17
Ott 2011
ore 18:17
ore 18:17
Adrià parla a Barcellona della Guida 2.0
El Bulli Foundation con la collaborazione di Jorge Guitàn e Txaber Allué e Telefonica hanno organizzato Gastronomy & Technology Days 2011 radunando a Barcellona un piccolo numero di blogger per discutere dell'influenza che twitter, facebook, i blog e, da ultimo, l'acquisto da parte di Google della guida dei ristoranti Zagat, avranno sull'editoria gastronomica da un lato e sulla ristorazione dall'altro.
In una prima sessione ne hanno discusso il sottoscritto, Paul Albornà, Marta Fernandez, Duarte Calvao e Rachel McCormack.
In una seconda sessione i cuochi e giornalisti Ferran Adrià, Pepe Solla, Francis Paniego, Quique Dacosta, Marcos Morán, Paco Morales.
L'elemento più importante per il futuro è stato giudicato l'ingresso di Google nel settore delle guide gastronomiche grazie all'acquisto dell'americana Zagat.
Questo, ha detto Adrià, cambierà definitivamente il panorama del settore e avrà riflessi anche sulla ristorazione.
I molti blogger spagnoli presenti in sala e ai dibattiti hanno discusso del ruolo dei giornalisti, spesso contrapposto a quello dei blogger, un'annosa questione del tutto sorpassata dalla realtà, specialmente negli Usa.
I cuochi invece si sono dimostrati molto aperti e disponibili di fronte a questo nuovo fenomeno e, contrariamente dai loro colleghi italiani, vi hanno visto elementi di positività.
Bisogna saper accogliere le critiche, ha detto Quique Dacosta, e Adrià, che del convegno è stato grande sponsor, ha messo in luce l'importanza che il web ha e avrà per la sistemazizzazione del comparto delle ricette di tutto il mondo, la creazione di un enorme database che raccolga tutto lo scibile della gastronomia.

Questo, ha detto Adrià, cambierà definitivamente il panorama del settore e avrà riflessi anche sulla ristorazione.
I molti blogger spagnoli presenti in sala e ai dibattiti hanno discusso del ruolo dei giornalisti, spesso contrapposto a quello dei blogger, un'annosa questione del tutto sorpassata dalla realtà, specialmente negli Usa.
I cuochi invece si sono dimostrati molto aperti e disponibili di fronte a questo nuovo fenomeno e, contrariamente dai loro colleghi italiani, vi hanno visto elementi di positività.
Bisogna saper accogliere le critiche, ha detto Quique Dacosta, e Adrià, che del convegno è stato grande sponsor, ha messo in luce l'importanza che il web ha e avrà per la sistemazizzazione del comparto delle ricette di tutto il mondo, la creazione di un enorme database che raccolga tutto lo scibile della gastronomia.
Anna Mayer, una delle organizzatrici, dopo la fine della prima sessione di interventi

Degustazione di Manzanilla Solear per finire
Degustazione di Manzanilla Solear per finire
Stefano Bonilli
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CATEGORIA Hi -Tech dreams | TAG Barcellona, Ferran Adrià, Jorge Guitàn, Quide Dacosta, Telefonica G & T
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Would You Give This Man a Ride?
O detto altrimenti: comprereste da quell'uomo un'auto di seconda mano?
Le fondazioni di solito sono un trucco per le tasse o l'amticamera del fallimento. Scumètum?
da Adrià la comprerei,
fosse solo per la mole di tecniche di cucina che ha sviluppato.
Fosse solo perchè dalle sue cucine sono usciti i migliori cuochi del mondo in circolazione attualmente.
Certo che uno che ripete ossessivamente la stessa cosa da anni deve avere dei problemi e non piccoli, vero stucchi?
Carissimo Stefano, non entro in materia perchè anche se blogger il mio è solo un blog del tutto amatoriale ma sono contenta di aver incontrato il tuo blog tenuto da un giornalista con i fiocchi e controfiocchi sempre informatissimo. Quindi queste righe per ringraziarti.
Buon lavoro.
Due giorni fa ho scatenato l'inferno tra i commenti (post Enoteca Pinchiorri) solo per aver invocato la Guida 2.0. Ed ecco che Adrià ne parla a Barcellona....
Ammazza quanto sono stata profetica...Ma quale profetica...è solo che la forza del web in Italia è ancora una minaccia, all'estero è un'opportunità.
E noi resteremo indietro anche questa volta. A guardare.
Da anni? Tristano, forse tu hai dei problemi col calendario. Figuriamoci col resto.
Di sicuro chiunque ti stia vicino, se uomo, è sicuro di ammalarsi di orchite tanto sei ripetitivo, noioso e bilioso.
Bé, io più di una volta "ho dato un passaggio a quest'uomo" (tra l'altro, perché lo hai scritto in inglese e con le maiuscole?) e non è successo nulla di particolare. In ogni caso ci sto. Cosa scommettiamo?
Ben venga una nuova guida, una guida 2.0, ma poi dovremmo anche saper riconoscere le più affidabili e che agiscono in assoluta buona fede. Basta andare in libreria per rendersi conto di quante pubblicazioni, guide e pseudo-guide ci sono. Tante, forse troppe. Il troppo, a mio parere, ha peso quando la qualità scade. Ci sono le guide di riferimento, poche, ma quali sono, secondo lei signor Bonilli, gli elementi che possono trasmettere "affidabilità"? Compresa la presenza o meno di pubblicità strettamente collegata all'argomento trattato. Esempio la pubblicità di una cantina in una guida di vini... Grazie.
quando la volpe non arrivava all'uva...... , d'accordo che il web è il mezzo più rapido ma siamo sicuri che è il più affidabile , certo alcune guide si ammorbidiscono con la pubblicità , ma dovrebbero essere , almeno spererei , redatte da professionisti , il web accoglie i pareri di tutti , basta leggersi le recensioni di tutti i pluristellati su tripadvisor , secondo me l'anarchia dei giudizi porta ad un livellamento verso il basso , io personalmente sul web seguo un sito che effettua veri e prorpi reportage che aldilà delle votazioni del degustatore che posso condividere o meno , mi mostra nei particolari che cosa trovo nei locali recensiti quanto spendo nei particolari , il web è un grande mezzo ma secondo me a volte è come affidare una formula uno a neo patentato
Nelle prossime settimane parleremo in modo più concreto e approfondito di una guida dei ristoranti 2.0 che poi sarebbe a dire una guida digitale che, come nel caso Zagat edizione cartacea, coniuga il giudizio dei lettori con quello della redazione.
Ci saranno difficoltà ma bisognerà pur iniziare.
In rete ci sono già alcuni esempi di un intervento dei lettori e di guide tendenti al 2.0 ma secondo me in molti casi manca una redazione.
Comunque ci sarà l'occasione per discutere.
Sarei curioso di sapere che cosa ne pensa lei direttore. Resto in attesa...
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