19
Apr 2011
ore 09:01

The 50 Best: un macedone, due spagnoli e un modenese

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Il danese-macedone Renè Réedzepi del Noma, al primo posto, i due spagnoli El Celler de Can Roca dei fratelli Roca, al secondo posto e al terzo posto il Mugaritz di Andoni Luis Aduriz.
Questo è il podio della classifica The World's 50 Best Restaurants 2011, che conferma il primato di Redzepi e la grande presenza della Spagna ai vertici, una volta uscito di scena Ferran Adrià, che questa classifica ha dominato per anni.
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Poi arriva un italiano, Massimo Bottura, della Francescana di Modena, che ha ricevuto il premio The Chefs' Choice, è stato cioè il cuoco più votato dagli altri cuochi di tutto il mondo, un premio fantastico, di simpatia e di stima da parte dell'elite internazionale della ristorazione.
Poi, al 28° posto il Combal.0 di Davide Scabin, al 32° posto Le Calandre dei fratelli Alajmo, che perde 12 posizioni, al 33° posto Carlo Cracco, che risale dal 72° posto dello scorso anno, al 38° posto il Pescatore di Nadia e Antonio Santini e al 39° posto Il Canto di Paolo Lopriore.
Solite polemiche sulla classifica dei francesi, che boicottano la manifestazione perché non si sentono rappresentati da questa classifica che vede Inaki, dello Chateaubriand, pietra dello scandalo, salire dall'11° al 9° posto.
Solite polemiche italiche: ma come si permettono, io sono stato da Inaki e non vale, ma i giurati ci vanno al ristorante, il premio lo si ha se si compra la minerale e via di questo passo volando altissimi.
E nel frattempo, anno dopo anno, la manifestazione che non conta acquista sempre più peso perché un pubblico internazionale, che magari non sa neppure cosa sia una guida, ha iniziato a scegliere i ristoranti sulla base di questa classifica.
E i ristoratori del mondo se ne sono accorti e infatti erano tutti presenti.
Mancavano i francesi, probabilmente erano a Evian a cercare una sposorizzazione.



commenti 30

Mi sembra che la descrizione di Bonilli sia condivisibile in pieno, compreso la battutina finale del suo post, che a me è piaciuta tantissimo, dedicata ai francesi. Questi signori per anni ci hanno guardato dall'alto al basso ed evidentemente lo facevano verso tutti. Oggi sono spiazzati dall'emergere di tanti chef così bravi nel mondo, non se lo aspettavano nemmeno loro!. La tradizione in cucina va benissimo e così il tramandarsi di padre in figlio le ricette e i ricettari, ma credo che Bonilli qui sottolinei come nel mondo ci siano chef che studiano, ricercano, non si fermano a quello che gli ha detto il nonno o la mamma, ma vogliono andare oltre e lo fanno con immensità. E anche in questo campo, come in tanti altri, chi studia davvero, si applica, prova e testa, fa ricerca e si mette in discussione confrontandosi giorno dopo giorno finisce inesorabilmente con il crescere e progredire. Uno chef che conosce, si documenta, studia, fa ricerca merita di salire su quel podio. Perché, secondo voi il grande Bottura non é un ricercatore, uno sperimentatore, uno studioso? Bottura é assolutamente un grande studioso e infatti é stato premiato e dà sempre più immagine e lustro al nostro Paese e alla nostra cucina! Se Cracco infastidisce e indispettisce qualche italiano, nel mondo invece viene rispettato e premiato, come è giusto che sia. Da Inaki a tutti gli altri, si tratta spesso di chef che hanno avuto la capacità di progredire e giustamente sono stati premiati. Se infastidisce il fatto che dietro ci sia la San Pellegrino, basta pensare che invece di essere il BEST 50 CHEF sia il BEST 50 CHEF SAN PELLEGRINO, ma é indiscutibile che si tratti di un happening di grande rilievo internazionale: ed è così che va visto, non con occhi troppo italiani, ma con occhi globali, con una visione del mondo. Poi oggi a mezzo giorno andrò a mangiare le grandiose tagliatelle dell'antica trattoria della Gigina qui a Corticella, a Bologna, che non é ne sulla Michelin tanto meno al 50 WORLD BEST COOK ma questa é tutta un'altra faccenda, altro che Evian e San Pellegrino!. Gianluigi Veronesi

19 Apr 2011 | ore 10:23

Le "mitiche" tagliatelle di Gigina, leggere e buone.

