07
Ott 2011
ore 00:20

Una giornata particolare

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La giornata era iniziata in modo triste perché nella notte era morto Steve Jobs.
Io sono uno di quelli che si è avvicinato ai computer acquistando il primo Mcintosh 128k e poi dotando il gambero rosso già nel 1987 di computer Macintosh SE e poi Macintosh SE/30.
La morte annunciata di Jobs mi ha dato un autentico dolore e guardando i commenti sul web mi ha ricordato il dolore planetario per la morte di John Lennon.
Una giornata che aveva il suo centro a Firenze dove si presentavano le Guide dell'Espresso e quindi tutti verso il Mercato di San Lorenzo, a poche centinaia di metri dalla stazione di Santa Maria Novella.
La presentazione delle guide dirette da Enzo Vizzari è diventata negli ultimi anni un'occasione di incontro tra cuochi, giornalisti, produttori di vino e addetti ai lavori di vario tipo.
Vizzari vuole che le sue guide siano le prime a scendere in campo e quindi di anno in anno la presentazione dell'Espresso si è spostata sempre più verso l'inizio di ottobre.

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Anche quest'anno sala gremita e tutti i cuochi presenti all'appello per la premiazione, mentre in un ampio spazio attiguo era possibile assaggiare tutti i vini promossi dalla guida  dei vini curata da Ernesto Gentili e Fabio Rizzari.

Le classifiche non emoziano più perché un millimetro in più, uno in meno i nomi sono sempre gli stessi con La Francescana di Massimo Bottura al vertice con 19,75/20 e poi Vissani, Le Calandre e e la Pergola a 19,5/20, Uliassi e Piazza Duomo a 19/20 e via via tutti gli altri.
Foto di gruppo, ci sono tutti quelli con i voti massimi, palco gremito, è la nostra nazionale della cucina.

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La nostra cucina, dice Vizzari, è vitale, aperta, moderna e i migliori, quelli sul palco, ma non solo loro, sono stati capaci di innovare senza perdere le grandi radici della nostra cucina regionale.
Applausi, sono quasi le 13, chi va ad assaggiare i vini e chi esce dal Mercato di San Lorenzo e si disperde per la città a gruppi.
Un punto di incontro è sempre il Cibreo di Flavio Picchi, andiamo lì e ci sono quelli delle Calandre, e poi Roberto Anselmi, Enzo Ercolino, Gigi Ricadonna con Bolasco, Paolo Scotto e Enrico Pierri del San Lorenzo, Cristina e Alessandro Guidi di Caraiba.

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Il lampredotto con le patate del Picchi riconcilia col mondo, il Caberlot 2001 e 2006 di Bettina Rogosky ti fa volare.
Sono un paio d'ore belle e rilassanti, poi si va in stazione, saluti e arrivederci alla prossima manifestazione dove la compagnia di giro della gastronomia farà tappa.
C'è chi va a nord, chi a sud.

Sul treno per Roma leggo le notizie dal mondo sul mio iPad e trovo su youtube il discorso che Steve Jobs nel 2005 ha fatto agli studenti dell'Università di Stanford appena diplomati.
Un discorso famoso, duro, stupefacente perché parla della morte, della sua morte e del fatto che l'anno prima gli avevano diagnosticato il cancro al pancreas dandogli solo sei mesi di vita.
Jobs conclude con queste parole:
 
Il vostro tempo è limitato. Non fatevi intrappolare dai dogmi - che significano vivere con regole inventate da qualcun altro. Non lasciate che il rumore delle opinioni altrui copra la vostra voce interiore. E più importante di tutto, abbiate il coraggio di seguire il vostro cuore e il vostro intuito. Loro sanno già che cosa volete diventare. Tutto il resto è secondario.

Speriamo che i giovani, i nostri giovani sappiano avere questo coraggio.
Steve Jobs 1955 - 2011

Foto di Elisia Menduni


commenti 8

Ieri avevo le lacrime agli occhi, che strano, un po' me ne vergognavo, piangere per un americano miliardario.
Ma anche un genio che ha cambiato la mia vita.
E oggi che ho appena finito di leggere le pagine del Corriere della sera so che quel genio mi ha reso più felice.

