16
Giu 2010
ore 16:30

Roma sguaiata, Roma segreta

< >

Roma_giugno_1.jpg

Io ricordo, come fosse davanti ai miei occhi, la trattoria con i tavoli sulla strada raccontata da Fellini nel film Roma, non uno dei suoi migliori ma fantastico per alcuni quadri di una Roma popolare e dall'ingiuria e la battuta sguaiata, una Roma sempre uguale nei secoli.
Mi viene in mente il film quando passo per i vicoli del centro e vedo i tavoli sulla strada e turisti e romani che accettano un modo di cenare, accostati a un muro, con la sedia che si incastra tra i cubetti di porfido e il tavolo che è instabile, che era nel film ed è un'immagine dell'oggi.

Roma_giugno_2.jpg

A giugno le giornate sono lunghe, al tramonto i turisti sono a tavola già da tempo, i vicoli sono pieni, si moltiplicano i coperti e si mettono tavoli dovunque, ci sono pizzerie e trattorie dove la fila è quasi un biglietto da visita della casa, così da Baffetto o alla Montecarlo, nei ristoranti di piazza del Pantheon o di Piazza Navona, al Galletto di piazza Farnese o nei mille locali di Trastevere.

Roma_giugno_3.jpg

Tutti vogliono stare fuori, tutto diventa precario e accettato come i banchi con la mostra del pesce comparsi ultimamente nei ristoranti di piazza Navona e che dovrebbero indurre il cliente accorto a cambiare piazza e genere commestibile.
E invece prevale la voglia della tavolata, della caciara, dello stare insieme e buttarsi sui primi, su fritture improbabili e dolci industriali.

Roma_giugno_4.jpg

E' una Roma un po' gaglioffa che tenta di recuperare una primavera orribile con i molti giorni di pioggia, una città che mescola turisti e periferie, spalla a spalla nella stessa attesa di piatti portati da camerieri sudati e approssimativi.
E' una città bella e difficile, con le piazze che cambiano volto e abitanti a ogni ora del giorno.
C'è piazza Navona, bella e rara alle 6 del mattino: solo il rumore dell'acqua delle fontane del Bernini e qualche mezzo della nettezza urbana.
C'è piazza Farnese dove la mattina si allestiscono molto spesso mostre o spettacoli e quando il sole sta ancora salendo si iniziano a montare banchi e attrezzature avendo come scenografia uno dei fondali più belli del mondo.

Roma_giugno_5.jpg

C'è piazza Campo dei Fiori che non chiude mai: alle 6 del mattino si monta il mercato, alle 14 si smonta il mercato e per un'ora la nettezza urbana si impadronisce del territorio.
Poi iniziano gli aperitivi, le cene, il ritrovo di chi finisce la serata qui e alle 3 di notte le pulizie e poi è già ora di un nuovo mercato...
Ci sono alcune piazze che sono in centro ma non si vedono, restano fuori dai giri della grande folla, eppure sono uniche, come piazza Mattei, nel Ghetto, dove c'è una piccola fontana preziosa e deliziosa, la Fontana delle tartarughe, costruita nel 1588.
Le tartarughe, aggiunte in un restauro del 1658, forse sono opera del Bernini e forse no, ma è la piazza, per fortuna non più parcheggio, che la mattina presto e la notte offre uno scorcio di Roma segreta.
Con disprezzo l'hanno chiamata Roma ladrona, è stata la Roma imperiale ma resta sempre la città popolare che da duemila anni guarda lo straniero con ironia e sufficienza.

FOTO S. BONILLI

commenti 20

Bello, mi è piaciuto.

17 Giu 2010 | ore 00:09

Concordo, e credo che si possa estendere anche ad altre città (con le dovute differenze di scala e di aggettivi).
La prossima volta farò un salto a piazza Mattei, grazie per la segnalazione :-)

17 Giu 2010 | ore 08:31

Il piano sequenza tra i tavolini di Trastevere è uno dei momenti più memorabili del cinema di Fellini. E anche la sfilata di moda delle suore e l'omaggio al teatro di varietà (con uno strepitoso Alvaro Vitali che balla e rilancia il gatto morto al pubblico...) sono folgoranti.
Oggi per capire Roma, una Roma non trasfigurata affettuosamente dalla memoria, e una certa tipologia di italiani bisognerebbe guardare "La nostra vita". Con Germano che cucina le bavette al formaggino e Bova preso dalla frenesia del barbecue...

