23
Lug 2010
ore 08:39

Pasta con le sarde

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Pasta_sarde_1.jpg

Eccola qui la pasta con le sarde, una di quelle ricette che tutti conoscono e nessuno mangia mai.
Tutti conoscono la pasta con le sarde di nome ma poi la ricetta è un'altra cosa e al ristorante, se non si va a sud, è difficile trovarla in menù.
Non è che sia una ricetta estiva ma sembrava che l'aver dato una ricetta facile facile fosse una diminutio e allora beccatevi questa ricetta di Annalisa Barbagli di una pasta con le sarde buona e non classica.
Infatti c'è chi mette il pomodoro e non lo zafferano, c'è chi mette la mollica fritta e non le mandorle e c'è chi la passa al forno.
Ergo, ognuno legga la ricetta e poi faccia le variazioni che più gli aggradano.

Pasta_sarde_2.jpg

pasta con le sarde
Squamare 400 g di sarde freschssime raschiandole delicatamente con il coltello, poi tagliare le pinne e staccare la testa con le interiora. Aprirle a libro, staccare la lisca e infine lavarle a asciugarle. Lavare 400 g di finocchietti selvatici ed eliminare la parte più dura dei gambi. Cuocerli da 15 a 20 minuti (secondo quanto sono piccoli e teneri) in abbondante acqua salata e tirarli su con la schiumarola, conservando l’acqua di cottura che servirà per la pasta. Tritarli a coltello.   
Tritare finemente una grossa cipolla chiara e farla appassire dolcemente in una padella ampia con 4 cucchiai d’olio extravergine. Quando diventa trasparente unire 4 o 5 filetti di acciuga e farli disfare nell’olio caldo, poi aggiungere un cucchiaio colmo di pinoli e la stessa quantità di uvetta passolina (acini piccolissimi, blu-nero) fatta prima rinvenire in acqua tiepida e asciugata. Rialzare la fiamma e aggiungere le sarde lasciandone da parte 4 o 5. Cuocerle a fuoco vivace per pochi minuti mescolando in modo che si disfino e, di seguito, aggiungere i finocchietti e una o 2 bustine di zafferano diluite in mezza tazza di acqua di cottura della verdura (se siete benestanti, invece della bustina, andrà ancora meglio un bel pizzico di pistilli). 2 o 3 minuti di fuoco vivace e il sugo è pronto: abbondante e non troppo asciutto. Regolare il sale.
Tostare a color nocciòla 2 cucchiai di mandorle in una padella senza alcun condimento e tritarle finissime a coltello.
Riportare a ebollizione l’acqua di cottura dei finocchietti, calare 400 g di bucatini e intanto cuocere in padella con un filo d’olio i filetti di sarde riservati, un paio di minuti per parte e salarli.
Scolare i bucatini molto al dente, versarli nella padella con i finocchietti e farli insaporire per un paio di minuti, mescolando. Distribuire la pasta nei piatti e cospargerla con la granella di mandorle. Completare con i filetti di sarde rosolati.

FOTO PAOLO DELLA CORTE / FOODREPUBLIC

commenti 14

Godo molto e la prossima settimana che sono in ferie mi dedicherò alla pasta con le sarde e a cucinare il pesce,
Grazie :-))

23 Lug 2010 | ore 08:58

...questo si che è un signor piatto...

ho dei ricordi bellissimi...

23 Lug 2010 | ore 10:23

Buonissima la pasta con le sarde!
Sono del partito "no uvetta" e metto invece pangrattato tostato alla fine al posto delle mandorle.
Ne ho mangiata anche una versione con un pò di pomodoro e passata qualche minuto al forno: non era niente male, ovviamente ogni famiglia palermitana ci mette un pò del suo...acquolina comunque!!

23 Lug 2010 | ore 10:46

Che meraviglia! Le ricette di Annalisa sono sempre fantastiche

23 Lug 2010 | ore 10:50

Peccato che al nord il finocchietto selvatico è quasi introvabile!!! Per me è la miglior morte per un bucatino

23 Lug 2010 | ore 12:24

pasta con le sarde. buonissima, ma quella nella foto...

23 Lug 2010 | ore 15:22

Ormai qui si trovano le migliori ricette della rete che sono quelle di annalisa barbagli.
Finora le ho provate tutte ed è una magia perché riescono perfettamente tutte.

23 Lug 2010 | ore 19:39

Penso che una appassionata sia confusa, travolta come è dalle centinaia di blog e siti dove si trovano migliaia di ricette spesso scritte male e che abbastanza frequentemente una volta sperimentate si rivelano mancanti o sbagliate.
Bisognerebbe che ci fosse una specie di guida, di classificazione dei blog con le ricette migliori.
Io leggo sigrid del cavoletto che trovo sempre molto fresca e spontanea e con belle foto ma oggi ho scoperto queste ricette di annalisa barbagli e le trovo perfette, scritte bene, divertenti e così sono andata a comprarmi il libro sulle verdure e quello sul pane e in agosto mi divertirò nella casa al mare.
Saluti alla signora barbagli.

24 Lug 2010 | ore 12:16

Vedi cara Gelsomina, con l'affermarsi della rete e dei blog chiunque ha potuto pubblicare ricette e fare foto dei piatti.
Il fatto grave non è però la rete e quello che vi si trova che, in fondo, rispecchia la quotidianità e quindi vi si trovano ricette assurde, ricette sbagliate, ricette vecchie ma anche ricette belle, nuove e divertenti.
Il fatto grave sono le decine e decine di libri di ricette inutili e assurde, di foto brutte o prese per due euro dalle enormi banche dati usate da chi fa libri di mediocre qualità.
Il fatto è che c'è in giro tanta presunzione e una pischella o l'appassionato di turno dopo due o tre mesi di blog si sentono cuochi fatti e ne assumono molto spesso anche l'antipatico tono.
Il nostro piccolo gruppo di lavoro si è dato un obiettivo ambizioso: pubblicare una collana di 20 volumi, e già questo fa la differenza tra noi e quasi tutto il resto del mondo.
Le ricette le scrive Annalisa Barbagli che ha già scritto una ventina di libri e che sulle ricette classiche io penso sia la migliore.
Ogni piatto è cucinato e fotografato.
In autunno vedrà la luce un sito legato alla collana e a un database che a regime avrà più di 2000 ricette in italiano e inglese.
Cercheremo di diventare il punto di riferimento anche di chi ha voglia di pubblicare le sue ricette, praticamente sarà una specie di scuola di giornalismo gastronomico - è un mio pallino, ne ho già inventata una - alla faccia dei molti snob che considerano la materia ricette terreno per donne infelici, per uomini fissati e frustrati e intellettualmente una materia culturalmente di serie C o D

24 Lug 2010 | ore 12:56

Visto che ci sarà il sito e un database, un'app per l'iPad no?

24 Lug 2010 | ore 16:54

Ci aggiungerei un'idea di scolatura di alici di Cetara!

24 Lug 2010 | ore 17:50

Cesare: il finocchietto al nord basta che lo pianti e cresce come un'infestante :-)

Io ho mangiato una pasta con le sarde fantastica a Marzamemi. Slurp....

25 Lug 2010 | ore 12:10

Ma questa è la ricetta di casa mia! Di un palermitano DOC che, naturalmente, la mangia nel mese di marzo, tempo di sarde e finocchietti.

27 Ago 2010 | ore 02:13

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