24
Mar 2011
ore 09:17

La Cesarina, che ha inventato i tortellini alla panna

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Se qualcuno vi dicesse che un piatto, mettiamo i tortellini alla panna, è stato inventato dal cuoco XY sicuramente non gli credereste perché i tortellini alla panna vi sembra che sia uno di quei piatti che esistono da sempre.
E invece pare proprio che i tanto famosi e anche vituperati tortellini alla panna abbiano un autore, anzi, un'autrice di nome Cesarina Masi di Bologna.

La Cesarina è stata per molti anni nel dopoguerra un personaggio popolarissimo a Bologna e il ristorante, che portava il suo nome, in via Santo Stefano, accanto alla chiesa omonima, era meta obbligata per tutti i buongustai.
Cesarina aveva iniziato la sua attività a Bologna negli anni '40 con un'osteria in via degli Albari gestita insieme con la madre Artemisia.
Come si vede dalla foto Cesarina era una donna imponente con un carattere duro tanto che gli ubriachi li cacciava fuori dal locale personalmente.
Finita la guerra le due donne si trasferirono in via de' Fusari e infine, nel 1947, nel locale di via Santo Stefano che aveva il nome della padrona, la Cesarina, e che ne consacrò la fama di grande cuoca e vero personaggio cittadino al pari del sindaco Dozza.
Il piatto più famoso della Cesarina però era già stato creato, erano i tortellini alla panna, che lei preparò per la prima volta nel 1940 e da allora i tortellini alla panna divennero uno dei piatti più famosi del dopoguerra.
Cesarina era ancora bella e fiorente, da giovane, quando era meno formosa e più magra, era una donna molto bella, il viso spesso severo e corrucciato, pronta al litigio con chiunque mettesse in discussione la paternità del piatto più famoso del ristorante.
Si aggirava per il ristorante e dominava la sala, lunga e stretta all'inizio e poi con due altre sale, e i tavoli sempre pieni pranzo e cena.
Toretellini in brodo, alla panna, in autunno con la trifola, tortelloni, lasagne, tagliolini, passatelli, la cotoletta di tacchino alla Cesarina erano alcuni dei piatti che avevano reso famosa la cucina di via Santo Stefano.
Il ristorante sembrava destinato a un successo cittadino, e non solo, di anni e anni, in una via Santo Stefano dove a un centinaio di metri, quasi sotto le Due Torri, apriva i battenti un altro monumento della cucina petroniana, Il Pappagallo.
E invece il matrimonio della figlia della Cesarina e il trasferimento a Roma indussero la cuoca a chiudere il locale blognese e trasferirsi a Roma, in via Sicilia 209, vicino a Via Veneto, la strada da poco diventata protagonista della Dolce Vita di Fellini.
E proprio Fellini e il mondo del cinema furono tra i suoi primi clienti, seguiti dai politici.
Io sono la regina delle minestre, diceva la Cesarina, e le minestre, asciutte e in brodo, erano il punto forte del ristorante romano, con i tortellini alla panna in testa e in chiusura un fritto di crema che tutti ordinavano.
Era un'altra Roma, un altro mondo, un'altra cucina italiana e Cesarina Masi ne è stata per alcuni decenni la bandiera.




commenti 16

Bella la storia di Cesarina. Un grazie a lei per aver trovato una combinazione così semplice e al tempo stesso così divina come i tortellini e la tanto vituperata (ma da me amatissima) panna. Panna rulez! Viva la cucina vintage! :D

24 Mar 2011 | ore 09:38

Io adoro i tortellini col burro e parmigiano, ricetta fantastica adatta agli anni Duemila.
La panna è la scoperta del dopoguerra ma da anni i bravi cuochi la usano con moderazione e non certo con i tortellini.

24 Mar 2011 | ore 09:43

E chi detta cosa sia adatto a una determinata epoca? Solo il gusto personale, cara Serena. Io la panna coi tortellini la trovo molto adatta al mio.

24 Mar 2011 | ore 10:10

Nooo la panna con i tortellini è un reperto archeologico di un'Italia delle penne alla vodka, l'Italia del dopoguerra.
Se si vuole mangiare il piatto asciutto e non in brodo la ricetta è tortellini burro e parmigiano.
Bottura ne fa una interpretazione superba.
La panna nooooooooooo!!!!!!