17 Giu 2010 | ore 09:43

Direttore, ci sta' nascondendo qualcosa? tra le righe, ci vuol far sapere che Roma e' una citta' ormai completamente balcanizzata? dove la mano papalina e quelle di cento bande squadriste rivali hanno ormai depredato qualsiasi speranza del futuro? dove non resta che il cibo e qualche altro effimero piacere della carne? e girare col naso all'insu' a rimirare cornicioni barocchi, per non guardare lo strazio che ci circonda...

17 Giu 2010 | ore 10:50

Una carrellata su Roma senza retoriche e inutili aggettivi che mi fa voglia di visitarla per vederne la carne e le visce.
La capitale sguaiata che ognuno di noi ama e odia.
Io non sono romano ma non leggo la voce dei soliti romani.

17 Giu 2010 | ore 13:40

Che bello!
Direttore ha parlato dei luoghi e delle piazze che adoro e frequento.
Il film Roma poi coi tavolini o il film di Scola Ceravamo tanto amati con il Re della mezza porzione, ai piedi del Campidoglio...

17 Giu 2010 | ore 16:08

Beh, insomma: magari Piazza Mattei facesse parte di Roma segreta! E' in pieno Ghetto, sta su ogni guida, è bersagliata di foto e "wow" tutto il santo giorno...
Giusto alle 6 o alle 4 di notte: quella forse è l'ora giusta in cui far rivivere la leggenda, che vuole sia stata fatta costruire in una sola notte dal duca Mattei, per stupire il futuro suocero che non voleva concedergli la mano della figlia.
Un altro brandello di Roma segreta (segreta ai turisti, naturalmente) sta alla Garbatella: piazza Benedetto Brin, coi suoi palazzetti e gli altissimi pini marittimi è uno splendore da Roma Sparita. Peccato siano ormai tanti anni che nell'osteria sulla piazza non si mangi più decentemente, perchè quei due soli tavolini esterni sarebbero davvero un privilegio per pochi eletti... :-)

17 Giu 2010 | ore 19:05

Sono d'accordo su piazza Brin e anche sulla decaduta trattoria ivi ospitata che, non capisco perché, continua a essere ben considerata su alcune guide

Mentre non sono d'accordo su piazza Mattei: io ogni volta che ci passo continuo a trovarla ancora abbastanza deserta e tranquilla

17 Giu 2010 | ore 19:15

Io abito a parma e vengo poche volte a Roma e mica giro con una guida e infatti scopro da questo blog la fontana delle tartarughe.
Un conto siete voi romani, che poi vorrei vedere quanti di quelli che stanno in periferia conoscono la fontana secondo me vanno tutti in via del corso o all'ostiense e un conto siamo noi che veniamo a roma magari per lavoro.
comunque mi è piaciuto il ricordo del film di fellini che mi era piaciuto molto.

17 Giu 2010 | ore 19:20

Che nostalgia ... hai parlato dei posti che mi mancano di piu'...
pizza da Baffetto, grattachecca...e quei tavolini incerti..
ahhh, Romamia !

18 Giu 2010 | ore 11:24

@daniele: il fatto che qualche romano, della periferia o del centro, possa andare a farsi una passeggiata a via Ostiense mi fa pensare che lei Roma o non la conosce affatto o la conosce invece meglio di tanti altri: là, infatti, c'è la bellissima zona di archeologia industriale, col gazometro e la ex Centrale Montemartini, ora adibita ad affascinante museo greco-romano. Inoltre è il migliore accesso proprio alla Garbatella.
Il mito del periferico che conosce solo via del Corso è meraviglioso: evidentemente al nord, col freddo, gli stereotipi riescono a conservarsi che è una bellezza. E magari i romani si nutrono solo di carbonara, trippa e pajata e sotto la doccia cantano "Fatécce largo che passamo noi...", eh?
:-)

18 Giu 2010 | ore 12:27

Io non sono romano ma vivo a Roma da molti anni.
Probabilmente daniele intendeva dire che quei ragazzi e ragazze cha affollano via del Corso il pomeriggio, non fanno a pugni per andare a vedere il Caravaggio, i musei e i monumenti di Roma mentre nei locali della zona Testaccio-Ostiense vanno più volentieri, così come a Campo dei Fiori - io vivo lì e vedo e sento urla e canti- e proprio perché vivo lì da venti anni so che nessuno attraversa via Arenula per andare a piazza Mattei che è alle spalle del Ghetto sempre affollato.
Comunque sono tutto meno che luoghi comuni perché conosco molti amici romani che non sanno che a San Pietro in Vincoli c'è il Mosè di Michelangelo, eppure è su tutte le guide :-))

