11
Giu 2010
ore 08:38

Osteria La Fefa e la signora Zoe

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La_Fefa_1.jpg

A Finale Emilia ci devo essere stato una volta ma non ricordo neppure quando.
Sta lì in mezzo, tra Bologna, Modena e Reggio Emilia.
A Finale c'è l'Osteria La Fefa, è sotto i portici di via Trento Trieste che collega il Castello delle Rocche, che si vede a sinistra quando si esce, con la torre Dei Modenesi.
Al tempo degli Estensi la strada era un canale navigabile nonchè la più importante via di comunicazione tra Modena e Ferrara.
La Fefa ovvero una tipica storia di provincia: l'osteria era in completo abbandono, ci andavano i vecchi, si giocava alle carte, mangiavano il gnocco fritto coi salumi.
Giovanna Guidetti, la sua è una famiglia importante della città, acquista i locali della Fefa e restaura osteria e palazzo.
E' un bel restauro e l'osteria continua con una cucina della tradizione veramente ben fatta e a prezzi modici, € 35 per un pranzo di cinque portate.

La_Fefa_2.jpg

I clienti sono di Modena, di Bologna, di Ferrara, pochi i clienti di Finale, è una storia che in Italia si ripete: invidia, conservatorismo - che bello quando si sentiva il vociare dei giocatori di carte e si poteva mangiare il gnocco in piedi davanti all'ingresso - incapacità di cambiare mentalità.

Giovanna_Guidetti.jpg
Giovanna Guidetti

Eppure alla Fefa si mangia bene e "il gnocco", che arriva insieme con un bel piatto di salumi, è fritto bene e non è unto tanto che al nostro tavolo ne va via un cestino e poi un altro.
I passatelli forse sono un po' troppo speziati ma il brodo di cappone e faraona è perfetto, buono, fatto veramente con tutti i crismi.

La_Fefa_3_gnocco.jpg

Poi arrivano le tagliatelle col ragù.
Si potrebbe dire che io ho passato una vita ad assaggiare tagliatelle e mi considero un buon esperto.
Queste tagliatelle, mi dice Giovanna, le prepara ogni mattina Zoe.
Chi è Zoe, chiedo io.
La donna che veniva a fare i lavori di casa ma anche una grande sfoglina, mi risponde Giovanna.
E così vengo a sapere che Zoe, che ha 72 anni ed è regolarmente a busta paga, arriva ogni mattina alla Fefa a preparare la pasta fresca, tagliatelle, tortellini, tortelloni e io penso che Zoe la devo venire a conoscere e abbracciare perché le tagliatelle col ragù che sto mangiando mentre ascolto il racconto su Zoe le trovo semplicemente fantastiche e certo tornerò per mangiare antipasto di tagliatelle e secondo di tagliatelle...

La_Fefa_4_tagliatelle.jpg

Poi arrivano i tortelloni con gli asparagi freschi, frutto del ritardo di stagione, del brutto tempo e del freddo e anche i tortelloni sono buoni, delicati, la mano di Zoe ci sarà sicuramente ma su tutto c'è la mano di Giovanna che da avvocato con carriera alla Banca Commerciale - una delle prime donne - si reinventa cuoca, si iscrive all'Istituto Alberghiero di Ferrara, poi va a fare uno stage luno al San Lorenzo di Pieve d'Alpago, gira per i migliori ristoranti, conosce i migliori cuochi e poi si butta nell'impresa della Fefa.
Impresa strana quella di Giovanna, con un figlio di 18 anni che sembra un'ala di una squadra di basket che serve a tavola e un amico architetto con studio importante che mezzogiorno e sera serve a tavola, disegna le ristrutturazioni e sorride gentile quando entri e tu pensi che sarà il marito e invece il marito è un professionista che lavora a Milano e tutto questo alla gente di Finale Emilia sembra troppo diverso dalla vecchia osteria e così non ci vengono a pranzo.

La_Fefa_5_dolci.jpg

A questo giro dopo vari antipasti e vari primi piatti saltiamo i secondi ma non dimentichiamo i dolci, un gelato alla crema con aceto balsamico veramente godurioso, torta di tagliatelle, zuppa inglese, biscotti di frumentone, tutto buono, tutto di grande soddisfazione.
Noi eravamo passati prima da Modena a salutare Massimo e lui, che aveva il locale tutto pieno, ci aveva detto dai, fermatevi qui in ufficio che vi apparecchio il tavolo e vi faccio un bel piatto di tagliatelle e voi magari le conoscete le tagliatelle col ragù di Massimo Bottura e noi abbiamo detto, con un po' di magone, no grazie che andavamo dalla Fefa.
E così ho mangiato le tagliatelle della signora Zoe, 72 anni, sfoglina da una vita e ho conosciuto Giovanna, una donna che sa scalare le montagne.

