16
Ago 2011
ore 23:10

La pizza più buona del mondo

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La pizza più buona del mondo nasce durante la festa 'a pizza, organizzata da noi della gazzetta gastronomica l'otto giugno scorso a Vico Equense. Lo chef Alfonso Iaccarino venne a farci visita e fra un assaggio e l'altro bisbigliò a uno di noi: "Bravo questo Franco Pepe, mi piacerebbe far assaggiare la sua pizza a mio figlio Mario, lui "pizzomane" com'è se la divorerebbe...." Detto e fatto. Sant'Agata sui due golfi, martedì 16 agosto 2011. Franco Pepe, in compagnia del suo famoso impasto "a braccia", varca la soglia del ristorante Don Alfonso 1890. L'appuntamento è per le ore 13. Nelle ore precedenti i nostri cellulari vanno in tilt, i nostri ospiti hanno trovato il prevedibile traffico nei pressi degli stabilimenti balneari di Castellammare di Stabia, ma qui, in costiera, nonostante fosse una zona ad alta vocazione turistica, non c'è modo che i cellulari funzionino, indipendentemente dal gestore telefonico.

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Le cose, belle o brutte che siano, a volte nascono per caso. E il caso oggi ha voluto che verso le 10 del mattino Alfonso Iaccarino chiedesse al nostro Direttore, Stefano Bonilli, di accompagnarlo a Punta Campanella dove c'è la sua tenuta agricola "Le Peracciole" a "fare un po' di frutta".

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Pare che il nostro Direttore si sia arrampicato su un paio di alberi di fichi per raccogliere quelli migliori. Al loro ritorno Franco Pepe e la sua brigata già avevano preso possesso del forno del ristorante procedendo alle prime prove e alcuni ospiti ne avevano prontamente approfittato per godersi le prime pizze uscite. La curiosità era nell'aria, certo, non capita tutti i giorni di mangiare una pizza fatta con l'impasto di Franco Pepe, i latticini de il Casolare di Alvignano, abbinati all'olio e ai pomodori della tenuta della famiglia Iaccarino.

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E dopo le prime prove ce n'era per tutti. Franco ci aveva preannunciato di alcune novità nell'impasto, il risultato è stato di una pizza ancora più leggera che ha fatto da base ai fantastici prodotti distribuiti in vaschette di metallo sul piano in marmo di fianco al forno.

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E così sono venute fuori la Mastu Nicola, fatta con il formaggio Conciato romano, una delle eccellenze della gastronomia campana, e poi Margherite, Marinare, il gettonatissimo Calzone con le scarole, ma poi, all'improvviso, il coup de foudre che ha modificato la scaletta programmata dal nostro amico pizzaiolo Franco Pepe. Elisia Menduni, che con una mano fotografava e con l'altra di tanto in tanto afferrava qualche spicchio di pizza, prelevava un paio di fichi, che ancora giacevano nello stesso cesto dopo essere stati raccolti, e li adagiava sulla Mastu Nicola, quella con il Conciato romano. Il calore della pizza scioglieva delicatamente la polpa del fico non trovando nessun ostacolo nell'abbinamento con il formaggio. E così "Franco, un'altra ancora....Franco altre due.....e ancora....."

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Maurizio Cerio, storico sommelier del Don Alfonso, ha scelto in abbinamento alle nostre pizze due annate 2010, un Gragnano della cantina Grotta del Sole e un Pallagrello Bianco Fattoria Alois. La proverbiale accoglienza della famiglia Iaccarino, di Livia, Mario, Ernesto, e le fantastiche pizze di Franco Pepe ci hanno permesso di trascorrere una di quelle giornate da ricordare, non solo a noi, ma anche agli ospiti del Don Alfonso, felici di partecipare al nostro evento. A proposito, il titolo lo abbiamo fatto dopo aver mangiato, appunto, la pizza più buona del mondo.

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TESTO DI MAURIZIO CORTESE
FOTO DI ELISIA MENDUNI
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commenti 23

Sono stata presente e certifico. Ho goduto. Bravi tutti!

17 Ago 2011 | ore 00:55

Davvero un altra bella giornata con gli amici della GG! La grande ospitalità di don Alfonso, le pizze di Pepe, per me una perfetta chiusura dell mie vacanze!!

