04
Lug 2010
ore 17:09

Racconti per l'estate: una strage

< >

strage jpgStrage è il titolo e dovrebbe essere un romanzo, almeno così è scritto in copertina,  ma quando ho preso in mano il libro per sfogliarlo mi sono accorto che in realtà racconta una strage avvenuta realmente in Italia.
2 agosto 1980, ore 10,25, Stazione di Bologna, una bomba nella sala di aspetto di seconda classe esplode e fa 85 morti e 200 feriti.
Molti di coloro che leggono questo blog hanno ricordi vaghi di questa brutta storia o perché troppo giovani o perché distratti dal tempo trascorso.
Era trent'anni fa e io me lo ricordo bene perché quella mattina stavo leggendo i giornali nella redazione semi deserta del manifesto, dove lavoravo come giornalista.

- E' scoppiata una caldaia alla Stazione di Bologna - ha detto a voce alta la centralinista rivolgendosi a noi pochi che stavamo nelle varie stanze.

Non ci ho fatto molto caso ma dopo poco la centralinista ha detto con voce più concitata:
- Hanno telefonato che ci sono dei morti - e allora ho cercato l'agenda e ho chiamato un amico a Bologna ma il telefono ha dato libero, probabilmente era in vacanza.
Poi le prime Ansa sulla telescrivente hanno cominciato a parlare di una bomba, il giro di telefonate con gli altri colleghi, la notizia confermata che era una bomba.
A mezzogiorno viene messo a disposizione dei giornalisti l'aereo del Presidente della Repubblica Pertini per andare a Bologna.
Corsa forsennata a Ciampino, si decolla subito, siamo una decina, 45 minuti di volo, si arriva davanti alla stazione di Bologna verso lo 14 e lo spettacolo lascia senza fiato.
Il resto è storia ma una storia strana, con dei colpevoli secondo me di comodo, i fascisti Mambro e Fioravanti, e con dei mandanti e delle complicità nei servizi segreti italiani tutte da scoprire dopo trent'anni.
E allora è coinvolgente leggere che cosa ha immaginato un autore di gialli famoso, Loriano Macchiavelli, bolognese e da sempre attento anche al lato oscuro del potere.
Il romanzo era andato in libreria il 28 maggio 1990 ma dopo una settimana era stato ritirato per una denuncia presentata dagli avvocati della difesa degli imputati.
Torna in libreria 20 anni dopo ma è ancora attuale...

Loriano Macchiavelli
Strage
Einaudi Stile Libero
pp 584
€ 21,00

commenti 15

Mi hai messo voglia di leggerlo... quante volte sono arrivata e partita da quella stazione durante il periodo universitario...
K

04 Lug 2010 | ore 19:19

io non me lo ricordo, ne ho solo letto quando ci sono le commemorazioni a Bologna e mi piacerebbe saperne di più e penso che mi prenderò questo libro visto che è anche un romanzo.

04 Lug 2010 | ore 21:36

Io quel giorno me lo ricordo benissimo perchè mio fratello doveva tornare dall'Inghilterra in treno. Mia madre andò nel panico più totale....ed allora non esistevano i cellulari....andò "bene" mio fratello sarebbe passato alcune ore dopo.
Grazie per la bella segnalazione.
.
Ciao

04 Lug 2010 | ore 22:38

due , tre volte l'anno vado a bologna in treno. e' una cosa che non posso non fare: mettermi vicino all'orologio e pensare cinque minuti a quel giorno e quei morti. dopo queste cose ,solitamente, si ha come una strana sensazione di sollievo per aver fatto un piccolo gesto di solidarieta'.

alla stazione di bologna non mi succede. prevale l'amarezza.

05 Lug 2010 | ore 07:45

Grazie del suggerimento. Ricordo bene - per ragioni d'età - quel periodo cupo. Una delle varie stragi senza colpevoli (concordo pienamente su Fioravanti-Mambro come capri espiatori di comodo a copertura di maneggi dei servizi) che hanno costellato la storia della repubblica di quegli anni. Ricordo di aver visto il vagone dilaniato dell'Italicus (4 agosto 1974)seguito a 10 anni di distanza dalla bomba di Natale del rapido 904 (23 dicembre 1984)e mi vengono ancora i brividi. Il Paese delle stragi senza colpevoli.

05 Lug 2010 | ore 07:49

mia nonna per puro caso ha anticipato di un giorno la partenza.. sarebbe dovuta partire il due, ma fortunatamente per quel gg mia zia aveva un impegno.. rabbrividisco ancora pensandoci....e' giusto nn dimenticare

05 Lug 2010 | ore 08:06

Io sulla non responsabilità di Fioravanti e Mambro non sarei così sicuro, però la strage di Bologna attiene a quel groviglio di responsabilità occulte, coinvolgimenti sotterranei, depistaggi e deviazioni che potrebbe essere dipanato solo dai dirigenti dei servizi segreti ed dai ministri degli interni che furono in carica tra il 1968 ed il 1983. Ah, se Cossiga, invece di invocare l'intervento violento delle forze dell'ordine per reprimere le contestazioni studentesche dell'autunno 2008, si decidesse a raccontare le verità che contano...

