10
Giu 2010
ore 10:10

Mi ricordo che a Bologna...

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Bologna_6_2010_1.jpg

Ogni tanto è bello tornare nella tua città e girare da solo per le strade e le piazze e respirare la realtà e contemporaneamente vivere il ricordo.
Di Bologna il ricordo è troppo spesso intriso di malinconia, quasi che quel tempo potesse tornare, e invece è bello pensare il passato per ciò che è stato, senza rimpianti.
Era un altro mondo, era la città che non dormiva mai, che ti offriva sette ristoranti aperti alle 3 e alle 4 di notte e così passando davanti a Cesari mi sono ricordato dei piatti di gramigna con la salsiccia ordinati per chiudere la serata, cose concesse ai giovani e al loro fegato intatto.
Era la città dei portici, della qualità della vità, delle ragazze belle, della politica come pane quotidiano, dell'appuntamento alla Feltrinelli sotto le Due Torri, una città diversa che non c'è più.

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La piazza Maggiore sembra la stessa di giorno e in una serata calda d'estate, ci sono ragazzi e ragazze sui gradini di San Petronio, ci si incontra, si parla, come nelle piazze di paese, due suonatori fanno musica, si sta bene e sembra  un mondo ritrovato ma sai che non è vero, che tutto è cambiato, che sotto le Due Torri la Feltrinelli ha perso lo smalto, che non ci si trova più lì, si va all'Ambasciatori, la libreria delle Coop, dove si mangia anche perché è arrivata Eataly.

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Però è bello e ti ci perdi in questi ricordi, poi scopri che alcune cose sono uguali, ancora Bonaga abbronzato che partecipa a un dibattito, ma in una libreria diversa, è proprio una vera capitale della provincia italiana.

Bologna_6_2010_4.jpg

Ti lasci andare col ricordo e poi lungo i portici, Bologna città di portici, vai in via San Isaia dove c'è la notte bianca, una strada chiusa al traffico, tavoli apparecchiati là dove passavano le auto, c'è chi suona, un gruppo balla il tango, la gente passeggia e ormai è sera e allora io me ne vado lì vicino in quella che è ormai la mia base gastronomica bolognese di via Santa Caterina a mangiarmi dei passatelli col ragù e prima del culatello e del Parmigiano con una lunga storia.

Bologna_6_2010_5.jpg

Forse, nei giorni di giugno che portano al solstizio, quando la luce prevale sempre più sulla notte, la città cambia volto e sembra senza tempo e il bolognese di un tempo ci si ritrova.
Per un attimo, ma è ugualmente bello.

FOTO S. BONILLI

commenti 24

Bonilli quello che scrive Lei è opinione diffusa. Anche io conosco la città da tempo (ci sono nato qualche anno prima che i carabinieri abbattessero Lo Russo), ne è proprio sicuro?

10 Giu 2010 | ore 15:27

Si, ne sono sicuro :-))
Ho studiato a Bologna, vissuto a Bologna, fatto politica e lavorato a Bologna.
Poi ho vissuto mesi o anni a Torino, Milano, Lisbona, Londra, New York e vivo a Roma.
Ne sono sicuro.
Il "cupio dissolvi" che permea tanti modi di ragionare, discorsi e dibattiti penso non porti da nessuna parte e credo che guardando ciò che ha Bologna e ciò che le manca, la somma dia ancora un segno più.

10 Giu 2010 | ore 15:56

Scusi direttore ma qual'è la sua base gastronomica di via Santa Caterina? Io mi fido dei suoi consigli!

10 Giu 2010 | ore 16:11

Caro Bonilli,
la sua cronaca mi ha fatto venire il magone (a proposito di termini bolognesi italianizzati!)
E concordo sul fatto che, pur essendosi trasformata moltissimo, Bologna dia ancora, nonostante tutto, il segno più.
Ed io continuo ad amarla, e le mie radicione bolognesi, pur tanto strapazzate, sono ancora saldamente affondate sotto il Crescentone.
Grazie
Una bolognese più allegra che malinconica.
:-)
Roberta

10 Giu 2010 | ore 16:15

I punkabbestia ci sono sempre?

10 Giu 2010 | ore 16:35

Piazza Verdi e dintorni sono sempre un disastro, il comune è commissariato, la classe dirigente è un po' penosetta ma Bologna non è solo questo.

10 Giu 2010 | ore 16:50

ricordo una Bologna diversa... la Bologna dove ho studiato dei primi anni 80... La Bologna dei Gaznevada, dei capelli da Marco Orea Malià, delle notti al white cube e poi di corsa tutti a Milano nella nebbia al Plastic, la bologna del circolo Pichwick in via Bassi e del Granpavese varietà a via del pratello, la Bologna della mia casa a via Pietralata, della politica e delle droghe che ci crescevano attorno... Una città insieme nichilista e vivissima... A cui molti non sono sopravvissuti, come spiega bene Silvia Ballestra. Una città , bellissima e tristissima divisa per caste e provenienze, che neanche l'età riesce a rendere romantica pienamente...
Poi nel 1985 fuggii a Roma, troppa libertà può anche far male ;-)
ciao A

10 Giu 2010 | ore 17:05

Bellissimo e nostalgico ma non troppo, questo post.
Conosco pochissimo Bologna, ci sono stata un paio di volte solamente: una per visitare la città e una quando ho cantato insieme a Claudio Abbado.
E' chiaro che i miei ricordi non possano essere che meravigliosi. Ho cenato anche in una trattoria famosa, con un anzianissimo signore, credo il propietario o fondatore, seduto in un tavolo un poco in disparte. Che tenerezza vederlo osservare e magari perdersi nei ricordi di chissà che tempi.
Si, Bologna con le sue stradine che sussurrano tempi andati, ma con una grande voglia di vivere.
Questo ho pensato di lei.

