20
Nov 2010
ore 13:17

Bologna e una decadenza senza fine

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Ho finito di leggere sulla Stampa l'articolo di Pierangelo Sapegno sulla decadenza di Bologna.
Che grande tristezza.
Bologna non c'è più, non dico la mia Bologna del Liceo Galvani, della sezione C, quella del professor Arcangeli che a me ha insegnato ad amare i grandi classici italiani.
La Bologna dell'Università, della nuova facoltà di Scienze Politiche, dove i professori si chiamavano Beniamino Andreatta, Romano Prodi, Angelo Tantazzi e il professore di Statistica era Renato Zangheri, diventato sindaco della città dal 1970 al 1983.
La Bologna delle V Nere, cioè la Virtus Basket, squadra campione d'Italia e campione d'Europa, la Bologna della squadra di calcio con presidente Renato Dall'Ara, campione d'Italia nel 1963, allenata da Fulvio Bernardini.
Non c'è più neppure la Bologna sempre aperta la notte, con locali dove potevi andare a mangiare anche alle 3 di notte, con la Camst di via Indipendenza che chiudeva solo un'ora alle 5 del mattino per le pulizie.
Non c'è più neppure la città con la più grande federazione del Pci, 120.000 iscritti, il 55% dei voti alle elezioni, la politica si è liquefatta e il Pd ha un gruppo dirigente patetico, il sindaco Delbono si è dimesso perché pagava con i soldi della Regione le trasferte della sua segretaria-amante.
A Bologna si mangia male, la gente è disillusa, non c'è il sindaco ma un commissario governativo, il presidente del Bologna, un sardo senza storia, non paga da giugno gli stipendi e la società di calcio rischia di fallire.
La Fortitudo, l'altra grande squadra di basket, è già fallita.
Tiene solo l'Università, Alma Mater, il più vecchio ateneo d'Europa, fondata nel 1088 e che oggi ha 85.000 iscritti e il bilancio in attivo.
E ancora oggi in Italia e all'estero quando sentono che sono di Bologna sospirano "Ah che bella città che è Bologna, come si vive bene e che buona la cucina"...

commenti 36

e vogliamo parlare dei graffiti che la deturpano?
quelle bellissime prospettive di portici devastate dall'idiozia dei writers
sembra San Lorenzo
quasi peggio di Roma :(

20 Nov 2010 | ore 14:44

caro direttore, come La comprendo e come di certo siamo in tantissimi a comprenderla.
Non sonoo bolognese ma risiedo in Romagna, vado sovente a Bologna e colgo i segnali della decadenza che Lei accoratamente descrive.
Ma ancora peggio mi sento se, come agevolmente presumo, ci mettiamo tutti, ciascheduno per il proprio "borgo natìo" a fare geremiadi.
Una per tutte: e cosa dovrei dire io, nato a Napoli ?
E allora, caro direttore, cosa mi spaventa e mi rattrista e che è tutto il Bel Paese in rapida decadenza.

20 Nov 2010 | ore 15:34

Il mangiare, come è cattivo a Bologna nei ristoranti del centro, a cominciare dal Diana che, mi sembra, nel passato lei ha pesantemente criticato.
Sono stato alcune volte per lavoro a Bologna e per mangiare decentemente sono dovuto andare un po' fuori, mi sembra a Rastignano, per mangiare all'Osteria n.7 e devo dire bene con il signore in sala svelto, molto competente e anche molto curioso.
Ho mangiato anche da Eataly ma sono rimasto deluso e l'altro indirizzo è quello dell'Osteria Bottega, concordo con lei.

20 Nov 2010 | ore 17:52

Ma forse è la decadenza di una società nel suo complesso,non solo di Bologna.Siamo toccando il fondo sotto molti aspetti del vivere civile e forse questa è l'unica strada da percorrere per risalire la china.Io non sono bolognese.Vivo a Torino e sono natìa di Forlì ma le rare volte che vado a Bologna trovo che sia ancora - nei suoi mille difetti - una meravigliosa città.

