24
Set 2010
ore 18:50
ore 18:50
Perché un grande cuoco va a cucinare a Taste Milano?
Guarda caso due giorni fa avevo scritto un post che sollevava l'argomento dei cuochi che vanno troppo spesso in trasferta e stanno poco al ristorante.
Ma qui aggiungo una ulteriore domanda: perché cuochi dal nome illustre accettano di perdere la faccia in manifestazioni quali Taste Milano i cui prezzi di entrata e la cui organizzazione sono semplicemente scandalosi?
Per soldi?
Ma c'è un limite oltre il quale non si deve andare, anche se ti pagano bene.
Eppure lì c'erano con il loro nome Cracco, Oldani, Sadler, Aimo Moroni, Berton, Gozzoli, Torretta ecc... e non credo abbiano fatto un buon affare per il loro buon nome, come dice anche questa cronaca di Dissapore.
Naturalmente e come sempre i cuochi taceranno eppure alcuni di loro hanno un ufficio stampa che tempesta di comunicati.
Questa volta cosa ci racconteranno?
Ps
Comunque è prevista pioggia per il fine settimana.
Questa volta cosa ci racconteranno?
Ps
Comunque è prevista pioggia per il fine settimana.
Stefano Bonilli
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Senza parole, il racconto di Dissapore è la sceneggiatura perfetta del prossimo film di fantozzi. Incredibile...
Porchettaro tutta la vita....
ah, il post dei terribili gay con la borsa... L'ho letto, avrei preferito di no...
Non è che giocare con roba seria (come omofobia e disabilità) ci faccia omini di mondo, come zio Festher degli Addams con i grissini nel naso...
Purtroppo su queste cose per esperienza sono molto poco ironico, sul resto sono ovviamente d'accordissimo con te!
Ciao A
Tra l'altro, come dicevamo oggi, si capiva lontano un miglio che sarebbe stato un pacco. Non c'era nemmeno bisogno della cronaca. A Milano è tutto così. Non c'è più niente da fare, questa città è morta.
Oldani è uno che ha la PR che comunica a tutti ogni movimento del cuoco così attento alla sua immagine.
Mi sa che questa volta l'immagine si è sporcata.
Basta dare un'occhiata al sito per capire che si tratta dell'ennesima pataccata in perfetto stile Ranzani di Cantù.
Ma cosa si può pretendere da chi sul sito vi invita all'evento più "chic&food" della stagione ?!?!
Magari il format potrà pur essere simpatico (se ben organizzato) ma pagare un ticket d'ingresso per nulla, fare code internibili per mangiare in piedi e bere champagne nel flute di plastica si coniuga proprio male con il concetto di ristorazione che "qualcuno" mi ha insegnato...
Ovvio, caro prof. Bonilli, che gli chef in questione ci vanno solo ed esclusivamente per un motivo: SOLDI !
Pecunia non olet, MAIIIIII !
Non è vero, la pecunia olet eccome e questo è il tipico caso.
Per pochi euro, perché non credo che questi organizzatori siano gente che paga bene ma, come si legge nel link, è gente che invece chiede agli espositori una cifra spropositata per uno stand, usano dei nomi importanti della ristorazione con i quali richiamano gente incuriosita e alla fine il marchio TasteofMilan si sputtana ma anche quello dei vari Cracco, Oldani e compagnia varia si prende gli schizzi di fango.
Tra l'altro Taste di Firenze è in causa con questi organizzatori di Milano per uso illeggittimo del marchio Taste.
Già questo a un cuoco accorto avrebbe dovuto suonare come campanello d'allarme ma questi cuochi famosi, purtroppo molto spesso si comportano come delle mignotte, vanno dovunque e con chiunque solo per soldi.
Ormai l'Italia è piena di queste manifestazioni con cuochi più o meno famosi, il solito corso di cucina in pochi minuti e l'organizzazione o sponsorizzazione dei soliti giornalisti a ciclo completo, fanno i cronisti, poi si trasformano in critici e danno voti e poi diventano organizzatori, immagino pagati.
E nessuno dice nulla?
Come si può essere curatore di una guida e promotore e presentatore di un premio o di una manifestazione, percependo immagino dei soldi?
