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Feb 2011
ore 16:29
ore 16:29
C'era una volta Goa

Questa mattina alle sette ho camminato per molti chilometri lungo la spiaggia di Colva Beach, tra le spiagge di Betalbatim e Benaulim.
La zona è quella delle spiagge di Mragao, la località all'interno più vicina al mare, snodo di strade e della ferrovia.
Lungo questa spiaggia, di circa 20 chilometri, si cammina per ore o, se si vuole, si va in bicicletta lungo una striscia di sabbia larga almeno duecento metri quando non c'è la marea e lunga quanto siete in grado di camminare, fino all'orizzonte, sia a nord che a sud.

Qui non è ancora arrivato il cemento ma, purtroppo, sarà solo questione di tempo, per ora ci sono piccole baracche, metà bar e metà stabilimento balneare, pescatori, che al mattino stendono le reti ad asciugare, turisti che camminano verso qualche meta, cani amichevoli e ben pasciuti, corvi, sole, le palme e l'Oceano Indiano caldo e pulito.

Goa è divisa tra un nord, un centro e un sud.
Una delle spiagge più belle, a sud, forse la più bella, è quella di Palolem, o per meglio dire era la spiaggia più bella, oggi è ancora un luogo meraviglioso con il suo arco di spiaggia bianchissima che si snoda per chilometri, ma ha perso il suo fascino primitivo quando la scoprirono i Freaks.

Un mio compagno di università, un sessantottino doc, era di quei freaks e si "è perso" a Goa nel 1970.
Era uno degli scopritori, li chiamavano Goa Freaks, quelli che inventarono la Goa dello sballo, del piacere, delle droghe, la Goa dove si viveva con niente.
Cinque o sei anni di quella vita a Goa ne hanno fatto un disadattato al suo rientro nell'Europa che nel frattempo stava cambiando completamente e io ascoltavo i suoi racconti come se mi parlasse di un mondo lontano.
Quaranta anni dopo ci sono arrivato e ho capito che, al di là dei charter del turismo e della cementificazione di una parte della costa si capisce che doveva essere una meta e un sogno per un' intera generazione.

Negli anni Ottanta arrivarono a Goa i primi charter e oggi si viene a Goa per godere una spiaggia, la natura, un mare bellissimo ma i due milioni di visitatori all'anno hanno cambiato lo stato dell'arte e di quella Goa freaks si può solo leggere nei libri.
FOTO S. BONILLI






Uffa... cosa ci sto a fare ancora a Milano? Ma chi me lo fa fare...
Troppa liberta' puo' essere pericolosa per la mente umana. Certo non deve essere stato facile rientrare nella frenesia della vita occidentale .Non stupisce che tanti si siano persi per strada..
Mi piaciono molto questi racconti, sembra di essere lì, e le foto sono bellissime, grazie di aprire ogni tanto una finestra sul bello e sui sogni per rompere la cappa che c'è qui da noi in Italia.
C'è ancora gente che vive per le spiagge, c'è ancora gente che sogna. Per una Goa conquistata dal Velclub, c'è n'è un altra dove respirare. Basta cercarla.
Ciao ho un ristorante pizzeria sono felicemente sposato con 3 figli. In italia è diventato impossibile vivere e pensare al futuro dei propri figli sono pronto anche subito a smontare tutto e venire li se tu mi dici che vale.
la mia famiglia mi seguirà in seguito se vuole.
Grazie
SAlvatore ( ho una fottutissima voglia)
Di questi tempi è meglio andare ovunque meno che in India.