24
Lug 2010
ore 17:00

Le Vie dei Canti

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IMG_2059.JPG


L'Australia intera poteva, almeno in teoria, essere letta come uno spartito.
Non c'era roccia o ruscello, si può dire, che non fosse stato cantato o che non potesse essere cantato. Forse il modo migliore per capire le Vie dei Canti era di pensare a un piatto di spaghetti ognuno dei quali è un verso di tante Iliadi e Odissee...

Bruce Chatwin, Le vie dei Canti, Adelphi, pag 26


- Ma vai di nuovo in Australia? - mi ha domandato stupito più di un amico.
Che è come chiedere a un americano o a un australiano, che hanno visitato solo Roma o Parigi, vai di nuovo in Europa?
L'Australia è immensa e affascinante, adesso a Sydney è inverno ma a 4,30 ore di volo più a nord, a Darwin, è estate, l'estate tropicale, secca e con una temperatura costante e poi c'è la Grande Barriera Corallina a Cairns e c'è l'Outback, paesaggi sconfinati, deserti, immense foreste di eucalipto.
E c'è il "mal d'Australia", mica esiste solo il mal d'Africa, e quindi altre 27 ore di volo, un fuso orario di 9 ore prima dell'ora di Roma e l'essere un passo avanti e prima del tuo mondo abituale.
Prima di partire è bello rileggere Chatwin perché lui nomade per eccellenza in questo suo viaggio in Australia raccontato nelle Vie dei Canti dà l'idea di cosa è il nomadismo di un occidentale colto e benestante a contatto con la cultura aborigena.
Se hai pochi giorni ripassi da Sydney, il tempo di visitare quei due o tre indirizzi di ristoranti e negozi che a dicembre erano chiusi e poi si vola a Brisbane, Cairns e Darwin, estate, sole, sandali, braghe corte, la barriera corallina, i parchi nazionali ...
Ma sei hai vent'anni prendi l'auto, il furgone o il pulman, esci da Sydney e ti perdi per uno, due, tre mesi in Australia seguendo le Vie dei Canti, Ulluru, Wattarka, Alice Spings, Darwin, Kakadu...

IMG_1997.JPG

Lui è sempre lì.
I due ragazzi della foto di apertura - è stata scattata in estate, il 28 dicembre 2009 - oggi probabilmente avranno una giacca a vento e un maglione, a Sydney è inverno, piove e ci sono 15 gradi.


Foto S.Bonilli

commenti 22

bè, se inverno vuol dire 15 gradi, non è mica tanto male...:)

buon viaggio

24 Lug 2010 | ore 19:31

invidiaaaaa
bellooooooo
anch'iooooo

24 Lug 2010 | ore 19:44

Io credo che lei faccia un blog troppo alto, va in Australia e cita Chatwin e il bellissimo Le Vie dei Canti.
Ma quanti lettori di questo blog lei pensa abbiano letto il libro?
Qui disquisiscono di ristoranti, vini e ricette ma senza l'altra parte della cultura, quella dei libri veri, degli autori formativi, la gastronomia resta sempre uno spazio di serie B
Poi i blog sono diventati intellettualmente faticosi, almeno per chi pensa che la vita possa condensarsi in 140 caratteri.
Buona vacanza e buone letture perché io la immagino con un libro adatto alle 27 ore di viaggio.

25 Lug 2010 | ore 11:59

Gentile, mica tanto, Signora Maria Rosa, lei è quasi offensiva.
Certo, ha ragione, "Le Vie dei Canti" nemmeno io l'ho letto ma se dovessi farle l'elenco dei tanti romanzi letti ci vorrebbero pagine e pagine di questo blog. Se poi dovessi elencare anche i saggi non so dove e quando arriveremmo.
.
Questo dovrebbe sembrarle strano dato che io sono un semplice ma non umile Oste di provincia, giornalmente occupato a portar piatti, consigliare vino, provando a far passare un paio d'ore serenamente alla mia clientela.
.
E per fare bene questo, lei mi vorrebbe insegnare, la Cultura, la Letteratura, la Saggistica, hanno ben poco a che fare.
.
Mi sorge un dubbio, non è che il "Le Vie dei Canti" è l'unico libro che ha letto ?