19 Apr 2011 | ore 10:49

A mio avviso questa è una classifica molto interessante, indipendentemente dal fatto che la si possa o meno condividere in toto. Complimenti a Bottura per il bellissimo risultato.

19 Apr 2011 | ore 10:53

io ritengo di volare almeno a media altezza: inaki vola basso mica poco e bottura vola altissimo anche grazie a dove ha iniziato a muovere i primi passi, appunto da ducasse, un francese a caso.

19 Apr 2011 | ore 14:25

Una classifica dei ristoranti di qualità sponsorizzata e usata come veicolo pubblicitario dalla più grande multinazionale del cibo é un controsenso. Se una cosa del genere l'avesse fatta la Danone invece che la Nestlé, il discorso non cambierebbe di una virgola. Sarebbe comunque un'assurdità. E questo a prescindere da chi arriva primo o secondo in classifica.
Io sono consapevole che la manifestazione stia acquistando sempre più peso in un pubblico internazionale.
E' proprio quello che mi preoccupa.
Un pubblico generico, che non é stato educato per decenni al lavoro di ricerca fatto da guide serie e ragionate come la Gault Millau in Francia o la Gambero Rosso (by Bonilli) in Italia, si ritrova bella e pronta una classifica acritica in cui ciò che conta é solo il numero, la posizione raggiunta.
E' la banalizzazione della gastronomia, stile Grande Fratello.

19 Apr 2011 | ore 15:28

Pienamente d'accordo con Alessandro.
Invece di andare avanti, torniamo indietro.

19 Apr 2011 | ore 16:38

Intanto grazie a Bonilli perché dove il mondo sta cambiando lui c’è sempre, e non è da tutti.
E appunto per mettere a confronto due modi radicalmente diversi di vedere quello che può essere la cucina di qualità in un mondo che cambia, è sufficiente guardare la vitalità, l’allegria, l’energia, la proiezione al futuro e al mondo intero che, pur tra i tantissimi difetti propri di tutte le classifiche, traspaiono dalla manifestazione di Londra di ieri, e andare poi a paragonarla con la manifestazione, imbolsita e un po’ triste a vedersi, del 6 aprile alla reggia di Versailles, manifestazione della passata grandeur di un genere di cucina che si sforza di credere di essere ancora al centro del mondo. La si può trovare in rete, sui siti francesi più in dettaglio, e farsi una qualche idea di tutto il contesto.
C’è però da dire che, se non altro, a Versailles non c’erano né Gagnaire, né Bras (che era invece salito sul palco con Redzepi all’ultimo recente congresso dei formidabili Flemish Primitives a Ostenda), né Passard, né Barbot, tanti altri.
Ho avuto la fortuna non molti giorni or sono di poter andare con amici da Adrià per l’ultima stagione di elBulli, ebbene subito dopo di noi è entrato, anche lui per cenare, Aizpitarte, uno chef che evidentemente ha l’ingegno, e la libertà, a differenza di tanti altri chef francesi, di potersi permettere di andare a vedere cosa di straordinario succede ancora a Cala Montjoi. Un Adrià, dalla cui cucina sono passati una schiera innumerevole di chef di grande valore, tra i quali Redzepi e Bottura, che a elBulli hanno costruito un’amicizia, lì insieme per un certo periodo per così dire ‘compagni di banco’, e Aduriz, per molto tempo a elBulli, molti altri.
Ma su come si mangi a Le Chateaubriand non mi posso esprimere non avendo esperienza diretta e, al di là dell’indubbio interesse del modello, sento che i pareri non sono univoci.
Su Redzepi avevo già visto bene tre anni fa il grande valore mondiale di quella cucina. Ma certo con Adrià, riverificato testè, nella strutturazione di un grande percorso del gusto e della sua storia, siamo tuttora, ormai a poco più di tre mesi dalla chiusura definitiva di elBulli, su una scala di tutt’altra ampiezza.
Contento per l’avvicinarsi alla vetta di Bottura, che a mio parere, nella diversità degli stili, potrebbe stare tranquillamente già ora al posto che occupa Redzepi. Contento per l’accresciuto riconoscimento agli chef italiani, passati da cinque a sei, per Scabin in crescita, per il ritorno di Cracco, per Lopriore (che merita ancora di più). Peccato per Alajmo, sempre tra i primi 50 ma in questo momento con minore visibilità. Peccato per la mancanza di Crippa.
Roca secondi forse nell’intenzione di sostituire Adrià come punta della Spagna. Sono stato anche da loro recentissimamente, questa volta per un’eccellente pranzo alla carta, senza dubbio di valore mondiale, secondi al mondo però mi sembra davvero eccessivo. Contento infine per Aduriz, un altro grande, che si è risollevato dopo l’incendio che aveva distrutto il Mugaritz.

