02
Ago 2010
ore 18:25

A Darwin non si fa surf

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Uno dei buoni ristoranti di Darwin è Hanuman, cucina indiana e Thai, ci siamo stati a cenare l'ultima sera in città e il locale così come tutta Darwin era pieno.
Mangiato bene, un'anatra con verdure, molto speziata, un grande piatto di verdure cotte in modo perfetto e una bottiglia di Bin 23 Penfolds da $ 70.00 per un totale di $ 110,00 in due.
E' un posto gradevole, sono gentili, hanno una carta dei vini eccellente e anche se nel ristorante eravamo in duecento almeno, il servizio è stato rapido.

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Hanuman è il ristorante dell'Hilliday Inn Esplanade, in Mitchell Street, che è la via principale dove si svolgono tutte le attività di Darwin e la sera il luogo illuminato e rumoroso dei locali dove si mangia ma soprattutto si beve birra.

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Questi australiani bevono birra in quantità spaventose fin dal mattino e il primo agosto ne sono arrivati a Darwin in 20mila per il Gran Premio, la corsa dei cavalli che si svolge in un ippodromo che si sta attrezzando con gigantesche tavolate, si trova poco fuori il centro, vicino al mare, tra le palme e gli eucalipti.
In attesa della corsa le strade sono invase da questi omoni rumorosi ma gentili.

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Poco fuori Darwin altro mercato domenicale con banchi di cibo di tutte le cucine asiatiche e folla anche qui in riva al mare ma senza andare al mare, cosa abbastanza incomprensibile per un europeo, ma poi ti fermi a leggere un cartello che avverte di stare attenti a coccodrilli e meduse e parla più di qualunque discorso e ti fa meglio capire perché il materiale promozionale dell'ente del turismo di Darwin abbia in copertina la foto della grande piscina con le onde artificiali: qui non si fa il surf, non si va in acqua se non con le navi e i motoscafi, qui si arriva e parte in moto ma più comunemente con grandi  fuoristrada 4W, carichi di taniche d'acqua e di benzina, per andare nei parchi nazionali o nel deserto, verso Alice Spring.

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Sarà per questo che di italiani non se ne vedono proprio o se ne incroci qualcuno lo riconosci perché è griffato dalla testa ai piedi.
Una cosa che capisci, dopo essere stato a Darwin, è che si sta andando sempre più verso il melting pot e questa città, dove convivono almento cinquanta nazionalità diverse, ne è un esempio e tutti hanno la loro opportunità, indipendentemente dal colore della pelle o dalla nazionalità di origine.

FOTO S. BONILLI

commenti 11

Domanda. A Darwin, dove la presenza di aborigeni era (e penso ancora sia) significativa, esistono locali o chioschi dove si può mangiare una cucina "autoctona"?

02 Ago 2010 | ore 11:35

La cucina autoctona non esiste se non si vuole considerare autoctona la cucina che ti offre coccodrillo o canguro trasformato in bistecche.

02 Ago 2010 | ore 11:44

Capito. Riuscirà poi a dirci qualcosa sui migliori ristoranti di cucina italiana in Australia?

02 Ago 2010 | ore 11:50
02 Ago 2010 | ore 13:11

Incuriosita, sono andata a leggermi l'articolo. Fra le altre cose, si legge:
"Le larve witchety grub sono larve molto grandi che vivono sottoterra succhiando la linfa dalle radici dell’acacia kemplane, una specie di acacia localmente nota come witchety. Vivono in stato larvale anche fino a tre anni prima di trasformarsi in grandi farfalle grigie della specie enodxyla leucomochlea. Gli Aborigeni australiani le considerano una prelibatezza."
Francamente non la chiamerei cucina.

02 Ago 2010 | ore 14:08

Certo non è considerabile come cucina, ma un eccellente materia prima sì!!!!
Le ho provate, hanno la consistenza e il sapore delle lumachine che si mangiano con il sugo. Veramente una prelibatezza!!!
Da Bush-tucker a Margaret River WA

02 Ago 2010 | ore 14:48

Molto "americano" il cartello sui coccodrilli che sottolinea i pericoli derivanti dal venire "morsicati". Innumerevoli i turisti distratti uccisi dagli alligatori ....