20 Nov 2010 | ore 18:01

forse nn è solo Bologna che sta decadendo, ma tutta l'italia e il nostro tempo....

20 Nov 2010 | ore 19:10

Be' il degrado delle vie principali di Bologna mette paura ed è sotto gli occhi di tutti per non parlare della tristezza quando si sentono i racconti della Bologna che fù (nettamente più all'avanguardia 40 anni fa' che ora)
quando si va all'estero e si pronuncia il nome della grassa tutti collegano ragù lasagne e buona cucina vagli a spiegare che quasi non si trova un locale dove mangiar decentemente anche i piatti tradizionali
ma..?chissà dove andremo a finire??

20 Nov 2010 | ore 23:48

Manco da Bologna da una quindicina di anni. Da quando una notte lasciai la macchina in una piazzetta del centro e la ritrovai la mattina con le quattro ruote squarciate. Anche le altre auto...
Il pomeriggio lo passai chiacchierando con Roberto Roversi, nella sua libreria in via de' Poeti. Disse che pochissima era la poesia, che la città era cambiata, le persone erano cambiate e anche il cibo era cambiato. Nelle osterie si mangiava male...
Perciò non è male sentire che le cose non sono peggiorate...

21 Nov 2010 | ore 01:47

Il ricordo del Galvani, dove ho fatto gli ultimi due anni del liceo, seconda e terza A, un pelino di nostalgia me l'ha fatto venire...

Non cosi' i nomi universitari che lei cita, a dire il vero. Quelli non li rimpiango. Renato Zangheri (che non si occupava di Statistica, ma di Storia Economica) fu mio insegnante. Un esempio eclatante dello scandalo che era ed e' l' universita' italiana. Come professore, non parlo del politico: barone, incompetente, vanesio e assenteista (prima che cominci la tiritera dell'anonimato: mi chiamo marco mariotti e sono professore di economia all' universita' di St Andrews). Quanto a Prodi, beh, lasciamo perdere. Di questi grandi professori carrieristi politici impossibile trovare una pubblicazione internazionale di prestigio che sia una.

Tragico invece il percorso a rovescio (dalle stelle alle stalle) di Flavio Delbono. Chi legge le cronache recenti forse non lo sa, ma a quell'epoca era uno dei bravi, uno da imitare, un giovane leone che faceva ricerca alla frontiera e pubblicava sulle migliori riviste internazionali. E il debole per le donne, da sempre il suo tallone d'Achille, e' stata la sua disfatta. Ha sbagliato e paghera'. Ma, vorrei dirlo, era un dirigente migliore di tantissime altre mediocrita' di partito.

Tirate le somme, l'universita' e' comunque meglio oggi di allora. Nulla da rimpiangere. Nel disastrato panorama accademico italiano, Bologna puo' andare abbastanza fiera, son d'accordo con lei.

E Piazza Verdi faceva schifo anche allora (parlo di anni 80), mi ricordo bene le lamentele degli utenti del Teatro (anche io andavo al Teatro ma ero meno imborghesito di adesso e i graffiti e i puzzoni non mi facevano un baffo - era bello essere giovani).

La cucina? Beh, fino a qualche anno fa quando ancora tornavo a Bologna di tanto in tanto per visitare i miei genitori, andavo all'Osteria del Sole a Trebbo di Reno. Fuori Bologna: appunto. A mio padre piaceva La Cesarina a Santo Stefano, ma era un posto dove, come dire?, bisognava essere clienti abituali come lui per mangiare benino, per i turisti temo fosse un'altra storia. Diversi amici stranieri mi hanno parlato bene della Trattoria Meloncello in Saragozza, ma non ci sono mai stato. Non mi fido moltissimo dei giudizi culinari degli amici stranieri. Ma continuo a raccomandarla a nuovi amici stranieri e ogni volta sono soddisfatti!

E' davvero decaduta Bologna? (Al di la' della squadre sportive?). E' decaduta piu' dell'Italia in generale? Onestamente non lo so, so solo che, come dicevo prima, si passa sopra a molte cose quando si e' giovani.

