01
Lug 2010
ore 23:09

I 20 anni del Povero Diavolo

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Al Povero Diavolo si sono festeggiati i 20 anni con una cena a base di sarde, sardoni, sgombri e saraghine, cucinate alla griglia da Marco che è un vecchio amico di Fausto.
Poi c’erano anche cozze, vongole, bistecche e salsicce e due teglie di lasagne e formaggi e salumi e vini, tanti, buoni e sempre con un perché data la passione e competenza del titolare.
Una bella cena romagnola.
Era la festa di Fausto e Stefania, ché ad essere precisi i 20 anni del Povero Diavolo scadono il 7 luglio perché è stato il 7 luglio del 1990 che ha aperto i battenti la trattoria, e così per questo ventennale una trentina di amici sono venuti a trovarli per festeggiare.
Loro, abitano al primo piano della locanda e attorno, in tutte le stanze, ci sono pile di libri e già questo mi porta a adorare il Povero Diavolo, e la sua atmosfera un po' antica, di chi non segue le mode, e anche per questo è per me un luogo amico dove ogni tanto mentalmente mi rifugio col ricordo e l'immaginazione.
Fausto e Stefania sono il Povero Diavolo e con i clienti, quelli della locanda e i clienti del ristorante, hanno trasformato questo luogo fuori dal grande traffico in un covo di buongustai ma anche in una casa dove trascorrere alcuni giorni di relax felice.
Siamo a Torriana, trecento metri e poco più di altezza, Rimini è giù in fondo, là dove si vede il mare.

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Nella foto sopra Fausto Fratti, sotto il Povero Diavolo fotografato dalla Scorticata

Siamo in terra di Romagna, lo si capisce dalle storie che ognuno si porta appresso.
Fausto, che qui è nato, conosce tutti e se incontriamo un tipo con una lunga camicia hawaiana ti racconta che quello è chiamato "l'attore" e una scena in un film l'ha fatta veramente essendo stato una delle comparse nel ballo del Gattopardo.
Di Marco, suo amico, ti dice che sa fare tutto e bene, l'idraulico, l'elettricista, il meccanico, il manutentore di yacht e naturalmente il cuoco, visto che alla griglia con le saraghine è lui che opera, del suo amico d'infanzia Roberto, che ha una cava lì vicino, ma il mercoledì tutti a mangiare da lui, grande cuoco, te lo racconta mentre l'amico è davanti a noi che fa onore a sarde e saraghine.
E se tutti hanno delle storie che si portano appresso figurarsi le storie di Fausto, con quei suoi modi pacati e ironici, gli occhiali e i grandi baffi non te lo immagini a bordo di una Honda da corsa e fare le pieghe sulla pista di Misano, e invece l'Honda e lì, nel garage accanto al ristorante, col carrello per trasportare il mostro, la tuta in pelle, le gomme slick.
D'altronde in Romagna la moto si chiama "al motaur" il motore e il cinquantenne Fausto al motaur super bike lo cavalca insieme con amici pazzi come lui.
 
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Nella foto sopra Stefania Arlotti

Stefania è l'altra parte del Povero Diavolo e si vede la sua mano nella locanda e nel ristorante anche se preferisce rimanere defilata ma è la presenza importante e concreta che fa andare avanti meglio la ditta Fausto&Stefania nel lavoro e nella vita.
Poi c'è Piergiorgio Parini, il cuoco, giovane, molto motivato, uno alla mano, simpatico, che non è uno introverso e scorbutico come il cuoco che c'era prima e che non ha fatto bene al Povero Diavolo nuovo formato.
Si, perché tre anni fa la trattoria è diventata un ristorante, con una ristrutturazione che ne ha cambiato in parte il volto, una bella veranda e poi la sala col camino e un cambio di passo del menù che con Agostini, un ex di Vissani, non ha proprio funzionato perché devi capire che sei a Torriana e non a Baschi e poi devi andare in sintonia con due come Fausto e Stefania, che non si comportano come i proprietari ma come gli innamorati del loro lavoro, e invece lui no e quindi brutto clima ma per fortuna dopo due anni Agostini se n'è andato e Parrini è arrivato ed è subito esploso con tutto il suo entusiasmo e la bella tecnica.