24 Mar 2011 | ore 10:31

Ahahahah, proprio non ho resistito, te la sei tirata ;D

24 Mar 2011 | ore 10:39

Dipende.
Io sono di Modena (città alla quale i bolognesi ha sottratto la paternità del tortellino) e il segreto è cuocere i tortellini sempre e comunque nel brodo.
Poi io non uso l'orrida panna da cucina, ma faccio stringere della panna fresca.
Secondo me sono buoni.
Sono i tortellini al ragù la vera infamia.

24 Mar 2011 | ore 12:13

I tortellini sono solo quelli in brodo. Della polemica Modena-Bologna non parlo, la trovo ridicola, l'importante è che i tortellini siano buoni, quelli con la panna sono una degenerazione degli anni cinquanta.

24 Mar 2011 | ore 14:05

Ma al di fuori dell'Emilia il grande pubblico non conosce i veri tortellini e quindi panna o non panna i tanti appassionati che frequentano questo blog in realtà non sanno proprio cosa dire.

24 Mar 2011 | ore 18:34

Io sono cresciuto a tortellini, prima di tutto in brodo, e già su questo piatto c'è molto da discutere perché sono buonissimi ma i brodi possibili sono molti.
Altro piatto mangiato nella mia gioventù bolognese sono stati i tortellini col ragù, mai molto amati e anché tra i miei amici di scarso successo.
Da ultimi i tortellini con la panna che attorno ai miei dieci/quindici anni a Bologna spopolavano. Anche io ne ho mangiati molti ma poi via via me ne sono disamorato e dalla maturità gastronomica in poi non li ho più mangiati.
Lo scorso anno ho mangiato da Bottura dei tortellini con la crema affiorata della prima mungitura presa il mattino e il Parmigiano di 36 mesi delle vacche bianche e ho goduto, anche perchè me ne era stata portata provocatoriamente una pentola, non un piatto, e io la pentola di tortellini l'ho mangiata.
Ovviamente dalla Cesarina i miei tortellini alla panna sono stati molti e per molti anni anche perché abitavamo in via Santo Stefano, a 50 metri dal ristorante della Cesarina e sopra il ristorante Tre galli d'oro.
Forse ero proprio destinato a occuparmi di gastronomia :-))

24 Mar 2011 | ore 19:32

Certo e' una fortuna avere conosciuto quella cucina. Sono passata da Bologna piu' tardi. I tortellini che trovo migliori sono quelli in brodo. Sta diventando quasi impossibile ma spero di riuscire - prima o poi- a mangiare anche quelli di Bottura. ;-)

24 Mar 2011 | ore 20:47

mi dispiace ma con la panna non ce la faccio...

24 Mar 2011 | ore 22:47

Tortellino al ragù non si può sentire.
Mudnés ed raza e mudnés d’alevamèint; mudnés importé e mudnés ed passàg’; mudnés ch’a sì a Mòdna e mudnés luntàn da Mòdna per bisègn, a-v salut.

25 Mar 2011 | ore 12:02

Ricordo un articolo di Gianni Brera che attribuiva l'invenzione a Biagi in quel di Caselecchio, dove Brera andava prima di ogni partita del Bologna. Mi pare che raccontasse di un'improvvisata serale, molti ospiti e il brodo per i tortellini finito: come condirli allora?
Ma ho sempre pensato che fosse una leggenda metropolitana.

27 Mar 2011 | ore 11:35

Quanti ricordi...ho avuto l'onore di conoscere la Cesarina molto bene.I miei nonni avevano una modesta trattoria a Bologna,nulla a che fare col lustro della Cesarina,ma questa gran donna conosceva molto bene mia Madre e quando andavo a cena con i miei amici,mi abbracciava sempre nonostante il suo carattere burbero.L'ho vista l'ultima volta in clinica a Bologna prima che morisse...vorrei non essere andato a trovarla...

25 Nov 2011 | ore 20:18

Sono troppo giovane per avere ricordi gastronomici nitidi ma da Cesarina a via Piemonte quando ancora c'era Cesarina ci sono stato quasi una volta a settimana, era il ristorante preferito di mio padre, e i tortellini con la panna di Cesarina fanno parte dei miei sapori della memoria. Quindi tuttora i tortellini con la panna mi piacciono e li mangio volentieri. Che i puristi della tradizione del tortellino si inalberino pure ma sono buoni e poi sentire ancora dire che esiste solo un modo giusto di mangiare qualcosa ......... Dai su!!

13 Set 2012 | ore 15:49

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