18 Giu 2010 | ore 14:31

In compenso tutti conoscono quella zozzeria di Baffetto, e continuano a farci la fila :-(

18 Giu 2010 | ore 14:42

E anche il fascino del tavolino incerto mi lascia perplesso. Ma forse dipenderà dal fatto che sedersi a un tavolino incerto, spalle al muro e auto posteggiate a fianco, a Roma ormai spesso costa 40€, la scortesia dei camerieri e un paio di alka seltzer dopo, mentre su in isola greca in riva al mare una quindicina di euro, comprensive di personale sorridente e panorama mozzafiato.

Le alka seltzer, invece, sempre un paio restano. :-D

18 Giu 2010 | ore 16:16

I luoghi comuni sono molto spesso la foto un poco deformata della realtà.
I romani non mangeranno tutti cacio e pepe e carbonara ma quando vado a Roma gli amici mi accompagnano a mangiare cacio e pepe e carbonara e non vedo cosa ci sia da offendersi e farci le battute, ogni città e regione ha i suoi piatti, riti e abitudini, di certo quando ho camminato per alcune delle piazze citate vedevo nei molti ristoranti con tavoli all'aperto i piatti dei turisti ed erano pieni di pasta per il 90% perché loro sono venuti per mangiare la pasta e noi italiani mangiamo la pasta, e non solo a Roma.
Di via del Corso, infine, posso dire che ci ho visto una gioventù da trasmissione della De Filippi, tutti uguali, tutti bardati e non credo proprio che siano giovani con interessi elevati, almeno per quel poco che si può ascoltare camminando.
Poi magari sembravamo anche noi così.

18 Giu 2010 | ore 16:20

Eh, Roma.
Sono reduce adesso da una passeggiata in centro, avendo una commissione da fare in Piazza San Lorenzo in Lucina- la mia piazza preferita - ne ho approfittato per vagare tra le viette secondarie del centro, un caffè al Caffè Greco, le vie dietro via Margutta e, naturalmente, qualcuno potrà sostenere che dono le vie dei luoghi comuni.
Chissenefrega. Roma è meravigliosa e ti prende "la pancia" ogni volta che vuole.
La conosco da sette anni, e me l'ha presentata un romano DOC, facendomene assaporare tutti gli angoli e le periferie, che è vero, lasciano senza fiato.
Ma io giuro che ci dono delle giornate, mentre salto da un appuntamento all'altro, che mi fermo, osservo e mi commuovo.
E mi sento la persona più felice del mondo, proprio come oggi quando sono svoltata in via delle Orsoline.
E' li che abito nei miei sogni.

18 Giu 2010 | ore 19:30

A Roma salutavo gli amici. Dove vai? Vado in Perù. Ma che sei matto?
Me ne andavo da quella Roma puttanona, borghese, fascistoide, da quella Roma del “volemose bene e annamo avanti”, da quella Roma delle pizzerie, delle latterie, dei “Sali e Tabacchi”, degli “Erbaggi e Frutta”, quella Roma dei castagnacci, dei maritozzi con la panna, senza panna, dei mostaccioli e caramelle, dei supplì, dei lupini, delle mosciarelle…
Me ne andavo da quella Roma dei pizzicaroli, dei portieri, dei casini, delle approssimazioni, degli imbrogli, degli appuntamenti ai quali non si arriva mai puntuali, dei pagamenti che non vengono effettuati, quella Roma degli uffici postali e dell’anagrafe, quella Roma dei funzionari dei ministeri, degli impiegati, dei bancari, quella Roma dove le domande erano sempre già chiuse, dove ci voleva una raccomandazione…
Me ne andavo da quella Roma dei pisciatoi, dei vespasiani, delle fontanelle, degli ex-voto, della Circolare Destra, della Circolare Sinistra, del Vaticano, delle mille chiese, delle cattedrali fuori le mura, dentro le mura, quella Roma delle suore, dei frati, dei preti, dei gatti…
Me ne andavo da quella Roma degli attici con la vista, la Roma di piazza Bologna, dei Parioli, di via Veneto, di via Gregoriana, quella dannunziana, quella barocca, quella eterna, quella imperiale, quella vecchia, quella stravecchia, quella turistica, quella di giorno, quella di notte, quella dell’orchestrina a piazza Esedra, la Roma fascista di Piacentini…
Me ne andavo da quella Roma che ci invidiano tutti, la Romacaput mundi, del Colosseo, dei Fori Imperiali, di Piazza Venezia, dell’Altare della Patria, dell’Università di Roma, quella Roma sempre con il sole – estate e inverno – quella Roma che è meglio di Milano…
Me ne andavo da quella Roma dove la gente pisciava per le strade, quella Roma fetente, impiegatizia, dei mezzi litri, della coda alla vaccinara, quella Roma dei ricchi bottegai: quella Roma dei Gucci, dei Ianetti, dei Ventrella, dei Bulgari, dei Schostal, delle Sorelle Adamoli, di Carmignani, di Avenia, quella Roma dove non c’è lavoro, dove non c’è una lira, quella Roma del “core de Roma”…
Me ne andavo da quella Roma del Monte di Pietà, della Banca Commerciale Italiana, di Campo de’ Fiori, di piazza Navona, di piazza Farnese, quella Roma dei “che c’hai una sigaretta?”, “imprestami cento lire”, quella Roma del Coni, del Concorso Ippico, quella Roma del Foro che portava e porta ancora il nome di Mussolini, Me ne andavo da quella Roma dimmerda! Mamma Roma: Addio!