10 Giu 2010 | ore 18:24

mi dispiace essere sempre la stronza del gruppo, ma non è che siamo cambiati noi?? io con 20/25 anni in più ho cambiato prospettiva, sono più curva, più pesante e pure più apprensiva. Sempre un po' stupida però. Sarà per questo che per me Bologna è sempre Bologna??

10 Giu 2010 | ore 18:24

Bel post Direttore. Però, permettimi la battuta.
L' ho "voluto" leggere come uno dei capitoli del tuo prossimo libro, che tutti attendiamo curiosi, e che tu ci hai voluto generosamente regalare in anteprima, tra queste colonne virtuali.
Bada, veh, non ti voglio dare del Bruno Vespa.
Giammai (lui scrive solo di vino, ovviamente). ;0)

10 Giu 2010 | ore 18:47

A me, dopo i 25 anni, le "rimembranze antique", databli solo col radiocarbonio, fanno venire l'orticaria. Ma perché si deve sempre sopravvivere nel ricordo di "bei tempi" che mai furono? Troppo difficile per i vostri stanchi neuroni vivere nel presente e non di fantasmi? Paura?

10 Giu 2010 | ore 23:23

Insomma come avrebbe detto Enzo Biagi, nonostante tutte le cicatrici, Bologna é rimasta la bella di sempre, soprattutto in piazza...

11 Giu 2010 | ore 01:15

Come ti capisco... e quanti ricordi... io ci tornerei per la voglia di rivivere istanti passati, ma poi la delusione di quando il passato e il presente non combaciano più mi fa troppo male...

11 Giu 2010 | ore 07:59

"... è bello pensare il passato senza rimpianti."
Certo che se uno volesse leggere...???

11 Giu 2010 | ore 08:14

Comunque non le avevo mica chiesto dei soldi, solo quale fosse la sua base gastronomica, il ristorante che aveva citato. Grazie lo stesso!!!

11 Giu 2010 | ore 08:28

Francesco, calma, io sono in viaggio e non avevo letto, calma... calma...
è l'Osteria Bottega di Daniele Minarelli in via Santa Caterina e sul blog ne ho parlato già quando ha aperto nel 2005.
Contento? :-))

11 Giu 2010 | ore 09:47

il mio ricordo piu' bello di Bologna e' la concessione da parte del comune del Cassero di Porta Saragozza e la creazione del Circolo 28 Giugno. Prima sede Gay concessa da un comune in Italia. Tempi di grandi speranze con un Zangheri e un'Imbeni che sapevano cosa voleva dire uguaglianza nei diritti e liberta' condivise.
Oggi Il risultato di queste persone lungimiranti e' poter vedere giovani ragazzi e ragazze vivere la loro omosessualita' e la loro citta' in maniera decisamente piu' visibile e rilassata di quanto non abbiamo potuto fare noi alla loro eta'. Bologna e' anche questo e non si torna indietro. W la Bologna Busona come diceva un manifesto affisso sulle strade di Bologna qualche mese fa'. ;-))

11 Giu 2010 | ore 10:28

quale è il libro della Ballestra dove si parla di Bologna?

11 Giu 2010 | ore 10:48

in quel passaggio mi riferivo all'ultimo "la rotonda", ma Bologna è un sottinteso a molti libri della Ballestra, dal folgorante "la guerra degli antò" in poi... Ma avrei potuto parlare anche di Andrea Pazienza...
ciao A

11 Giu 2010 | ore 11:12

Che dire per uno che come me ha studiato a Bologna...un bel post da grande nostalgia!!!
Raffaele

11 Giu 2010 | ore 17:05

peccato sia devastata dai graffiti
ancora peggio di Roma

13 Giu 2010 | ore 20:56

Si ci sono, e alla fine son molto più veri della borghesia bolognese timida di apparire, praticamente in centro solo il sabato, tutti a far compere in galleria cavour al riparo da tutti come se si vergognassero per poi uscirne e assumere il sotto-tono tipico della sinistra benestante...

15 Giu 2010 | ore 15:17

Bel post direttore . Io ravennate trovo Bologna sempre sorprendente e viva , ma forse e'la mia citta' a farla sembrare accattivante. Tant'e' recentemente con amici abbiamo fatto una bellissima serata con aperitivo ad EatItaly (bella realizzazione che fa' dimenticare il tristissimo decadimento del cinema Ambasciatori di quando studiavo) e poi a mangiare alla Drogheria delle Rose dove il simpatico titolare (ex della mia citta' ai tempi di Raul Gardini)fa' il mattatore tra una variegata fauna di avventori

15 Giu 2010 | ore 18:59

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