La sera prima della festa Parini ci ha fatto un Riso bianco, un piatto non ancora in carta, che era una meraviglia: senza battuto, solo acqua e acqua di pomodoro e poi un burro acido e sullo sfondo semi di levistico e un pepe giapponese.
Una bella acidità, una complessità di fondo abbastanza stupefacente guardando il piatto con il riso bianco.
Penso anche che è stato sempre Parini a preparare le due teglie di lasagne che hanno incantato tutti gli ospiti della festa così come ricordo i suoi cappelletti e anche i tortellini in brodo, segno che la tradizione è ben presente nella mente e nella cucina del cuoco del Povero Diavolo.

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Nella foto sopra Remo

Fausto è un grande ricercatore di prodotti e si può dire che il Povero Diavolo sia il luogo perfetto per trovare formaggi artigianali scovati dagli ultimi veri artigiani mentre i salami e il prosciutto sono di produzione propria e specialmente il salame vale letteralmente il viaggio, magari assaggiato in taverna con la focaccia preparata da Parini e un bicchiere di Champagne a suggello della presenza al Povero Diavolo tanto di una cucina nuova che della cucina della tradizione, il tutto di grande classe e qualità.

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Nella foto sopra Marco

Non è sarda, non è sardina ma è saraghina, un pesce azzurro che fatto alla griglia qui in Romagna è considerato una prelibatezza e alla Festa del Povero Diavolo ne sono stati spazzolati via dei chili pazientemente preparati alla griglia da Marco, geloso e orgoglioso del suo mestiere.

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Il lavoro era iniziato nel pomeriggio con la preparazione delle cozze che, come immaginate bene, richiedono pazienza e manualità, ma alla fine di tanto lavoro che bontà.

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Mentre le lasagne sono arrivate in tavola appena tiepide e già divise in piccole porzioni e così molti hanno riempito il piatto a più riprese tanto erano buone e appetitose e non è che la serata fosse scarsa di cibi, ma la lasagna è sempre la lasagna.

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Nella foto sopra Piergiorgio Parini

Questo è il racconto della festa per i 20 anni del Povero Diavolo, la festa di Stefania, Fausto e dei loro collaboratori e degli amici.
Ma la festa continuerà a fine mese perché anche quest'anno, ed è il decimo, ci sarà la Scorticata 2010 La collina dei piaceri, il 28-29-30 luglio.
E' una manifestazione bella perché veramente popolare, con gli stand lungo la via principale di Torriana, e gli artigiani con i loro prodotti e ci sono alcune firme presenti fin dai primi anni, come Corrado Assenza o Teo Musso, ci sono i cuochi, di Torriana e della regione, questa volta tocca a Corelli, Teverini e Marcattili.
Anche qui, in questa festa che non è una delle solite sagre sponsorizzate da comune o provincia, c'è la mano del vecchio Fausto, c'è la sua capacità di mettere insieme gli artigiani, quelli bravi, che poi diventano gli amici di Fausto e i più sono veramenti dei bravi ma non sono famosi perché Fratti è un grande snob - e dico questo perché la trovo una grande dote - e non segue mai le mode ma la passione, lì dalle parti del Montefeltro dove il senso della vita e dell'amicizia è ancora una cosa vera.

Il Povero Diavolo
Via Roma 30
Torriana (RN)
tel 0541 675060

FOTO S. BONILLI

commenti 32

Buone le saraghine! E bellissimo il racconto. Mi fa piacere sapere che quei posti non siano cambiati e che "il senso della vita e dell'amicizia è ancora una cosa vera".

01 Lug 2010 | ore 23:39


Ma cosa le ha fatto Piergiorgio PaRini per raddoppiargli tutte le erre? :-)

Non giudico sulle alchimie personali, però anche Riccardo Agostini si difende bene nel suo bel locale di Pennabilli. Se ancora non le è capitato, ci faccia un salto: la cucina è notevole, a un rapporto qualità/prezzo difficile da trovare altrove. Il viaggio lo vale.

01 Lug 2010 | ore 23:58

Grazie, correggo :-)

02 Lug 2010 | ore 08:42

Che bella storia devo proprio andarci cenando lì e poi dormendo nella locanda così si può bere bene e non c'è il problema dell'etilometro.

02 Lug 2010 | ore 08:47

grazie! bellissimo! avevo sentito parlare di questo ristorante andrò sicuramente (anche alla scorticata), mi pace quel Fratti snob per bene!

