25
Ott 2010
ore 22:51

Dice Massimo Bottura

< >



E' tutto molto facile da spiegare, la nuova cucina nasce anche dall'amicizia di un gruppo di cuochi italiani, spagnoli, francesi, danesi, americani, australiani che si telefonano, si incontrano, partecipano alle manifestazioni, si scambiano esperienze e lavorano duramente nei loro ristoranti.
Massimo_Bottura_SG_2010.jpgTante volte si immagina che questi cuochi siano solo delle star e invece sono dei perfezionisti e degli amiconi, lavorano 16 ore di fila e sono capaci di feste da matricole universitarie.
E' la cucina del nuovo millennio, sembra difficile da capire, è fatta da uomini giovani, appassionati e entusiasti come Bottura, come Redzepi, come Inaki, come Scabin.
E' un movimento che cresce, si afferma e sta diventando un punto di riferimento per i giovani che sono agli inizi della professione.
Mai come in questo momento si è mangiato così bene e mai come adesso sono saliti alla ribalta tanti  giovani cuochi italiani così bravi.

commenti 22

Che bello!!! Allarga il cuore di gioia e di speranza.....

25 Ott 2010 | ore 23:21

Bellissimo video, davvero: ci vuole un po' di ottimismo. E' sempre bello sentire chi si appassiona al proprio lavoro.

26 Ott 2010 | ore 00:23

La crescita di una qualsiasi categoria professionale passa attraverso persone capaci e intelligenti come Massimo Bottura, un uomo che riesce a guardare al mondo, a fare sistema, a non considerare i colleghi come dei nemici, ma come persone con le quali dialogare, scambiarsi informazioni, esperienze, per aspirare a una crescita comune.
E' molto bello trovarsi di fronte una persona come Mauro Uliassi che parla bene, con rispetto, di Moreno Cedroni, così come è deprimente imbattersi nel cuoco invidioso, che parla male del collega, e che crede, in questo modo, di portare acqua al suo mulino.

26 Ott 2010 | ore 00:42

ma quanto è simpatico Bottura...

26 Ott 2010 | ore 09:15

Finalmente vedendo il video tutti possono capire quanto Bottura sia una persona semplice, entusiasta e simpatica.
Forse se gente come lui o Uliassi curassero le PR della categoria, i cuochi verrebbero giudicati in modo diverso.
Certo è che se uno vedeva o ascoltava Pierangelini col suo modo altezzoso di porsi - magari era solo timido, chi lo sa - l'idea che si faceva dei cuochi era di persone antipatiche.

26 Ott 2010 | ore 09:43

direttore traspare l'amicizia e la stima
questo filmato è da custodire come un piccolo TESORO, la filosofia del sig. Bottura cambierebbe in meglio tante situazioni italiane.............................
dopo avervi ascoltato inizio la giornata carica di energie positive anche se combatto tutti i giorni con pregiudizi sbagliati

26 Ott 2010 | ore 10:23

..."Il bello e' entrare nel cuore del prodotto", e ' la questione chiave. Finalmente un grande cuoco parla di prodotti e non solo di tecniche.....

26 Ott 2010 | ore 11:37

Uuhhh...contestazione immediata!! :-P
Anche Pierangelini è un tipo semplice, appassionato e simpatico. Solo che ogni tanto se ne sta un po' sulle sue e a qualcuno evidentemente pare altezzosità.
Però scusa un cuoco dovrebbe saper cucinare bene ed essere un grande in cucina, per il resto ognuno ha il suo carattere - non sono mica presentatori o cabarettisti. :-D
Tra l'altro s'è già visto in passato che la gente convinta di aver capito tutto di questa cucina senza informarsi e senza sperimentare, non si convince neanche con la chiacchiera di Bottura...

26 Ott 2010 | ore 12:05

Non sei obiettiva perché probabilmente sei sua amica ma Pierangelini è uno che se la tira e tanto.
Lui era sempre il migliore e quando nei best 50 è finito al 28 posto allora ha fatto dichiarazioni che snobbavano la classifica.
L'ultimo anno che è stato aperto passava il tempo a litigare con sua moglie, che rispetto per i clienti!!!
Bottura è cortese e disponibile sempre e dalla storia di Striscia ne è uscito alla grande, è 6 nella classifica dei Best 50 e come cuoco mi piace di più.

