31
Lug 2011
ore 06:00
ore 06:00
Nostalgia
E' quasi cancellato, è un disegno che si vede percorrendo la strada che da Roses porta a Cala Montjoi.
Una volta ce n'erano molti lungo la parete di roccia che costeggia la strada.
La strada non era asfaltata, e chi faceva quel percorso accidentato o andava alle spiagge belle e nascoste della Costa Brava, o stava seguendo proprio quel segnale, quel buldog dipinto sulla parete di roccia, per arrivare fino a una bella villa, proprio in riva al mare, che era/è un ristorante.
Oggi quel ristorante chiude.
Per me è un bel ricordo, era tutto più spontaneo e garibaldino in quel 1998 e anche la prima cena in quel ristorante è stata bella.
Mi ricordo che ho ordinato un piatto catalano, il coniglio con le vongole, terra mare, la tradizione locale.
Loro erano simpatici e entusiasti, noi capivamo di essere capitati in un posto speciale.
Poi sono successe tante cose nel mondo, lì a Cala Montjoi, e anche a me.
E adesso che guardo le cose da lontano, io che, per via del fuso orario sono già a domenica 31 luglio mattina, e guardo come dentro un canocchiale, e seguo su twitter le foto di Bottura che immortalano i cuochi che stanno cucinando in quel ristorante sulla riva del mare per l'ultima volta, mi viene una grande nostalgia di "come eravamo", dei tempi passati, di un clima diverso, di quell'entusiasmo che ci faceva scoprire ogni giorno cose nuove.
Deve essere la vecchiaia :-))
Foto Maurizio Camagna
Stefano Bonilli
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Bello, bellissimo, non c'è che dire.
Credo che chiunque faccia il proprio lavoro con passione non ambisca che a questo. Essere ricordati per aver simboleggiato qualcosa e aver lasciato una traccia nei ricordi di un'altra persona. Certo non si può pensare di essere ricordati come uno dei geniali rivoluzionatori della storia gastronomica, negli ultimi dieci anni è riuscito solo ad Adrià, ma forse ci si puó accontentare di qualcosa di meno.
"quello è il posto della mia prima cena gourmet..."
"in quel locale ho mangiato il miglior secondo della mia vita..."
"era il ristorante preferito dai miei..."
"quel posto l'ho scelto per chiedere a mia moglie di sposarmi..."
Hai ragione, nei ricordi c'è sempre una vena di nostalgia che, ne sono certo, quando leggerà queste tue righe assalirà anche Adrià seppur affiancata dalla convinzione di aver usufruito di un grande privilegio.
Perchè è bello sperare di aver lasciato il segno, bellissimo sentirsi raccontare nei ricordi di qualcun altro.
E' un momento di ricordi, di gioia e forse di rimpianti anche per me: per esserci stato, per non aver mai dimenticato quei giorni e per non essere riuscito a tornarci. In ogni caso, bravo Adrià!
Capisco, viene la nostalgia a me che non c'entro nulla e che in fondo non ci ho nemmeno mai mangiato se non per quell'indimenticabile "hamburguesa" e che quel "Bulli" l'ho visto solo così, già scolorito al punto da sembrare quasi, in fotografia, un guerriero greco.
Adesso forse capisco perché in questi giorni essere agli antipodi era l'unica soluzione possibile!
Mi ribello, simpaticamente, ma mi ribello al post.
Che la fine di qualcosa, di una bella storia, di un luogo, di simboli, produca nostalgia è sicuramente normale.
Però Ferran Adrià prima di essere un grande chef è abile uomo di marketing e ha capito che c'è un momento per ogni cosa, anche per chiudere, e con grande intelligenza lo ha fatto all'apice del successo. Averlo fatto in questo momento gli permetterà, sulla scia positiva, di andare oltre el bulli e di non distruggere una bella storia, ma di proseguirla, sotto altre forme.
Si è scritto, si scrive, che abbia chiuso perchè il suo ristorante non produceva utili. Balle. Se solo avesse voluto far girare soldi intorno al brand el bulli, il ristorante più famoso del mondo, avrebbe fatto fortune inimmaginabili. E forse lo sta facendo....
E ora vengo alla tua vecchiaia :-)
Beh, mi piacerebbe invecchiare con la tua curiosità, con la voglia che ci metti nel fare le cose, nonostante la tua grande avventura, pur recente, non sia finita nel migliore dei modi.
Sei andato oltre anche tu e lo dimostra il fatto che insieme stiamo lavorando per un altro progetto e la cosa che ho più volte notato è che lo stai facendo senza mai guardarti indietro, nemmeno per un momento. Certo, stiamo nascendo, c'è tanta strada da fare ma credo siano state messe delle buone basi, soprattutto per quanto riguarda le risorse umane. Parlo della nostra gazzetta gastronomica, che ti vede e ti vedrà protagonista. Ancora una volta. Nessuna nostalgia, quindi, dei tempi andati, anzi, affrettati a tornare!
Obrigado, compañero :-))