02 Lug 2010 | ore 10:05

Il racconto di questi locali atipici, dove la personalità dei proprietari incide sulla qualità del prodotto, andrebbe estesa.
Non è tanto importante se il giovane cuoco è da una o da due stelle, se l'Espresso lo promuove o meno ma è importante l'impostazione di fondo che ha dato Fratti, e che ormai si rischia di perdere, cioè la ricerca dei prodotti veri sul territorio, la capacità di selezionare, la conoscenza della materia prima, uno spirito forse antico di amore per la cucina.
Sembra retorica e invece è la sola realtà da cercare e praticare.

02 Lug 2010 | ore 12:28

Un luogo magico.
2 giorni al Povero Diavolo di Scorticata sono un regalo all'anima che tutti, prima o poi, dovrebbero farsi.
P.S. Gran foto quella di Giorgio in apertura di post!

02 Lug 2010 | ore 13:35

Che piacere vedere un po di foto di cucina "vera".
Tra tutti questi blog troppo concentrati sulle schiume, le arie e i troppi dettagli distraenti e' bello leggere di chi la cucina la fa ancora in una maniera genuina e sopratutto aperta a tutti.
Oggi e' imperativo coccolare le cucine genuine come quella del Povero Diavolo perche' sono mirate (anche dopo 20 anni) a fare una cosa sola: appagare il bencapitato, non a stupire le masse con modaioli effetti speciali. Altri 100 di questi anni.

02 Lug 2010 | ore 15:26

Dovevo esserci anch'io ma non sono potuto venire.
Che invidia...

Auguroni a Stefania e anche un po' a Fausto.

02 Lug 2010 | ore 16:29

Bel racconto. Ma le cozze come sono state cucinate?

02 Lug 2010 | ore 16:57

Le cozze sono state mangiate dopo un leggero passaggio in forno ma erano già splendide appena lessate :-))

02 Lug 2010 | ore 18:19

Peccato non essere riuscito a venire. Perchè mi avrebbe fatto piacere esserci per i 20 anni, non essendo stato presente alla festa dei 10. Perchè avrei potuto incontrare tanti cari amici oltre a Fausto, Stefania e Giorgio. Perchè avrei fatto balotta con te, Stefano, e con Emanuele, Federico, Roberto, Puccio in un luogo magico,carico di sentimento, di pace, di verità. Il Povero Diavolo è uno dei mie luoghi del cuore.

02 Lug 2010 | ore 19:04

...si è poi capito se Cattolica è in Romagna? ;D

Bella serata,Bella gente,Bella atmosfera,il sig. Bonilli non ha toccato un goccio di vino.
In sintesi una serata stra-ordinaria,dunque.

Per la cronaca lo sgombretto ha battuto ai calci di rigore il sardone.
La saraghina ha raggiunto un onorevole terzo posto.

Lode a Marco!

02 Lug 2010 | ore 21:41

Ai tempi del gambero rosso comunque non gli avete mai dato nella guida ristoranti il punteggio che vermente si meritava. Sono anni che il ristorante viaggia su questi livelli ma solo ultimamente gli viene dato il giusto riconoscimento.
Bravi Stefania e Fausto a continuare a crederci sempre!!!!!

02 Lug 2010 | ore 22:03

...ma perché "sparare su Agostini" mentre si descrive bene una piacevolissima serata ?! Anche lui è bravo, la cucina è valida, Pennabilli non è distante da Torriana, che importa se qualche anno fa non è scattata sintonia, facciamo sistema una buona volta...vada a farci un salto va!

04 Lug 2010 | ore 13:01

Io parlo dell'Agostini che cucinava al Povero Diavolo e quell'Agostini io l'ho provato e non mi è piaciuto e di quello parlo.
Critico il cuoco, non "sparo" al cuoco, o dovrei dire che mi piaceva anche se non è stato vero?
Se poi a Pennabilli va bene buon per noi e per lui ma là non ci sono stato e scrivendo del Povero Diavolo storia e critica erano pertinenti... valà :-))

04 Lug 2010 | ore 14:08

fausto è uno snob gastronomico condivido appieno, di una sicerità rude che a volte spiazza ed di un integralismo assoluto ed è forse per questo che non piace ad alcuni che invece di ricevere inchini ossequiosi ricevono calci ....
metaforici si intende

04 Lug 2010 | ore 15:42

Mah, direttore la critica l'ho trovata fuoriluogo anche io , una visita a questo punto per lei diventa obbligatoria a Pennabili...

05 Lug 2010 | ore 00:44

Concordo: urge una visita a Pennabilli. Per me (ma non solo) il Piastrino è il miglior qualità/prezzo d'Italia.
Tra l'altro ritengo che la cucina attuale di Agostini sarebbe perfetta anche per il Povero Diavolo. Si fossero incontrati adesso Fausto e Riccardo avrebbero forse trovato una maggiore sintonia
Comunque poco male: dal dissidio una volta tanto è venuto un arricchimento e non un impoverimento: abbiamo due grandi ristoranti al posto di uno!!