26 Ott 2010 | ore 12:41

Beh...io cazzeggio solo qua e là sul web, vado quando posso in giro per i ristoranti da perfetta sconosciuta e nessun cuoco era mio amico prima di metter piede nel suo ristorante quindi la mia esperienza vale quanto la tua. E io dico che non se la tira per niente ecco! :-P
Devo dire che io giro per assaggiare cose buone e passare una bella serata e se gli scieff non mi parlano, pazienza. Anzi piuttosto di quelli che ti raccontano per forza tutta la storia di ogni ingrediente di ogni piatto -che poi magari non è neanche un granché- io preferisco di gran lunga gli scieff che fanno grandi piatti e se ne stanno zitti in cucina (tipo, per la mia esperienza, Scabin e Crippa). :-D
Poi se uno è simpatico e si mette a parlare e raccontare cose interessanti, come con me ad oggi solo Pierangelini e Bottura appunto, io rispondo volentieri, ci mancherebbe altro.
Però se uno non chiacchiera molto e ha un'aria stravolta - come Uliassi una sera poco tempo fa - immagino semplicemente che abbia avuto una giornata faticosa, non che è antipatico né che i cuochi se la tirano; perché in tre minuti non posso sapere com'è fatta una persona figuriamoci un'intera categoria....

26 Ott 2010 | ore 13:36

E' verissimo quello che dici. Ogni chef è anzitutto un uomo. Rimasi molto colpito da Uliassi che avendo appreso che non ero stato mai da Cedroni mi suggerì di metterlo avanti a tutti in agenda non appena sarei potuto ripassare da Senigallia e viceversa sappiamo che purtroppo ne esistono altri che non si distinguono certo per il loro saper vivere.

26 Ott 2010 | ore 13:46

Comunque tanto per allargare un po' i confini: ho avuto occasione di sentire qualche incontro a Terra Madre e ci sono personaggi che quasi nessuno conosce che fanno cose interessantissime; ricerche sulle ricette tradizionali dei posti più sperduti, prodotti particolarissimi, salvaguardia dei terreni...mi ricordo un cuoco della Guinea Bissau che parlava con grande entusiasmo nonostante le enormi difficoltà, un grande progetto in Cina (su cui è uscito anche un articolo sul NY Times ma di cui non ricordo il nome). Tutti sottolineavano quanto fosse importante per loro incontrarsi, condividere le esperienze, collaborare.
Evidentemente anche bella vecchia adagiata Europa c'è chi ragiona così e chi ancora no, speriamo che lo capiscano anche loro prima o poi.

26 Ott 2010 | ore 14:05

Personalmente, Bottura, dai vari video che ho visto qui e su youtube non mi è per nulla simpatico. Si può dire o è lesa maestà?

26 Ott 2010 | ore 14:15

E' lesa maestà!

26 Ott 2010 | ore 14:24

Perché no, è un po' come dire che un piatto di un cuoco non ti è piaciuto. Può capitare a chiunque, è questione di gusti e non mi opporrei neanche fosse diretto a qualcun altro...eh eh!
Ma nell'ambiente gastronomico il 99% delle critiche viene espressa come se fosse una verità assoluta: il gastronomo-convinto non dice "mi è antipatico" ma "è antipatico". Non "la cucina di X non mi è piaciuta", ma "X non è capace a cucinare". Non "io non mi sono trovato bene quella sera nel ristorante X per questo e quest'altro motivo" ma "il ristorante X è una fregatura (e chi dice si trova bene è senz'altro un amico o un immafiato o non capisce nulla)".
E a me, ad esempio, questo dà fastidio.

26 Ott 2010 | ore 14:33

Brava Gunmbo!

26 Ott 2010 | ore 14:47

Cara Gumbo, anche a me da fastidio. Almeno come tutti quelli che dicono "Bottura è simpatico" e non "Bottura MI è simpatico".

26 Ott 2010 | ore 14:55

Caro direttore: sono d’accordo su tutto, ma lasciamo perdere le 16 ore al giorno di lavoro, contate per lo meno all’interno del proprio ristorante. Questa nuova Rinascenza è possibile proprio perché le persone più capaci, creative e indipendenti hanno oggi la possibilità e la forza di uscire fuori, e perché il lavoro di routine e il ruolo sta stretto alla loro volontà come una camicia di forza.
E come per quell’altro Rinascimento, si ha voglia di affermare che questo lavoro ha una valenza intellettuale, culturale e sociale al di fuori degli schemi. E questo mi pare insegni l’evoluzione di Adrià: non apro una catena di ristoranti, non replico la mia cucina all’infinito, ma continuo la mia sperimentazione a costo di rompere quella forma imprenditoriale ben definita che è il ristorante, e creo un laboratorio ancora più ampio e meno circoscritto, comunicando e relazionando le mie esperienze.
Il cuoco, inteso come artigiano, come possessore e innovatore di tecniche e esperto di prodotti, cerca un nuovo tipo di affermazione sociale, un nuovo profilo e un nuovo spazio dove relazionarsi, prima di tutto con gli altri che praticano il proprio mestiere agli stessi livelli con lo stesso desiderio di rivoluzione e di rottura, e quindi, ma non secondariamente, con il resto della società “sensibile”.
Questa, vista dal mio basso punto di vista, mi sembra la grande novità, il sostegno e il traino per tutta la categoria.