21 Nov 2010 | ore 10:41

La memoria spesso viene offuscata dalla nostalgia e quando parli di una città è come se ricordassi un amore, c'è sempre dell'eccesso nel ricordo.
Bologna era città unica quando io andavo al liceo e all'università negli anni Sessanta, e non è il ricordo che la fa bella ma proprio il confronto con il resto dell'Italia di quei tempi.
Eravamo una città della Svezia se confrontati col clima, le libertà e i servizi anche di una Milano o di Torino, per non parlare della altre città del nord.
La convivialità, lo stare insieme erano i modi di essere della città, la passione politica e il civismo, la voglia di godere i piaceri della vita, la salvaguardia del territorio che ha preservato i colli di Bologna, imperdibile spazio verde che fa da sfondo alla città.
A Bologna noi studenti squattrinati ci trovavamo alla Birreria Lamma, la gramigna con la salsiccia la mangiavamo da Cesari o al San Paolo di via Carbonesi e al Portichetto andavamo a pomiciare.
C'era il sindaco Dozza e la Dc era tutto nel resto d'Italia ma noi credevamo di vivere in una Svizzera padana, altro che la lega.

21 Nov 2010 | ore 10:43

si, e where is the snow of yesteryear?
e alåura?

21 Nov 2010 | ore 10:58

Piazza Verdi era un salotto, c'era uno dei migliori ristoranti della città, Al Cantunzein, dove pranzava spesso la nomenclatura del Pci, presidente Fanti in testa, e nel '77 proprio l'assalto e la distruzione del ristorante hanno segnato la fine di un'epoca ed è lì che il Pci ha cominciato a perdere una parte dei giovani.

21 Nov 2010 | ore 10:58

Ah, non lo sapevo, lei ha la fortuna di avere una memoria storica piu' lunga della mia :) - allora la decadenza ha radici lontane.

21 Nov 2010 | ore 11:15

Tra le tante notizie di decadenza di Bologna finalmente eccone una buona, Apple aprirà il suo negozio nel centro della città, in via Rizzoli, in Italia è il primo negozio aperto non in un centro commerciale.
Apertura ai primi del'anno 2011

http://www.melablog.it/post/12956/a-bologna-aprira-il-quinto-apple-store-italiano

21 Nov 2010 | ore 16:59

Beh in fondo gli alti e absssi capitano un po' ovunque. L'Italia a me sembra in media piuttosto decadente in generale - come altri hanno scritto.
Allo stesso tempo in questo momento quasi tutti quelli che passano a Torino dicono "ma che bella città!" - cosa che non mi risulta accadesse anni fa.
Allo stesso tempo mi chiedo quanto reggerà - dato che si prevedono tagli un po' su tutto, aprono un sacco di centri commerciali ma chiudono un sacco di aziende...boh, vedremo.
Tra l'altro l'Apple store qui l'hanno aperto, ma quando ho esposto un problema o un quesito ai tipi con le t-shirt blu 9 volte su 10 non mi hanno saputo rispondere né saputo dire niente di più di quel che si trova sul sito. Insomma io mi aspettavo un covo di veri geek all'americana, invece so' simpatici ed entusiasti ma non hanno studiato tanto neh!

21 Nov 2010 | ore 17:45

Io all'Apple Store di New York a Soho ho trovato dei ragazzi gentili e preparatissimi anche perché quelli che stanno al banco delle domande sono selezionati in modo rigoroso, me lo hanno detto loro, e comunque a me il portatile me l'hanno fatto ripartire in un attimo e il tutto gratis :-))

21 Nov 2010 | ore 17:59

Io (devo dire) non ho parlato con il Genius Bar - perché mi hanno detto non so se a sproposito o meno che loro ti risolvono problemi tecnici (tipo mi si pianta il computer, non so come disinstallare una cosa o fare il backup dei miei dati), mentre le mie erano questioni pre-acquisto: "esiste un modo o una accessorio per fare questo o quest'altro? Qual è il modo migliore per ottenere questo risultato?" e loro generalmente non lo sapevano. E non mi hanno detto "è una domanda da Genius Bar".
Però magari su questo i bolognesi in centro saranno più precisi...chissà!

