21
Apr 2011
ore 10:01

Dinner, il nuovo ristorante londinese di Blumenthal

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Dinner_Blumenthal_1.jpg
Heston Blumenthal, in primo piano, e Claude Bosì, dell'Hibiscus

Prendete la Piccadilly Line e scendete alla fermata di Knightsbridge.
Appena usciti girate a sinistra ed entrate all'Hotel Mandarin Oriental e chiedete del Dinner, il nuovo ristorante di Heston Blumenthal.
Avrete prenotato almeno un paio di mesi prima.
Due gentili e deliziose signorine vi accoglieranno e accompagneranno al vostro tavolo.

Dinner_Blumenthal_2.jpg

Il nuovo ristorante di Bumenthal sta avendo un successo che va oltre ogni aspettativa, tutto esaurito a pranzo e a cena, una media di 120 coperti per ognuno dei due servizi e pubblico e critica che applaudono.
Per prepararvi a questa bella esperienza gastronomica vi raccontiamo il nostro pranzo di lunedì 18 aprile.
Iniziamo con Hay-smoked mackerel, del maccarello con indivia e salsa di acciughe, un piatto semplice, dai sapori netti, molto buono, £ 14,50
Secondo antipasto, Meat Fruit, bello a vedersi, un piatto furbo perché prende la scena ma è anche molto buono e si ispira a una ricetta del 1500, un mandarino ripieno di un patè di fegatini di pollo e accanto fette di pane caldo abbrustolito, £ 12,50

Dinner_Blumenthal_3.jpg

Main che prevede Rice & Flesh, risotto e zafferano con coda di bue e salsa di vino, da una ricetta del 1390. Inutile dire che per un italiano è un piatto noto al palato e all'occhio, cottura del riso perfetta, piatto splendido e cromaticamente molto bello, £ 15,00
Segue un piatto ispirato a una ricetta del 1780, Spiced Pigeon, piccione con carciofi, carne eccezionale di animali selezionati per Blumenthal, un piatto perfetto, £ 32,00

Dinner_Blumenthal_4.jpg

E il dessert non si discosta dall'alto livello complessivo del pranzo e con il Tipsy cake, Blumenthal ci offre una ricetta presa da un libro del 1859, The English cookery book by J. H. Walsh, Ananas allo spiedo e cocotte di pasta dolce e burrosa, un dolce tradizionale inglese, il tutto molto calorico e buono, £ 10,00
Abbiamo bevuto Valminor 2009, Pacherenc-du-Vic 2005 Alain Brumont, Saint-Aubin Hubert Lamy 2007, Chateau Siaurac , Pomerol 2007.
Che dire, il locale è bello, il servizio efficiente e il cibo buono senza dover fare un mutuo.
Successo di pubblico modaiolo, turisti e gourmet così come nell'altro locale del Mandarin, il vicino Bar - Ristorante di Daniel Boulud, dove il sabato abbiamo cenato mangiando favolose salsicce Boudin Basque £ 16,50 e salsicce al Beaujolaise con patate £ 15,00 e due boccali di birra e una San Pellegrino, il tutto per £ 45,50 a dimostrazione che la linea degli attuali hotel di lusso, quali quelli della catena Mandarin Oriental, puntano su grandi cuochi, grandi cucine ma menù accessibili e non avvicinabili solo da pochi appassionati. 

Dinner by Heston Blumenthal
Mandarin Oriental Hyde Park
66 Knightsbridge London
Starter £ 14,00 Main £ 28,00 Dessert £ 10,00
tel +44 (0)20 7201 3833
www.dinnerbyheston.com 

FOTO S. BONILLI

commenti 17

Ottimi segnali ... da fat duck si fa la ricerca e un po' passa da qui.
E' come la tecnologia della Lamborghini che passa un po' all'Audi che passa un po' alla Volkswagen che passa un po' alla Seat ecc...

21 Apr 2011 | ore 13:14

Bella questa recensione ed invogliante perché appare un Blumenthal non estremo ma classico.
Nella prossima visita a Londra che farò a giugno ci andrò certamente e ho capito che mi conviene prenotare subito.

21 Apr 2011 | ore 14:22

Gent. sig. Bonilli,
che attualità di antichi spunti, di ieri che oggi guarda al domani verrebbe da dire.
Una domanda che vorrei fare, io che non sono affatto autarichico, spero si dica così: perchè in molte rece, seguo spesso anche passionegourmet, in Vs molte cene/pranzi alla fine il vino scelto è francese? Questo accade in Italia, Francia, GB, Germania..etc
E' una reale curiosità.
Grazie.
Roberto V.

21 Apr 2011 | ore 14:33

Grande Blumenthal, grande ricerca; prima la ricostruzione dei classici, ora questa, archeologica piuttosto che tradizionale. Gioco, ironia, e una gran bella testa.

21 Apr 2011 | ore 14:39

Londra e l'Inghilterra sono da sempre filofrancesi quanto a vino e lo sono per storia e mercato.
Vini inglesi non ce ne sono quasi e gli italiani stanno recuperando solo in questi ultimi anni dopo essersi bruciati negli anni Sessanta e Settanta con produzioni mediocri che avevano sporcato l'immagine del vino italiano.

