24
Ago 2011
ore 17:33
ore 17:33
Da Noma di Redzepi al MAD Foodcamp 2011 di Copenhagen

Il 27 e 28 agosto a Copenhagen si svolge la prima edizione del MAD Foodcamp.
E' una manifestazione destinata ad avere un rilievo internazionale perché i promotori, a partire da Renè Redzepi e Claus Mayer, e i partecipanti sono di rilievo mondiale.
Un elenco di assaggio
• Francois Couplan (ricercatore, piante selvatiche)
• Thomas Hart Tung (agricoltore, imprenditore)
• Il suo Signore (presidente del Millennium Institute)
• Irving miglia (imprenditore)
• Molly Jahn (scienziato, agricoltura)
• Stefano Mancuso (Plant Neurobiology)
• Harold McGee (scienziato e autore)
• Jacqueline McGlade (direttore esecutivo dei CEA)
• Kamal Mouzawak (ideatore di Souk el Tayeb)
• Gio Norretranders (autore)
• Søren Wiuff (agricoltore)
• Gaston Acurio Chef (Perù)
• Andoni Aduriz Chef (Spagna)
• Inaki Aizpitarte Chef (Francia)
• Alex Atala Chef (Brasile)
• Massimo Bottura Chef (Italia)
• Michel Bras Chef (Francia)
• David Chang Chef (USA)
• Yoshihiro Narisawa Chef (Giappone)
• Magnus Nilsson Chef (Sverige)
• Daniel Patterson Chef (USA)
• René Redzepi Chef (Danimarca)
• Ben Shewry Chef (Australia)
Il regno vegetale è il DNA della nuova cucina nordica e il MAD Foodcamp raccoglie i migliori produttori e artigiani e sarà il più grande mercato ortofrutticolo mai visto nel Nord Europa con ristoranti, artigiani, animali in mostra e poi ci sarà un convegno con alcuni dei più importanti esperti del settore per discutere della biodiversità nell'agricoltura.
Emerge chiaramente anche il nuovo ruolo che hanno e avranno i cuochi nella individuazione dell'alimentazione migliore per la popolazione, occupando sempre più il ruolo di esperti e ricercatori della qualità.
Stefano Bonilli
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CATEGORIA Progetti nazionali e internazionali | TAG Alex Atala, Claus Mayer, Copenhagen, David Chang, MAD Foodcamp, Massimo Bottura, Noma, Renè Redzepi
commenti 10
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notizie in breve

> Lucky Peach di David Chang, Peter Meehan e Chris Ying è una nuova rivista trimestrale dedicata al cibo pubblicata dall'edtore McSweeney's, e questa è la grande novità per la casa editrice californiana che fino ad ora aveva pubblicato romanzi, saggi ma mai libri e riviste di cucina. Lucky Peach è rivista, ma anche una appllication per l'iPad. Il primo numero è dedicato al "Ramen".
Sarà per via della crisi? Può essere, oppure è semplicemente stanchezza, è non poterne più...
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Mi sembra di capire che la nuova Gazzetta Gastronomica si muoverà a ben altri livelli che i soliti litigiosi blog italiani del cibo.
Per fortuna.
Ormai la cucina non ha più confini e sono contenta che in cotanta riunione ci sia una valida rappresentanza italiana qual è quella di Bottura.
Attendo con ansia le cronache da Copenhagen.
Bello poterci essere.
Però forse Copenhagen per me è un po troppo lontana culturalmente e gastronomicamente parlando.
Se non vi fosse Noma, Rezdepi, Bottura e tutto quel parterre de roi...
Mi attizza un po di più l'Omnivore food festival di febbraio prossimo, senza sapere però con esattezza com'è. Da ciò che capto qua e la mi pare meno formale, più stimolante e più utile.
E poi per un cuoco andare in Francia è come tornare nella culla.
E' vero che la cucina non ha piu' confine purtroppo sta diventendo solo una moda; si publicano libri e teorie su come reperire e riscoprire i prodotti, specialmente le erbette e le radici...come se non fosse mai accaduto, i miei nonni hanno sempre fatto questa vita... autosufficenza dal grano per la pasta a i legumi finno alla frutta e le uova.... Ce ne siamo dimenticati.
Vivo dall'altra parte del mondo in Australia e compro i libri degli chef.Vedere che una citta' intera cucina come Rendezepi, Thomas Keller o Andoni Luis Aduriz ecc... mi rattrista e vedo solo uno scoppiazamento senza confini; globalizzazione del gusto e nessuna sedicente innovazione.. per usare un neologismo musicale Sampling food... Il futuro non lo vedo.
A me fa frofondamente piacere vedere tante menti di differenti settori tutte assieme.
E credo che da un unmile mestiere che poteva essere in cuoco, a divenire anche protagonista di scelte piu ecosostenibili e biodiverse credo possa solo essere che di buon auspicio che dal nostro piccolo tutti possiamo fare qualcosa per questo pianeta.
Caro Raffaele, i tuoi nonni non avevano l'esclusiva dell'autosufficenza, è una storia dei contadini di tutto il mondo.
La differenza è che oggi si hanno conoscenze che prima non c'erano e visto che vivi in Australia e quindi leggi l'inglese, leggiti il programma della manifestazione e forse proverai meno pena e non parlerai più di scopiazzatura.
E per fortuna che non hai concluso dicendo che la cucina italiana è la migliore del mondo.
Scusi direttore
ma vista la miriade di interessantissimi eventi (pubblici e non) che ci sottopone, non potrebbe postarli con largo anticipo, anche in forma ridotta, di modo che magari si prova ad organizzare una gitarella?
mi pare di non sbagliare se dico che questi post sono sempre messi a qualche ora dall'inizio degli eventi. un peccato per chi come me ne scopre l'esistenza spesso solo attraverso e grazie al suo blog
saluti
Giusta osservazione ma mentre ero in Australia e Nuova Zelanda non c'era testa e tempo e poi sono andato "in vacanza" :-))
La prossima volta terrò conto del consiglio.
Caro Direttore, non volevo peccare di presunzione. Ammiro con una certa invidia in senso buono naturalmente, cosa Rene Redzepi e' riuscito a creare con la tecnica, l'innovazione e sentimento verso gli ingredienti creando dei piatti cosi semplici e complessi per usare un ossimoro che pochi credo hanno fatto a soli 34 anni di vita. Mi riferivo a quello che la globalizzazione ha creato , tutti vogliono essere come lui... Creano marketing dietro la loro cucina dicendo che vanno a raccogliere le verdure di mare "alghe" radici e bla bla... per poi scoprire che non e' vero; creando una confusione incredibile tra i coomensali e le guide..... purtroppo e' veramente difficile distnguere chi e' un innovatore o chi si limita alla tecnica del collage. Tipo nell'arte contemporanea Damien Hirst un genio e Bill Viola uno che uso solo la tecnica... Concludo benvengano queste manifestazioni da movimento Fluxus... Continuate a documentarle. Ciao...
dici?
non capisco un accidenti della cucina ne' dell'arte ma mi pare che bill viola sia un po' di piu'.
sempre a mio parere eh!