16
Set 2011
ore 17:25

Roma multietnica: il mercato di Piazza Vittorio

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Guardando questa foto che ho scattato al Chatuchak Market di Bangkok mi è venuta voglia di un piatto di cucina thai, che amo molto, e allora ho preso l'autobus e sono andato all'Esquilino in un mercato molto bello e particolare.

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Per arrivare in questo mercato, dopo tanti viaggi in aereo e decine di migliaia di miglia, è bastato prendere un autobus, eppure sembra di essere in India, Bangladesh o in Thailandia e invece siamo dalle parti di Piazza Vittorio a Roma.

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Da vari anni il mercato è al coperto e pulito, in origine occupava con i banchi all'aperto quasi tutta la Piazza Vittorio ed era diventato il mercato di riferimento della grande componente extracomunitaria presente a Roma anche se assomigliava molto a un mercato di Bombay.
Nel 1989 la magistratura era intervenuta a causa delle condizioni igieniche carenti e il comune aveva deciso il trasferimento del mercato nelle vicine caserme dismesse dall'esercito di via Amedeo Sani.
Il trasloco del Nuovo Mercato Esquilino è avvenuto solo nel 2001

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Anche oggi sia tra le persone dietro ai banchi di vendita che tra i clienti la componente "straniera", cioè di cittadini di altre nazionalità, sia asiatici che africani, è rilevante.
Si vede subito girando tra i banchi una presenza multiculturale e d'altra parte se cerchi una verdura o una spezia particolari devi venire qui all'Esquilino se vuoi andare sul sicuro.


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Il mercato è inserito in una zona della città con una grande comunità cinese tanto che in via Ferruccio è sorto il primo tempio buddista cinese d'Europa.
Da fuori il tempio sembra un negozio come tanti ma dentro si vede un Buddah dorato.
Molti box del mercato sono occupati da cittadini provenienti dal Bangladesh, molti di loro non parlano quasi italiano, alcuni quando vedono la macchina fotografica manifestano fastidio e diffidenza, altri sono molto gentili e ti raccontano l'origine delle verdure dai nomi sconosciuti.

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Girando tra i banchi troverete di tutto dalla manioca che è la cassava, ai molti tipi di patate dolci, le zucchine thailandesi, uppo, labanos, ojuco, ampalaya e poi zenzero, basmati, tamarindo, fagioli, lenticchie, burgul, semola e soia.

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Se hai voglia di cimentarti con la cucina thai, vietnamita o del nord dell'India devi venire qui a fare la spesa perché c'è tutto e se ci torni spesso come cliente curioso e appassionato fai facilmente amicizia coi venditori.
E' una bella esperienza e per chi è stato in viaggio per Asia e Oceania è come un ritorno alle foto, ai ricordi e in parte alle atmosfere di quei lontani mercati.
Tutto questo a Roma, Nuovo Mercato Esquilino.

Ma quanti altri mercati multietnici ci sono in Italia?

Vi piace andare a fare la spesa e comprare prodotti "nuovi" e sconosciuti?

Quali cucine straniere amate sperimentare a casa vostra?

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Foto S. Bonilli

commenti 15

Per chi vuole sapere quali sono i libri migliori sulla cucina thai ecco due titoli:

David Thompson
The Thai Street Food
pag 370
£ 40

David Thompson
Thai food
pag 674
$ 40

16 Set 2011 | ore 18:21

Bello come al solito questo articolo ma a proposito quando esce la gazzetta gastronomica?
Siamo in tanti in attesa e che fine farà il paperogiallo?

16 Set 2011 | ore 18:26

ancora pochi mercati mult/etn. peccato

16 Set 2011 | ore 22:08

Non mi appassiona la cucina thai: troppo lemon grass e latte di cocco per quel poco che ho assaggiato Bangkok. Sono rimasta affascinata dalla cucina cinese del sud: a Guilin mi sono gustata zuppe di ogni sorta, lumache, teste di pesce.... E stasera ho fatto saltare nella wok cavolo cinese e porro (del mio orto, of course), zenzero con tofu grigliato!
Dalle mie parti (Vicenza/Padova) più che mercati ci sono piccoli negozi agglomerati x etnia: l'ultima volta mi sono divertita da morire tra gli scaffali moldavi e rumeni: salami speziati, formaggi acidi, polpette di pesce in scatola... E trovi pure il caviale di salmone a prezzi onesti!

Ps. A Pechino ho mangiato spesso il gelato di fagioli, che guarda caso l'ho riassaporato l'altro giorno Da Lorenzo Cogo!