26 Ott 2010 | ore 17:07

che bel abbraccio !!!

26 Ott 2010 | ore 18:16

Bel uno due tre! del direttore Bonilli. E sempre ho letto con piacere e grande interesse gli interventi di Chefclaude.
E’ vero, ormai da un po’ di tempo cominciamo ad essere in tanti ad avvertirlo e a dirlo, la cucina italiana è a una nuova Rinascenza. Sta finalmento uscendo dal sistema asfittico del castello e del contado, cioè dalle due versioni, “francese” o “regionale”, in cui poteva essere declinata dopo che negli ultimi secoli l’Italia aveva visto scemare la sua influenza sulla cultura internazionale.
Con i suoi esponenti più significativi la cucina italiana sta ora riprendendo il ruolo già avuto all’alba del mondo moderno. Questo ruolo è oggi ovviamente svolto con altri, come parte significativa di tutto un movimento globale che su più continenti sta mettendo le basi per una nuova cucina.
Ma tutto parte da Adrià. E’ lui che ha rotto il nucleo della struttura, la forma fondamentale assunta dal pasto occidentale da quando si è imposta la variante del servizio alla russa, e cioè la forma francese “entrée plat dessert”; e versione nostrana “(antipasto) primo secondo dolce”.
Cosa è avvenuto? Con la rivoluzione industriale e l’aumento della produttività agricola, che hanno avuto una vera e propria esplosione dopo il termine della Guerra dei Trent’anni del secolo scorso, una società dalla fame atavica e un sistema industriale di nuovo appetito per cinquant’anni sono stati alleati nel dettare il canone del cibo: Mangiare tanto (carboidrati e carne, verdura se c’è ma poco conta, dolce ben zuccherino) e tipologie quasi fisse. Tutto questo nelle due versioni, “lusso” e “pop”.
Adrià ha ridotto le porzioni, ne ha aumentato il numero, ha aperto ad un’infinità di modi, tipologie. Per la cucina è stata la scoperta del Nuovo Mondo. Ma, oltre al senso di libertà introdotto nella cucina che mette questo chef in un posto nella storia ben al di là della contingenza di questo cambiamento, il suo approccio si è, non a caso, incontrato con un mutamento epocale riguardante tutta l’umanità. Quello della sostenibilità ambientale e quello di una nuova attenzione per il rapporto cibo/salute psicofosica. Le esigenze di quella ampia parte della popolazione mondiale che si sta affacciando a un migliore tenore di vita e le esigenze del pianeta non permetteranno più che le proteine animali (non solo, ma queste in particolare) abbiano lo stesso ruolo avuto nei decenni passati, lo stesso utilizzo. Razionalmente, economicamente e dal punto di vista della salute non sarà più possibile, non sarà più prudente, non sarà più il canone culturalmente accettato, non sarà più bello. Tutto questo in prospettiva, ma i grandi cuochi guardano, vedono avanti, sentono il polso del mondo.
Il canone che si andrà affermando sarà allora:
Mangiare meno, mangiare per tipologie più varie = mangiare gustativamente in modo più stimolante, mangiare in modo più sano.
Ecco il senso della nuova cucina, declinata non ideologicamente e unitariamente, ma con una, superiore al passato, varietà straordinaria di nuove modalità, tra le quali avranno un loro ruolo e rilievo quelle che i grandi cuochi italiani parte di questo movimento stanno mettendo in atto e portando nel mondo. E, nello scambio con altre esperienze internazionali e a mezzo dei mutamenti sociali che si verificheranno, non è azzardato ipotizzare e cominciare a pensare anche forme nuove del concetto di ristorante.