19 Apr 2011 | ore 16:54

Però qualche francese c'era. A parte Inaki (non che siamo in confidenza, ma è più facile del cognome da scrivere!) almeno Pascal Barbot l'hanno inquadrato.
Su 50 in tutto il mondo normale che ci siano "dimenticanze" che chi osserva può giudicare importanti. Però rispetto a qualunque altra manifestazione è un passo più accessibile e uno più lontano dal mondo enogastronomico più classico (che comunque continua ad avere la sua Michelin di riferimento) che a me pare sempre molto distante dal mio e a volte anche un po' ostico.

19 Apr 2011 | ore 17:11

Ma i ristoranti che sono nell'elenco dei 100 del 50 Best Restaurants che ho letto mi sembrano tutti ristoranti di qualità.
E allora perché non dovrei indignarmi per una guida del Touring che pubblica col voto un ristorante che non ha ancora aperto, come si è appena scoperto, e invece mi devo scandalizzare perché San Pellegrino - Nestlè sponsorizza una manifestazione dove 800 addetti ai lavori votano per una classifica dei 100 ristoranti del mondo, quelli che secondo loro sono i migliori.
Che educazione al lettore hanno dato le guide dei ristoranti scopiazzate, con ristoranti non visitati, strizzate d'occhio e cose così?
Vogliamo dire che se uno ti scrive in copertina che ha 3000 ristoranti recensiti ha visitato 3000 ristoranti?
Ma non scherziamo, ricordo una polemica di Bonilli quando era editore e direttore del GR e diceva che la guida costava 180mila euro solo di spese di ristoranti, viaggi e compensi.
Quante guide potrebbero sopportare questo budget?
A me l'elenco dei 50 + 50 migliori appare utile e che sia Nestlè a sponsorizzare non crea nessun problema, è acqua italiana, era del Mentasti poi passata di mano come gran parte della nostra industria alimentare.
E allora?

19 Apr 2011 | ore 19:19

Ma tu un'idea tua, oltre al due righette ringhiose e stupide che scrivi ogni tanto, sei in grando di metterle insieme?

19 Apr 2011 | ore 19:22

La "leggerezza" di Cremona ha fatto subito scalpore con la gaffe del Touring che ha premiato un ristorante non ancora aperto con ben 4 forchette! in un momento in cui le guide sono viste con sempre meno affidabilità, é stata una pietrata!. Un giorno passavo per Milano e fermandomi alla Feltrinelli ho fatto qualche domanda ad uno dei responsabili: "si vende solo la rossa, le altre muoiono sullo scaffale" e questa risposta la dice lunga. Gigi Veronesi

19 Apr 2011 | ore 19:57

Cara Serena,
Io sono abituato quando scrivo a essere preciso e a scrivere (spero) in italiano corretto.
Ho citato guide serie e ragionate come la Gault Millau in Francia o la Gambero Rosso (by Bonilli) in Italia. La guida del Touring non la prendo nemmeno in considerazione, non so nemmeno com'é fatta e non l'ho mai presa in mano. In un settore come quello gastronomico ci si può fidare solo di persone che lavorano in modo serio.
Ho semplicemente ricordato che due guide cartacee riconosciute da tutti come autorevoli abbiano influenzato positivamente il panorama gastronomico francese e italiano, facendo un lavoro ragionato, mentre la classifica della San Pellegrino é un mera operazione commerciale che produce un elenco numerico che ha la stessa valenza dell'elenco del telefono. Se non ci fosse dietro un gigantesco battage pubblicitario, potremmo dire che é un gioco. Il problema é che ha la pretesa di essere una cosa seria.

