22
Giu 2011
ore 01:22

Solstizio d'estate alla Pergola

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IMG_0127.jpg

Il tramonto è stato come me l'aspettavo, un susseguirsi di cambiamenti di colore lenti, lunghi, che davano ogni volta un'immagine diversa alla città lì sotto, a perdita d'occhio.
Prima l'aperitivo col sole ancora alto, alle 19,30, ed è Dom Perignon 2002, un vero piacere, fresco, che ti va giù tanto che una bottiglia finisce, poi a tavola, a cena alla Pergola, per tornare alla cucina di Beck un anno dopo.

E' tardi, sono stanco e questi sono appunti di getto prima di andare a letto.

Fegato grasso d'anatra con mele, mandorle e amaretti
Ormai io faccio fatica a mangiarlo il fegato d'anatra ma questo... questo era speciale, non mi ha saturato subito papille, stomaco e cervello, questo voleva essere mangiato ed era così buono che ne avrei ripreso.

Scampi scottati su patate
Io ho rinunciato al tonno scottato ai profumi di Mediterraneo, piatto dirompente e proposto alla mia compagna di cena, ma non è che ci abbia perso perché il mio piatto, immediato, dai sapori netti e dalla materia prima eccezionale era altrettanto buono.

Spaghetti "cacio e pepe" con gamberetti bianchi marinati al lime
Piatto geniale, in apparenza semplice ma ricco di sapori, consistenze e profondità. E poi uno spaghetto qui in Pergola assume un doppio significato, di citazione e di dimostrazione. Assoluto.

Merluzzo nero con salsa al peperoncino e alici marinate
Prima di tutto il merluzzo e la sua cottura, ai limiti della perfezione come qualità e resa, un piatto magnifico e semplice.  

Lombo di agnello con verdure primaverili, salsa di limone e capperi
Le verdure, croccanti e dai sapori di primavera, unite a una carne che si scioglieva in bocca ma non era stata cotta oltre i giusti limiti. Anche qui da applausi.

Composizione di fragole e rabarbaro con crema ghiacciata al limone
Buono? Di più, un dolce che a fine pasto completa sapori e piacere con leggerezza

La piccola pasticceria

Che dire, alcuni piatti nuovi dicono di un Beck cambiato, più fresco, più maturo e maestro di tecnica. Venire alla Pergola vuole dire entrare in una dimensione internazionale alta, fatta di qualità, cura dei particolari e di un servizio perfetto.

Abbiamo bevuto:

Egon Muller Riesling Spatlese 2007
Miani Rosso 2007
Elena Walch Cashmere 2008

commenti 27

Un gran bell'inizio dell'estate.

22 Giu 2011 | ore 08:44

Appunti scritti a caldo ma che rendono perfettamente la freschezza e la bontà di una cena con un'alternanza carne/pesce che ti obbliga quasi ad alzare il telefono e prenotare!

Ciao Stefano a presto.


P.S. Ho provato al Tickets e al 41° a Barcellona, serviva la prenotazione solo per domandare se c'era posto...impossibili anche 10 minuti contati al bancone!

22 Giu 2011 | ore 10:33

Non vedo l'ora di tornare a Roma per andarci... è uno dei pochi "grandi" che mi manca...
Un appunto: perché nelòla sua dettagliata ricostruzione della serata di ieri non ci svela anche i prezzi dei piatti (o del menù) e dei vini? Anche il prezzo è parte integrante di un racconto, di un'emozione, di un commento, di un giudizio...

22 Giu 2011 | ore 11:21

Semplice, perché ero ospite e mi sembrava poco elegante chiedere i prezzi anche perché sapevo che sono visibili andando sul sito della Pergola e scaricando il Pdf del menù che per 6 portate è di € 175 più i vini.

22 Giu 2011 | ore 11:46

Grande recensione per un grande chef... traspare una freschezza di tramonto di prima estate. A volte le parole riescono anche a trasmettere i sapori. Bravo!

22 Giu 2011 | ore 12:22

Ottimo racconto per un ristorante che mi manca.

Arrivato alla fine ho pensato fra me e me medesimo: scommetto che entro i primi 10 commenti viene fuori quello che insinua chiedendo come mai non c'è il prezzo.... e il direttore dovrà come tutte le volte spiegare...
E immancabile al 4° commento arriva la domanda fatidica...

