04
Nov 2010
ore 15:55

La cantina distrutta di Roberto Anselmi

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Cantina_Anselmi.jpg

Quando ho sentito che il torrente Alpone era uscito dagli argini e aveva inondato il paese di Monteforte d'Alpone ho pensato al mio amico Roberto Anselmi e così gli ho telefonato.
Ma non ha risposto e non ha risposto neppure la mattina dopo.
Poi la sera mi è arrivato un messaggio e allora l'ho chiamato.
L'acqua ha invaso la cantina, distrutto il vicino ristorante, salva la sala delle barrique che è al primo piano ma travolti dall'acqua i cartoni pronti per le spedizioni, distrutto il server con tutti i dati contabili e distrutte le linee di imbottigliamento.
Sentivo il racconto di un uomo molto provato.
L'azienda Anselmi produce 700.000 bottiglie e ha 70 ettari vitati di proprietà, il fiore all'occhiello è il San Vincenzo, un bianco dal rapporto qualità/prezzo tra i più interessanti, € 9, e del quale se ne producono 460.000 bottiglie.
Poi c'è il suo vino più famoso e pruli-premiato, I Capitelli, circa 30.000 bottiglie di ogni annata e un prezzo di € 29,00.
In cantina era pronto un ordine di 3000 cartoni per i Monopoli di Stato del Canada, tutto travolto dall'acqua.
Roberto Anselmi è uno dei produttori italiani più preparati e la sua azienda era un magnifico esempio di innovazione, pulizia, in cantina e in vigna e tecnologia.
Adesso deve ricominciare da capo.
Nel frattempo, a dimostrazione che si esce dalle difficoltà con le proprie forze, Anselmi ha impiegato uno degli elicotteri della società di elitrasporto di cui è socio, per tappare la falla del torrente, esondato per responsabilità degli uomini e non della pioggia o della natura.
Lo si vede da questo breve filmato su youtube.
 


commenti 17

maremma... maremmma.. maremma... porca di quella...

04 Nov 2010 | ore 16:04

L'elicottero che si vede fare avanti e indietro è di Anselmi, cioè lui chiude la falla che ha creato tutto quel disastro?

04 Nov 2010 | ore 16:26

In rete si parla solo di sciocchezze o si fanno battute, delle disgrazie di qualcuno temo non importi nulla, è un'abitudine al cinismo e a voltare la testa dall'altra parte che riscontro sempre più spesso.
E poi molti non hanno mai sentito nominare Anselmi e bevuto i suoi vini.

04 Nov 2010 | ore 16:37

Penso che molti fra coloro che leggono questo blog conoscano il nome di Anselmi, non fosse altro che per i numerosi tre bicchieri che ha preso fino a pochi anni fa.
Fosse diversamente vorrebbe dire che il buon vino sta perdendo terreno.
Che poi la gente sia portata a fregarsene delle disgrazie altrui è un altro discorso ma nel mio caso racconto un accidente capitato a un amico che è un grande produttore.

04 Nov 2010 | ore 16:57

Durante il nostro Master ad Alma Graduate, a cui il Direttor Bonilli ha fatto da docente, siamo andati a presentare un project work a Montefalco da Marco Caprai e li abbiamo avuto il piacere di conoscere questa splendida persona che è Roberto Anselmi.
Un uomo dalla simpatia immensa che lavora con grande passione da molti decenni nel mondo del vino.
Siamo tutti convinti che Roberto Anselmi e la sua famiglia sapranno presto riprendersi da questo brutto incidente.

04 Nov 2010 | ore 17:14

Mi è capitato di avere la cantina allagata nel 2003, per fortuna con conseguenze meno disastrose di quelle che riporti, pero' ogni volta che piove forte mi ritornano in mente quei momenti, di notte e da solo a cercare di svuotare la cantina dei legni con le pompe da vino, con le barriques che galleggiavano, mi viene un angoscia incredibile.
Tutta la mia solidarietà ad Anselmi, è dura ma sono sicuro che si ritirerà su.

04 Nov 2010 | ore 18:16

Com'è triste. Spero riesca a riprendersi, davvero!

04 Nov 2010 | ore 18:19

Molto triste - e classico italiano - che sia lui stesso, non le autorita' preposte, a risolvere la situazione. Auguri.

