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Ago 2010
ore 11:17
ore 11:17
Trastevere, di là dal fiume

Se all'alba, giù per Via dei Pettinari, si va verso Ponte Sisto, quasi sul Lungotevere si incrocia sulla destra Via Giulia, bella, silenziosa, senza auto, come fossimo in una Roma del 1600.

Attraversando il ponte si entra in Trastevere in Piazza Trilussa, una delle zone che di giorno, e la notte sino a tardi, sono tra le più frequentate.
Sotto, lungo le rive del Tevere, le tende dei mille negozi e ristorantini che la notte trasformano il traffico del Lungotevere in un grande ingorgo, hanno chiuso da poco, c'è silenzio e una bella aria fresca.
Dovunque bottiglie e sporcizia ma per fortuna le scope elettriche sono già in azione e tutto sta per ritornare normale.


Vedere Via del Moro, Vicolo del Cinque e la stessa Piazza Santa Maria in Trastevere deserti, giusto alle sei del mattino può capitare, così come trovare la saracinesca del Forno di Via del Moro ancora abbassata.
Trastevere vive di giorno ma si trasforma la sera dalle 19 in poi quando turisti italiani e stranieri affollano bar, ristoranti e pizzerie.
Qui in questa parte di Trastevere c'è Glass, un bel ristorante per chi vuole mangiare alto, c'è il ristorante delle Sorelle Ferrara, c'è Checco er Carrettiere e più oltre Bir & Fud e per chi cerca un buona bar c'è Ombre Rosse e la Trattoria degli Amici, una bella iniziativa della Comunità di Sant' Egidio.

Il Mercato di Piazza San Cosimato fa tristezza in piena stagione, figurarsi ora che appare come uno spazio decaduto e abbandonato, ridisegnato dai soliti architetti presuntuosi.

Gli spazzini stanno pulendo scalinate, piazze e vicoli, tra un po' riprende il ritmo abituale di un quartiere che ha un nome importante, che nell'immaginario rimanda a personaggi e storie di un altro secolo.
Oggi Trastevere in questa parte vicino al fiume è un quartiere per i giovani con la bottiglia di birra in mano e per i turisti e anche per qualche gourmet curioso.
Quando i lampioni sono ancora accesi si riattraversa Ponte Sisto e si va a Campo dei Fiori, tra un po' gli spazzini passeranno anche qui, poi arriveranno suonatori e maghi e cani e il ponte riprenderà la vita di sempre.
FOTO S. BONILLI






Questi servizi su Roma vista all'alba sono uno più bello dell'altro.
Ben venga l'insonnia da fuso orario sballato.
C'é un pó di invidia. Effettivamente Roma di mattina e in particolare Trastevere é 100 volte meglio che di sera. Ma ad alzarmi cosí presto...proprio non ci riesco. Io ho il sonno a comando e il jet lag non mi fa nulla...
Certo che se Cameroon dice agli inglesi di fare le vacanze in Inghilterra per aiutare l'economia, gli italiani, con simili bellezze che magari non hanno visitato, se ne vanno in vacanza a Bangkok invece che a Roma perché costa meno.
Porto dentro di me un'alba rosata a Piazza Navona e un'alba ghiacciata a Fontana di Trevi.
Concordo con Serena: proprio belli questi servizi mattutini!
Una buona idea per un libro futuro? Raccontare la città attraverso percorsi ad orari inediti, viaggiando tra luoghi, locali, persone, ambienti, storie...
Insomma, ora prendo e vado a Milano a girare un po' anche io nel vuoto d'agosto ;-)
Volevo ricordare un aneddoto che mi raccontava sempre mia Nonna Elena, Classe 1903.
Mia nonna è nata a Trastevere in Via L. Manara, e quando era ragazzina, gli abitanti di Campo de Fiori, chiamavano i Trasteverini >, solo perchè erano nati dall'altro sponda del Tevere.
Concordo pienamente con la bellezza di Roma, e grazie per questi reportage mattutini.
Si è perso un pezzo, volevo dire che i trasteverini venivano chiamati BURINI, dagli abitanti di Campo de Fiori.
trastevere....non mi sono mai sentita sola..una bellezza dopo l'altra, tutta la storia, l' architettura e la poesia seguono i tuoi passi, sia di giorno che di notte...e tutto questo e'solo una parte di Roma...
Io ho sempre immaginato a vivere in questa citta'...ed infatti li' mi sono trovata per studiare i monumenti, poi per innamorarmi proprio forte di un trasteverino, poi per avere una bellissima trasteverina nata sull'isola tiberina...in mezzo ai ponti antichi..., e proprio li' io ho desiderato farla crescere, ..., ma poi sono tornata al mio paese, anche se non volevo...., e roma sta sempre il mio sogno nei miei sogni..., mi manca tanto..fa parte di me stessa..., e dico sempre che voi i romani siete proprio fortunati ad essere nati e vivere in questa citta'...
Bel servizio e belle foto.
Credo di poterlo dire anche al netto delle emozioni che il tutto mi crea. Si vede casa mia in queste foto, e quella che avrei voluto prendere, i sanpietrini della piazza su cui corre mio figlio, il mio alimentari, il mio forno, la serranda abbassata su S.Egidio dietro alla quale fino a poco tempo fa sopravviveva uno storico fruttarolo. Non un granché, poca scelta, niente funghi, niente frutta e verdura strana, ma già solo il locale meritava una visita. Un viaggio nella memoria, le mura scrostate come il volto di chi vi passava la giornata pulendo puntarelle, foto in bianco e nero alle pareti, la Trastevere di 40 anni fa con quell'atmosfera da romanzo criminale in cui era difficile riconoscere i buoni dai cattivi.
Anche il mio piccolo trasteverino è nato sull'isola tiberina e tra un mese dovrebbe andare all'asilo a Santa Maria. Intanto sta crescendo bilingue e ho la netta sensazione che il mio ruolo di padre finirà presto. Sarà lui a spiegarmi i colori di questo nuovo mondo, il mio è rimasto come le foto di trastevere: con ampie zone in bianco e nero. :-)
Mi piace questo commento e mi piace avere un lettore come te :-))
Grazie Direttore, piacere ovviamente reciproco. Questa me la segno nel curriculum :-)
Foto commoventi, belle da sembrare finte.
Son pratarolo, trastevere non è per me trans tiber, ci vado a piedi, passo da Fabio e Cristina, svicolo la folla, la mattina è sempre bello prendere un caffè o pranzare con l'antica sapienza di Frontoni.
Trastevere resiste, per fortuna...