19 Apr 2011 | ore 20:35

Caro Alessandro, io leggo l'elenco dei 50 + 50 e trovo solo il meglio della ristorazione mondiale con l'aggiunta di varie novità.
Il Noma prima dei 50 Best non lo conosceva nessuno, oggi ci sono nomi nuovi che arricchiscono il panorama della buona ristorazione e non vedo perché se c'è una classifica uno debba usare termini così spregiativo-riduttivi "elenco del telefono" e poi vado a leggere l'elenco che è così snobbato e chi è il 50°? vedo che è Asador Etcxebarri e non mi importa se è 50° o 40° resta che è il più grande Asador che io abbia conosciuto, poi trovo Astrid & Gaston in Perù e non li avevo mai sentiti nominare e questo è il pregio di questa classifica, che ogni anno introduce nomi nuovi.
Sponsorizza San Pellegrino e io dovrei pensare che per questo il parere di 800 esperti non vale?
C'è una classifica? A Me piace e la trovo utile.
Poi, per concludere, nell'elenco del telefono c'è Bottura al 4° posto, nessuno che la trovi una grande vittoria, in modo molto italiano solo palate di cacca.
Ma si può?

19 Apr 2011 | ore 21:14

Finalmente un commento degno di essere letto in questa per altro degna cornice. Tutto muta molto velocemente , ma qualcuno sembra nn accorgersene; probabilmente ha ancora qlc rendita di posizione da sfruttare... In fondo questo e' il maggiore problema del sistema Italia. Ben venga il nuovo , anche se credo il problema maggiore sia , almeno x noi italici rendere credibile la "ristorazione tradizionale" sempre piu' fatta di osterie e trattorie che fanno spesa da "METRO".

19 Apr 2011 | ore 22:27

Come valutazione personale per quel che conosco meglio, gli UK, guardo al St John di Londra messo solo pochi posti dietro al Pescatore, il St John! un locale e una cucina del tutto ordinari che manco gli inglesi.
Guardo a Hibiscus, un locale dove sono stato piu' volte e sarei felice di dire che mangio regolarmente in uno dei migliori 40 e qualcosa del mondo, ma so che non e' vero.
Prenderla seriamente, con tutta la buona volonta', come si fa?
Una volta era un grande divertente nonsenso, ci si rideva sopra e si raccoglievano gli spunti originali e interessanti. Ora, quando Noma puo' passare da 4 a 100000 prenotazioni grazie alla top position, puo' essere una cosa peggiore.
Non e' dietrologia all'italiana. Jay Rayner, secondo me il miglior critico inglese, molte volte giurato e sicuramente senza preconcetti contro, ha detto chiaramente che avrebbe potuto scorazzare gratis per il mondo intero grazie alle offerte ricevute in relazione a questo evento.
http://www.nytimes.com/2011/04/13/dining/13Best.html?pagewanted=1&_r=1
E non e' il solo. Come segnalato dallo stesso Rayner e dal New York Times
'both restaurateurs and tourist boards have gone out of their way to get panellists in, offering them endless free trips and free meals.'
Consiglio la lettura dell'articolo del NYT, (soprattutto la seconda pagina):
http://www.nytimes.com/2011/04/13/dining/13Best.html?pagewanted=1&_r=1
La solita risposta e': ma volete che critici navigati si facciano influenzare da qualche pasto gratis?
Secondo me, si', e' possibile. Non facciamo i finti ingenui.
Non e' questione di un pasto gratis. E' questione di essere invischiati in un sistema in cui viene sempre meno l'aspetto del giudizio critico a freddo e prevale sempre di piu' l'aspetto di un sistema di relazioni, di taciti o meno taciti scambi.
E, con l'ingigantirsi degli interessi economici, sara' sempre peggio.
I critici piu' integri, come Rayner, hanno avvertito questo cambiamento e lanciano segnali di allarme. Molti altri, buon per loro, continuano a godersi i viaggi e pasti gratis senza problemi.
Ma i problemi ci sono.


