13
Apr 2010
ore 00:12
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La verità su ciò che mangiamo
Pane e bugie è un titolo perfetto per un libro che si misura con tutti i luoghi comuni possibili e immaginabili, dal pesto che è cancerogeno ai dadi e il glutammato che fanno malissimo, agli spaghetti radioattivi.
Lo ha scritto Dario Bressanini, una firma che si sta sempre più affermando grazie al suo bel blog Scienza in cucina, e ai suoi interventi, spesso contro corrente.
Già scorrendo alcune voci dell'indice sentite se non vi viene voglia di leggere questo libro:
- Gli spaghetti radioattivi e la frutta al nucleare.
- Organismi giornalisticamente modificati. La leggenda della fragola-pesce.
- OGM in tribunale. Monsanto contro Schmeiser: una storia inventata.
- Gli alimenti biologici nutrono di più?
- La spesa a Km 0 è più sostenibile?
- La nostalgia del latte crudo.
- Lo zucchero, veleno bianco.
Bressanini mi piace perché non accetta il conformismo della pubblicistica scientifica e forse per questo non farà carriera nell'università ma di sicuro è diventato un punto di riferimento sul web e mi domando perché certi suoi ragionamenti e certe sue osservazioni e informazioni lo vedano contrapposto a Slow Food e perché non avvenga un confronto pubblico, in rete o in uno o più dibattiti, per chiarire le posizioni dal momento che Bressanini non è "pagato dalla Monsanto" per dire che non è pagato da chi è favorevole agli OGM, perché io penso non debbano esistere dogmi, tanto più per un'associazione laica.
Certo che leggere e poi discutere della banana Cavendish da pag 189 a pag 204 sarebbe utile a tutti per rendere il dibattito meno di schieramento e più sui contenuti.
Pane e Bugie
Dario Bressanini
Chiarelettere
pp 300
€ 13,60
Stefano Bonilli
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commenti 10
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notizie in breve

> Lucky Peach di David Chang, Peter Meehan e Chris Ying è una nuova rivista trimestrale dedicata al cibo pubblicata dall'edtore McSweeney's, e questa è la grande novità per la casa editrice californiana che fino ad ora aveva pubblicato romanzi, saggi ma mai libri e riviste di cucina. Lucky Peach è rivista, ma anche una appllication per l'iPad. Il primo numero è dedicato al "Ramen".
Sarà per via della crisi? Può essere, oppure è semplicemente stanchezza, è non poterne più...
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Grazie della recensione Direttore!!
Il libro esce questo giovedì nelle librerie. Che non farò carriera in università è una previsione purtroppo non difficile da fare :-) (Con il DDL Gelmini poi....)
Di Bressanini mi piace quello sguardo disincantato, distaccato, da scienziato solitario. I ragionamenti asciutti, la capacità divulgativa, la battaglia temeraria contro i conformismi e i luoghi comuni che affollano le teste e le tavole della gente. Non mi stupisce che non sia poi così amato dall'establishment, che anche in questo campo si diletta in pedanti battaglie ideologiche... siamo alle solite, guelfi e ghibellini, rossi e bianchi, e ogni altro muro contro muro possibile. Perciò mi piace chi scardina certe pigre certezze intellettuali, più o meno in buonafede, e racconta le cose come stanno: numeri, dati e misurazioni alla mano.
Il suo libro avrà un lettore in più, grazie per l'informazione
Sabrine
Il capitolo degli organismi giornalisticamente modificati mi sembra il più gustoso! Ho ascoltato Bressanini a Firenze. E' una sorta di enciclopedia scientifica bipede :-)
Dario rappresenta una delle poche voci razionali nel mare folle della comunicazione "copy & paste" del cibo e del suo incontro con la modernità. La scienza in Italia fa troppa fatica comunicarla, mentre invece ad es. nei mesi scorsi il Daily Telegraph ha fatto una campagna spietata contro le bugie e i loschi affari collegati all'altro business del millennio: "il global warming", smascherando stili di vita e arricchimenti rapidi dei guru dell'ambientalismo e l'abitudine di manipolare i dati di alcuni scienziati per adattarli alle loro aspettative.
Purtroppo, benche' il suo sia un blog molto seguito e che i suoi libri, spero per lui, siano acquistati, fa piu' danno un trafiletto su Repubblica o una frase al TG1 di quanto possa riparare lui con 200 posts.
Riportare credibilità ed autorevolezza alla ricerca scientifica servirebbe molto a uccidere i luoghi comuniti errati fin da piccini.
Viva i lumi, abbasso l'oscurantismo.
Giovedí mi sa che si fa un salto da Feltrinelli! Grazie Professore e grazie Stefano per farcelo sapere!
Il Daily Telegraph ha poco da fare campagne contro chicchessia: il Daily Telegraph distorce le posizioni degli scienziati per perseguire la propria agenda, e viola anche la deontologia professionale rifiutando di pubblicare le smentite che gli scienziati il cui lavoro e' stato distorto gli inviano. Vedi ad esempio:
http://tinyurl.com/79j2xb
I reportage del DT sul climate change sono semplicemente un tassello della propaganda di chi sta da una parte del 'dibattito'. Le panzane del DT in campo scientifico non si contano: e si tratta proprio di panzane in senso tecnico, cioe' di errori elementari di logica e di statistica (che conducono ad esempio a titoli farneticanti del tipo: 'l'abuso di cannabis manda 500 persone alla settimana in ospedale').
Purtroppo la gente,invece di pensare con la propria testa e cercare di valutare l'evidenza (complessa) in modo razionale, magari farsi una cultura scientifica, tifa per una parte o per l'altra come se fossero squadre di calcio (o peggio a seconda dei propri interessi), e si fa abbindolare dalle stronzate che scrivono i giornalisti (da una parte e dall'altra).
I propagandisti e i guru (da una parte e dall'altra) hanno ovviamente piu' tempo e inclinazione per influenzare il pubblico degli scienziati (veri) che passano la giornata a fare il loro lavoro. Questo e' vero nel campo del cambiamento climatico cosi' come in quello del cibo.
Complimenti per il libro e per il titolo, molto efficace!
Complimenti!
Accolgo con piacere questa notizia. Non posso che sottoscrivere il commento di giampaolo.
Barbara
il Daily Telegraph scrive tante stupidaggini, come tutti i giornali in fondo, alla ricerca del titolo ad effetto, ma la questione degli scienziati dell'Universita' dell'East Anglia che hanno "aggiustato" i dati per farli sembrare piu' coincidenti con le loro teorie, tutte favorevoli al global warming, e' un fatto ammesso anche da loro. Cosi' come l'enorme intreccio di interessi che c'e' tra alcuni membri dell'IPCC, presidente in testa, che siedono, lautamente remunerati, in boards di aziende che guadagnano se la teoria del global warming e' abbracciata.
Per me e' stato interessante seguire tutti gli articoli sull'argomento, cosa che ho trovato poco su altra stampa, comprese le smentite del presidente dell'IPCC, che ho potuto leggere sullo stesso quotidiano.
Dopo avere letto l'intervento di Tomacelli su questo libro farò diffusione militante.