26
Ago 2010
ore 18:17

San Pietro è anche un ristorante

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Avviso al lettore, questo è un viaggio nel bello e nel buono condensati in quantità uniche e incredibili.
Sedete al ristorante e vi arriva il primo piatto, la tartare di palamito, delicata, freschissima, provocante.
Siete seduti in un tavolo affacciato sul mare, si vede Positano da un lato e Praiano dall'altro, sotto di voi un mare che cambia spesso i riflessi mentre il sole sta tramontando.
Voi siete quasi in paradiso, voi siete seduti nel ristorante dell'Hotel San Pietro, a cento metri in alto sulle rocce e sotto di voi il mare di Positano e in fondo i Faraglioni di Capri, il condensato del bello.

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In cucina c'è un cuoco con una storia importante, Alois Vanlangenaeker, uno che ha avuto le tre stelle Michelin quando ha lavorato con Alfonso Iaccarino, al Don Alfonso di Sant'Agata, che poi ha lavorato in Francia ma ha preferito una scelta di vita, tornare ad abitare in Costiera con la famiglia a pochi passi dal San Pietro, e lavorare in un albergo.
In Italia il ristorante d'albergo, salvo poche eccezioni, non è apprezzato dai gourmet e forse per questo motivo un'isola felice come il San Pietro, con due ristoranti diversi, uno a mare, il Carlino, riservato solo ai clienti dell'albergo, l'altro, senza nome se non quello dell'albergo, riservato ai clienti ma aperto anche al pubblico esterno, non è raccontata e premiata come dovrebbe anche se non è certo ignorato visto che ha una stella Michelin.

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Voi siete dunque seduti al ristorante e vi arriva il San Pietro glassato con le millefoglie di verdure e i cannolicchi gratinati e tutti i discorsi stanno a zero, è un gran piatto che esce da una cucina dove lavora una grande squadra che ogni sera fa uscire piatti per un centinaio di clienti.

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I tortelli farciti di ricotta di bufala, maggiorana e pappa di pomodoro sono delicati e perfetti e sono un grande primo piatto a cui fa seguito un filetto di vitello e guanciale con verdure glassate e il dolce di yogurt di bufala con frutti di bosco e meringhe croccanti.
Ma ci sono altri piatti che vi possono conquistare, per esempio la vellutata di cozze allo zafferano, l'uovo con granchio fellone e purea di cavolfiore e la zuppa di pomodoro fredda, anguria e bruschetta al finocchio, tutti riusciti, tutti piatti che vi dicono che la cucina non ha paura di fare grandi numeri senza nulla sacrificare alla grande qualità.
Piatti provati da noi in una cena tra amici accompagnata da grandi vini campani.

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E il San Pietro è un concentrato di bellezza e grande qualità tanto che da anni la rivista Traveller lo giudica tra i migliori del mondo.
Inserito tra le rocce e in una natura che vi lascia spiazzati tanto è bella, colorata, armoniosa ha anche oltre che i giardini una grande estensione di orti che riforniscono l'albergo di pomodori, zucchine, insalate ecc...

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E' una piccola azienda agricola quella del San Pietro che non può rivaleggiare certo con i 9 ettari di campagna di Punta Campanella, l'orto del ristorante Don Alfonso, il sogno realizzato di Alfonso Iaccarino, forse la più bella tenuta del mondo, ma che ha comunque un immenso fascino vista dall'alto o scendendo le scale che dall'albergo portano alla spiaggia, cento metri di dislivello che valgono la passeggiata.

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Il pranzo o la cena al ristorante San Pietro costa circa € 90 più i vini, e quando vi sedete come prima cosa vi viene servito un trancio di pizza preparata nel grande forno accesso e invitante che si vede in fondo alla sala da pranzo.
C'è anche una bella cantina ed è l'occasione buona per scoprire produttori campani e annate non banali perché Vito Cinque, che col fratello Carlo è il proprietario, è molto attento a tutto quello che è qualità e novità.

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Giù c'è la spiaggia privata, c'è il bar, c'è il ristorante Carlino e un servizio cortese e sempre disponibile.
Le obiezioni di chi dice che visti i prezzi questo è il minimo, ignorano che a questo livello ci sono pochi 5 stelle lusso che uniscono bellezza della location con una tale perfezione di servizi e, excusatio non petita, io che ho soggiornato qui pagando il conto e non come ospite-giornalista posso dire che per me il San Pietro è tranquillamente tra i primi 10 alberghi del mondo con le sue 55 stanze e la posizione unica e irripetibile.

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Al San Pietro si prenota la stanza e la prima colazione, il pranzo al Carlino e la cena al ristorante dell'albergo sono assolutamente facoltativi.
Certo, il momento della colazione del mattino nella grande sala e terrazza affacciata sul mare è per me, amante di questo rito, uno dei momenti più belli e indimenticabili.
Leggi i giornali, sorseggi del vero te di qualità e mangi del pane tostato con la marmellata e pensi che i molti stranieri che vengono qui al San Pietro, nei grandi alberghi di Positano, di Ravello, di Sorrento e ci arrivano anche da molto lontano per fortuna hanno una foto e un ricordo dell'Italia che è indimenticabile.