02 Ago 2010 | ore 15:31

scusi direttore, ma a gelati come andiamo? nelle foto "vedo" un logo conosciuto, ma qualche (artigiano)......

02 Ago 2010 | ore 18:09

se è per questo neanche le cavallette piccanti messicane o l'alkermes della zuppa inglese o le escargot ;-)
ciao A

02 Ago 2010 | ore 18:23

Ma perché dovrei fare il missionario della cucina di territorio, io faccio il curioso.
Darwin è un'Australia di confine, diversa 4,30 ore di volo da Sydney e oltre il Tropico del Capricorno come cultura, temperatura, architettura ecc...
Quando siamo atterrati il 30 luglio - lì è inverno - l'idea era quella di un forno tiepido, lo avrete provato tutti quando state davanti al forno di casa, no?
La prima cosa, allora, è stare in un ambiente condizionato quando le giornate sono così.
Poi, nei giorni successivi, è arrivato anche il vento e si stava bene ma in generale il cibo e il modo di alimentarsi risentono del clima e quindi molti piatti piccanti.
Ho girato i mercati del cibo e ho visto banchi di tutte le possibili cucine asiatiche e che offrivano tutte le varietà di cibi possibili, ma nessuna con cibi degli aborigeni, cibi che ci saranno anche ma non fanno parte del panorama abituale e, credeteci, a Darwin non c'è un negozio di gastronomia aborigena.

L'altra cosa che non mi aspettavo è che in acqua non ci si va proprio se non in barca e se il cartello sulle meduse è per i molti turisti che poi finiscono in ambulatorio o all'ospedale, quello sui coccodrilli può ispirare la battuta, ma a chi arriva dal Mediterraneo anche la diffidenza per l'acqua, e quelli che avvisano che le belle acque che vi lambiscono i piedi sono inquinate, sono invece cosa ben più seria, e si vedono nelle principali baie, così come il cartello all'ingresso della spiaggia semideserta della foto che apre questo post - era domenica alle 17 e faceva un caldo bestia, la poca gente in spiaggia non suggerisce qualcosa? - e infatti il cartello diceva attenzione alle alghe, possono provocare irritazioni e problemi respiratori e, causa bassa marea, a quell'ora gli ultimi venti metri tra la spiaggia e il mare erano solo alghe.

Insomma, il kebab nel locale turco era buono, l'anatra con le verdure, piatto thai, molto buona, il riso di accompagnamento a tutti i piatti risente tanto di quell'Asia vicina e incombente e le bistecche di coccodrillo le ho trovate un'offerta "ovvia" ma impraticabile.

Ed essendo ora qui a scrivere nella europea Brisbane, a 4 ore di volo da Darwin e a un'ora da Sydney, e di nuovo in inverno, mi sento molto più nel mio ambiente :-))

02 Ago 2010 | ore 21:35

In diverse località dell'Australia non si fa il bagno anche se il mare è a pochi metri, penso ad esempio a Cairns dove il viavai della marea lascia - in base alle ore della giornata - decine di metri di sabbia scura e limacciosa e qualche alga. Anche lì la vita ruota intorno alla mega piscina pubblica-gratuita nel centro della città. E se si va durante l'estate australiana anche all'interno della Grande Barriera corallina sconsigliano di fare il bagno (come alle Whitsunday Islands) per via delle meduse che provocano intossicazioni e ustioni e nelle gite per fare snorkeling viene offerta una muta da sub per immergersi.

La cucina aborigena? Mah, io non l'ho trovata. Carne di canguro, emu e coccodrillo le ho assaggiate per curiosità, ma non le avrei mai messe al centro della mia scoperta gastronomica australiana (son gusti) :) LOL

05 Ago 2010 | ore 11:51

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a cura di Stefano Bonilli


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Lo confesso, io sono un minestraro, adoro tutti i tipi di minestre e purtroppo mi accorgo...


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