14
Set 2010
ore 16:17

Osteria da Tonino

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Come mangiare, e bene, per 15 Euro nel salotto buono di Napoli
.

Ore 13 di una fine estate napoletana.
Dopo le maratone gastronomiche estive viene naturale desiderare i rassicuranti cibi di casa. Se però sei per strada e non hai voglia dell’ennesimo impegnativo ristorante cosa c’è di meglio di un’osteria dove, appunto, “si mangia come a casa”?
In Via S. Teresa a Chiaia, a qualche metro dalla centralissima Via San Pasquale, nel salotto buono di Napoli, c’è un’antica osteria che nasce come enoteca grazie a Vincenzo Canfora, nel lontano 1880.
Negli anni il locale è passato di mano di padre in figlio. Dopo Vincenzo fu il turno di Antonio, ancora Vincenzo fino al vulcanico Antonio dei giorni nostri, il quale nel 1978 liberò una delle due stanze dalle ingombranti botti di vino per aumentare il numero dei coperti dell’osteria.
Nacque così uno dei leggendari “Vini e Cucina” partenopei, con tanto di spillatore per la mescita del vino in bella vista, poi purtroppo rimosso nel 1985.
Oggi il settantottenne Antonio Canfora, detto Tonino, calca ancora la scena del “teatrino” che ogni giorno mette in piedi nel suo locale. Per lui gli anni sembrano non passare, sarà perché il lavoro lo appassiona ancora molto o per il suo carattere gioviale che lo porta a prendere bonariamente in giro tutti gli avventori della sua osteria, complice il solito bicchiere di vino sempre a portata di mano.

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Chi frequenta questo locale sa benissimo che i suoi sfottò, i suoi modi di dire, sono divenuti oramai proverbiali.
Credo di non aver mai saputo il nome della moglie, ai fornelli dell’osteria per trent’anni, solo perché Tonino si è sempre rivolto a lei chiamandola “Sue Ellen”, la bella e famosa attrice del serial televisivo Dallas, mettendo ancora più in evidenza il fatto che la moglie fosse abbastanza “in carne”.

Da due anni “Sue Ellen” si è dedicata a tempo pieno ai piccoli nipoti sostituita in cucina dalla figlia, la più sorridente Anna, che a giudicare dall’invariata bontà dei piatti deve averle carpito ogni più piccolo segreto. In sala, invece, già da un po’ di anni, c’è anche il figlio Paolo, la quinta generazione dei Canfora, dal carattere serioso e risoluto come la mamma.
Quando Tonino vi porge la “Repubblica”, il menù del giorno che lui scherzosamente chiama così in omaggio al famoso quotidiano, risultano subito evidenti i prezzi onesti di quest’osteria.

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Una cucina che si rifà totalmente ai piatti della tradizione napoletana che abbinata a un servizio rapido e attento ha fatto di quest’osteria una macchina perfettamente rodata che passa di padre in figlio da centotrenta anni.
Penne alla genovese, pasta con la zucca, penne al ragù o al pomodoro fresco, tutti piatti molto saporiti, che arrivano al tavolo sempre alla giusta temperatura. I prezzi? I primi costano quattro euro l’uno per l’altro e i secondi sei euro. Oggi dalla mia “Repubblica” avrei potuto scegliere carne alla genovese, calamari al pomodoro, braciola di vitellone al ragù (fate attenzione a non ingerire anche lo stuzzicadenti che la tiene legata, sebbene Tonino vi informerà che siete coperti da un’assicurazione dal valore di un milione di euro), coniglio alla cacciatora, pesce bandiera alla pizzaiola, tutti piatti da abbinare a verdure di stagione al costo di due euro a porzione.

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Per i vini c’è la possibilità di ordinare un vino della casa, mezzo litro a due euro, o scegliere una fra le tante bottiglie, per la maggior parte di produzione campana, visibili sulle mensole dell’osteria.
Fatti i dovuti calcoli, un pranzo completo, nell’antica osteria “da Tonino”, costa quindici euro che ha quasi del miracoloso, se si rapportano i soldi spesi alla qualità dei prodotti.
Un’osteria frequentata da persone che lavorano nei vicini uffici, nelle banche, ma anche da personaggi famosi, come testimoniano tutte le fotografie esposte lungo il perimetro delle due piccole stanze.
Il tenore Enrico Caruso, divoratore di tubetti con i fagioli, faceva tappa qui quando saliva dalla vicina spiaggia “Risorgimento”, Dario Fo prima di venire da queste parti ordina sempre la sua pasta e piselli, poi tanti attori di teatro come i fratelli Giuffrè, Aldo e Carlo, il primo recentemente scomparso, il duca Amedeo d’Aosta, cantanti, calciatori.
E’ chiaro che a questi prezzi va fatto anche qualche “sacrificio”, potrebbe capitare che nelle ore più calde Tonino e Paolo facciano accomodare più persone in un unico tavolo oppure che il servizio risulti fin troppo rapido per far si che i tavoli “ruotino” il più possibile, condizione necessaria per consentire all’osteria di produrre utili, con questi prezzi fin troppo onesti.
Per questo motivo, a fine pasto, non vi azzardate a ordinare un caffè, come faccio io da sempre per provocare la perentoria risposta di Tonino.
Vi risponderà sempre allo stesso modo, “vai al bar Moccia, venti metri sulla destra appena che scendi”.
Andate pure tranquilli, sarà un caffè degno del vostro pranzo.