Per i cultori della materia, segnalo la discussione sul Papero giallo di 4 anni fa

http://blog.paperogiallo.net/2006/01/buon_ristorante_o_grande_tratt.html

05 Lug 2010 | ore 10:00

Ma cosa è, Sant'Agostini?
Le cene al Povero Diavolo me le ricordo come altalenanti, piatti eccellenti alternati a piatti velleitari e per di più in un locale che stava cambiando di passo e da trattoria di alto livello si stava riconvertendo a ristorante importante e quindi necessitava di una gradualità, cosa che Agostini non aveva capito o non aveva voglia di fare.
Anche se da lontano io ho seguito molto bene il periodo Agostini al Povero Diavolo e direi che non è stato un buon periodo per Agostini e neppure per Fausto e Stefania.
Io quei pranzi e quelle cene li ho criticati allora parlandone con Fausto e quando mi ha detto che era cambiato il cuoco ho applaudito.
Sembra un po' la storia di Schneider, riserva del Real Madrid, campione nell'Inter e adesso con l'Olanda al mondiale aspirante Pallone d'oro.
Agostini sarà bravissimo a Pennabilli e andrò a provare la sua cucina, non lo è stato al Povero Diavolo.

05 Lug 2010 | ore 10:17

Beh, il Real Madrid negli ultimi anni di valutazioni sbagliate ne ha messe insieme un bel pò (e non è un caso se non gioca una una finale di Champion's da quasi una decade, malgrado gli investimenti...): Cambiasso, Samuel, Robben, oltre che Scheneider. Ritenuti non degni dell'aurea grandezza del Real e poi vincenti, determinanti e convincenti altrove...

05 Lug 2010 | ore 11:00

Caro Stefano, Schneider è in corsa per il mondiale... è un fatto. A parte gli scherzi Agostini-Schneider è in un bel momento professionale e ti voglio raccontare un episodio che dice molto di Fausto: venerdì sera ha spedito alcuni ospiti della locanda a Pennabilli a cena da Agostini presentandolo come un grande professionista... Non è la prima volta e credo che i due si riconoscano senza essersi forse piaciuti (allora...), ma la vita è anche questo, ci si deve incontrare nella stagione giusta e devono esserci i giusti episodi (continua la metafora con il calcio) e forse Riccardo è maturato anche grazie a quella "sconfitta", la vita, come il calcio, è imprevedibile....

05 Lug 2010 | ore 11:13

Caro Giorgio, nei prossimi giorni me ne vo' a Pennabilli, mi sembra ovvio.
Altrettanto ovvio è il fatto che Fausto mandi clienti da Agostini, è una intelligente forma di valorizzazione del territorio e Agostini è uno degli indirizzi che valgono il viaggio.
Come già nel 2006 si formano i partiti pro e a favore di Agostini mentre siamo sul terreno della critica che, se fatta bene, dovrebbe essere di aiuto per tutti, Agostini compreso e infatti tu dici che dall'esperienza Povero Diavolo ha tratto utili insegnamenti.

05 Lug 2010 | ore 11:53

Io sono uno, penso dei pochi, che all'epoca era d'accordo con il direttore. Anche a me il Povero Diavolo epoca Agostini non ha mai convinto. Al contrario di adesso, Parini è un genio assoluto e per me il migliore rapporto q/p d'Italia è proprio il Povero Diavolo.

05 Lug 2010 | ore 14:45

Sì, lo so che c'è il partito del "Parini genio assoluto" e del Parini "chef più sottovalutato della storia"
Così come esisteva il partito del "Pierangelini ottimo cuoco ma non genio" e del "Pierangelini chef più sopravvalutato 'd'Italia"

In fondo il divertente di questo mondo è anche questo :-D

Comunque poco importa, ognuno la pensa come vuole. Io sono stato al Povero Diavolo e al Piastrino a due giorni l'uno dall'altro. Ho fatto due ottime cene (e nessuna delle due folgorante). Cucine, per quello che ho mangiato, abbastanza equivalenti come livello (anzi, mi sono divertito di più al Piastrino)
Al Povero Diavolo menu "sopresa" a 80 euro (ma di sorprendente non c'era niente, erano gli stessi piatti della carta) e al Piastrino degustazione "grande" da 45 euro. Quindi, se devo giudicare dalla mia unica esperienza, non c'è partita