20 Apr 2011 | ore 09:29

Dall'assalto di post alla notizia mi pare si confermi quello che scrivevo qualche giorno fa, la classifica dei Best 50 non se la fila nessuno. fatta come è fatta mi viene da dire: meno male.

20 Apr 2011 | ore 13:16

Un'autentica sciocchezza.
Auguri :-))

20 Apr 2011 | ore 13:50

Ma stiamo scherzando?
Noma era già molto conosciuto ed era già un ristorante di punta a livello mondiale prima di arrivare nelle posizioni di vertice di questa classifica. Il Gambero ne aveva già parlato nel luglio 2005. Io ci andai un mese dopo, spinto dalla curiosità, e così fecero molti appassionati provenienti da tutto il mondo. Non se ne parlò solo in Italia ovviamente, ma ovunque. Nell'era di internet é facile che le notizie circolino...
Voglio tranquillizarti comunque che la casalinga di Voghera non conosceva Noma prima, non lo conosce adesso e non lo conoscerà neanche in futuro. Stiamo pur sempre parlando di conoscenza limitata a chi é già interessato alla ristorazione di qualità.

Anche per la maggior parte dei ristoranti della classifica possiamo fare un discorso analogo.

I fratelli Roca hanno ottenuto le due stelle Michelin nel 2001 e sono un ristorante di culto da un decennio. Il 50 best li mette in classifica solo nel 2006.

Bottura entra solo nel 2009 eppure era già conosciutissimo da anni. Nel 2005 aveva già ottenuto il primo premio "Lo Mejor de la Gastronomia" e nel 2006 le due stelle.

Barbot dell'Astrance é stato nominato nel 2005 dalla Gault Millau cuoco dell'anno, con un balzo da 17/20 a 19/20, un punteggio di fatto equivalente alle tre stelle, ed era già un ristorante di culto da molto tempo, tant'é che ci volevano già allora due mesi di tempo per prenotare, e mi ricordo che sui forum dell'epoca c'era chi lo considerava già superato perché non aveva più la stessa carica innovativa di quando aveva aperto 5 anni prima.
Nella classifica 50 Best arriva solo nel 2006.

Vendome, chef Joachim Wissler, é considerato da diversi anni il n. 1 in Germania. Ha ottenuto le tre stelle Michelin nel 2005. Nei 50 Best entra solo nel 2008.

Aqua, altro ristorante tedesco, ottiene le tre stelle Michelin nel 2009. Nei 50 Best entra l'anno dopo, nel 2010.

Combal Zero é un ristorante di culto da moltissimi anni eppure entra nei 50 Best solo nel 2007, poi nel 2008 esce dalla classifica, poi rientra nel 2009, ma rimane sempre nella seconda metà della classifica.

Martin Berasategui ottiene le tre stelle Michelin nel 2002, ma il 50 Best se ne accorge solo nel 2006 e lo fa galleggiare sempre nella seconda metà della classifica.

Massimiliano Alajmo, Le Calandre, tre stelle Michelin dal 2003, il più giovane chef della storia ad avere ottenuto le tre stelle, entra nei 50 Best solo nel 2006 e sale e scende in classifica ad anni alterni.

A Marc Veyrat, due ristoranti tre stelle, 20/20 alla Gault Millau, concessero solo un 46esimo posto una tantum. Un vero e proprio insulto. Non solo a lui, ma anche all'intelligenza.

Mi sembra di avere dimostrato chiaramente, cifre alla mano, che questa classifica dei Best 50 é al rimorchio della Michelin.
E' una scopiazzatura fatta male e spesso con anni di ritardo, più che essere un anticipatore di tendenze e novità come si vuol far credere.

Con la importante differenza che i torti della Michelin si possono contare sulle dita di una mano, mentre questa classifica é tutta sconclusionata, non avendo né capo né coda.

