29
Dic 2010
ore 17:52
ore 17:52
Minestra maritata di mia suocera

Mentre io me ne sto disteso al sole pensando ad altro mi arriva una mail di Maurizio Cortese che contiene la ricetta della minestra maritata così come la prepara sua suocera.
Una pugnalata alle spalle del turista natalizio quale ormai sono diventato io perché proprio di una grande minestra maritata abbiamo disquisito con Maurizio e Cristina poco prima di partire e lo abbiamo fatto, guarda un po', davanti a un piatto di minestra maritata seduti ai tavoli della Masseria dei Trianelli.
Era buonissima ma Cristina mi ha detto che sua madre...
Ed eccola qui la ricetta della minestra maritata della mamma di Cristina Cortese che proditoriamente Maurizio mi ha mandato per email a Bangkok.
In questo caso si può dire che la globalizzazione nulla può in quanto le mail arrivano dovunque ma la minestra no.
E allora eccovi la ricetta e vedete di non sbavare troppo.
Minestra maritata di mia suocera
INGREDIENTI PER 15 PERSONE
Mezzo cappone, mezzo chilo di manzo.
Per ogni persona calcolare mezzo chilo di verdure.
Queste: scarolella, cicoria, torzelle, broccoletti e in misura minore borragine e verza.
Salsicce di maiale, salsicce secche piccanti.
In acqua fredda e in pentole separate mettere a bollire il manzo e il cappone. Schiumare. Mettere cipolla, carota e sedano e far bollire per non più di tre ore.
Nel frattempo pulire accuratamente le verdure e lessarle per pochi minuti in acqua bollente, scolarle, e una volta fredde strizzarle il più possibile per fare defluire l’acqua assorbita durante la cottura.
Fare bollire le salsicce fresche e piccanti in poca acqua per trenta minuti.
Mettere in una grande pentola i due brodi filtrati, le verdure, le salsicce tagliate a rondelle e far sobbollire lentamente per trenta minuti.
Servire con una spolverata di pecorino a piacere.
PS – La carne usata per il brodo mia suocera la mette da parte perché insapore, la utilizza eventualmente solo per gli ospiti sgraditi :-)
TESTO E FOTO DI MAURIZIO CORTESE
Stefano Bonilli
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Non posso che provare anche questa ricetta per vedere se la mamma di Cristina è in grado di stupirmi! :-) Auguri di buone feste Lisa
Il riscatto delle suocere!!! In mancanza la farò fare da mammà!
con il mio olio, a detta di maurizio, sarebbe super!
Proviamo?
Non credo che con il tuo solo nome Stefano si ricorderà di te. Il tuo e' quel magnifico olio che abbiamo provato al nuovo ristorante di Antonella Iandolo, vicino Avelliino. C'è qualcuno che l'olio lo aggiunge a crudo, anche se a me non piace, ma il tuo starebbe bene ovunque!
Ma le insalate che finiscono in elle si trovano anche fuori Campania? :-)
Ci si potrà adattare almeno la scarola "normale"?
Vorrei prima di tutto ringraziare il Sig. Bonilli per aver pubblicato la mia ricetta, questi sono gli scherzi che mi combina mio genero!
Rispondo alla domanda che mi e' stata posta. Questa e' una ricetta profondamente legata al territorio, difficile da riprodurre alla lettera fuori regione. Il mio consiglio e' quello di adoperare verdure tenere bilanciando le dolci e le amare ed evitando quelle dal sapore ferroso tipo gli spinaci, magari reperendo verdure selvatiche laddove e' possibile.
che bontà!
ecco anche il cognome che da il nome all'olio ;).
Complimenti alla suocera, spero di provare la sua minestra prima o poi.
se e' facile trovare i "friarielli" al nord, credo che le Torcelle siano confinatissime
Grazie, allora mediteremo una variante piemontese basandoci sui sapori e vediamo che succede.
Già che ci siamo, ancora una curiosità: ma la cicoria che si trova da quelle parti a quest'epoca che aspetto ha?
Perché io di solito d'estate qui vedo quella dei prati (Tarassaco?).
D'inverno quella cimata con i gambi piuttosto lunghi e spessi (che però mi pare ancora un po' diversa da quella delle puntarelle a Roma che a occasionalmente ho visto qui, chiamata con lo stesso nome).
Insomma che confusione con tutte queste erbe!
Ma i friarielli e le cime di rapa sono la stessa cosa, solo più o meno cresciuti oppure no?
Senza contare i peperoncini verdi che a volte pure si chiamano allo stesso modo?
Le verdure che si usano qui da noi per fare la minestra sono quelle "novelle". La cicoria in particolare (detta anche cicorietta) è filiforme lunga dai 15 ai 20 cm. ed è simile alla scarolella che però, pur avendo le stesse dimensioni, ha la foglia un pò più larga.
Gli erbivendoli la vendono legata a mazzetti!
Buon anno Maurì.
Nella ricetta mia nonna aggiungeva e io pure ritendendoli indispensabili per il "maritaggio": cotica e piedino di maiale, salsiccia 'e purmone e la 'nnoglia.
In quanto alle verdure è meglio dirlo a Gumbo che i broccoli sono varietà locali e son chiamati: vruoccoli p'a menesta e vruoccolilli (l'uno amaro e l'altro appena dolce). Ah poi c'è pure il cavolo verza. La tecnica di cotture è la stessa con la fatica di un'intera giornata. Buon capodanno intanto che c'è tempo per la minestra mmaritata fino a Pasqua.
Buon anno Maurì.
Nella ricetta mia nonna aggiungeva e io pure ritendendoli indispensabili per il "maritaggio": cotica e piedino di maiale, salsiccia 'e purmone e la 'nnoglia.
In quanto alle verdure è meglio dirlo a Gumbo che i broccoli sono varietà locali e son chiamati: vruoccoli p'a menesta e vruoccolilli (l'uno amaro e l'altro appena dolce) e che friarie4lli non son cime di rapa. Ah poi c'è pure il cavolo verza. La tecnica di cotture è la stessa con la fatica di un'intera giornata. Buon capodanno intanto che c'è tempo per la minestra mmaritata fino a Pasqua.
Buon anno anche a te, Tommaso. I tuoi appunti sono da vero intenditore, per la verità anche mia suocera mette il piedino di porco ma lo considera un di più perciò non l'ho scritto. Le ricette poi sono tante, variano da paese a paese, l'unica cosa certa e' che certe verdure fuori dalla Campania non si trovano.
Per le verdure mi sa che l'unica soddisfazione qui è la verza, che non solo si trova, ma ha pure la sua sagra a Montalto Dora! :-)€
Credo che nei vari commenti ci sia stata un pò di confusione col termine "friarielli" che designa a Napoli e provincia una varietà di broccolo molto primitiva in cui, il broccolo appunto, è molto piccolo e con un sapore che si presta molto al passaggio in padella in abbondante olio aglio e peperoncino senza preventiva lessatura da cui il nome. Lo stesso termine friariello designa nel resto della Campania e in altre regioni del Sud, credo, una varietà di peperoni verdi dalla carne particolarmente sottile che si presta appunto anche in questo caso ad essere consumata fritta. E' il secondo che si trova anche nei supermercati nordici col nome italianizzato in "friggitelli" mentre il friariello napoletano è, credo, confinatissimo tra il Sele e il Garigliano!! ;-)
A Roma è possibile utilizzare trovare una versione dei broccoletti simile ai friarielli, vengono da Sezze.
Non tutti li vendono e vanno in genere prenotati.