28
Dic 2010
ore 01:07

Branzino con le cotenne, lo street food di Bangkok

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Giornata bellissima, temperatura sui 30 gradi ma con pochissima umidità e a tratti una sorprendente brezza.
Insomma, una giornata che meritava di essere goduta non foss'altro che per le straordinarie condizioni climatiche.
E quindi ce ne siamo andati a spasso nel parco di Lumpini, nel centro di Bangkok, un parco molto british, con tanta polizia agli ingressi, gente che passeggiava come si conviene in una mattinata di fine anno, una temperatura perfetta.

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Muoversi nel traffico cittadino di Bangkok è un po' una pazzia ma usando lo Ski Train si arriva in poco tempo quasi dovunque e poi c'è l'altro modo alternativo, il fiume, con decine di vaporetti sempre stracarichi, di un tipo per i turisti, di altro tipo per gli abitanti.
Lo Sky Train porta direttamente nei grandi centri commerciali dove c'è tutto, dall'ago alle automobili, e la folla è impressionante ad ogni ora del giorno.
E nei centri commerciali naturalmente si mangia in mille ristoranti visto che qui la gente con una scodella in mano si vede ad ogni angolo di strada e a tutte le ore.

Vicino al parco, nei grandi magazzini Paragon, c'è una food court con decine di ristoranti.
Quello giapponese, che si chiama Aoi, ci sembrava bello e abbiamo fatto tappa per prendere due zuppe e un paio di birre grandi Singha, produzione locale, un modo semplice e piacevole per la pausa pranzo, costo della consumazione, 765 Baht, che in euro suonano 19,33, cioè in due non siamo arrivati a spendere venti euro.
A Bangkok ci si deve muovere tenendo comunque conto del caldo e quindi a pranzo si sta leggeri ma la sera si gira per la città, più ingorgata e illuminata che di giorno, a caccia di buone tavole, alcuni, a caccia d'altro i più...

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E così per la nostra serata, seguendo il suggerimento di Claudio Pistocchi via facebook, siamo andati al Nguan Lee, ristorante cino-tailandese di non poco fascino, vicino al parco.
Chiariamo subito, per chi ha paura delle contaminazioni, che il Nguan Lee è una bettolaccia come tante di Bangkok, posta tra la strada e un cortile, con un tetto di plastica semovente in caso di pioggia, ed è una bettolaccia dove si mangia benissimo e si paga nulla.
Tanto per incominciare la due griglie dove si cuociono carni e pesci sono posizionate fuori sul marciapiede.

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Si entra passando in un corridoio tra la cucina a vista e le pentole delle zuppe e dei piatti pronti e ci si siede a tavoli rotondi di formica e alluminio, vi danno un piatto di plastica, una scodella di plastica, un cucchiaio e delle bacchette di plastica e da consultare un menù dalle mille battaglie, stropicciato e logoro.
Ma anche sulla parete in alto c'è il menù perché ci sono le foto dei piatti col loro bel numero.

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Noi abbiamo ordinato una zuppa piccante con gamberetti, sul menù la numero 29, verdura di stagione fritta nella wok con salsa di ostriche, numero 66 e branzino con prugne cinesi, zenzero e cotenne di maiale, numero 35.
Due birre grandi Singha come accompagnamento e conto finale imbarazzante, 930 Baht, cioè € 23,50, ma in due, badate bene, non a testa.
Come è stata la nostra cena: la zuppa era fatta con un brodo che ti costringeva a non smettere di mangiarla, piccante e penetrante, i gamberetti erano al dente, un vero piacere del palato.
A seguire le verdure, croccanti e con una salsa di ostriche che lasciava il segno tanto era buona.
E poi il pesce, un branzino veramente super, con un condimento che dire intrigante è usare un eufemismo, prugne cinesi, zenzero e piccole strisce di lardo di maiale tagliate vicino alla cotenna, un piatto da sballo puro per un gourmet.

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Nguan Lee, infatti, è il prototipo del sogno dell'appassionato gourmet: arrivare in una bettolaccia dove scopre che si cucinano piatti straordinari.
Bettolaccia Nuang Lee lo è da tutti i punti di vista, però che servizio perfetto, sorridente e rapido, in Italia sarebbe da grande ristorante, qui è la norma ovunque, qui è la Bengodi del cliente, e che piatti buoni, veramente buoni e serviti in porzioni abbondanti vi arrivano nella bettola come nel cinque stelle.
Ci si alza contenti, domani è un altro giorno di street food, di cibo mangiato per strada, e devo dire che questa Bangkok comincia a piacermi molto.

FOTO S. BONILLI

commenti 4

Se Bangkok è spettacolare prova a visitare anche il nord, Chiang Mai, e scoprirai una Thailandia ancora più vera e magica!

28 Dic 2010 | ore 09:58

L'Asia, ed in particlar modo Thailandia, Malesia , Corea - oltre a Cina e Giappone, sono uno scrigno di segreti e scoperte in campo culinario. E ti accorgi che li la cultura culinaria è veramente diffusa, che i surgelati - tipo findus/4salti - ed i fast food non sono mai arrivati (o quanto meno, non sono stati fatti propri dalla popolazione) che si mangia ancora comprando le cose che servono giorno per giorno al mercato. E che basta un fornelletto e pochi ingredienti per preparare dei piatti sorprendenti.

28 Dic 2010 | ore 13:34

Io ho un ottimo ricordo delle verdure con salsa alle ostriche e del pesce (senza cotenne) scelto e cucinato all'istante qui: http://www.seafood.co.th/. C'è da dire che risale ad una decina di anni fa. Chissà se è ancora vero...

29 Dic 2010 | ore 19:39

Mi fa piacere ed onore che tu ti ci sia trovato bene.
Come ti dicevo è uno dei mille posti che tanti "turisti" preferiscono evitare proprio per la sua aria da bettola con il cibo all'aria. Peccato!

Hai speso abbastanza (!) per via del branzino, pesce da "ricchi" che i thai lasciano volentieri a noi ed ai ricchi cino/thai, altrimenti stavi sotto i 500 baht ;-).
A parte la grande "sala" sotto all'ondulina di eternit hanno anche una saletta con aria condizionata-killer da bronchite... ma i ventilatori bastano in questa stagione.
Buon Anno!

01 Gen 2011 | ore 14:28

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Risotto_barbera.jpg Risotto alla barbera

Il cielo è più grigio e la temperatura è calata, è tempo di piatti caldi e...


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