04 Nov 2010 | ore 18:30

La grandezza di un uomo la si vede in ogni occasione.
La dimostrazione che con i fatti si va avanti e le chiacchiere stanno a zero.
Da napoletano esprimo tutta la mia solidarietà a chi, come la famiglia Anselmi, si è visto portar via tutto.
La loro forza, determinazione, li farà rimboccare le maniche per risalire la china con l'umilità e l'impegno che li contraddistingue.

Chi non ha bevuto il San Vincenzo o Capitel Croce?

04 Nov 2010 | ore 20:16

Roberto è un mito, adesso sarà certamente provato e sta bestemmiando in turco ma già me lo vedo tra un pò alle nostre cene tra produttori raccontarci epicamente come ha risolto il problema. Forza Roberto non mollare, siamo tutti con te e non metaforicamente.

04 Nov 2010 | ore 21:45

Paghiamo le conseguenze del mancato rispetto per la terra che ci accoglie e purtroppo le tragiedie sono tante e diverse e se ne contano sempre di più. Mi piange il cuore vedere cos'è successo e poi anche che se si risolleva, quanta energia persa inutilmente, quanto lavoro andato momentaneamente in fumo. Se non si riesce ad essere solidali nenache "virtualmente", che speranza abbiamo di cambiare gli eventi concretamente, affinchè queste disgrazie non accadano più.
Mi dispiace molto e spero che Anseli, come tutti gli altri, ce la facciano.
Alessandra

04 Nov 2010 | ore 22:44

In Italia quasi il novanta per cento dei comuni è a rischio idrogeologico però si procede sempre con interventi tampone e mai preventivi.
Non vi è nel modo più assoluto una presa di coscienza del problema, basti pensare che nell'ultima finanziaria i tagli maggiori ci sono stati proprio per i fondi destinati alla difesa del territorio.
In Campania, come nel resto del paese, ci sono migliaia di tragedie annunciate. Da noi non sono bastate la grande tragedia di Sarno e quelle più recenti di Ischia e Atrani, costate vite umane.
Si continua a guardare il cielo, speranzosi.

05 Nov 2010 | ore 07:57

Maurizio, è verissimo. Migliaia di tragedie annunciate e, purtroppo, migliaia già accadute. Ogni regione ogni anno espone il lutto: in Liguria ad ottobre è accaduto a Genova Sestri Ponente, in provincia di Massa tre giorni fa... Un rosario che si sgrana nell'indifferenza di chi non è stato colpito e nella rassegnazione o nella rabbia di chi è stato toccato. Ed intanto si tagliano i fondi...

05 Nov 2010 | ore 08:54

Non so perché ma l'acqua mi ha sempre fatto più paura del fuoco. Non tanto nella gestione quotidiana ovviamente, quanto proprio nell'immagine catastrofica che la mia mente costruisce immaginando l'andare oltre l'acqua che esce da un rubinetto o il fuoco da un fornello. Sarà qualcosa di atavico, sarà la vicinanza al fiume di tutto ciò che possiedo, sarà che per il fuoco esistono gli estintori, fatto sta che ogni volta che piove troppo il mio livello di ansia sale più velocemente di quello del Tevere.
Per cui solidarietà ad Anselmi rappresentante su questo blog delle migliaglia di produttori, agricoltori e allevatori sicuramente segnati da questa disavventura.
Ho sentito alcuni amici produttori di zona, i danni non sono un facile conteggio, so che tanti colleghi si sono resi disponibili, soprattutto commercialmente, a dare una mano come al solito. E questa è l'unica cosa che possiamo fare perchè, mai come in questa Italia che fa acqua da tutte le parti, lo Stato siamo noi.

05 Nov 2010 | ore 10:15

Molti molti anni fa, durante un tour di degustazioni, ho conosciuto Roberto Anselmi, uomo davvero fuori dal comune. Ricordo che abbiamo fatto rafting, mi pare fosse la Pennsylvania, e che lui aveva preso subito il comando della malandata ciurma del nostro gommone ... Forza, mio capitano, ce la farai anche stavolta!!

05 Nov 2010 | ore 16:18

Ho avuto la fortuna di conoscere e collaborare con Roberto in giappone, la notizia mi ha shoccato ma sono sicuro che riuscirà a risistemare tutto al più presto!!

Continuiamo a bere e vendere i suoi vini non c'è modo migliore per dargli una mano a ricostruire tutto!

18 Nov 2010 | ore 22:29

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