Antica Osteria “da Tonino”
Via S. Teresa a Chiaia 47 - Napoli
Tel. 081 421533
Sempre aperto a pranzo, anche la domenica.
La sera solo il venerdì e il sabato spendendo un paio di euro in più.

TESTO E FOTO DI MAURIZIO CORTESE

commenti 21

Preziose queste dritte, dimostrano che quando si lavora bene si può mangiare anche con pochi soldi.
Mi piacerebbe sapere da Maurizio Cortese se questa osteria è la stessa che recensì su dissapore che poi non so perchè non ho più trovato in archivio (ero quest'estate in giro per Napoli prima di imbarcarmi al porto e volevo provarla).

14 Set 2010 | ore 18:05

Ma nei 15 € sono compresi anche gli stuzzicadenti?!!? Se no sforo il budget ;-)

14 Set 2010 | ore 18:18

Non ho mai scritto di quest'osteria sebbene la frequenti da sempre.
Fu mio padre a farmela conoscere quando mi veniva a prendere a scuola, elementari e medie, a pochi metri dall'osteria. Sono passati tanti anni ma tutto è rimasto uguale.
L' altra osteria, a cui ti riferisci, se non ricordo male è La Campagnola, nei pressi della pizzeria di Gino Sorbillo, in pieno centro storico.
Non la trovi più nell'archivio di dissapore per un problema tecnico che ha causato la cancellazione della maggior parte dei miei post.

14 Set 2010 | ore 19:53

Tonino era una garanzia per noi "giovanotti", quando volevamo darci un tono con qualche ragazza coetanea. Una solida cucina napoletana, degna di mammà, a mio parere anche migliore della Campagnola (che mi ha riservato qualche delusione).
Direttore, mi permetto di suggerire un altro indirizzo sul genere "cucina napoletana di mammà", l'Osteria della mattonella, a via Nicotera, a 2 passi dal teatro Politeama, che Maurizio sicuramente conoscerà ;)

14 Set 2010 | ore 23:41

Dici bene, Fabrizio, La Mattonella è un altro must! comodo anche perchè si arriva quasi di fronte con l'ascensore sotto al ponte di via chiaia.

15 Set 2010 | ore 00:22

Maurizio
tu Antonio Canfora ed il suo locale sembrate avere lo stesso stile.
Semplice diretto onesto in una parola "cortese".
Semplice diverso da facile.

15 Set 2010 | ore 09:36

é risaputo il piacere di leggerti ma... ma anche le foto niente male caro Maurizio

15 Set 2010 | ore 10:31

La mia abitazione per i primi 40 anni di vita era a pochi metri e dunque ho memoria di vari pranzi consumati da Tonino. Era ed è tuttora un posto di "tendenza" nonostante la semplicità delle pietanze e del locale. La clientela è, a parte i "vips" che hai elencato, numerosa, spesso altolocata e estremamente fidelizzata. Un giusto tributo ad una famiglia che ha creato con amore e dedizione uno dei "luoghi" di Napoli che tu descrivi sempre splendidamente.
P.S. Hai citato Moccia per il caffè, ma credo che meriti un post per la mitica pizzetta con la quale siamo cresciuti in parecchi da quelle parti!!!

15 Set 2010 | ore 11:28

Maurizio, non avevo letto la firma alla fine ... sorry. Bisogna fare l'abitudine a leggerla d'ora in poi ;o)

15 Set 2010 | ore 11:56

Conosco bene l'osteria da Tonino e posso dire che l'hai descritta proprio così com'è, in ogni suo aspetto, soprattutto umano.
Mi piace questo nuovo corso del papero giallo nel descrivere sempre più luoghi alla portata di tutti, detto da uno che vive e con fatica di stipendio. Napoli è una città che deve vivere anche di queste economie, per cui ogni quartiere ha la sua cucina di riferimento. Nel mio quartiere ti segnalo da Vittorio a Cavalleggeri.

