14
Apr 2010
ore 00:50

Quasi quasi mi faccio un libro

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ipad_ipan.jpg


Non avete ancora visto dal vivo l'iPad e già potete ammirare l'iPan, l'iCut e l'iButter :-))
E' un gioco, ovviamente, visto che se ne parla molto dell'iPad e se ne scrive un po' in tutto il mondo, anche dove non è ancora in vendita, come l'Italia.
Nel frattempo la Apple ha venduto dal 3 aprile ad oggi, mentre scrivo, 772.769 iPad, e il contatore continua ad andare veloce, che è una bella quantità e forse rende realizzabile la vendita di 10 milioni di iPad nel corso del primo anno.
La tavoletta è facile da usare, ha un processore molto veloce, uno schermo di grande nitidezza e si presta a i più svariati utilizzi, per esempio è una bella piattaforma per i giochi - si guida l'auto di uno dei giochi più scaricati muovendo l'iPad come fosse un volante ed è divertentissimo - ma soprattutto l'iPad introduce una vera rivoluzione nel mondo dell'editoria, sia quella libraria che dei quotidiani e le riviste.

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Per l'editoria libraria la svolta riguarderà prima di tutto i libri illustrati e i manuali, esiste già, per esempio, un libro di scienze, il più scaricato da iTunes Usa, in cui le foto dei quarzi, delle metiste, degli opali ecc... se toccate con un dito si animano e ruotano rendendo il libro un prodotto completamente nuovo e diverso.
L'edizione di Wired Usa per l'iPad è una rivista che interagisce con il lettore, ha la pubblicità tridimensionale, è nei fatti una nuova rivista come la sognavamo ma come non era possibile avere.
New York TimesWall Street Journal e Usa Today stanno progettando edizioni digitali per iPad e Kindle.
Per ora, infatti, iPad e Kindle sono i due grandi protagonisti della rivoluzione digitale ma presto se ne aggiungeranno molti altri.
Avendo provato per alcuni mesi sia Kindle che Kindle DX e dal 3 aprile l'iPad mi sento di dire tranquillamente che l'e-reader della Apple dovrebbe battere facilmente il lettore di Amazon anche se quest'ultima ha la più grande libreria del mondo.

ipad_iquiche.jpg

I libri di cucina, di turismo, le guide sono il primo terreno sul quale autori, editori ma soprattutto i grafici si potranno misurare non appena l'iPad sarà in commercio in Italia alla fine di aprile.
Poi nascerà l'autoproduzione che bypassa gli editori, cominceranno a nascere piccole case editrici digitali e anche le riviste digitali, non avendo più il vincolo di carta, stampa e distribuzione cominceranno a comparire in modo sperimentale.
C'è chi si sta già muovendo, vedi Luca Sofri e il progetto di un quotidiano digitale, vedi Gianluca Neri e il progetto di un giornale satirico.

ipad_kindle.jpg
Insomma, siamo veramente alla vigilia di un grande cambiamento anche in Italia perché negli Usa la rivoluzione digitale è partita, il Pulitzer 2010 è stato vinto da un sito, Pro Publica, il più importante notiziario in rete è quello del The Huffington Post e i più autorevoli commentatori della Rete pesano quanto quelli della carta stampata e della Tv.   .
Soffermarsi ancora a dire " a me il libro di carta piace di più" è abbastanza un non senso perché questa rivoluzione non farà certo sparire i libri ma sta aprendo un mercato che non c'era.
E presto ci entreremo anche noi.


FOTO PAOLO DELLA CORTE / FOODREPUBLIC

commenti 26

Credo che lei abbia ragione,anche Grillo all'inizio aveva osteggiato la novità della rete per poi capirne appieno le potenzialità e quello che lei dice riguardo alla nuova rivoluzione editoriale dovrebbe invogliarci a comprenderla per farla nostra.Grazie
P.S Ho letto sul cavoletto che parte. Dove in Japan?

14 Apr 2010 | ore 09:26

Credo che lei abbia ragione,anche Grillo all'inizio non aveva compreso le potenzialità della rete per poi sfruttarne tutte le potenzialità e ora siamo all'inizio di una rivoluzione editoriale che dovremmo comprendere e utilizzare.Grazie
P.S Ho letto sul cavoletto che parte.Dove in Japan?

14 Apr 2010 | ore 09:30

Ma io non ho capito una cosa. In Italia, l'Ipad senza ebook che senso ha? Esistono degli ebook in Italia?

