01
Giu 2010
ore 16:03

Insalata di patate detta normanna

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insalata_normanna.jpg
Questa mattina Annalisa e io siamo andati a discutere dei due nuovi libri in preparazione per autunno, uno è sulla pasta fresca e l'altro ha come titolo tipico italiano e riguarda le ricette tipiche ma che non siano eccessivamente ovvie.
Per capirsi, non ci sarà cacio e pepe o i tortellini in brodo.
Due libri della collana, invece, sono in stampa in questi giorni e hanno come temi uno il pesce e l'altro pane, pizze e focacce.
Insomma, un cantiere che produce un libro dietro l'altro, siamo già a sei consegnati all'editore Giunti e diventeranno otto a settembre.
Appuntamento di lavoro in un bar di un grande albergo del centro con un bellissimo spazio all'aperto.
Roma in questa stagione e se non piove - anche se tutti diciamo che non ha mai piovuto così tanto, ma sarà poi vero - è una delle città più belle e gradevoli.
Discutere di cibo e progettare libri sul cibo fa venire appetito e quindi la nostra riunione si è conclusa con uno spaghetto al pomodoro veramente buono.
Riguardavamo i due titoli appena usciti e poiché ragionavamo di insalate e di cosa si può trovare in questa stagione al mercato è stata eletta l'insalata normanna come l'insalata che avremmo voluto mangiare lì all'ombra e con un bel bicchiere di vino bianco di accompagnamento.
E così ecco la ricetta scritta all'uopo da Annalisa "copiando" la sua ricetta di pag. 121 del volume Patate dolci e salate.

Insalata normanna
Lessare 600 g di patate a polpa gialla in acqua salata inizialmente fredda. Raschiare 500 g di cozze, staccare il bisso, sciacquarle e farle aprire sul fuoco. Farle raffreddare e sgusciarle. Cuocere a vapore per 2 minuti 200 g di gamberetti freschi e, quando sono tiepidi, sgusciarli. Quando le patate sono pronte, pelarle, tagliarle a fette e, ancora calde, spruzzarle con poco vino bianco, salare e farle raffreddare. Raccogliere patate, cozze e gamberetti in un piatto da portata sistemandoli in maniera armoniosa. Mescolare 150 g di maionese casalinga con una cucchiaiata di mostarda di Digione e condire l’insalata. Completare con 2 cipollotti freschi tagliati ad anelli e con una cucchiaio di prezzemolo tritato.

FOTO DI PAOLO DELLA CORTE / FOODREPUBLIC

commenti 7

Questo racconto dà l'idea di un modo di collaborare tra autori e di vivere la quotidianità del tutto invidiabile, ovviamente in senso positivo, cioè la capacità di cogliere il bello dei momenti di quello che è un lavoro ma anche un privilegio, lo scrivere.
Potete misurarvi con la creatività e si sente che siete un gruppo affiatato perché i libri sono molto belli.

01 Giu 2010 | ore 18:01

Allora le ricette non sono piu' in prima persona,
oppure e' una trascrizione libera?
non mi sono ancora arrivati i due nuovi libri,
e quindi non posso controllare.
Mi piaceva la prima persona.
In ogni caso, domani Insalata Normanna!

02 Giu 2010 | ore 00:06

Le ricette sono scritte con uno stile diverso da quello del libro ma sono identiche quanto a dosi e istruzioni.

02 Giu 2010 | ore 00:43

Vi prego scrivete per le ricette con farina che tipo bisogna usare: se 0, 00, semola...odio quei libri dove si dice: 500 gr. di farina e non capisco l'eccessiva diveritá di farine per la pasta fresca. Le sorelle Simili dicono solo farina 0, Alessandra Spisni bianca o doppio zero, mia madre dice tre quarti di 00 e un quarto di semola... io non so mai come regolarmi quando mi avventuro con la difficile arte della pasta casera come dicono in Spagna (dove usano tanto per aumentare la varietá, una generica harina para cocinar...).

02 Giu 2010 | ore 00:53

Posso chiedere il motivo del cambiamento?

02 Giu 2010 | ore 10:23

I libri sono una cosa, il racconto in rete un'altra dal momento che per ora viene fatto nel mio blog.
Abbiamo scelto come marchio caratterizzante della collana Cucinare Insieme la prima persona nella descrizione delle ricette, questa è la cifra dei libri.
Prima persona perché è Annalisa Barbagli che cucina e poi scrive queste ricette e credo che pochi libri siano fatti con tanta cura dal momento che poi tutte le ricette vengono cucinate anche per il set fotografico - e poi mangiate - altro che trucchi per renderle belle ma non commestibili.
Molti magari non lo sanno ma Annalisa è autrice di una decina di libri di cucina, un paio dei quali di grande successo.
Via io dalla casa editrice che ho fondato, via anche lei e così abbiamo dato vita a questo nuovo sodalizio con lei, Stefania Barzini, Fabio Cremonesi, anche lui grafico che aveva lavorato a lungo con me, Federica Mensurati come stylist, e non solo, e Paolo Della Corte, il fotografo che mi ha accompagnato in alcuni importanti servizi giornalistici in giro per il mondo.
A loro si è aggiunta Gaia Giordano in cucina e Matteo Barzini regista dei Dvd.
Ecco la squadra che sta facendo una collana di 20 volumi per l'editore Giunti.

02 Giu 2010 | ore 11:31

Grazie Stefano, avevo capito che l'io narrante del libro fosse stato cambiato. Sarebbe stato un peccato perché mi sembra molto godibile anche da chi legge soltanto per sapere e comprendere e regala i libri a chi si applica ai fornelli :-)
Sono d'accordo sul mangiato e anche noi facciamo in questo modo: mangiamo fregandocene se c'è qualche imperfezione fotografica!

02 Giu 2010 | ore 17:36

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a cura di Stefano Bonilli

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