Ciao

25 Lug 2010 | ore 12:27

Gentile Signor Vignadelmar, io non volevo certo essere offensiva e se lo sono stata me ne scuso.
Penso che nel panorama dei blog dedicati alla gastronomia ma non solo, questo paperogiallo faccia una strada tutta sua infischiandosene di cosa va o non va, delle mode o delle indicizzazioni per google ma cercando piuttosto di mantenere un tono alto, spesso ironico e mai inutile.
Così naturalmente la vedo io e quindi leggere del viaggio in Australia che inizia con una citazione di Chatwin mi sembra una gran bella provocazione perché è un libro che io adoro e che evidentemente anche il titolare che è in viaggio ama.
Lei mi dice che dietro a un bravo cuoco ci devono essere molte e buone letture e io ne prendo atto con piacere.
Temo però che questa nostra discussione estiva sia determinata dal fortuito incrociarsi di due grandi lettori nel generale silenzio di chi è magari giustamente interessato solo a un ristorante, a una ricetta o a un vino.
Le aguro buon lavoro

Maria Rosa Uberti

25 Lug 2010 | ore 12:44

in effetti noi che ci appassioniamo alla cucina siamo una massa di ignoranti, rozzi e ruttaioli, che difficilmente vanno oltre i rotocalchi gossipari. del resto ci vogliono almeno tre lauree, una in originalità, per iniziare un post sull'Australia citando Chatwin

25 Lug 2010 | ore 16:38

Un grande lettore magari penserebbe che la citazione di Chatwin come scrittore di viaggio è troppo scontata. Roba da blog.
Internet è un luogo abbastanza curioso: uno ha letto tre libri e si sente di poter dare la paga anche ad un eventualmente redivivo Montaigne e poi incontra 'virtualmente' il commesso del lattaio che gli fa barba e capelli e, en passant, gli dimostra che dei tre libri letti almeno due non li aveva capiti.
Facciamo che il buon B. cita chi vuole e dal suo viaggio ci riporta - se ne ha voglia - qualche interessante suggestione e va già bene così?

25 Lug 2010 | ore 16:51

ma perchè fate così!!!!! è il caldo???
si può imparare da tutto e da tutti o no?
la gastronomia non è uno spazio di serie B
niente è di serie B se è passione, tutto è di serie B se ci si sente di serie B..))

25 Lug 2010 | ore 17:04

Le vie dei canti è un libro del 1988 e parla dell'Australia.
Libri di viaggio sull'Australia non ce ne sono molti, io credo, quindi la citazione di Chatwin non è scontata ma obbligatoria se uno dell'Australia vuol parlare.
Diverso è il discorso che la signora fa sull'incultura generalizzata che avverte tra gli appassionati di cibo perché mi sembra proprio un'affermazione provocatoria, giusto perché fa caldo uno non si offende.
Penso comunque che i blog siano in una fase discendente e che siano pochi quelli veramente interessanti che uno può seguire.

25 Lug 2010 | ore 17:04

Cara Maria Rosa,
mamma mia! come abbassiamo il livello delle sue frequentazioni, forse è il caso di chiedersi "cosa ci faccio qui"...

tornando un attimo seri, mi chiedo cosa l'abbia infastidita proprio oggi, a questa ora, in questo post, che ha deciso che tutti i lettori del Papero Giallo tranne lei (e Vignadelmar, fortuna sua ;) ) sono buzzurri mangia-cibo che non sanno chi è Chatwin?

l'accusa mi sta pure bene (in realtà no, ma come si fa a giudicare un insieme di persone in base a... a cosa?), ma se lei non la motiva il dubbio che sia dettata dall'afa estiva si fa sempre più forte...

25 Lug 2010 | ore 18:01

pochi minuti fa ,ero lì che davo l'acqua ai pomodori nell'orto.Di fronte ad un "nero di Crimea" di rara bellezza non ho resistito. L'ho colto, l'ho addentato e rivolto verso l'alto ho declamato: "Cielo, toglietevi il cappello!". Dio, ortolano e intellettuale! Maria Rosa mia, mi darà atto che il "link" Crimea- avanguardie russe è roba "fina", altro che blog di noi magnoni.