21 Nov 2010 | ore 18:11

direttore non mi deprima troppo, visto che io a bologna ci vivo...è vero è decadente, ha i muri del centro più sporchi d'Italia, una classe politca penosa (al punto che abbiamo il commissario), da anni si discute del civis (tram) senza risultati, ristoranti mediocri (ad eccezione dell'osteria bottega e pochi altri), ma resto ottimista per un riscatto. L'arrivo di eataly ha dato una ventata d'aria fresca, la sala borsa è una bella biblioteca, l'università resta una grande università popolare. E sul mangiare prendiamo l'A1 e andiamo alla francescana...

21 Nov 2010 | ore 19:48

E poi nn ci son più le mezze stagioni......

21 Nov 2010 | ore 20:08

che intervento intelligente, si potrebbe dire e ci sono in giro tanti.....

21 Nov 2010 | ore 20:54

Io di Ravenna quando vado a Bologna mi sento rinascere (quindi e'tutto relativo) perche' la trovo viva sia di sera che di notte. Sono reduce da un sabato al MAMBO il museo di arte contemporanea e a seguire ad EATALY a pranzo .Tornato alla mia citta' di provincia mi e' rimasto la voglia di tornare . Credo che il problema sia comune a tutte le citta' che sono state espropriate della loro naturale vocazione commerciale e amministrativa : le periferie sono cresciute a scapito dei centri . E' un bel problema che va risolto con politici che sappiano ascoltare i grandi architetti ed urbanisti che pure abbiamo ( per esempio Renzo Piano )

22 Nov 2010 | ore 10:06

Oh comunque all'Osteria Bottega abbiamo mangiato benissimo. Ci siamo pure preorganizzati assicurarci di poter tornare a provare le lasagne...! ;-)

22 Nov 2010 | ore 11:07

Ah! DIrettore
come la capiscono! A me la gente quando apprende che son in quel di Lione dice sempre ah che bella la sua città capitale della cucina francese!!!!!

22 Nov 2010 | ore 18:47

Non sarà più la capitale della cucina francese, però a me Lione non è sembrata decadente come città in generale. A me piace.
(non sarà mica solo il richiamo dei geni della mia bisnonna che è nata e cresciuta lì da bambina)

22 Nov 2010 | ore 23:20

Negare che la Bologna dotta sia morta è assurdo, si è passati da Andrea Pazienza ai tanti che vorrebbero esserlo senza averne il talento. Il DAMS ha ucciso le arti, è frequantato da gente che pensa di essere intelligente e maledetta, senza essere nessuna delle due cose (sempre che per gente maledetta non si intenda quella masnada di cocainomani ed alcolisti sdraiati nei borghi vicini all'università).

23 Nov 2010 | ore 16:53

Sta di fatto che non ho mai sentito parlare bene una persona della propria città. Anche i parigini si lamentano di Parigi e i newyorkesi di New York, che a noi italiani appaiono città fantastiche. Forse l'unica eccezione è rappresntata proprio da Napoli, dove non è garantito nemmeno il vivere civile, nella sua minima espressione.

23 Nov 2010 | ore 17:46

"...quindi eccoti seduto con le mani nei capelli
senza soldi, senza storia, senza terra, senza figli
non c'è un punto di ritorno in questa tua maledizione
non c'è un punto di raccordo e non c'è una soluzione
questa volta non finisce, non arrivano gli inglesi
non c'è più una bomba atomica da tirare ai Giapponesi,
è la fine del tuo mondo, ma noi non ci saremo..."

saluti compañeros!