20 Apr 2011 | ore 14:16

Vorrei aggiungere un altro fatto sul quale chiedo il vostro punto di vista: osservando alcuni video della manifestazione sono rimasto molto colpito notando tra i loghi appartenenti ai mega sponsor della manifestazione (la quale, come sappiamo, é ideata e proposta da una grande multinazionale, ovvero la Nestlé, proprietaria dei brand S.Pellegrino e Panna) il logo di SLOW FOOD. Questo mi ha fatto molto riflettere. Il logo di SLOW FOOD quale partner e sponsor dell'iniziativa di Nestlé. Sono io che son vecchio, fuori tempo, poco futurista, incapace di guardare oltre o quel logo, in quel contesto, é una pugnalata dritta al cuore di coloro che in SlowFood vedono qualcosa di molto, molto diverso da Nestlé. Mi sbaglio io?

20 Apr 2011 | ore 14:49

Alberto, io sono uno di quelli che non si era mai filato questa classifica e ho anche scritto che si poteva vivere bene ugualmente. E' innegabile però che proprio da quest'anno questa kermesse abbia assunto un profilo sempre più vasto e amplificato. Quest'anno da TG5 a QN ma anche radio e un fiume di blog, forum siti ecc ne hanno parlato. Dire che non se la fila nessuno é un pò dura... io credo che ne sentirai parlare sempre di più per via di pochi semplici elementi che ti devono far riflettere: é l'unica di questo genere, é innovativa e guarda al mondo, si rivolge ad una platea mondiale, una platea che nella propria mondialità é evoluta (non intendo dire evoluti culturalmente ma mediaticamente) coinvolge i più grandi giornalisti enogastronomici del mondo e soprattutto (o haimé, dipende dai punti di vista) é patrocinata e fortemente voluta da un colosso economico mondiale, la Nestlé. Mai come quest'anno questa classifica é stata seguita, se fai un indagine approfondita in rete te ne accorgerai, é quasi evidente che il prossimo anno avrà ancor maggiore cassa di risonanza. Gianluigi Veronesi

20 Apr 2011 | ore 15:04

Noma è stato recensito per la prima volta in assoluto da Andrea Petrini sul Gambero Rosso nel 2005 e io conosco bene il direttore dell'epoca.
Ciò non toglie che al di fuori di una piccola setta di fanatici gourmet non lo conoscesse nessuno.
Un conto sono 3000/5000 persone nel mondo, altra cosa è una conoscenza globale.
Fa male o bene a un ristorante questa fama mondiale?
Dipende dal ristoratore, non dalle 100 oppure 1000 prenotazioni, Adrià anche in questo è stato maestro.

20 Apr 2011 | ore 16:09

Anche se a leggere i commenti sembra una faccenda irrilevante c'è una cosa che mi ha colpita: la possibilità per qualche migliaio di curiosi in tutto il mondo di seguire la cerimonia in diretta. Gratis. Comodamente a casa. Senza la mediazione di un élite di invitati paganti o professionisti del settore.
A me sembra una grandissima differenza rispetto a tutti gli eventi di cui ricordo di aver sentito parlare!

20 Apr 2011 | ore 16:25

Io faccio parte della giuria, giro il mondo, vado dove e quando mi pare, pago i conti e non sono un caso isolato.
Questa voglia di delegittimare tutto mi lascia perplesso.
Jay Rayner è uno dei migliori e più integri giornalisti del settore?
Congratulazioni a lui, anche io ne conosco.
Una rarità?
Non so giudicare, certamente temo moralisti e integralisti :-))

20 Apr 2011 | ore 16:48

Questa é un'altra autentica vergogna. Slow Food dovrebbe ritirare subito la sua partnership con questo evento. Vallo a spiegare ai contadini di tutto il mondo che vengono a Terra Madre che Slow Food promuove iniziative insieme alla Nestlé!

20 Apr 2011 | ore 17:13

Direttore prendo atto del giudizio che nella sua estrema sintesi non vuol dire un bel nulla. Cerco di spiegarmi meglio: stiamo parlando di ristoranti già stranoti, strarecensiti, straconosciuti, nella maggioranza dei casi stracari (vabbè non proprio tutti, ma quasi), cioè comunque di ristoranti a cui si rivolge un'elite di persone, che già ci andavano. Voi direte, ma la classifica è mondiale e porterà nuova inevitabile visibilità, si ma sempre ad una ristretta elite di consumatori appassionati, quelli che si prendono due giorni di ferie, un biglietto aereo o di treno (tipo il direttore :-)) attraversano le frontiere, vanno a pranzo o cena e si fermano anche a dormire sul posto, tutto questo perché si sono incuriositi dalla classifica. Certo che ci sono queste persone, fortunate loro mi viene anche da dire, ma quante sono? Poche, pochissime, la maggior parte si limita a leggere la notizia o neppure quella e la riprova è, che questi post, a differenza di molti altri che mette on line il direttore, non se li sta filando nessuno, se il termine offende, non era intenzione, diciamo interessano a pochi.

