19
Gen 2011
ore 10:36

Arriva il freddo, riscaldiamoci con la zuppa di trippa

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Zuppa_di_trippa.jpg

Ecco uno di quei piatti che si amano o si odiano, tertium non datur, non c'è una via di mezzo perché la trippa fa quasi schifo oppure la si adora.
Io la adoro e questa ricetta veneta di Annalisa Barbagli si adatta alla stagione ballerina, ieri sole, oggi nuvolo e magari domani freddo e neve.
Una bella zuppa di trippa bollente.
Seguite passo passo la ricetta, è facile e buona.

zuppa di trippa

INGREDIENTI PER 4 PERSONE

600 g circa di trippa precotta di vitellone* in un unico pezzo (reticolo)
2 cucchiai d’olio extravergine d’oliva
30 g circa di pancetta tesa
3 cipolle di media grandezza
una carota
una costa di sedano
prezzemolo
2 foglie di alloro
rosmarino
pepe
in grani
un litro scarso di ottimo brodo di carne
sale e pepe di mulinello

Parmigiano grattugiato

Pane casereccio abbrustolito

Pulite la costa di sedano, la carota, una cipolla e qualche gambo di prezzemolo, tagliateli a pezzi e raccoglieteli in una casseruola con un paio di litri d’acqua. Aggiungete una manciatina di sale, una foglia di alloro e una decina di grani di pepe. Quando si alza l’ebollizione, unite la trippa*, mettete il coperchio e lasciate bollire dolcemente per un’ora. Scolatela e, quando è tiepida, tagliatela a listarelle.

Tritate 2 cipolle e frullate la pancetta con le foglioline di un rametto di rosmarino. Raccogliete tutto in una casseruola con l’olio e fate rosolare molto dolcemente. Quando la cipolla comincia a prendere colore, unite la trippa e fatela insaporire per una decina di minuti mescolando quasi di continuo. Non appena comincia ad attaccare, unite sale e pepe e una foglia di alloro e coprite a filo di acqua calda.

Coprite e fate cuocere per circa un’ora, fino a quando la trippa sarà molto tenera e quasi asciutta. Solo ora aggiungete il brodo bollente e, dopo qualche minuto la zuppa è pronta. Portatela in tavola caldissima accompagnandola con il Parmigiano grattugiato, il macinino del pepe e il pane abbrustolito.  

Trippa.jpg

* La trippa
Si tratta di alimento antico tanto che già i Greci la mangiavano cotta alla brace e i Romani ne facevano salsicce.  Oggi non c’è più neanche la scusa della difficoltà a pulirla, ci pensano le macchine e la trippa arriva già pulita e incellofanata sugli scaffali dei nostri supermercati.  Certo, si tratta dello stomaco del vitello, e non degli intestini, come erroneamente si crede, per l’esattezza del rumine, un grande sacco detto anche trippa, croce, pancia o trippa liscia, del reticolo, un piccolo sacco dall’aspetto spugnoso, chiamato anche cuffia, bonetto o nido d’ape, dell’omaso, un sacco a lamelle conosciuto anche come foiolo, centopelli o libro, e dell’abomaso,lo stomaco vero e proprio, al secolo riccioletta, spannocchia o lampredotto. Ma chi ha mai detto che lo stomaco del vitello non sia una golosità da leccarsi i baffi?

FOTO PAOLO DELLA CORTE

commenti 20

Io adoro la trippa e quando posso vado nelle osterie che la servono, ma perché invece i ristoranti snobbano questo grande piatto popolare?

19 Gen 2011 | ore 12:48

Facciamoci una trippata prossimamente qui a Roma: quali sono gli indirizzi migliori della capitale per mangiare della vera e buona trippa?

19 Gen 2011 | ore 12:51

Beh quella della ricetta direi che a Roma sia introvabile. Con quel tocco così toscan-barbagliano... :-)

Ad ogni modo, disposti a pomodoro, pecorino e mentuccia, è meravigliosa la trippa da Cesare in via del Casaletto, memorabile quella della famiglia Trabalza all'Isola Tiberina, perfetta quella della Sora Anna a San Cesareo. Niente di particolarmente nuovo sotto il sole...ma vere garanzie. Io so' pe' la trippa alla romana 'n trattoria o per quella che mi faccio da solo. Che ha persino passato il vaglio di Annalisa, l'ultima volta!