25 Lug 2010 | ore 19:55

Buon viaggio Direttore, ci racconterai.

25 Lug 2010 | ore 21:13

Dovresti essere arrivato.
Buone vacanze Direttore.

25 Lug 2010 | ore 21:30

Non mi funziona Google. Qualcuno gentilmente può dirmi in breve chi cacchio è questo Chatwin? BURP

25 Lug 2010 | ore 22:22

Ahah, questa mi mancava...qualcuno che viene a bullarsi in un blog dando dell'ignorante a tutti!!
Mi permetto di esprimere il mio pensiero con una citazione da lettore di serie B: "avere avuto una buona educazione, oggi, è un grande svantaggio. Ti esclude da tante cose."
Contro il caldo un bel bagno di qualunquismo, proprio non ci voleva :)

26 Lug 2010 | ore 10:23

mi dissocio dal sedicente antonio scuteri e quel panzone di vignadelmar.
due ignorantoni!
li rendo edotti che chatwin oltretutto sta sepolto nel mani (una delle parti più belle del peloponneso) a kardamyli.
dove c'è una gioielleria ove mi conoscono bene.
per lo stesso motivo per cui conoscevano sundance kid in patagonia.
e anche in patagonia, dopo aver letto chatwin, sono andato.
e non m'è piaciuta.
come non mi sono piaciuti i capitoli pari (o dispari?) de la via dei canti.
probabilmente perchè sono un ignorantone come il panzone e lo scriba.

26 Lug 2010 | ore 17:30

"tutti i libri del mondo non valgono un caffè con un amico", mi sa che questo qui aveva ragione, se leggere ti fa pensare di essere migliore!!
A vent'anni zaino in spalla ho fatto un bel percorso là in mezzo, il deserto, la barriera corallina, Sydney. Ero andata in overdose di natura selvaggia, troppo cielo, toppa terra, troppa aria. Ho desiderato tornare a casa. Mi sono sentita profondamente europea. Ah, non avevo letto Chatwin!:-)
Buon viaggio e buone nuove!

26 Lug 2010 | ore 17:58

sono le 10 del mattino del 27 luglio e io leggo con sorpresa le polemiche su Chatwin si e Chatwin no sotto un bel sole invernale di Sydney e penso che lì deve fare molto caldo :-))

27 Lug 2010 | ore 02:07

Che peccato tutta questa polemica Chatwin si, Chatwin no. Se lo hai letto sei intelligente, altrimenti sei uno zotico.
Il piacere della lettura è uno degli abbinamenti più indicati al piacere della tavola, poi ognuno, ovviamente, ha un suo vissuto letterario che può condividere o meno con i suoi simili, senza insulti e senza puzze sotto il naso.... anche perchè è difficile che un libro sappia di tappo, tuttalpiù lo molli dopo le prime pagine.

27 Lug 2010 | ore 10:45

si, fa molto caldo e manca l'aria...
buona vacanza e ricordati che siamo in molti qui agli antipodi ad aspettare altri post australiani. :-D

27 Lug 2010 | ore 19:07

se proprio dobbiamo coniugare lettura e viaggi con l'enogastronomia mi viene in mente che un libro potrebbe stare ad un posto come un vino ad un piatto (o viceversa).
un abbinamento insomma.
tipo che io mi sono gustato particolarmente la lettura dell'odissea fatta ad itaca.
mi sono pure portato borges (no il cadavere, un libro) in argentina ma non ce l'ho fatta.
so' troppo ignorante.

28 Lug 2010 | ore 11:14

Su quello che sei siamo in assoluto accordo ;-)
.
Sui libri di Borges siamo daccordo a metà.
Nel senso che anche io durante un lunghissimo viaggio in Argentina alcuni me li sono portati dietro e me li sono letti tutti, fino alla fine....che fatica però !
.
Ciao

28 Lug 2010 | ore 14:26

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