05 Lug 2010 | ore 10:33

Ricordo il giorno ma anche il suo post lo scorso agosto.
La denuncia al libro per cosa fu?

05 Lug 2010 | ore 15:11

Uno degli imputati compariva nell'opera e si sentiva diffamato.
Il 15 ottobre del 1991 il Tribunale di Milano assolse libro, editore, che era Rizzoli, e autore ma la Rizzoli non rimise più in circolazione "Strage".

05 Lug 2010 | ore 15:22

io avevo 2 anni, dunque no ricordi.
ma poi ricordo, da sempre quanto se ne sia parlato.
a vanvera anche.
sempre per impolverare, giustificare il tempo perso o mal speso.
che vergogna, sempre di più, questa Italia.

grazie, lo comprerò.

rob

05 Lug 2010 | ore 16:28

Loriano Macchiavelli che ha firmato assieme a Francesco Guccini 3 buoni romanzi ed un paio di ottimi. Romanzi, se vogliamo, sempre a carattere storico.
.
Ciao

05 Lug 2010 | ore 17:26

Ho voluto approfondire la questione sull'onda dell'imponente campagna innocentista per Mambro e Fioravanti e ho letto tutti gli atti processuali. Mi sono convinta della loro colpevolezza al di là di ogni ragionevole dubbio.Tra l'altro, questi hanno 9 ergastoli a testa e sono liberi da anni: libertà in cambio di omertà, come dicono i parenti delle vittime. Secondo me, l'ultimo depistaggio è proprio quello a livello mediatico contro una sentenza che non condanna solo i fascisti, ma anche uomini dei servizi segreti(colonnello Musumeci e generale Belmonte) e Licio Gelli. Innocenti anche loro?

05 Lug 2010 | ore 21:48

Ho seguito come giornalista del manifesto le attività dei Nar e sempre hanno usato le armi da fuoco e mai gli esplosivi.
Poi all'improvviso decidono di mettere una bomba di enorme potenziale e fare una strage.
Non è così, condannare loro vuole dire avere tolto di mezzo il problema degli esecutori materiali e gli esecutori portavano ai mandanti.
Così invece...
Come me la pensavano molti giornalisti democratici che avevano seguito per anni stragi e strategia della tensione.
Non mi convincono questi due colpevoli facili e già ultra condannati all'ergastolo, quanto all'essere fuori, è fuori Moretti, Morucci, Concutelli, perché non loro?

05 Lug 2010 | ore 22:06

facevo il militare a bologna in quel periodo due giorni prima conobbi una bella ragazza di zurigo lei spostò il giorno della sua partenza che capitava in quel giorno a quell'ora con quel treno.. ancora oggi a volte scrivendoci ce lo ricordiamo. Quel giorno ci fu un allarme al 37° paracadusti-assaltatori una vecchia fabbrica adibita a caserma fatiscente rimessa in piedi dai molti cosi detti terroni militari con doti di operai di bologna... dunque suonò l'allarme tutti in adunata... era scoppiata la bomba alla stazione... andammo a scavare...uno strappo alla vita... ricordo corpi trascinati dalle benne autobus adibiti ad ambulanze e a volte a carri funebri.... pezzi di tutto pianti e disperazione. La città si mobilitò in maniera fantastica....forse un libro andrebbe scritto da me e con quelli che erano presenti al massacro ci sarebbe da dire tanto e di più
quando vi fermate alla stazione di bologna all'uscita c'è un orologio fermo all'ora della strage fermatevi e dedicategli un attimo di silenzio grazie

06 Lug 2010 | ore 08:29

Scusi direttore, ma non sono d'accordo. La tesi che fosse incongruo per i militanti del Nar mettere bombe ad alto potenziale con bersaglio ampio e parzialmente indeterminato, incongruo considerato un passato eversivo trascorso usando armi da fuoco e bombe a mano, incongruo considerate le presunte distinzioni "etiche" ed il sedimento ideologico sul quale si poggiavano prassi e teoria, questa tesi, dicevo, venne argomentata e sostenuta da molti giornalisti di varie impostazioni politiche e culturali e poi utilizzata dagli imputati (tra i quali mambro e Fioravanti) nel corso dei vari processi e nelle numerose interviste degli anni seguenti, per discolparsi.
Questa tesi, che partiva da un'analisi lucida e circostanziata e giungeva a conclusioni ragionevoli e condivisibili, a mio modestissimo parere nel 1980 mostrava crepe ed incongruenze e non teneva conto dei cambiamenti, di clima sociale, di eventuali aree di consenso e di strategie interne, che si erano venuti a determinare nei mesi antecedenti alla strage. Non ammetteva di un mutamento comportamentale che stava conducendo ad una nuova mappatura delle collaborazioni, dei sostegni, della ricerca degli obiettivi.
Va bene, fermiamoci qui perché il discorso porterebbe troppo lontano e questa non è la sede opportuna per addentrarsi in certe giungle. Ma l'argomento ancora oggi mi coinvolge e le sono grato per questo post, perché ricordare e dibattere su un episodio come quello e su anni come quelli, serve, serve ancora.

06 Lug 2010 | ore 09:03

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