19 Gen 2011 | ore 15:21

Anche se veneto preferisco le trippe alla parmigiana. La zuppa di trippe immancabile l'1 gennaio. Inimitabile quella della tratoria (con una t) Basso Isonzo di Padova: un postaccio che sa fare bene due cose, tra cui una versione celestiale della zuppa di trippe.

19 Gen 2011 | ore 15:40

Ottima ! per me uno dei piatti per cui vale la pena sedersi a tavola. Insuperabile quella di famiglia ma qui in Toscana non è difficile trovarne di buone; l'ultima sabato scorso alla Tranquillona di Serravalle Pistoiese.

19 Gen 2011 | ore 16:45

aderisco immediatamente alla trippata, anche perche' negli ultimi tempi mi siete mancati. Guai di salute che si stanno lentamente risolvendo. Per quanto riguarda gli indirizzi mi adeguo al sapere del Direttore e a quelli di Marco: chi meglio di loro?!

19 Gen 2011 | ore 18:00

Osteria del velodromo vecchio, via Genzano (zona sud di roma).

19 Gen 2011 | ore 18:41

ah la trippa. che goduria.
Stefano, detto tra noi, ti é mai venuta la voglia di aprire un ristorante?

19 Gen 2011 | ore 19:05

Se e' possibile, conteggiate altre due persone!

19 Gen 2011 | ore 19:47

Piatto povero ,antichissimo,un tempo nelle osterie,"la Busecca".

19 Gen 2011 | ore 23:31

Curioso.... non ho mai mangiato grandi piatti in quel posto. E l'altro piatto quale sarebbe? Appena rientro a padova ci vado. grazie

19 Gen 2011 | ore 23:46

Per trovare ristoranti a Roma e altrove che servono trippa, consulta la guida a questo indirizzo: http://www.foodspotting.com/guides/682-tripe

20 Gen 2011 | ore 05:32

Ho visto la guida che è una somma di indirizzi senza alcuna logica qualitativa e quindi una pessima guida.
Due esempi romani, Moschino, trippa mediocre e la signora Ada di via dei Banchi Vecchi, luogo della memoria, dell'affetto, di come eravamo, ma non certo trattoria di qualità, quanto alla trippa, beh lasciamo perdere.

20 Gen 2011 | ore 09:10

Io adoro le frattaglie in genere,quidni mi segno questa bella ricetta che riscalderà le gelide serate parigine!

20 Gen 2011 | ore 14:16

Ultimamente l'ho mangiata alla Osteria di Monteverde, dentro un coccetto, davvero ottima, la consiglio.

20 Gen 2011 | ore 15:11

Cesare a via del casaletto purtroppo ha cambiato gestione da qualche tempo.L'ultima volta che ci sono andata (mi pare nel 2009) la cucina era molto peggiorata soprattutto sui piatti tradizionali.

20 Gen 2011 | ore 15:45

Amo la trippa, ovviamente fatta a regola d'arte e di ottima qualità, altrimenti ha quel sapore nauseabondo. La migliore in assoluto l'ho mangiata a Ca Daffan, chef Gianni Battistella (purtroppo ha chiuso l'anno scorso), croccante, dolce, unica, quando gli ho chiesto qual'era il segreto è tornato in cucina e ha preso qualche pezzo di trippa cruda e l'ha riportata dicendomi "Assaggiala". Io confesso che ero perplesso, ma alla sua insistenza ne ho mangiato un pezzo di cruda. Era buona così. Ecco questo per dire che la materia prima...

21 Gen 2011 | ore 12:18

Veramente secondo me è molto migliorato con il cambio di gestione!

22 Gen 2011 | ore 00:26

Amo molto la trippa in quanto mi ricorda tempi trascorsi.
Mia zia aveva un bar dove veniva servita la trippa fatta in rosso con pomodoro rosmarino ed abbondante parmigiano.
C'era una variante di trippa il cosidetto .."DURONE"...trippa bollita e srvita con sale olio e pepe..... a pezzettoni e ... ombre..( il bicchiere di vino ).
Ho sposato una Rumena e quì ho trovato una ultiore variante della trippa , anzi zuppa di trippa.
Oltre alla trippa viene aggiunta la panna e aceto.
Questo mix crea un gusto acidulo dolce , da provare, inizialmente ero un pò scettico , ma una volta assaggiato è divenuto un mio must x la trippa....

29 Gen 2011 | ore 10:49

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