Ma, c'è un ma: troppa gente dei cui giudizi mi fido mi dice che "Parini è un genio assoluto". E leggendo le recensioni su vari blog trovo elenchi di piatti intrisi di una creatività che in quelli che ho provato io non c'era minimamente (anzi, la cena è stata molto ma molto tradizionale). La grande tecnica l'ho trovata, la genialità assolutamente no
Quindi riproverò, anche perché mi sono convinto che evidentemente quella sera Parini non c'era, o stava male, oppura ancora aveva un menu ridotto a causa della neve che cadeva copiosa (per esempio non c'era neanche un piatto di pesce)

05 Lug 2010 | ore 15:47

La sera prima della festa che ho raccontato sul papero ho provato un menù di Parini e confermo, in questo momento è tra i giovani, ha 34 anni, quello che più mi ha impressionato.
Un uso delle erbe geniale, ricordo della gioventù in campagna, una creatività sorridente, una capacità sui piatti classici da far invidia a qualunque trattoria delle Romagne e non solo e un bel sorriso, un bel carattere, uno che non se la tira, che prende su l'auto e fa 80 chilometri per andare a comprare ciliege e albicocche biologiche.
A me sto' Parini piace molto e spero che cresca senza "avariarsi", ma già così è proprio molto bravo.
Consiglio il risotto bianco,geniale :-))

05 Lug 2010 | ore 16:02

A proposito della persona e di quanto detto dal direttore poco sopra: l'altra sera ho visto su Gambero Rosso Channel una puntata di a "Casa dello chef" (mi sembra che il titolo della serie sia quello), molto ben fatta e dedicata appunto a Parini e al Povero Diavolo. Emerge tutto quanto raccontato ed una bella consistenza umana, un attaccamento alla terra, al lavoro e alle persone che collaborano con lui che non mi pare mai retorico, mai di maniera. Intelligenza, semplicità e un'impressione di "autenticità".

05 Lug 2010 | ore 17:13

Concordo, i partiti pro-contro un cuoco sono una delle cose più divertenti di questo mondo :D

Dai ascolto alla gente di cui ti fidi e prova a dare una seconda possibilità a Parini, sono sicuro che non te ne pentirai.

05 Lug 2010 | ore 17:39

Ma figurati, ci tornerò prestissimo, io ero andato con grandissime aspettative, e continuo ad averle. Non è una questione di seconda possibilità, ho mangiato benissimo