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Perché giri per il mondo e vedi luoghi bellissimi, conosci i grandi professionisti dell'accoglienza ma poi quando torni in patria scopri angoli come questo dove, malgrado i mille ostacoli italici di burocrazia e incapacità di fare squadra, si offre all'ospite qualcosa di unico ed eccezionale.
Le fotografie che vedete rendono solo in piccola parte il senso della bellezza e i mille aggettivi spesi potrebbero sembrare eccessivi e sono invece la fredda cronaca dell'incontro col bello, questo pianeta San Pietro, con i suoi panorami, i tramonti, i profumi, il colore dei fiori e delle piante.

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Carlo Cinque, che vedete nel quadro e nella fotografia, è il creatore di questa struttura, nata, pezzo dopo pezzo nella Costiera Amalfitana nel dopoguerra, e da subito meta di un turismo di elite.

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Di fronte a Positano e al San Pietro sostano spesso i grandi yacht che in estate fanno base nel Mediterraneo e questa è una delle mete per pranzi o cene di personaggi famosi della finanza e dello spettacolo.
Contrariamente alla Costa Smeralda qui tutto avviene senza il vuayerismo del pubblico che affolla i moli di Porto Cervo eppure ce ne sarebbe motivo, come per esempio per lo yacht di 138 metri e 75 uomini di equipaggio di proprietà di Larry Ellisson, il maggiore azionista di Oracle, che ha gettato le ancore sere fa di fronte alle terrazze del San Pietro.
Se misuriamo queste visite in fatturato del turismo, sono un mucchio di soldi perché gli ospiti che scendono a terra da questi yacht mangiano, acquistano vestiti e ogni altro ben di Dio e lasciano una scia di dollari, yen, rubli e euro.

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Quando sali questi scalini per partire speri sempre di riuscire a tornare, anche solo per 4 giorni.
La Costiera Amalfitana non è solo San Pietro, ovviamente, ma è natura e mare così belli che c'è posto per tutti perché quello che c'è qui come natura, mare e paesaggio non si può riprodurre con i soldi, si può solo venire a visitare e vivere.

FOTO S. BONILLI

commenti 15

Adoro fare le vacanze "virtuali" con te... :-)

26 Ago 2010 | ore 19:32

Ho visto spesso il San Pietro dal mare, mentre facevo il bagno allontanandomi dalla costa e mi sono sempre chiesta come fosse dentro. Ora lo so: una meraviglia!!! Altro che Porto Cervo!

26 Ago 2010 | ore 19:48

Questo racconto è molto bello e le foto sono una più bella dell'altra.
Mi piacerebbe andare a vedere il San Pietro e la Costiera Amalfitana perché magari potrà sembrare strano ma io a Sorrento e Positano non ci sono mai stata.

27 Ago 2010 | ore 10:20

Bellissime foto! e che piatti! spero, presto, di poterci andare anch'io!

27 Ago 2010 | ore 14:04

Complimenti direttore,belle foto e niente da aggiungere se non che Vito Cinque e un vero signore,dotato di oramai rara educazione,e grande professionalità per il lavoro che porta avanti al San Pietro.

27 Ago 2010 | ore 17:47

Anch'io!!!!!!!!!!

27 Ago 2010 | ore 17:55

Ma Porca La Miseria! e quelle meravigliose maioliche!!

28 Ago 2010 | ore 00:40

che meravigliaaa!!!!
appena tornata dalle vacanze mi viene voglia di ripartire e che belle foto direttore, ormai il suo blog è veramente il più snob, in senso buono e positivo.

28 Ago 2010 | ore 09:28

voi di sinistra siete tutti uguali, parlate parlate e poi siete dei fighetti che vanno nei posti di lusso.
a lavorareeee!!!!

28 Ago 2010 | ore 18:24

La cosa più bella di quest'albergo sono i giardini con i prodotti freschi per la cucina, la spiaggia privata solo per gli ospiti, la SPA e la barca per l'escursione al mattino lungo la costa.

Il San Pietro è un posto dove si ritorna molte volte e sempre volentieri nella vita.

28 Ago 2010 | ore 19:25

Hermes ha scritto qualcosa di veramente intelligente.
Ogni tanto ci vuole qualcuno che alzi il livello qualitativo della discussione......
.
Ciao

28 Ago 2010 | ore 19:33

Sembrerà strano ma Hermes ha dato una mail falsa, chi l'avrebbe detto che uno così acuto e, immagino, di destra, fosse uno specialista in lettere anonime :-))

28 Ago 2010 | ore 20:17

[...] Perché giri per il mondo e vedi luoghi bellissimi, conosci i grandi professionisti dell'accoglienza ma poi quando torni in patria scopri angoli come questo dove, malgrado i mille ostacoli italici di burocrazia e incapacità di fare squadra, si offre all'ospite qualcosa di unico ed eccezionale. [...]

Direttore, ricordo qualche post fa, in cui si discuteva dell'italianità e di cosa ci impedisca di espatrisre (se ben ricordo la discussione era partita da un semplice caffè preso in America o Austrlia).

Beh mi sembra che abbia dato una delle risposte.
Saluti
Fabrizio

29 Ago 2010 | ore 19:09

Concordo. Il San Pietro è un gran bel posto e Alois una gran bella persona oltre ad essere un bravo professionista. Mi ricordo un millefoglie di pesce sciabola da urlo.

31 Ago 2010 | ore 17:16

da uno a cinque,cinque.

04 Set 2010 | ore 19:33

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