COmunque é prevista pioggia per ilfine settimana! Ah DIrettore, riconosco al volo il suo tagliente humour!!! Qui invece ieri sera a New York c'erano 29° e al fooding piu' di 1500 persone compresi Michael Stipe e Jake Gyllenhaal. E i pischelli di Torrisi han presentato un piatto di pickles che farebbe urlare nella tomba anche il vecchio Raspelli
Ma Fooding è un'iniziativa vera e colta, la maggior parte delle parate di cucina modaiola sono invece organizzate da degli stracciaculo con la copertura di nomi più o meno famosi.
come direbbe quello: facile fare il-gay-con-la-borsetta con il culatello degli altri! (confermo che a Milano la pioggia non manca)
Bella la battuta, godo per la pioggia, mi spiace per gli appassionati ingenui :-))
Di ingenui, quassù, pochi. Taste è una buona rappresentazione della realtà. Se la cultura si manifesta anche a tavola, è vero, alla mia amata città, l'è morta l'anima.
Appassionato bagnato da ieri sera, ma soddisfatto. il post di dissapore e' molto bello (avrei voluto scriverlo io, SGRUNT) ma dimentica di dire qualcosa del cibo.
Che detto da te, passato alle cronache come il recensore del parcheggio, mi suona strano. :-)
E spero lo avresti scritto, come dice Bocchetti, almeno senza qualche affermazione inutile...
Qualcosa per campà questi questi grandi cuochi(grandi per modo di dire)devono pur fare,i soldi direttore servono, quando i loro ristoranti sono vuoti.
guarda che ti levo la visita quotidiana ;-) ne ho scritto comunque, al publisher l'ardua sentenza ... male che vada andra' per i miei 25 lettori sulla linea (pensa un po') dell'inutile
Stefano, Fooding "bella e colta"?! Soltanto piu' snob, perche' gli organizzatori se la tirano parecchio,ma anch'essa smaccatamente commerciale.
Beh, se quelli di Fooding se la tirano, allora lo si può dire proprio di tutti...
Attento che anche tu, se non sbaglio, il 7 ottobre organizzi una manifestazione :-D
Sarà, nell'ultima settimana sono andato a mangiare in 5 importanti ristoranti in giro per l'Italia, in 4 a pranzo e in uno a cena (peraltro di lunedì sera). Ed erano tutti e cinque pieni, tranne uno che aveva 3 tavoli su 15 vuoti
Ma comunque, perché consideri gli chef citati grandi solo per modo di dire? Cosa non ti è piaciuto dei loro ristoranti?
...due dettagli: a Firenze non ingaggio cuochi cucinanti e nessuno paga...
Il direttore Vizzari era a taste giovedì, perchè non ci dice la sua?
e cmq questo è scritto meglio
http://mangiare.milano.corriere.it/2010/09/non_toccate_questa_taste.html
Bella la cronaca sull Corriere Milano di Valerio Visintin, se c'erano dei dubbi sul fatto che questo Taste sia stata "una sola", l'articolo ne fa piazza pulita, è stato "una gran sola".
Grazie della segnalazione.
Sono stato al Taste il sabato sera. Una vergogna!!!! Sia come prezzi, sia come porzioni, sia come location. Un’immagine veramente ridicola dei ristoranti presenti. Se l’idea era quella di farsi pubblicità per invogliare potenziali clienti e dimostrare la bravura di rinomati chef, personalmente credo che si sia mostrato tutto l’opposto. Sono stati proprio ridicoli!!
Veramente uno schifo!!! Oppure bisogna fare i complimenti per il modo in cui si è deciso di fregare la gente che ha partecipato. Ma per me è la prima e ultima volta e di sicuro il prossimo Taste lo sconsiglierò a tutto il mondo!!!
Meglio una sagra di paese o le osterie nella mia Romagna!!!
io direi ... una esperienza alla Andy Warhol, della gastronomia, a volte l'arte non può essere giudicata ;-) saluti a tutti.
Questo intervento sul web è semplicemente uno spreco di banda...
Sono gli chef a "pagare" per poter essere presenti in questo tipo di manifestazioni..evidentemente chi l'ha redatto non ha capito un fico secco della natura di questo evento EUROPEO oltre che italiano.
L'ignoranza ha sempre la meglio purtroppo.
Andate piuttosto a leggere qui ( http://opiniontasteofmilano.blogspot.com/ ) la reale analisi di un tizio che l'ha vissuto davvero il Taste e non come certi tiziacci che sanno sol buttare male parole o fare del sarcasmo gratuito.
Io quest'anno ci andrò!
Ciao. Fabio