05 Lug 2010 | ore 18:45

Buongiorno
sono una delle due persone che Fausto ha spedito Venerdì sera a Pennabilli.L'altra persona è mia moglie Cristiana (professione ex-cuoca in procinto di riprendere l'attività)
Sono anche quello che qualche giorno fa, alla interessante recensione di Caffarri del Piastrino ha detto che a breve vi si sartebbe recato per verificare...
Arriviamo nel tardo pomeriggio di Giovedì al Povero Diavolo.
Abbiamo sentito molto parlare di questo posto e siamo curiosissimi,per potervi dedicare tutta l'attenzione prenotiamo anche una camera alla Locanda.
Ore 20.00 Rinfrescati e ripuliti scendiamo per l'aperitivo.
Arrivano i titolari Stefania e Fausto; prendiamo un calice di buon Verdicchio appena stappato per altri ospiti ed arriva il giovane Chef che si presenta in modo molto cortese ed affabile. Invece che rientrare in cucina lo vediamo dirigersi verso l'orto e rientrare poi verso la cucina con in mano una manciata di erbe-foglie.
Si presenta dopo un minuto con una tavoletta di ardesia 30x10 con appoggiate quattro foglie per me e quattro per Cristiana.....qui il gioco si fa duro.
E' un percorso gustativo ideato da Parini che parte da una mezza foglia di spinacio passa ad un'altra foglia che ci esplode in bocca di sapori scoppiettanti di pepe come un piccolo fuoco d'artificio e continua con un'altra foglia dal sapore talmente iodato da sembrare di avere in boca un'ostrica ma di quelle buone...
Con gli occhi strabuzzati e le papille sbattute come una vergine da Casanova siamo a questo punto pronti a tutto.
E tutto vogliamo!
Scegliamo il menù dello Chef e chiediamo a Fausto di fare di noi, enologicamente parlando,ciò che vuole.Ci porta una bottiglia di Cerasuolo di Valentini che ci lascia molto ben impressionati (non siamo dei grandi esperti di vini ma il palato ce l'abbiamo anche noi).
Con tutto il rispetto per il Cerasuolo ed il successivo assaggio del suggestivo biodinamico di Angiolino Maule da Gambellara i piatti presentatici da Parini occupano prepotentemente il palcoscenico con interpretazioni talentuose di materie prime stagionali e "povere".
Esattamente ciò che ci aspettiamo da un grande chef.Il club sandwich da uno a dieci vale undici.
Il riso in bianco è insieme alle foglie iniziali ciò che ai miei bambini farei mangiare per spiegar loro in cosa consiste "il lusso della semplicità".Non abbiamo quasi parole per definire il "metà carne", piccolo divertissement dello Chef in cui il cliente cerca di distinguere nel carpaccio di fassona un ingrediente insolito per consistenza e sapore che si confonde con la carne e che non vi svelo. (Cristiana l'ha indovinato)
Forse è solo che gli stiamo simpatici ma Parini per ogni piatto ci dedica un po' del suo tempo, ci spiega il perchè, sembra sinceramente interessato ai nostri commenti.
Fausto con quello che definirei un bel romagnan understatement ci parla del percorso del Povero Diavolo in questi vent'anni (qui veniamo a sapere della visita il giorno precedente del Direttore Bonilli)
Per farla breve la serata si conclude alle 12,30 con noi che veleggiamo verso la nostra cameretta (si proprio quella immortalata dall'alto da Bonilli) dicendo l'una all'altro di aver passato,enogastronomicamente parlando, una delle migliori serate di sempre.
Ci svegliamo la mattina accolti da Fausto e dalla colazione all'altezza di tutto il resto.
Sì lo confermo,lui ci prenota al Piastrino dove andremo a cena la sera.
Per quanto lo riguarda la vicinanza di un buon ristorante quale è il Piastrino serve a suggerire ciò che noi stiamo facendo: un bellisimo wek-end enogastronomico nell'entroterra riminese! Noblesse oblige.
Lasciandoci con la promessa di rivederci Mercoledì 28 Luglio per la prossima serata della splendida tre giorni che si svolgerà a Torriana.
Igles Corelli e Piergiorgio Parini cucinano in piazza tanto per dirne una....ci dirigiamo verso Pennabilli avendo sperimentato un fantastico rapporto prezzo/felicità.
Andiamo ad appoggiare le stanche ossa a Petrella Guidi in un bed & breakfast bellissimo: Il Borgo del Sole e della Luna (riuscite ad immaginare un loft medievale in un paesaggio da sogno?).
Ci rechiamo quindi a cena al Piastrino.
Il posto è bello,sobriamente elegante e le cameriere gentili e professionali.
Scegliamo il menù degustazione da 38 euro.
Beviamo un ottimo rosso del Conero che ci pare, come gli altri vini in carta, ricaricato onestamente.
I piatti sono ben eseguiti.
Ci lascia leggermente perplessi la scelta di inserire come piatto forte l'agnello in due cotture (io lo amo ma Cristiana un pò meno) ovviamente de gustibus ma in un menù degustazione ci si affida allo Chef che dovrebbe essere conscio dei rischi che corre e magari scegliere piatti un pò più "trasversali".
La serata scorre piacevolmente anche senza la visita dello Chef con cui avremmo volentieri scambiato due parole.(10 coperti)
Il rapporto qualità prezzo del Piastrino è certamente molto interessante e ci torneremo certamente per assaggiare in modo più approfondito la cucina di Agostini perchè no magari il 28 Luglio a pranzo! Chissà che nel tavolo di fianco non troviamo Stefano Bonilli...
Per concludere, enogastronomicamente parlando,una buona e meno cara alternativa a Donostia-San Sebastian.
Ciao
Cristiana&Gallo





06 Lug 2010 | ore 11:41

mi avete convinto...vado anche a Pennabilli

07 Lug 2010 | ore 09:40

Scontentissima.... Mangiato poco, malino e speso una follia (e sono abituata ai ristoranti bolognesi!). Non ci hanno neanche consentito di cenare fuori perché hanno sostenuto che faceva freddo... mai piu', pentitissima!

07 Set 2010 | ore 20:06

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marchio_cucinare.jpg
a cura di Stefano Bonilli


Zuppe_Minestre.jpg
Arrosti.jpg
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Lo confesso, io sono un minestraro, adoro tutti i tipi di minestre e purtroppo mi accorgo...


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