivi un commento

Puoi scrivere quello che vuoi, ma se è una sciocchezza posso cancellarlo. Se il tuo commento non viene pubblicato subito, è colpa dell'antispam che ha dei criteri tutti suoi. Non ti preoccupare, magari scrivimi un breve messaggio per avvisarmi, appena posso recupero tutto.

Risotto_barbera.jpg Risotto alla barbera

Il cielo è più grigio e la temperatura è calata, è tempo di piatti caldi e...


ultimi commenti

  • Matteo M. D. - Le microspie possono installarle tranquillamente anche di giorno, è...
  • Stefano Bonilli - Io non uso mai la logica lombrosiana e quindi...
  • Ambrogio - Perdonate ma davvero credete a queste affermazioni? Non vi...
  • Stefano Bonilli - Sarebbe interessante capire come fanno polizia, carabinieri e guardia...
  • annalisa barbagli - Ma i ristoratori sono d'accordo? Sennò come sarebbe possibile...
  • Tristano - Credo che molti ristoratori romani siano in imbarazzo, penso...

ultimi post

14
Apr
Le vite degli altri, cioè di tutti noi, spiate anche al ristorante - Una scena tratta dal film "le vite...
12
Apr
Assunta Madre, un ristorante di pesce fresco e "cimici" - Assunta Madre, Il ristorante di attricette tv,...
09
Apr
Panino, dove hanno venduto una tonnellata di pane di Matera - Fatti 50 metri, forse meno, dall'ingresso...
02
Apr
Josean Alija, il Guggenheim di Bilbao, il ristorante Nerua e la sua storia - Se non siete mai stati da...
31
Mar
Bonci fa traffico... e anche pane e pizza - Gabriele Bonci è un bravo cuoco...
26
Mar
San Carlo olet? - Non è uno spot pubblicitario ma...
25
Mar
Car sharing alla romana, quasi un'amatriciana - Dal 2008 io non possiedo un'automobile,...
21
Mar
Eataly Smeraldo, Milano vicino all'Europa - Sono stato a visitare Eataly Smeraldo...
Pici_1.jpg Pici con le briciole

Dopo tanto sud torniamo nell'Italia Centrale, in Toscana, per raccontare una bella ricetta semplice e popolare,...


ultime letture

IMG_2291.JPG Viaggiare in aereo con 200 romanzi, saggi e libri di cucina

Leggendo sul New York Times alcuni autorevoli pareri...


Ferricuoco.JPG Maria Antonietta Quaresima ovvero Marie-Antoine Careme detto Antonin

Poco tempo fa parlavo con un giovane...


IMG_0522.jpg Gianni Brera, il grande padano

Ho ripreso in mano La pacciada, il...


Twitter
Friendfeed