17 Set 2011 | ore 00:33

@Giulia: azuki, vero? buonissimi! Un bravo cuoco, ora a Tokyo, mi insegnò a farlo anni fa e da allora li ho usati spesso.
Io adoro la cucina vietnamita e giapponese e
Piazza Vittorio rimane il mio mercato preferito. Ci vado abbastanza da sapere ormai i miei banchi preferiti.

17 Set 2011 | ore 02:00

@cristina: sì azuki. in Cina ho assaggiato anche il gelato di soia, più saziante ed energetico, e semi di loto. questi li mangi direttamente dal fiore.
A proposito di cibo multietnico c'è un programma su Discovery Trave, Bizarre Food che trovo molto utile (Andrew Zimmern mi sta pure simpatico) e lo consulto sul sito prima di partire per le vacanze!

17 Set 2011 | ore 12:28

chi di noi risponde a Serena?

17 Set 2011 | ore 14:09

A Milano, il maggiore mercato etnico è quello di piazza XXIV maggio. Specializzato soprattutto su prodotti sudamericani. In giro, tanti negozi indiani/sudamericani. E qualcosa di cinese - ma non moltissimo - nella zona Paolo Sarpi.
Una cucina sottovalutata, per ora, in Italia: quella peruviana.

17 Set 2011 | ore 14:37

@Giulia. Del loto non ho mai mangiato i semi, ma solo la radice (ce l'ho in carta ora), fritta o bollita e condita con vari odori. Mi piacerebbe assaggiare i semi! Del gelato alla soia...non so, forse non sono stata fortunata, ma non riesco ad apprezzarne la bontà. Sarà che ho bevuto in passato latte di soia e mi ha sempre lasciato del velo plasticoso in bocca..quindi mi sono rifugiata nel latte di riso come alternativa al latte vaccino. Direi che forse è arrivato il momento di riprovarlo!

17 Set 2011 | ore 18:27

ma all'interno del mercato ci sono anche punti dove si può mangiare stile Chatuchak?

17 Set 2011 | ore 18:59

Magari, non se ne parla, il mercato di Bangkok è lontano :-((

17 Set 2011 | ore 20:14

Chi è curioso delle cucine straniere ma non ha mai osato cucinare etnico consiglio alcune ricette della collana Cucinare Insieme... L'etnico firmato Barbagli è di riuscita sicura e convince. Le ultime che ho provato? Costine laccate alla cinese, oppure curry di agnello, oppure zuppa thai o ancora la zuppa agropiccante.
Per le foto dei volumi abbiamo fatto spesa al mercato di Piazza Vittorio, ma ci sono banchi validi anche al mercato del Trionfale. Al laghetto dell'Eur, ogni prima domenica del mese c'è il ritrovo della comunità Thai di Roma con tanto di venditori di prodotti tipici e di assaggi anche a portar via. Io mi sto appassionando all'etnico, faccio cene a tema e lo mangio fuori e poi in tempo di crisi costa poco ;-)

17 Set 2011 | ore 20:14

prova a digitare gazzettagastronomica.it e vedi cosa succede

19 Set 2011 | ore 08:50

la cosa simpatica è che per comunicare fra loro, ghanesi, rumeni, cinesi, ecc..., per capirsi fra diverse etnie insomma, parlano italiano!!!

19 Set 2011 | ore 11:27

mercati multietnici non so, sinceramente. ma ce ne sono davvero altri???

ma personalmente amo molto la cucina asiatica, quindi scoprirla, riscorpirla e provarla è super!

... l'altra volta ho fatto gli involtini primavera, dopo un acquisto massiccio di ingredienti, appunto a piazza Vittorio.
Mi sono troppo divertita... ed ero soddisfatta anche se si chiudevano non perfettamente. il giorno dopo li ho messi in forno e la cottura non era malaccia, ma devo perfezionarmi.

evviva piazza vittorio, comunque!

19 Set 2011 | ore 13:03

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a cura di Stefano Bonilli

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in libreria e on-line

* VOLUMI GIA' PUBBLICATI
NELLA STESSA COLLANA


notizie in breve

Lucky_Peach.jpg

> Lucky Peach di David Chang, Peter Meehan e Chris Ying è una nuova rivista trimestrale dedicata al cibo pubblicata dall'edtore McSweeney's, e questa è la grande novità per la casa editrice californiana che fino ad ora aveva pubblicato romanzi, saggi ma mai libri e riviste di cucina. Lucky Peach è rivista, ma anche una appllication per l'iPad. Il primo numero è dedicato al "Ramen".

Fagioli_cotiche.jpg Revisionismo gastronomico

Sarà per via della crisi? Può essere, oppure è semplicemente stanchezza, è non poterne più...


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