20 Apr 2011 | ore 17:33

Ma tu in che mondo vivi?
Quindi non guardi film Medusa perché di Berlusconi, non bevi Coca Cola, non usi prodotti cinesi e quindi non acquisti Apple che monta tutto in Cina, che non è una democrazia ecc...
Oppure solo le multinazionali del cibo ti scandalizzano.
Ma in che banca tieni i soldi? Sei sicuro che non faccia cose peggio della Nestlè?
Forse vivere senza moralismi assurdi sarebbe meglio.

20 Apr 2011 | ore 17:34

Lei e' lei, Jay e' Jay...ma gli altri 800 son tutti come lei e Jay?
Io non sono moralista affatto, tutt'altro, sono un economista e per deformazione professionale guardo agli incentivi che le istituzioni generano.
Secondo me La San P ha creato un meccansimo con incentivi biricchini (come spiega Jay). Se poi i critici son tutti angeli, buon per loro, spero si diano alla politica.
Guardando certe presenze in classifica, pero', non direi...:-))

20 Apr 2011 | ore 18:53

Ti confermo che non guardo film Medusa, non bevo Coca Cola, non uso Apple e i soldi li tengo sotto il materasso*
*una di queste quattro cose non é vera ;-)

Se vogliamo parlare seriamente, penso che tu ti possa rendere conto facilmente che il settore alimentare é proprio uno di quei pochi settori in cui le alternative alle multinazionali non solo esistono, ma abbondano, quindi ci si aspetta che chi ha almeno un po' di sensibilità (e anche un po' di rispetto per sé stesso e per la propria salute) faccia scelte alternative.
Cosa assai più difficile é trovare una banca che ti offra al tempo stesso dei servizi efficienti, una rete capillare e abbia anche un'etica nei suoi investimenti. D'altronde cosa diceva Brecht delle banche? :-)

20 Apr 2011 | ore 20:31

Non voglio dilungarmi nel commentare la classifica. Su Bottura ho già detto in altra occasione: sono stato tre volte nel giro di 4 anni. La prima volta entusiasmante, la seconda io e la mia fidanzata ci siamo fatti abbindolare da un menù di pesce (anche crudo) e siamo stati male come cani, la terza una comica: bottiglie ordinate di un'annata e servite di un'altra senza avvertire; inoltre senza avvertire che l'ultima bottiglia e quindi obbligando sei persone a cambiare vino durante il primo piatto; il dessert al ciccolato bruciato con sapore di "strino". Una pena e una pessima figura con i miei ospiti ai quali avevo decantato il ristorante.
Scabin per me è il top. Quanto allo Chateubriand, è uno scandalo. Un ristorante coin una cucina misera, fredda e ridicola. Un servizio da mensa in un posto rumoroso e affollato. Non dovrebbe rientrare nemmeno nei primi 50.000 al mondo!

21 Apr 2011 | ore 12:40

Tommaso ho letto con attenzione, il tuo post: quello che scrivi su Massimo Bottura e La Francescana é molto forte, sicuramente se scrivi queste cose le avrai provate e vissute ma c'è da meravigliarsi. Spero si tratti di un caso isolato, il tuo post, haimé, é uno di quelli che non vorrei mai leggere. Ritengo che avere un italiano eletto in un contesto internazionale sempre più seguito ed importante come THE BEST chef possa essere un onore per tutti noi. Concorderai con me che in questi momenti, se non avessimo la bella notizia di italiani che fanno grande l'Italia all'estero almeno nel mondo dei motori e della cucina, avremmo il morale molto più basso. Gianluigi Veronesi

22 Apr 2011 | ore 09:09

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