17 Ago 2011 | ore 08:00

Maurizio,buongiorno! Cosa avrei dato per esserci! ....la storia si ripete tutti gli eventi più belli e semplici avvengono al Don Alfonso! Della passione di Mario per la pizza mi sfuggiva! Ti dirò : subito dopo la chiusura del Don Alfonso invitero' te e Mario a Gragnano per assaggiarne alcune di molto buone.....pero' non potrete esimervi anche da un assaggio di Paccheri....un abbraccio

17 Ago 2011 | ore 08:15

Caro Alberto, grazie per l'invito. Comunque non è solo Mario Iaccarino il "pizzomane" ma credo tutti gli abitanti della zona che si lamentano tutti dell'assoluta mancanza di pizzerie degne di tale nome. Questo "gap" della costiera, considerata dai più il polo gastronomico più interessante d'Italia, dove però il prodotto nazionale e forse mondiale per eccellenza non riesce a mettere radici, con le luci di Napoli che luccicano di fronte, è davvero qualcosa di incomprensibile.
Certo, la costiera ha altre tradizioni, qui si usa spesso la sugna, per insaporire, cosa che appare paradossale con tutti i fantastici prodotti che ci sono da queste parti, che poi hanno decretato il successo della ristorazione locale. Per me resta un mistero.

17 Ago 2011 | ore 09:33

Con Maurizio Cortese, Cristina e i figli siamo andati, alcune sere fa, a mangiare la pizza al Gambero, un locale di Sant'Agata.
Forse il nome doveva indurmi a maggiore cautela, comunque abbiamo osato e dopo lunga attesa ci sono arrivate le margherite ordinate.
Che delusione, che accozzaglia di mozzarella, pomodoro e pasta mal lievitata.
Ecco, questo è lo stato delle cose in quel di Sant'Agata e dintorni, la pizza buona è un prodotto sconosciuto e la venuta di Franco Pepe è stato un episodio, non a caso celebrato al Don Alfonso, regno dell'alta qualità, perché in realtà qui della pizza di qualità se ne fregano proprio e la cosa stride a fronte della crescita della ristorazione un po' in tutta la costiera.

17 Ago 2011 | ore 09:57

Maurizio caro, il motivo di tanto mistero sta nel fatto che oggi purtroppo si vive di improvvisazione, di mancanza assoluta di formazione e professionalita'. Un'attivita va bene, inizia a dare i suoi frutti? Ed ecco le migliaia di improvvisatori che,pensando che il risultato di quell'attivita sia frutto di fortuna e di occasione, iniziano attivita' senza nemmeno avere idea di cosa sia un prodotto artigianale: i sacrifici di una vita, la scelta di materie prime di qualità , gli studi, le prove e le riprove. Oggi tutti sono pizzaioli , tutti sono ristoratori, tutti sono pastai, tutti albergatori. Ed ecco che quando maestri come Alfonso Iaccaino e Pepe si incontrano fanno terra bruciata intorno. Impariamo ad essere più umili e gioire quando un artigiano riesce bene, e non cerchiamo di imitarlo pensando di riuscire nell'intento e poi fare disastri che inficiano tutta la categoria. Ti aspetto a Gragnano, per mostrasti un po' di novita'

17 Ago 2011 | ore 10:57

A Roma, quando una cosa è “come pizza e fichi”, significa che è proprio la fine del mondo...Punta campanella è un luogo splendido...BINGO! complimenti mi avete fatto proprio venir voglia di costiera ;-)

17 Ago 2011 | ore 11:23

Da tempo non vado più a mangiare la pizza nelle nostre pizzerie. Pasta umida al centro, troppa "roba" sopra e non di buona qualità (da pizzeria, si dice, in senso dispregiativo), lievitazione veloce, sete tutta la notte. Ho il mio lievito madre (dopo 6 mesi, rinfrescato ogni 2-3 giorni, è morbido come una crema e profumato, è stata dura ma ce l'ho fatta!), farina Petra 1 o 3, olio buono, pomodori pelati sempre di mia produzione, e un po' di pratica. Certo mi manca il forno a legna, ma sempre meglio di quei pezzi di pane mollicci! Sono snob? Ebbene si, sulla pizza sono snob. Ciao a tutti da Montagnana (PD)

17 Ago 2011 | ore 12:08

Quello della pizza è davvero un fenomeno incredibile, fuori Napoli la qualità scende in maniera incredibile. A Salerno, la mia città, a pochi chilometri le pizze mangiabili sono dovvero poche e nemmeno lontanamente paragonabili ai migliori napoletani. Come Enzo Coccia ha largamente spiegato più volte non è una questione di acqua o di aria ma di metodo di lavorazione e di materie prime e la pizza buona si può fare a Napoli come a Tokyo.
Al contrario però i ristoranti migliori in Campania non sono a Napoli ma o nei luoghi più turistici ( la costiera, le isole) o nell'entroterra che ha saputo valorizzare i suoi prodotti!