14 Apr 2010 | ore 09:47

L'iPad è anche un ebook con già un'ampia libreria a disposizione e capisco dalla domanda che c'è ancora tanta confusione.
Una volta arrivato in Italia l'iPad sarà semplicissimo da usare, anche come ebook.

14 Apr 2010 | ore 10:30

Purtroppo è proprio questo (secondo me) uno dei limiti dell'iPad (o di qualsiasi altro tablet, ché va bene che Steve li fa "cool", ma non li fa solo lui...) per noi: i contenuti.
Finché non ci saranno contenuti in Italiano, non potrà diffondersi, se non tra il mela-fanatici (aggettivo senza alcuna accezione negativa, ovviamente).
Un altro limite è, sempre da noi, la mancanza del wifi.
Io ho un iPod touch che uso in giro per casa per fare quasi tutte le cose che prima facevo con il notebook (leggo blog, navigo, etc); ci leggo anche il giornale in treno, però solo dopo essermelo scaricato a casa.
Ho provato anche a leggerci un libro con Stanza, ma ho dovuto "smanettare" per avere contenuti in italaino.
Infine, mi da parecchio fastidio la mancanza di flash, ma non mi stupirebbe che i men in black con la mela sul taschino facessero sparire tutta adobe nel giro di qualche mese ;)
Da noi, per avere successo, dovrebbe avere il 3g integrato e una tariffa decente al seguito.

14 Apr 2010 | ore 10:32

Articolo fondamentalmente inutile il cui bisogno per l'umanità è stato montato ad arte con l'aiuto dei mass media....

14 Apr 2010 | ore 10:57

La litania dell'iPad come rivoluzione imminente che solo i ciechi non riescono a vedere sta diventando noiosa.

iPad è un bell'oggetto, un discreto hardware con ottime potenzialità che negli USA saranno sfruttate a pieno o quasi.

Da noi il wi-fi non esiste, le connessioni mobili costano una fucilata ed i contenuti in lingua italiana (ebook, riviste) sono inesistenti. Per scrivere (seriamente, non le twittate da 140 caratteri) è improponibile e per tutto il resto non è certo migliore dei tanti netbook in circolazione a prezzi ridicoli.

A queste condizioni è un'oggetto bellissimo ma quasi inutile. Ergo, in Italia andrà sicuramente forte.

14 Apr 2010 | ore 11:01

Anch'io come il 99% dei blogger ho parlato di iPad. Sono uno di quelli che dice che preferisce la carta, ma non troppo.
Sicuramente quello che una rivista può essere su un iPad è una cosa meravigliosa ed impensabile fino a qualche mese fa.
A mio avviso, però, la parola rivoluzione è un po' azzardata o, meglio, non è forse la rivoluzione che si agugurano gli editori, cambierà sì il modo di fare libri e riviste, ma non ne aumenterà il consumo.
Null'altro che il mio parere.

14 Apr 2010 | ore 12:15

Si continua, legittimamente, per carità, a discutere dell'oggetto e non dei contenuti. Tutte le perplessità tecniche son condivisibili, ma sono niente rispetto ai nuovi approcci, ai nuovi punti di vista, alle nuove forme di fruizione di contenuti fino ad oggi conosciuti con altra ottica e altra manualità.
Basti pensare alla pubblicità: cento milioni di iPhone nel mondo che usano non ho idea quante applicazioni dedicate, per cui se agganciamo ad ogni applicazione un messaggio pubblicitario la penetrazione è impressionante già ragionando minuto per minuto. Allarghiamo il tutto agli iPod e agli iPad: non a caso Apple ha creato iAd, "il" Sistema Pubblicitario.
Trovata la fonte di guadagno è evidente che si muoverà tutto ciò che possiamo desiderare sotto forma di applicazioni, o libri, o ricette, turismo o qualsiasi altra cosa: tra l'altro, altro obbiettivo, raggruppabile in contemporanea su una unica piattaforma, senza bisogno di entrare e uscire dai siti.
Io, è evidente anche da queste parole, non ci capisco granché, ma da quello che ho visto negli ultimi anni (dagli mp3 ad iTunes, dai blog alle applicazioni) non faccio fatica a credere che i contenuti prenderanno, anche, nuove strade, nuovi modalità, al di là del mero aspetto tecnologico.
E la frase finale del Direttore è tutto un programma :-)

14 Apr 2010 | ore 12:17

Concordo sulle potenzialità di iPad, ma ribadisco che gli effetti saranno percepibili in USA e altrove, ma certo non in Italia.