21 Apr 2011 | ore 14:42

Ho trovato posto per lunedì 25 alle 14:30... fantastico! Complice il bank holiday...

21 Apr 2011 | ore 15:06

Consiglio anche di attraversare la strada dal Mandarin Oriental e provare la cucina 'povera' del mitico Pierre Koffman (ex tristellato a Tante Claire), tornato recentemente a cucinare per il grande pubblico. Anche quello e' in un hotel di lusso, a confermare il discorso di Bonilli. Il vicino di Koffman nello stesso albergo e' Marcus Wareing (ex protege' di G Ramsey), anche quello eccellente (2*).

E a pochi passi da Koffman's c'e' la base londinese di Beck, Apsleys nel Lanesborough hotel.

Per me, quello e' uno dei tratti di strada piu' belli del mondo dal punto di vista culinario.

21 Apr 2011 | ore 16:31

Credo che il successo di Heston Blumenthal
sia legato non solo al prezzo ma ad una proposta accessibile. Ricordate le sue "divertenti" performance a Identità Golose? Il vero desiderio di tutti (gourmet inclusi)sono i piatti che danno conforto: piccione, risotto...
Cosa ne pensi Stefano?

21 Apr 2011 | ore 20:04

Caro DIrettore,
son contento che il Riso allo Zafferano con coda di bue le sia piaciuto, non é affatto male. Fossi un avvezzo al protagonismo le direi in distinta sede che visto che a Londra per i 50 Best si parlo' tanto di lobbying, vuol dire che le spadellate di pounds che mi han bonificato i produttori associati di Carnaroli son servite a qualcosa, diciamo ad insistere presso di Ashley, con a quanto pare madibolari risultati, che a quell'opulento piatto bisognava aggiungerci pure un tocco minimalista less is more: precisamente tre-quattro minuti di cottura in meno. Allora, il lobbying é roba da mascalzoni?

21 Apr 2011 | ore 21:29

Bella segnalazione, già dato il mandato a mia sorella di testarlo la settimana prossima.
Essendo poi un patito di fegatini di pollo, sono molto interessato alla ricetta dei mandarini ripieni, quindi sarei curioso di sapere se sono dei veri mandarini o sono stati "ricostruiti" come le "susine" di questo video http://www.youtube.com/watch?v=g4HFu_bkUak

22 Apr 2011 | ore 09:20

Bella recensione.....

Peccato solo Che a pochi passi da Dinner by H.... esiste UNO dei migliori ristoranti italiani all' estero.... L'Apsleys Heinz Beck restaurant di Massimiliano Blasone Ed una brigata italianissima di chef .

Invece di lodare il duro lavoro dei nostri , continuate a fare publicita' ad una brasserie inglese.....

Complimenti a quest blog!!!!

22 Apr 2011 | ore 16:06

Bravo Matteo quoto in toto e anzi mi sono automoderato su Facebook nel medesimo post, dove Bonilli risponde in questi termini...
[Stefano Bonilli] Chissà perché uno che è a Londra deve andare in un ristorante italiano di fronte a Blumenthal :-))
Mi permetto di affermare e chiudo perchè non ho tempo da perdere, PRIMA PROVARE poi PARLARE. Arrikkiodegometa essifilì sentenziò. Buon tutto inteso alla oloap. :)

22 Apr 2011 | ore 17:19

Infatti io stavo provando il nuovo Blumenthal, non ero a Londra per provare un ristorante italiano, per altro aperto già da tempo.
Rispondo inoltre all'affermazione che hai fatto "attraversando la strada sono stato pure meglio", una contrapposizione che mi sembra forzata e inutile.

22 Apr 2011 | ore 18:53

concordo con Sacco e con Matteo..... incredibile... si parla dello straniero e non sponsorizziamoil meglio dell'Italia.

Comunque sono stato da Blumenthal e vi assicuro che non e' stato per niente emozionante...... gelatina di clementine con parfait di chicken liver ad Aprile!!! (clementine un po fuori stagione)......

ananas nel dessert troppo fibroso e squilibrio nel gusto..... troppo burro.....

bravo Bonilli!!!

23 Apr 2011 | ore 17:36

Ribadisco quanto detto al 7, che li' nel giro di pochi metri c'e' un caleidoscopio incredibile di ristoranti, inclusi Blasone e (immagino, perche' devo ancora provarlo) Blumenthal. Ma non vedo cosa ci sia di strano se un critico italiano senza il tempo di provarli tutti in quell'occasione vada dalla novita' di cui tutti i gastro-entusiasti parlavano da mesi. Come dire che un francese dovrebbe andare da Koffman, un indiano da Amaya, e cosi' via - che senso ha?

23 Apr 2011 | ore 20:36

Viviamo nel MONDO. Stiamo comunicando via INTERNET.
Basta con la chiusura. Ma vi sembra possibile che uno non debba parlare di un ristorante inglese o debba aprire un blog per parlare solo di cuochi e ristoranti italiani? Non vi preoccupate che i nostri cuochi e i nostri ristoranti non hanno paura e si fanno strada da soli !!!

24 Apr 2011 | ore 18:07

Appena ritornato da Londra. Ho provato il Dinner lunedì a pranzo.
Spettacolare. Davvero spettacolare.

28 Apr 2011 | ore 11:31

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