22 Giu 2011 | ore 14:29

A chi giova tutto ciò? Forse questo è un blog come tanti, dove ci si vanta con gli amici di come si è passata la serata, nel locale giusto, dai piatti geniali e dalle eccezionali materie prime...
La prego, basta; ci dica qualcosa di nuovo, o almeno in un modo nuovo.
Non voglio ritrovarmi a leggere l'illuminante recensione della sua prossima colazione.
Con stima.

22 Giu 2011 | ore 14:39

vorrei assaggiare il dessert! sono fissata con il rabarbaro :)

22 Giu 2011 | ore 15:47

Ma se uno è un critico gastronomico, e mi sembra che la storia del direttore lo dimostri con i numeri e i fatti, di cosa dovrebbe scrivere?
Una recensione di una cena da Beck fatta da Bonilli a me interessa, non la leggo certo come una vanteria visti i ristoranti di tutto il mondo di cui il direttore scrive molto spesso.
Allora credo che l'intervento di Edoardo sia l'uscita di uno snob che deve far sentire la sua zampata critica.
A proposito, la recensione così asciutta e senza foto mi è piaciuta molto :-)

22 Giu 2011 | ore 16:44

Una bella recensione molto stringata.
Può non piacere a tutti e non mi stupisce, non è retorica e non la tira per le lunghe ma dà il senso dell'estrema cura e qualità del cibo e infatti io mi riprometto proprio sulla base della recensione, visto che ho grande fiducia nell'autore, di andare a settembre da Beck, che mi manca.

22 Giu 2011 | ore 17:13

Ma lei direttore era ospite della sua compagna di cena o del ristorante?non si e'ben capito

22 Giu 2011 | ore 20:44

Si ero ospite, volete sapere anche il nome della signora? E perché non la foto?
Ma non vi sembra un modo malato quello di indagare su cose che per un critico di musica o per i giornalisti che vanno in tribuna stampa allo stadio o alla formula uno o al cinema sono normali: entrano per lavoro e non pagano il biglietto.
Pagare il conto fa la mia recensione diversa?
Pensate che se non mi fosse piaciuta la cena di Beck avrei mercanteggiato trenta anni di professione per 175 euro più i vini?
Non trova tutto questo un po' squallido?

22 Giu 2011 | ore 21:06

Caro direttore, chi fosse la sua compagna di cena non credo interessi gli utenti di questo blog ma non escludo possa essere di interesse per i cultori del gossip, considerando che lei è persona nota e pubblica. Tuttavia ritengo che la recensione di un ristorante debba contenere anche il prezzo, così come in una prova di un auto il prezzo della stessa e degli accessori sono elemento comune e necessario. Se poi lei dice che i prezzi sono noti perché sul sito allora il fatto di non riferirli mi appare privo di senso.
Se poi come al cinema o in teatro il giornalista non paga, ben venga che non paghi nemmeno il giornalista gastronomico. Purché ci dica i prezzi per noi mortali. Il punto, infatti, non è chi ha pagato, ma cosa è costata la cena.

22 Giu 2011 | ore 22:36

Mi piacerebbe sapere dove hanno trovato il rabarbaro fresco a metà giugno... Nel congelatore?

23 Giu 2011 | ore 00:00

Di chi abbia pagato il conto e di chi fosse la dama non me ne frega una mazza.
A me interessa sapere dove si mangia bene e del diretùr mi fido ciecamente.
Al limite gradirei ogni tanto anche una segnalazione di qualche ristorante che l'ha delusa...

23 Giu 2011 | ore 10:09

Appunto. Confermo che di chi paga non frega nulla a nessuno. Ma che si sappia cosa si paga in un ristorante, mi sembra un fatto essenziale.

23 Giu 2011 | ore 12:33

@Tommaso T.

si ma se leggi la prova della Rolls Royce hai bisogno anche di leggere il prezzo dell'auto?

23 Giu 2011 | ore 15:27

Certo. Posso anche optare per una Bentley.
Io ho cenato in tutti i tre stelle spagnoli e in molti italiani. Posso ritenere che in alcuni il cisto sia giustificato, in altri assolutamente no. Ovviamente è una cosa soggettiva, ma è un elemento che può orientare una scelta.