In Italia il wifi è utopia e le connessioni mobili, ripeto, costano una fucilata. Non sarà iPad a cambiare le cose da noi, come non lo è stato iPhone.

14 Apr 2010 | ore 12:28

i contenuti prenderanno, anche, nuove strade, nuovi modalità, al di là del mero aspetto tecnologico

C'è da sperarlo, e c'è da sperare che la diffusione dell'iPad (o, se vogliamo, della diffusione dei tablet trainati dall'iPad) porti ad una vera rivoluzione dei contenuti in mobilità ed alla necessaria diffusione delle infrastrutture per fruirne; sarà poi l'utente a decidere come fruirli (iPad, iPod, android, maemo, etc).
Insomma, se il dir creerà il Papero Giallo per iPad (e così Sofri e Neri con i loro progetti), dovranno renderlo disponibile per qualsiasi piattaforma mobile... altrimenti si torna al "sito ottimizzato per IE"!!!

14 Apr 2010 | ore 12:39

@Iche?
Sarà anche una litania, ma come sempre mi fido di più di chi l'oggetto l'ha provato (ad esempio Stefano Bonilli oppure i blog specializzati) rispetto a chi ne parla male perchè fa tanto snob.
Che non sia migliore dei tanti netbook è vero. E' un oggetto completamente diverso.
Quanto ai costi del 3g le cose cambiano: basta tenersi informati. La quasi/flat dati di Wind costa 9 euro al mese (non certo una fucilata), Tre costa anche meno e i due grandi correranno presto ai ripari.
Per quel che concerne i contenuti, il fatto che l'apparecchio sia aperto all' epub e al pdf (e non dubito che ci saranno eccellenti lettori di terze parti) mi tranquillizza assolutamente.
@calacalatrinchetto
La sa lunga lei, eh?

14 Apr 2010 | ore 12:42

quando ho letto il titolo del post mi ha preso un mezza paralisi facciale.... il direttore si vuole fare un libro? patoligia nuova... stavo consultanto un neurologo poi leggendo il resto il dubbio amlletico...ammeletico...ba insomma tutto è tornato normale
buon profumo di cioccolato del madascar...madagaascar al 70.2% a quasi tutti voi

14 Apr 2010 | ore 12:52

Io non faccio lo snob e mi informo.

Ad esempio so che la famosa "flat" di wind a 9€ mese superato 1gb di traffico diventa una connessione a 32k. Presente il vecchio modem 56k? Qui si parla della metà circa.

Per capire quanto siano care le tariffe internet mobile dei nostri amati gestori basta andare sul sito di un gestore americano (AT&T per dirne uno) vedere le loro offerte flat e confrontarle con le italiane A PARTITA' DI CONDIZIONI.

Repeat: fico è fico sto coso, non c'è dubbio. Ma l'infrastruttura per usarlo manca completamente.

14 Apr 2010 | ore 13:04

Beh, io spero sempre in un cambiamento di rotta, prima o poi...

14 Apr 2010 | ore 13:16

Sono d'accordo sull'infrastruttura carente, spero solo che la diffusione di questi mezzi spinga i gestori ad adeguarsi.

14 Apr 2010 | ore 13:41

Infatti io stesso l'ho definita "quasi" flat.
Ma è eccellente perchè le tariffe precedenti, allo scattare del limite, diventavano dei succhiasoldi. Questa, oltre 1gb di traffico, diventa semplicemente lenta.
Ma il punto è un altro. Con 1 gb mensile qualsiasi utente non marziano fa quello che deve fare.
La precauzione è ovvia.
Giusto per evitare che la gente piazzi dei torrent a manetta anche via 3g.

14 Apr 2010 | ore 14:30

I contenuti verrano insieme alle strutture: senza un pubblico potenziale nessun editore investirebbe dei capitali.. Stiamo parlando di un mondo sconosciuto ai più, lo dico da... infiltrata! Già le cose non gli vanno proprio alla grande, difficilmente ingrasseranno le tasche di qualche agenzia specializzata nella trasformazione dei contenuti finchè non avranno la certezza, ad esempio, di un formato standard certo, stabile, imperituro (possiamo considerare così l'epub? chi ci scommetterebbe qualche decina di migliaia di euro, tra pagamente diritti secondari e lavoro di trasformazione?) e di un pubblico ampio (cioè un bel po' di migliaia di persone, direi).
Mi fa un po' tristezza, ma lo capisco. Prima ci lamentiamo se l'imprenditore non sperimenta e arriva in ritardo sulle novità...(le sperimentazioni da sempre sono appannaggio dei ai "piccoli", degli indipendenti, stile Sofri); poi ci incavoliamo tuti se l'imprenditore ci lascia a casa e chiude...
Mah!