La_Fefa_6.jpg

Osteria La Fefa
Via Trento Trieste 9/c
Finale Emilia (MO)
Tel. 0535 780202
chiuso il martedì

FOTO S. BONILLI

commenti 16

che bel posto Stefano, mi hai fatto venire voglia di andarci...
Solo una cosa ma il locale dove ha fatto pratica Giovanna non sarà la locanda sanlorenzo di Puos d'Alpago? I fratelli del Farra due che la sanno lunga (purtroppo Aldo non c'è più)...
Ciao a

11 Giu 2010 | ore 13:36

Veramente bello! poi lo gnocco fritto non ha neanche una lacrima di unto! Lodevole!

11 Giu 2010 | ore 14:19

Confermo, alla Fefa si mangia benissimo, mi fà molto piacere che Lei ci sia andato, anche perchè dà conferma che in provincia ci sono ancora locali che
sanno fare cucina senza tirarsela troppo.
P.S.: alcuni anni fà dalla Fefa si poteva anche ascoltare dell'ottima musica dal vivo.

11 Giu 2010 | ore 14:54

è il nostro ristorante preferito. Un assaggio di verità, comprese le parole scambiate con Giovanna, schietta e diretta come nessuno. Quando andiamo passiamo sempre qualche ora incantevole.
Lei Bonilli in poche righe ha descritto un mondo, e io che lo vedo da abbastanza vicino, mi ci ritrovo in pieno. Allora i giornalisti non sono tutti bugiardi!

11 Giu 2010 | ore 15:12

Grazie direttore, questo è il genere di poesia che preferiamo e che su alcune riviste del settore non c'è più.

11 Giu 2010 | ore 15:45

...Sta lì in mezzo, tra Bologna, Modena e Reggio Emilia
frara.
f.to sig. precisini

11 Giu 2010 | ore 16:15

Lei è deliziosa.....come la sua cucina, si vive un'atmosfera intima ed allo stesso tempo familiare...è necessario andarci con persone care o con il proprio amore.
sarà una serata da ricordare.

un Bonilli vero, che vede oltre...continui così

11 Giu 2010 | ore 17:08

Bel racconto

11 Giu 2010 | ore 17:54

Sì, bel racconto. Viene il desiderio di conoscere quella cucina e quelle persone.

11 Giu 2010 | ore 18:28

Davvero sì, un bel racconto, di uno di quei posti che, par fin impossibile, ma si trovano proprio su quelle colline lì, o in Toscana, o in Emilia, o in Abruzzo, o in quei posti lì dimenticai della provincia italiana.
Ci vado sicuro, solo una cosa... magari l'architetto famoso che serve ai tavoli prazo e cena è un po' romanzato, ma tutto aiuta.

11 Giu 2010 | ore 21:57

L'architetto è lì, in carne e ossa :-))

12 Giu 2010 | ore 01:25

colline manco l'ombra (a parte l'argine del fiume) . Finale Emilia è piattissima, tutto un campo coltivato. E c'è un silenzio...

12 Giu 2010 | ore 08:00

Vero,cara Manuela, tutto meravigliosamente piatto...bellissimo andarci a cena in estate, ma a pranzo in una nebbiosissima giornata di pieno inverno è il massimo.
In effetti più che Modena, Bologna e Reggio, direi Modena, Bologna e Ferrara.

12 Giu 2010 | ore 08:50

E' anche il mio posto preferito.Ci si tuffa nel passato e si riemerge nel futuro.
E' decisamente il luogo dove il palato gode,l'occhio si riposa e lo spirito rinasce.
Dite poco.
Grazie Giovanna e grazie a Luigi che e'l'archiwaiter in carne ed ossa.

12 Giu 2010 | ore 09:22

Che voglia di fermarmi in questo posto.. Tra il post e i vostri commenti ho scritto questo indirizzo in agenda!

12 Giu 2010 | ore 19:02

Carissimo Direttore,
che dritta!

Ieri, tornando a Roma da un incantevole sabato sera passato dai meravigliosi Santini, abbiamo fatto una "piccola" deviazione piegando verso Finale:
La Fefa è un posto magico; entrando nell'osteria il tempo si ferma e la rilassatezza prende il sopravvento, le pareti bianche, i pavimenti antichi ed i barattoli di vetro, trasettono un senso di tranquillità ben oltre la semplice estetica.
La cucina poi... sapori netti, decisi, gustosi: dallo gnocco fritto alle mitiche fettuccine, dai tortelli ricotta e pomodoro al tortino di parmiggiano tutto sembra accrescere quel senso di osteria fuori dal tempo ma ben salda nel contesto territoriale, pura poesia.
La sig.ra Giovanna poi è stata una magnifica padrona di casa, con la quale si sarebbe potuto parlare per ore senza perdere nemmeno un filo di interesse.

In definitiva: grazie per il suggerimento prezioso, dal canto mio raccomanderò a tutti questo luogo perduto nel tempo.

21 Giu 2010 | ore 15:24

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