07 Ott 2011 | ore 08:30

Io ho iniziato un po' dopo, con il Commodore VIC20 (tanto ingombrante quanto inutile).

Imboccata poi la strada MS mantenuta per tanti anni e convertitomi solo da due anni ad iPhone ed iPad. Ora il mio sogno è iCloud con tutti i devices Apple... e liberarmi dagli altri fronzoli! Ho 38 anni e devo finalmente decidere se diventare di nuovo giovane ;-)

Merito a lei, Bonilli, che portò innovazione in quel del Gambero (mi sa che oggi se la sono persa un po' per strada) e che si mantiene sempre aggiornato.

Complimenti per il suo post sobrio e lucido, soprattutto sul versante guide, che mi sembra una ulteriore testimonianza di come stiano perdendo sempre più significato le inutili battaglie sui punteggi e che si percorra la strada dell'affiatamento (sarà questa crisi che unisce tutti un po' di più?).

Buon viaggio, ovunque lei sia diretto.

Stay hungry, stay foolish.

07 Ott 2011 | ore 09:15

Bonilli, lei è sempre attento al nuovo, in tecnologia come sul futuro dell'editoria gastronomica ed è un grande esempio per i più giovani.
Capisco perché ieri sia rimasto turbato per la morte di Jobs e capisco perché si è innamorato dei primi macintosh.
Io ai mac ci sono arrivata molto dopo ma confesso che alcune idee di Jobs mi hanno cambiato la vita.

07 Ott 2011 | ore 09:35

Vuoi mettere un bel post dove si ragiona su quel 0,5% in più o in meno dato al cuoco Pinco Pallo.
A guardare qua e là nella rete di queste discussioni ce ne sono sempre molte ma gli interventi sono meno numerosi degli scorsi anni perché ormai le guide gli appassionati le leggono solo per routine, le vere guide se le fanno confrontando le valutazioni dei vari pignataro, scuteri, cremona, cauzzi e soci, marchi ecc...
E ancora una volta lei sposta il gioco un passo più avanti e parla di guide digitali.
In bocca al lupo :-D

07 Ott 2011 | ore 13:28

mi auguro che le guide digitali diventono un presente e non un futuro.
Dopo essere stato recensito per due anni consecutivi con dei piatti che non ho mai fatto, io ieri ho fatto il mio personalissimo funerale alla guida dell'Espresso. Era un funerale accompagnato da una bella risata, senza una lacrima. Non trovo più un motivo valido che giustificherebbe l'esistenza di certe guide cartacee....

08 Ott 2011 | ore 00:20

Come Jobs fu allontanato da Apple, anche Lei direttore lo è stato dal Gamberorosso. Continuo a pensare a questo parallelismo e anche ad un altro, al vedere oltre, lontano...

08 Ott 2011 | ore 01:34

Carissimo, io non sono mai stata una seguace dei prodotti di Jobs perchè quando ho iniziato per lavoro la politica aziendale aveva scelto Bill....
Non per questo sono rimasta indietro ed ho seguito con interesse e stupore di questo lungimirante persona, delle sue intuizioni che forse anzi probabilmente ha dato fastidio a molti.
Mi sono comossa a questa lotta intrapresa e non posso pensare altro che è stato se stesso fino all'ultimo a mio parere un Grande. Mi ha dato molto fastidio le cattive parole di quel signore...volutamente dimentico il suo nome e di quanta gratuita cattiveria ne conseguirà ancora.
Io credo che Jobs da lassù se la riderà alla grande perchè comunque anche lasciandoci siamo rimasti tutti con la bocca aperta.
Ciaoo Jobs buon viaggio.

08 Ott 2011 | ore 17:38

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a cura di Stefano Bonilli

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Fagioli_cotiche.jpg Revisionismo gastronomico

Sarà per via della crisi? Può essere, oppure è semplicemente stanchezza, è non poterne più...


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