14 Apr 2010 | ore 16:19

"Il cinema è un'invenzione senza futuro"
(fratelli Lumière)

14 Apr 2010 | ore 16:58

Le riviste tematiche su carta annaspano. Sopravvivono a fatica grazie a tanta pubblicità e a conflitti di interessi che ne minano fortemente l'autorevolezza.
Direttore, lei ha lasciato un settore sempre più obsoleto ed è già a pieno titolo nel secolo nuovo, una spanna più avanti rispetto a molti suoi colleghi.
Non è una sviolinata, è che la penso proprio così (anche perché, non lavorando né nel settore editoriale, né in quello enogastronomico, non me ne verrebbe niente).
Il tempo è galantuomo :)

14 Apr 2010 | ore 17:04

Reduce da una riunione nella quale è stata prevista tra l'estate e l'autunno l'uscita di molti titoli per e-reader e la messa in cantiere dei titoli completamente nuovi per l'iPad guardo il futuro con un certo ottimismo anche se capisco che il nuovo, quando è molto nuovo, può spaventare.
Comunque, pur comprendendo le obiezioni, direi di darsi appuntamento a Natale per vedere cosa sarà disponibile sul mercato e come reagirà il mercato.

14 Apr 2010 | ore 18:07

Non ho capito una cosa.
Il direttore si è per caso comprato un iPad?

14 Apr 2010 | ore 18:51

Oggi, giornata in cui ho dovuto trascinarmi dietro oltre a valigia e borsa anche un'altra apposita borsa per il portatile, tra mezzi pubblici, treni, scale, stazioni e camminate...ammetto di aver pensato spesso quanto sarebbe comodo un iPad! :-)
Io comunque per la connessione mobile ho la Wind da 9 euro per 50 ore al mese che - usandola solo quando sono in giro - non riesco neanche mai a finire...

14 Apr 2010 | ore 21:58

mi ricordo all'inizio con il cellulare, sembrava snob averlo, poi .............. tutti ma proprio tutti hanno comprato il cellulare, come sempre la storia si ripete, e diventerà normale usare anche per i libri un supporto diverso, cambieranno sicuramente gli scenari, credo che la carta stampata per quanto riguarda i libri (tra qualche anno) rimarrà come una edizione un pò + costosa da collezione o regalo, ma è un processo inarrestabile poi le nuove generazioni non avranno nessun dubbio nel scegliere sarà naturale quasi tutti si dovranno adeguare!

15 Apr 2010 | ore 21:43

La Grande Rivoluzione si prospetta sanguinosa, tra costi di connessione e prodotti. Qui: http://sandronedazieri.nova100.ilsole24ore.com/2010/04/la-.html
c'è la riflessione del Gorilla, a proposito del gadget fico ma problematico. Magari toccherà solo aspettare un po', come con le rottamazioni. L'iPhone 3g-non-S già te lo tirano dietro "gratis", magari a Ferragosto ci tireranno dietro l'iPad/stufetta di prima generazione, pur di smaltirlo. L'e-libro, intanto, costa quasi come quello fisico, grazie a quello sborone di Jobs. Mi sa che il business, per gli editori, è ancora lontano.

16 Apr 2010 | ore 17:57

Lo ammetto, sono una fanatica di tecnologia e ho un'adorazione per Jobs e tutto quello che inventa. So che ha tanti detrattori, ma penso sia innegabile che li ragazzo qualcosa ne capisce.
Sto scrivendo con l'Ipad, in cui vedo l'alba di una rivoluzione che va ben al di lá dell'oggettiva bellezza ed eleganza, dell'estrema facilitá d'uso e dell'oggetto da avere perché é di moda.
È entusiasmante pensare a come cambierá le nostre abitudini e le possibilitá di creare contenuti nuovi ed usufruirne.
Io sono pronta a scommetterci!

16 Apr 2010 | ore 23:31

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