26 Ott 2010 | ore 20:47

Io mi firmo mister x perche´ oggi come oggi se non sei parte di un sistema sei fuori e credetemi senza invidia e con un po´di amarezza che mi appresto a scrivere quanto segue.
Il signore che voi vedete e totalmente diverso da quello che il signor Bonilli e quant´altri come lui conoscono,ma ripeto non parliamo di idee,di professionalita´(per quanto si potrebbe aprire anche qua un capitolo esempio della patata,demisouffle o campo di fragole idea di Espaisucre e di qualche "collaboratore" e ripeto potrei continuare),ma si parla di persona, dell´ uomo caratterialmente Massimo con il suo "Vecchio" non e una persona onesta e non parlo sicuramete di Striscia,che non ha fatto che accrescere la stima del sovraccitato,rendendolo agli occhi di molti un paladino.
Io parlo delle tante piccole bugie che non ammazzano nessuno ma riempiono la bocca di tante persone,di tanto fumo che si vende per oro,di tante parole elargite gratuitamente atte a mantenere equilibri e sistemi ed altre mille cose che a scriverle sembra quasi che voglia in qualche modo voglia stare anch´io a vendervi qualcosa...Voglio ancora credere che ogni cosa abbia il suo tempo e questo molto probabilmente e quello di Massimo. In Italia anche chi governa a mio avviso non e´ una persona onesta eppure e´ ancora la´,in fondo Massimo non va mica con le minorenni o ammazza la gente...
A New York tutti parlano di Del Posto ma nessuno parla o scrive delle proteste di molti dei dipendenti dei Bastianach o di Batali.
eppure su Youtube i video ci sono,ma in fondo chi sono quelli che lavorano da Batali o Massimo e chi vuole mettersi contro un impero come quello dei Bastianach o contro una cosi forte personalita´ di spicco come Bottura.
ma questa e un´altra storia...
Buona Serata
x

10 Nov 2010 | ore 23:51

Molto interessante, Chefclaude, d'accordo con te e d'accordo anche con arcangelo Dandini, perchè il prodotto è bene che sia un discorso centrale, non periferico. Finalmente l'orientamento sta cambiando.

12 Dic 2010 | ore 13:27

scrivi un commento

Puoi scrivere quello che vuoi, ma se è una sciocchezza posso cancellarlo. Se il tuo commento non viene pubblicato subito, è colpa dell'antispam che ha dei criteri tutti suoi. Non ti preoccupare, magari scrivimi un breve messaggio per avvisarmi, appena posso recupero tutto.

Risotto_barbera.jpg Risotto alla barbera

Il cielo è più grigio e la temperatura è calata, è tempo di piatti caldi e...


ultimi commenti

  • Alessandro - Lo stato italiano dovrebbe finanziare le banche ancor piu'...
  • piermiga - Quando Antonella entrò nel camerino lui era seduto e...
  • Raffaele - Mi tocca essere d'accordo con Gumbo Chicken!!!...
  • Roberto Bentivegna - :( Non più tardi di qualche mese fa ti...
  • gumbo chicken - Vista l'insensibilità del commento di Tristano - che condanna...
  • Tristano - Che strana gente è quella che si occupa di...

ultimi post

20
Gen
Una rosa bianca per il Maestro Abbado - Foto ANSAE' morto alle 8,30 del...
18
Gen
Prendere esempio da Ducasse? No, l'esempio sono i fratelli Roca - Avevano già le tre stelle Michelin...
16
Gen
Fool racconta l'Italia del cibo. Un po' come te l'aspetti, ma anche no - E' uscito Fool n. 4 dedicato...
14
Gen
La grande bellezza di Roma che piace agli stranieri e non agli italiani - La grande bellezza è un bel...
09
Gen
Aprire è un po' morire - Lo sai che Piripicchio ha aperto...
07
Gen
Spaghetti alla bolognese made in New Zealand - Venti giorni senza cucina italiana a...
04
Gen
15 giorni da Valerio M. Visintin senza passamontagna, occhiali e guanti neri - Lo sognavo da tempo ma in Italia...
04
Gen
Viaggiare in aereo con 200 romanzi, saggi e libri di cucina - Leggendo sul New York Times alcuni autorevoli...
Pici_1.jpg Pici con le briciole

Dopo tanto sud torniamo nell'Italia Centrale, in Toscana, per raccontare una bella ricetta semplice e popolare,...


ultime letture

IMG_2291.JPG Viaggiare in aereo con 200 romanzi, saggi e libri di cucina

Leggendo sul New York Times alcuni autorevoli pareri...


Ferricuoco.JPG Maria Antonietta Quaresima ovvero Marie-Antoine Careme detto Antonin

Poco tempo fa parlavo con un giovane...


IMG_0522.jpg Gianni Brera, il grande padano

Ho ripreso in mano La pacciada, il...


Twitter
Friendfeed