15 Set 2010 | ore 12:46

parafrasando giovanni: ad maiora, maurì!
Manco da un bel po' da Tonino. Ci tornerò.

15 Set 2010 | ore 22:55

Rileggo con piacere il sig. Cortese in questo gran bel post, sempre preciso ma con la giusta emozione che lo rende speciale. Complimenti.

16 Set 2010 | ore 11:27

momenti me lo perdevo!
il grandioso tonino, che l'ultima volta che ci sono stato aveva preso una deriva francese e si faceva chiamare antoine.
infatti aveva sostituito l'immancabile "'mocc'a soreta" con un francesissimo "'mocc'a maman".
da tonino si mangia bene, molto, si ride, non si paga niente.
la clientela poi è grandiosa!
una volta c'erano almeno 100 kg di silicone distribuiti su tre clienti dai 30 agli 80 anni.
viva tonino!

20 Set 2010 | ore 12:59

Cacchio, il francese Antoine me lo sono perso. Ero rimasto a J. R. , marito di Sue Ellen :-)

20 Set 2010 | ore 17:48

Diamine, è vero che manco da un bel pezzo, ma anch'io ero fermo a J.R. e Sue Ellen.
Dovrò aggiornare gli amici che mi avevano introdotto in questo "tempio".

21 Set 2010 | ore 15:12

Massimo, sono da poco uscito dall'osteria. Ti segnalo le ultime novità visto che devi aggiornare i tuoi amici: "Bobby", lo storico cameriere, non lavora più lì.
Come ho scritto nel post non c'è più Sue Ellen in cucina, per tal motivo oggi ha detto a tutti noi, che eravamo lì a pranzo, di mangiare velocemente perché aveva fretta di raggiungere la sua fidanzata in costiera amalfitana :-)

21 Set 2010 | ore 15:47

minchia!
bobby era parte del luogo.
mi viene anche in mente che quando arrivano i clienti tonino li inquadra come nuovi o abituali.
(ci vuole poco)
se nuovi, quando chiedono se c'è posto, lui spesso fa "bobby il tavolo 412 per i signori, secondo piano.

e cmq la deriva antoine magari è pure durata poco.
ed è ora di tornarci.

23 Set 2010 | ore 15:29

una grande trattoria storica,spesso mi diverto a passeggiare per quella zona e come consuetudine faccio tappa da tonino,dove passo un paio di ore immerso in quei gusti antichi.ma vi consiglio di andare a farvi una passeggiata anche a mergellina,proprio difronte esiste un'altra trattoria del genere "vini e cucina" anche lei osteria storica,buona cucina buona accoglienza e ottimi prezzi

05 Ott 2010 | ore 13:59

io sono il nipote di tonino e so per certo che da mio nonno si mangia benissimo e le persone si divertono molte e spero che andrate a mangiare da lui e provare la sua cucina

26 Gen 2011 | ore 19:42

Mi sono imbattuto per caso in questo sito
di : Paperogiallo.net , molto ben curato complimenti , cercavo delle trattorie , Osterie , o ristorantini tipici casarecci a Napoli.

Ho letto la recensione fatta da Maurizio Cortese , è mi ha colpito molto !!

Ero indeciso sul dove andare , cosi ero proiettato verso la zona di Sorrento in alcuni ristorantini da me già collaudati in passato ottimo cibo,sempre pieni , e prezzi appena sotto la media !!

Poi ho deciso di cambiare intinerario ed ho chiamato l'osteria da Tonino , per prenotare un tavolo per 2 persone stesso per questo pomeriggio Domenica 27 Febbraio 2011 , al telefono mi ha risposto proprio lui , penso.... già al telefono una persona molto simpatica e spiritosa , mi ha chiesto se sapevo dove si trovava l'osteria , io ho risposto di si , perchè l'avevo trovato tramite internet e si e messo a ridere , e da li , abbiamo scherzato u pò , e non ci conosciamo !! Mi ha chiesto di presentarmi da lui , appena arrivo in osteria come quello di internet !!

Il resto......? Quando tornerò a casa questa sera , scriverò la mia recensione su come è andata la giornata da Tonino . Penso alla grande . vedremo....

27 Feb 2011 | ore 11:47

Mi farebbe piacere sapere come è andata da Tonino, la recensione di Cortese era molto bella.

28 Feb 2011 | ore 09:37

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