17 Ago 2011 | ore 14:25

un grande piacere rivedervi tutti, peccato non aver potuto assaggiare la pizza di Pepe a causa della dieta che io e Giuseppe abbiamo intrapreso. che bello rivedere Livia in splendida forma

17 Ago 2011 | ore 15:02

mi fate rabbia, voi della Gazzetta!

17 Ago 2011 | ore 20:06

belle foto
fantastiche pizze
voglia di costiera

18 Ago 2011 | ore 02:10

Caro Stefano,
bellissimi i tuoi report gastronomici dalla penisola sorrentina.
Per quanto riguarda la pizza appena torni a Bologna ti consiglio di fare visita alla Pizzeria (solo alla sera) e Ristorante (solo a pranzo)Berbere' http://www.berbere.it/index.html di Castelmaggiore dove da qualche mese anche lo chef Matteo Aloe ti potrà fare gustare pizze ti assicuro tra le più buone del mondo !!!

18 Ago 2011 | ore 09:27

E poi non venitemi a parlare di morte delle guide gastronomiche. Le guide sono le uniche che continuano a occuparsi di ristoranti dando valutazioni e suggerimenti, aiutando il comune consumatore a scegliere il ristorante. Questo perché hanno gruppi editoriali alle spalle che finanziano la capillare visita ai ristoranti italiani. Cosa che i singoli con i loro blog (salvo dovute eccezioni, vedi l ottimo passionegourmet) non si possono permettere. E allora che fanno? Scrivono ricette, editoriali sociologici o politici. Oppure raccontano decine di così detti "eventi" a cui il comune frequentatore di ristoranti non e' e non vuole essere invitato e di cui conseguentemente non gli importa un beato....!!! Dimenticavo: le uniche volte in cui recensiscono ristoranti sono quelle in cui vanno a scrocco e quindi la recensione risulta agiografica e completamente inattendibile.
W le guide!!

18 Ago 2011 | ore 10:23

La perdita di appeal dei blog è data principalmente dagli interventi anonimi di chi vuole pubblicizzare posizioni personali senza nessun legame con la realtà.
Vedere uno che inneggia alle guide suona patetico, non fosse altro perché le guide in quanto tali son un'entità metafisica mentre se parliamo di guida Michelin o Espresso, le sole due rimaste sul mercato con una loro credibilità, diamo un nome e cognome a ció di cui si parla.
Resta comunque l'handicap di fare un prodotto vecchio già dalla nascita e spesso meno affidabile del più sconclusionato blogger.
Non capire che in fatto di ristoranti, alberghi, vini la rete è il presente, basta saper scegliere tra i mille che scrivono, e la carta un nobile passato, è un limite di comprensione della realtà molto diffuso ma che presto si muterà in ammirazione per i vantaggi per il consumatore sempre aggiornato in diretta.

18 Ago 2011 | ore 11:23

Se è una lezione... è il periodo storico che è sbagliato.
Ci sono persone da Guide, persone da blog e persone che non si fanno mancare le due opzioni.
Ognuno di noi, anche se in Italia si fa di tutto per omologare e fuorviare l'intelletto, è in grado di capire come informarsi a seconda delle sue necessità.
Un blog è un blog, una guida è una guida. Perchè farle diventare la stessa cosa?
Io, se riesco, andrò a provare la pizza di Franco Pepe. La sua pizzeria dovrebbe essere aperta a chiunque.

18 Ago 2011 | ore 21:42

Peccato che sotto il suo commento non ci sia l'opzione "mi piace"

19 Ago 2011 | ore 08:04

ottima la pizza con i fichi!!

19 Ago 2011 | ore 20:18

Il discorso è fuori luogo .

Si sta su queste pagine per leggere le opinioni, i pensieri, le emozioni ecc ecc di Bonilli.

Questo è il suo blog non la sua guida.

20 Ago 2011 | ore 00:59

OK, mi avete fatto venire l'acqolina. Ma questa pizza di Franco Pepe dove la posso gustare?
Grazie in anticipo

21 Ago 2011 | ore 18:59

Giorgio, come autore del post avrei dovuto risponderle subito, ma non mi ero accorto della sua domanda. Le chiedo scusa. Le pizze di Franco Pepe le può trovare alla Pizzeria Pepe, nella piazza principale di Caiazzo, nell'alto casertano.

23 Ago 2011 | ore 16:59

Sicuramente un'idea originale, ma preferisco sempre il classico. Sono il tweed della pizza :)

22 Gen 2012 | ore 14:16

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