23 Giu 2011 | ore 16:37

Mi chiedevo perché della Pergola sappiamo tutto dello chef mentre lo chef dell'harry's è semisconosciuto.

24 Giu 2011 | ore 12:54

Sono contento che si torni a parlar bene di Beck, che ultimamente mi sembrava avere sin troppi detrattori, specie in rete.
Alla Pergola manco da molto, ma ricordo due esperienze assai piacevoli ed alcuni piatti assolutamente rimarchevoli.

25 Giu 2011 | ore 15:11

il problema di non pagare le cene é enorme e mina in molti casi la credibilità della critica...il giornalista che non paga il biglietto allo stadio non incide sulla prestazione dei calciatori né tantomeno sulla voce di ligabue e sulle capacità del suo chitarrista...il paragone é assurdo sig bonilli. Parallelamente non intendo accusarla di mancanza di credibilità. Ma se sulle guida fosse precisato...le cene sono state tutte offerte dai gentili ristoratori...sarebbe più onesto

25 Giu 2011 | ore 18:43

In questo caso pagava un'altra persona, negli altri casi pago io.
Che paghi o non paghi, comunque, incide poco dal momento che nel mondo della ristorazione sono un volto noto e quindi trattato con grande attenzione.
Però io pago sempre così sono libero di dire e scrivere quello che penso.
Il vero problema, invece, è il moralismo da quattro soldi che c'è in rete per cui la sola cosa che conta è chi ha pagato e non ciò che viene scritto.
Una sorta di rivalsa, come a dire tu te la spassi e noi ti becchiamo in fragrante solo che io faccio questo di mestiere da 30 anni e quindi conta la credibilità, la storia delle persone e non il singolo conto.
Ma tanto è fiato sprecato per chi non vuole capire.
Comunque alla Pergola, unica cosa che contava in quell'articolo, si continua a fare una grande cucina e i prezzi sono quelli di un tre stelle e qui, dopo il moralismo su chi ha pagato, si potrebbe avviare una bella discussione sui prezzi ecc... anche questa nuova e originale :-))

26 Giu 2011 | ore 17:06

Viene da dire, cornuto e mazziato :) Mi sembra che se la spassi di piu' un critico o ispettore 'normale', che (ovviamente) e' pagato dell'editore, di Bonilli che generalmente paga da se'!

Detto questo, parlando per i critici 'normali', penso che sia una questione fondamentale di etica professionale, e non di moralismo, che vengano pagati dall'editore (o di tasca propria) e mai dal ristoratore. I motivi sono talmente banali che non vale la pena di ripeterli. Concordiamo su questo o sono troppo anglosassone?

Bonilli non e' un critico normale perche' e' ovvio che dopo molti anni di esperienza professionale il proprio ruolo si evolva, io non lo vedo come recensore, come uno che mi possa dare un'idea dell'esperienza media in un ristorante, perche' (beato lui!) non credo che di esperienze medie ne faccia piu', ma piuttosto come narratore, come raccontatore di atmosfere, storie e impressioni, che apprezzo per il loro valore intrinseco e per la cultura gastronomica che esprimono, ma che non uso come una normale recensione.

La Pergola non l'ho mai provata, ma giudicando da quello che immagino sia solo un suo pallido riflesso, l' eccellente succursale londinese al Lanesborough (dove peraltro ho provato alcuni piatti storici di Beck) non stento a credere che un'esperienza da Beck non sia un'esperienza ordinaria.

26 Giu 2011 | ore 23:19

Ecchepalle sempre la puntualizzazione "Bonilli ha pagato ? e quanto ?"! fra l'altro non mi sembra di leggere le solite critiche su altri famosi blog.

Ma, ripeto, ad uno come Bonilli con una storia trentennale alle spalle e sicuramente con una solida situazione economica quanto può incidere una cena in più o in meno ? D'Orrico del Corriere valuta benissimo i libri di Roth perchè Einaudi glieli regala ? o Massarini giudica favorevolmente i concerti di Springsteen perchè la Barley lo fa entrare gratis ? o magari suona meglio perchè c'è in sala Gino Castaldo ?

27 Giu 2011 | ore 14:28

as ever a good time was had by all

29 Giu 2011 | ore 03:35

il rabarbaro mi riporta indietro di 25 anni (commozione profonda) :'(

29 Giu 2011 | ore 20:15

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