…e poi ce so’ tornato!

Remo Remotti

19 Giu 2010 | ore 15:05

Bentornato Remo... insomma mi hai commossa.

19 Giu 2010 | ore 21:50

Nostalgia. Delle sorelle Adamoli, di Schostal, dei Vapoforno, dei tanti Vini e olio. Roma si è involgarita. Quella sua aria paesana che la rendeva così unica è sparita e non è stata sostituita dall'aria moderna e contemporanea della altre capitali europee.

20 Giu 2010 | ore 13:33

Vivere a Roma e vivere Roma è un privilegio che solo chi ha vissuto a New York (che non è Manhattan!!!) Damasco, Parigi, Beiruth; sa e può capire.
La patina di "vissuto" che Caput-Mundi ha, è ineguagliabile, impareggiabile e inarrivabile. Volete Roma pulita come Zurich?? La "romanità" evaporerebbe sia in queste giornate afose che in quelle meravigliosamente fresche del tiepito inverno romano!

27 Giu 2010 | ore 16:57

scrivi un commento

Puoi scrivere quello che vuoi, ma se è una sciocchezza posso cancellarlo. Se il tuo commento non viene pubblicato subito, è colpa dell'antispam che ha dei criteri tutti suoi. Non ti preoccupare, magari scrivimi un breve messaggio per avvisarmi, appena posso recupero tutto.

Pasta_sarde_1.jpg Pasta con le sarde

Eccola qui la pasta con le sarde, una di quelle ricette che tutti conoscono e nessuno...


ultimi commenti

ultimi post

29
Apr
Le formiche del Noma, i tortellini di Bottura, The50 Best e l'Italia che gufa - Renè RedzepiIn questo post si parlerà di...
28
Apr
Il gelato da F1 di Carapina è sbarcato a Roma - Carapina ha aperto la sua sede...
23
Apr
Cappelli, un romanziere che ama l'Aglianico, i paccheri e le frattaglie - Con Gaetano Cappelli ci siamo visti...
14
Apr
Le vite degli altri, cioè di tutti noi, spiate anche al ristorante - Una scena tratta dal film "le vite...
12
Apr
Assunta Madre, un ristorante di pesce fresco e "cimici" - Assunta Madre, Il ristorante di attricette tv,...
09
Apr
Panino, dove hanno venduto una tonnellata di pane di Matera - Fatti 50 metri, forse meno, dall'ingresso...
02
Apr
Josean Alija, il Guggenheim di Bilbao, il ristorante Nerua e la sua storia - Se non siete mai stati da...
31
Mar
Bonci fa traffico... e anche pane e pizza - Gabriele Bonci è un bravo cuoco...
Pollo_arrosto_erbe.jpg Pollo arrosto alle erbe aromatiche

In momenti di crisi il pollo è un'ancora di salvezza perché anche i polli buoni esistono...


ultime letture

IMG_3446.jpg Cappelli, un romanziere che ama l'Aglianico, i paccheri e le frattaglie

Con Gaetano Cappelli ci siamo visti da...


IMG_2291.JPG Viaggiare in aereo con 200 romanzi, saggi e libri di cucina

Leggendo sul New York Times alcuni autorevoli pareri...


Ferricuoco.JPG Maria Antonietta Quaresima ovvero Marie-Antoine Careme detto Antonin

Poco tempo fa parlavo con un giovane...


Twitter
Friendfeed