23 Nov 2010 | ore 19:51

Vivo ormai da anni a Barcelona. un mese fa ho affrontato insieme alla mia compagna un viaggio di lavoro che ci ha portato a toccare varie citta' italiane, tra cui Bologna, a cui mi legano indimenticabili momenti della mia formazione sentimentale ma direi anche umana e culturale
Quindi quando ci torno tendo sempre a vederla con l'ottica deformante del sentimentalismo
Questa volta invece devo dire che ho ritrovato una citta' messa veramente male, anche e soprattutto in confronto ad altre citta' italiane
E' stata appunto un'osservazione della mia compagna -tra l'altro si e' trattato di un commento non richiesto, ma spontaneo- che mi ha aperto gli occhi sul fatto che, fuori da ogni dubbio, Bologna e' sporca, deturpata, con gli stessi passanti, bolognesi o ospiti che fossero, che esibivano facce per niente allegre
Mi dispiace, molto....
un saluto

24 Nov 2010 | ore 14:44

Direttore le chiedo scusa ma mi tocca correggerla: il Bologna Fc 1909 vinceva lo scudetto nel giugno del '64.

25 Nov 2010 | ore 19:50

Si rende conto da solo che l'espressione "un sardo senza storia" è quanto meno poco elegante?
Mi spiace, ma la sua è una vera caduta di stile.

26 Nov 2010 | ore 08:21

Un sardo senza storia che rilevando la società, ha consentito al Bologna Calcio, probabilmente, di avere ancora una storia... E' assai superficiale parlare dei problemi di Bologna riducendoli alla sardità del Presidente del Bologna Calcio.
"Renzo Menarini ha commentato così l’accordo siglato con il nuovo presidente Sergio Porcedda: “E’ un accordo rilevante per le risorse che esso porta e che sono importanti dal punto di vista sociale e cittadino. E’ bello vedere che un imprenditore italiano decide di investire sia su una società di calcio che sulla città di Bologna, della quale il Bologna Fc ne è il simbolo. Dopo due volte che ci siamo incontrati ho pensato che Sergio Porcedda fosse l’uomo giusto per il Bologna: ha lo stesso entusiamso che abbiamo noi. Un augurio speciale al nuovo Presidente per la sua decisione di venire."

26 Nov 2010 | ore 09:41

Son bolognese, e non vivo in Italia da dieci anni. Bologna, come si diceva in gergo rompeva il culo negli anni '90. I migliori graffiti, grande musica dai sottoscala e dai centri sociali, i migliori rave. E' sta la voglia di ripulirla che ha chiuso una stagione. e l'eroina a basso prezzo.
voi parlate dai vostri salotti, ma se vi calaste nella realta' (non lo farete mai, rischiereste di sporcarvi le scarpe) di chi vive un poco piu' in basso, capireste che anche voi avete contribuito a questo, coglioni.
Io, io me ne sono andato via, Bologna puzzava di morto nel 2001.
Delbono anche per me era professore. grande voglia di figa delbono, grande voglia figa...ciao Max

02 Mar 2011 | ore 14:51

Specialists claim that personal loans aid a lot of people to live the way they want, just because they can feel free to buy needed stuff. Furthermore, a lot of banks give auto loan for different persons.

20 Dic 2011 | ore 10:07

Ma siamo impazziti ? Apple apre a Bologna ? ma chi se ne frega, mi scusi !!!
Stiamo parlando di una città che muore perdendo le radici storiche che l'hanno resa grande un tempo e lei mi cita la Apple come elemento di riscatto ?
Che rabbia !

21 Feb 2014 | ore 08:39

E lo confermo, è un segnale positivo o era meglio che il negozio avesse la scritta Affittasi visto che Schiavio era fallito?

21 Feb 2014 | ore 08:57

come a dire : Franza o Spagna, purchè se magna... che tristezza, veramente stiamo scavando il fondo del barile...
Quello che mi fa ancora più tristezza è che il corriere di Bologna censura i commenti disfattisti, nell'ottica di fornire notizie morbide che non facciano percepire la dimensione dei problemi che affliggono la città
Siamo in una bolla di vuoto...

25 Feb 2014 | ore 13:28

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